The Rider - Il sogno di un cowboy

Film 2017 | Drammatico +13 105 min.

Titolo originaleThe Rider
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata105 minuti
Al cinema10 sale cinematografiche
Regia diChloé Zhao
AttoriBrady Jandreau, Mooney, Tim Jandreau, Lilly Jandreau, Leroy Pourier, Cat Clifford Tanner Langdeau, James Calhoon, Terri Dawn Pourier, Lane Scott, Derrick Janis.
Uscitagiovedì 29 agosto 2019
TagDa vedere 2017
DistribuzioneWanted
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,90 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Chloé Zhao. Un film Da vedere 2017 con Brady Jandreau, Mooney, Tim Jandreau, Lilly Jandreau, Leroy Pourier, Cat Clifford. Cast completo Titolo originale: The Rider. Genere Drammatico - USA, 2017, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 29 agosto 2019 distribuito da Wanted. Oggi tra i film al cinema in 10 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,90 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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A seguito di un incidente un uomo abbandona il Rodeo per riscoprirsi estraneo in un'America totalmente diversa da quella cui era abituato. Il film ha ottenuto 4 candidature a Spirit Awards, In Italia al Box Office The Rider - Il sogno di un cowboy ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 64,8 mila euro e 23,3 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,90/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,80
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Tra favola contemplativa e film sociale, l'epopea di un giovane cowboy alla riconquista del proprio destino.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 26 giugno 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 26 giugno 2019

Nella riserva di Pine Ridge, nel South Dakota, Brady Blackburn addestra cavalli selvaggi. Giovane cowboy e stella nascente del rodeo, apprende dal suo medico di non poter più cavalcare. Una brutta caduta lo ha disarcionato per sempre, sfondandogli il cranio in maniera quasi fatale. A fianco della sorellina, affetta dalla sindrome di Asperger, e in lotta col padre piegato dal lavoro e dalle responsabilità, cerca una nuova ragione di vita in un Paese che non fa sconti.

Cowboy e indiano insieme, Brady Jandreau (Blackburn nella finzione) è un paradosso americano o forse una riconciliazione. In entrambi i casi è una singolarità invisibile, almeno fino a quando Chloé Zhao non lo incontra nella riserva indiana di Pine Ridge durante le riprese del suo primo film (Songs My Brothers Taught Me).

Nato e cresciuto in quella riserva, Brady è un cowboy Lakota, il giovane rappresentante di una comunità costituitasi attorno alla passione per i cavalli, che cavalcano con le piume sui loro Stetson in onore degli antenati. La regista l'ha osservata a lungo prima di comporre una ballata centrata su Brady e inscritta nella tradizione western, dove gli attori, non professionisti, interpretano personaggi conformi al loro vissuto.

Dentro paesaggi sublimi, filmati sempre all'alba o al tramonto per dare colore a esistenze che ne mancano crudelmente, l'autrice, cinese traslocata a New York, racconta un'epopea autobiografica: la storia di un ventenne che deve reinventarsi a causa di un incidente. Riparato con una placca di metallo, quella 'toppa' in testa gli impedisce di tornare in sella e di corrispondere all'immagine ideale del cowboy. Brady non riesce a chiudere con la sua vecchia vita ma è costretto a riconsiderarla dentro un film di passaggio e in attesa di una scelta definitiva.

Senza forzare la mano sulla drammaturgia e muovendosi intorno a un materiale documentario, The Rider è una lenta presa di coscienza di un ragazzo in simbiosi con la natura e con la storia di una terra marcata dal massacro dei Sioux (1890) sulle rive di 'un altro Sand Creek'.

Brady Jandreau, che incarna le illusioni perdute come i tormenti del suo popolo, esita, persevera e poi rinuncia in un western del XXI secolo che a dispetto del titolo non contempla mai una scena di galoppo, a parte quella onirica dell'epilogo. Le cavalcate eroiche non sono ormai che vecchie storie da raccontarsi intorno al fuoco o bravate di un passato prossimo da riguardare in rete. Il western, che ha ceduto armi e redini negli anni Settanta, si fa epopea rovesciata nel film di Chloé Zhao, un affresco di zoppi esistenziali, l'evocazione di un continente mitologico in pieno naufragio.

Lo sport locale oggi è il rodeo. Giovani e adolescenti montano a cavalcioni stalloni o tori furiosi provando ad abbattere il record precedente prima di essere disarcionati con violenza. Alcuni diventano eroi, altri finiscono sulla sedia a rotelle.

A cavallo tra finzione e documentario, tra favola contemplativa e film sociale, The Rider si muove intorno alla guarigione di un ragazzo in crisi e di una comunità ai margini della società americana, filmando il dramma quotidiano come una norma, uno stato di fatto. Senza lacrime o accenti di denuncia, la regista si concentra su tutti quelli che restano fuori dal sogno americano.

L'impasse di Brady, incapace di riconvertirsi in impiegato del supermercato e tentato a costo della vita dall'unica cosa che gli riesce bene, mette in evidenza l'inadeguatezza degli Stati Uniti e di molte economie sviluppate a offrire un'educazione e un piano inclusivo alla gioventù indigente. Nelle terre del western, in quell'orizzonte mitico dove gli indiani sono diventati cowboy e l'ultima sorgente di felicità è l'origine stessa del male che martirizza i nostri eroi, gli uomini sono oramai condannati a un'erranza immobile.

Dichiarazione politica, soffio artistico e gesto d'amore, The Rider è un western di cavalieri a terra che si rialzano, meno performanti ma più accaniti nel provare a riprendersi in mano il proprio destino e a definire cosa significhi essere un uomo nel cuore dell'America.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 9 settembre 2019
toni mais

Mi domando se Kant fosse vissuto nelle bad lands del South Dakota avrebbe ugualmente pronunciato la frase che lo rese celebre : " Il cielo stellato sopra di me , la legge morale dentro di me " : come non si può dubitare dell'esistenza delle stelle anche se non le vediamo , così non possiamo dubitare che , comunque vada la vita, non possiamo esimerci dal rispondere [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
corrodo

The Rider è un film potente e commovente. Di una bellezza impressionante. Brady, il protagonista, un cowboy, un indiano, un antieroe: un uomo dolente che cade e si rialza. Una, dieci, cento volte ancora... Se potete, non fatevelo sfuggire.

FOCUS
FOCUS
sabato 31 agosto 2019
Tommaso Tocci

È partita alla volta della frontiera, Chloé Zhao, come chi da quella frontiera non poteva essere più lontana. Lei, non solo rappresentante piena dell'America liberale della East Coast, cresciuta nella grande città e laureata in cinema alla Tisch School della New York University, ma nata a Pechino e passata dall'Inghilterra. Un doppio salto, e un doppio atto di integrazione che rendono ancora più curioso il risultato finale, così fluido e delicato. The Rider, una storia di cowboy feriti, di riserve e praterie, di antico e moderno.

Il salto di Zhao è stato quello di lasciare Brooklyn e di mettersi in macchina verso il South Dakota, nello specifico verso la riserva indiana di Pine Ridge, in una comunità di nativi americani Lakota Sioux.

Lo ha fatto non per The Rider, ma per il suo primo film, Songs My Brothers Taught Me, quando la ricerca dell'ispirazione l'ha convinta a cercare un mondo nuovo e sconosciuto. E se il suo esordio con quel micro-indie già mostrava il segno di un metodo di indagine cinematografica, fatto di ascolto e di mescolanza tra il reale e il costruito, sarebbe stato un incontro fortuito durante la lavorazione del film a rivelarsi poi fondamentale per il successo di The Rider. Colpita dalle persone e dal modo di vivere di Pine Ridge, Zhao ha continuato a frequentare la riserva, fino a imbattersi in Brady Jandreau, che all'epoca non aveva ancora avuto l'incidente che ne ha cambiato la vita e la carriera.

Realtà e finzione cominciano già a incrociarsi, con la regista incuriosita dal personaggio ma ancora priva di un'idea di come collocarlo sullo schermo. Il vero Brady, che nel film diventerà poi Brady Blackburn, è un addestratore di cavalli e professionista del rodeo molto spigliato e aperto, con un magnetismo molto diverso da quello introspettivo che finirà nella storia di The Rider. È solo quando Zhao scopre del suo incidente, avvenuto nel 2016, che la parabola narrativa si fa strada nella sua mente.

65 per cento di realtà contro 35 per cento di finzione, dice la regista. Ma al di là dei numeri, è chiaro che Zhao ha sviluppato sul campo una particolare tipologia di indagine antropologica fai da te, fatta di scambio continuo e di un'assoluta mancanza di inibizione nel portare il suo soggetto molto vicino ai traumi che lo definiscono. Non soltanto Brady stesso, ma suo padre, la sua giovane sorella autistica, e il vecchio amico Lane Scott, anche lui vittima di un grave incidente (stavolta d'auto) che viene rielaborato in alcune delle scene più toccanti del film.

Brady, che si presentava alle interviste per The Rider con indosso un giubbotto che promuoveva la sua attività di addestratore di cavalli, ha accettato di co-creare una finzione pur volendo tutelare la realtà. Chiunque abbia visto il film ne immagina probabilmente le scene ambientate alla luce dell'alba o del tramonto; un motivo estetico chiave, ma anche una condizione posta da Brady che voleva girare solo la mattina presto e la sera, per non doversi assentare dal suo lavoro.

FOCUS
martedì 20 agosto 2019
Marzia Gandolfi

Se sono i film hollywoodiani a nutrire il desiderio segreto di stabilirsi in Occidente, è tutta cinese la fascinazione di Chloé Zhao per i luoghi dove il sole tramonta. E il suo secondo lungometraggio, The Rider è interamente bagnato dalla luce del tramonto che non produce solo delle belle immagini ma la metafora luminosa che attraversa il film: la vita dei cowboy-Sioux sta sfumando e di quella vita osserviamo gli ultimi bagliori crepuscolari.
Cresciuta nella Cina comunista degli anni Novanta, la regista scopre il cinema americano e trasloca a New York, dove matura la questione dell'identità e dell'esilio al cuore dei suoi film: Song My Brothers Taught Me, inedito in Italia, e The Rider. Girati entrambi nella riserva indiana di Pine Ridge, nel Dakota del Sud, hanno per eroi dei Sioux della tribù dei Lakota, che interpretano il proprio ruolo o quasi. Eredi di Sitting Bull (Toro Seduto) e Crazy Horse (Cavallo Pazzo), massacrati a Wounded Knee dall'esercito americano (1890), i discendenti dei vinti sposano i costumi spettacolari dei vincitori e incarnano il versante del western eternamente nell'ombra.

Del western in The Rider restano soltanto le tracce, i ricordi di gloriose cavalcate disarcionate dalla mercificazione. Oggetto di commercio, il cavallo non si monta che per essere domato e venduto a ricchi amatori.

Segno di un attaccamento a un modello di vita trasmesso attraverso le generazioni, il cavallo è insieme il sintomo di un malessere che consuma la sua comunità. La tradizione è vivace ma sclerotizzata come la mano del suo protagonista, grande promessa del rodeo costretto a riconvertirsi in commesso dopo una brutta caduta. Fedele allo stesso décor e naturale e a un metodo di lavoro che predilige attori non professionisti, Chloé Zhao introduce lo spettatore in un microcosmo di cowboy-indiani che sopravvivono oggi tra disoccupazione e diabete. Nella tradizione di Flaherty, pioniere del documentario, e dentro uno spazio immenso e mitico, realizza un neo-western realista più rigoroso del suo film precedente. Un'opera seconda dove fiction e osservazione, prossimità al territorio e senso della messa in scena si incontrano.

A dispetto dell'immaginario virile associato al western, The Rider ci ricorda dove sono le donne e qual è il loro posto nella storia del cinema. Non in una controstoria parallela alla 'vera' storia ma in quella officiale che resta sempre da rifare perché al suo appello non sono solo le donne a mancare.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 29 agosto 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Qualcuno lo ha definito un Wrestler in versione rodeo? e non a torto. Come il lottatore infartuato che risale sul ring, anche il giovane cowboy Brady Blackburn è dinanzi a un conflitto drammatico: con la testa fracassata in un incidente, tornare in sella potrebbe costargli la pelle. Ma quando vivere e cavalcare sono una cosa sola, rassegnarsi è impossibile.

martedì 27 agosto 2019
Pietro Masciullo
Sentieri Selvaggi

C'è qualcosa che scalpita nel passato del giovane Brady. Un cavallo selvaggio, imbizzarrito, che ricompare nei suoi sogni e poi fugge via lasciandolo solo con le sue cicatrici e i suoi ricordi. Brady è una ex-star dei rodei che dopo una grave caduta da cavallo subisce un forte trauma cranico, quindi costretto a stare lontano dall'azione, lontano dai pericoli, lontano da se stesso.

martedì 27 agosto 2019
Grazia Paganelli
Duels.it

Probabilmente l'eredità del western oggi sta nella ricerca di un'aura mistica, in cui l'uomo e l'essenza selvaggia della natura trovano un accordo, sia pure sempre traballante e in eterna trasformazione. Questo si evince da un film come The Rider, opera seconda della regista di origine cinese Chloé Zhao (presentato alla Quinzaine des Rèalisateurs a Cannes 2017 e ora nei cinema grazie a Wanted), che [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 agosto 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Brady è un giovane cow boy nativo americano delle riserve nel sud Dakota. È una promessa a del rodeo, che è la sua passione, ci è cresciuto, è bravissimo e però dopo una brutta caduta il medico gli dice che non potrà mai più salire in sella se non rischiando di morire. The Rider - presentato lo scorso anno alla Quinzaine des Realisateurs di Cannes - è il secondo film di Chloé Zhao, tutto costruito [...] Vai alla recensione »

martedì 20 agosto 2019
Mauro Gervasini
Film TV

Il futuro di Brady è ormai dietro le spalle. Poteva diventare l'eroe del rodeo e invece è caduto da cavallo e si è spaccato la testa. Il padre gioca e vende il puledro migliore per pagare i debiti e non dover mollare il caravan, la sorellina ha la sindrome di Asperger e lo copre di attenzioni, si sentono necessari l'uno all'altra. Uomini e cavalli raccontati da una ragazza, Chloé Zhao, di origine cinese [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 agosto 2019
Luca Barnabé
Ciak

Dopo un incidente quasi fatale durante un rodeo, un giovane cowboy (Brady Jandreau) cerca di rimettersi in sesto per tornare a cavalcare, nonostante abbia una placca di metallo in testa, cicatrici e ammaccature in ogni parte del corpo. Asciutto, secco e al contempo struggente, The Rider è un sentito western contemporaneo. La ballata di un uomo caduto che cerca, letteralmente, di rimettersi in sella. [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 agosto 2019
Tiziana Lo Porto
Il Venerdì di Repubblica

Opera seconda della regista, scrittrice e produttrice cinese Chloé Zhao, The Rider. Il sogno di un cowboy è un western contemporaneo e molto sentimentale. L' attore protagonista (Brady Jandreau) Zhao lo ha incontrato nel 2015 in South Dakota, nella riserva Sioux di Pine Bridge, mentre girava il suo film d' esordio Songs My Brothers Taught Me. Come il Brady del film, Jandreau è un giovane cowboy Sioux [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 luglio 2019
Andrea Giovalè
La Rivista del Cinematografo

L'idea di cowboy, ancor più se idea non americana di cowboy, si lega da sempre ai film western: corse a cavallo, revolver e indiani. Tutti elementi che ricorrono, nel film di Chloe Zao, ma decontestualizzati rispetto a quell'immaginario. È voluto, la regista è determinata nell'ambientare The rider in un'America odierna e decadente. Il sogno si è infranto contro una realtà inclemente, per lo stesso [...] Vai alla recensione »

domenica 21 maggio 2017
Alessandro Aniballi
Quinlan

Un tempo stella nascente del circuito dei rodeo, il giovane cowboy Brady, a seguito di una terribile caduta da cavallo, non potrebbe più cavalcare. Ma lui non ci sta, non vuole accettare questo tremendo destino. A due anni distanza dall'esordio Songs My Brothers Taught Me, la regista cinese Chloé Zhao trapiantata da anni negli Stati Uniti torna alla Quinzaine di Cannes 2017 con il suo secondo film, [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 settembre 2019
Alberto Pesce
Giornale di Brescia

Nel Sud Dakota, in quella immensa prateria di Pine Ridge, uomini e cavalli, aste e rodei, pares entirsi un uomo finito Brady Jandreau, non più cowboy di sogno, esperto addestratore di cavalli, star di rodei. Dopo una brutta caduta, medicalmente gli si è applicata al cranio una metallica placca, gli si è dissolta ogni operativa velleità, e senza cavallo, ormai venduto altrui, in un angolo è ormai ferma [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 settembre 2019
Vittorio Lingiardi
Il Venerdì di Repubblica

Ho letto che i film più visti in Italia nel mese di agosto sono: II re Leone; Fasi & Furious. Hobbs & Shaw; Men in Black: International., Spider-Man: Far From Home; Crawl; Toy Story 4; Serenity; Isabella. L'ultima evocazione. Ne avessi visto uno. Quello che ho visto non è in classifica ma mi sa che se li mangia in un boccone. Oro puro contro paccottiglia action/horror.

mercoledì 18 settembre 2019
Filippo Tentori
Filmidee

Non c'è spazio per il trauma nell'epica western. O, per essere più precisi, il traumatico nella sua accezione di evento puntualmente segnante trova sì posto in tale panorama di genere, ma non in funzione dei processi di metabolizzazione, sopravvivenza e resistenza. L'eroe di questo cinema non è quasi mai l'eroe amletico dell'inazione, paralizzato dal turbamento interiore e dall'incapacità di integrare [...] Vai alla recensione »

domenica 8 settembre 2019
Massimo Giraldi
Avvenire

Chloé Zhao, pseudonimo di Zhao Ting, è nata a Pechino il 31 marzo 1982. Nella Cina dei primi anni Ottanta, a 15 anni ottiene di poter studiare in un college a Londra, e in seguito completa gli studi a Los Angeles. Si iscrive alla facoltà di Cinema dell'Università di New York, e qui tra il 2008 e il 2011 scrive, produce e dirige alcuni cortometraggi presentati ai festival americani.

lunedì 2 settembre 2019
Sara Del Corona
Marie Claire

In South Dakota, nella riserva di Pine Ridge, un ragazzo indiano stava diventando un asso del rodeo, prima che un cavallo lo disarcionasse. Ora la sua testa non può sopportare altri traumi e lui deve trovare un altro sogno. Ma laggiù tra i cowboy non ne restano tanti. Da Marie Claire, settembre 2019

lunedì 2 settembre 2019
Giona A. Nazzaro
Rumore

Con due anni di ritardo e perso nella programmazione estiva vede finalmente il buio delle sale italiane il magnifico film di Chloé Zhao, presentato in prima mondiale a Cannes e che da allora ha conquistato premi ovunque nel mondo. Il film della Zhao, a rigore un "documentario", è forse il più emozionante western realizzato dal 2000 in avanti. Pur essendo tutto "vero", la regista è riuscita a trasfigurare [...] Vai alla recensione »

domenica 1 settembre 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Sulla malinconia del cowboy. Musi leali e sensibili di puledro, tramonti, notti e pick-up western d'oggi, vita in roulotte fetida, povertà e nesusn cuore di donna, indiano della riserva di Pine Ridge il 20enne Lakota è però una promessa del rodeo. Quando cade, gli dicono che ha chiuso. Finita davvero? Immagine, montaggio, ambienti ascoltano la solitudine dello sconfitto, ma il tempo interiore del "rider" [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2019
Cristina Borsatti
Il Piccolo

Tra documentario e realtà, "The Rider - Il sogno di un cowboy" ha inizio con un incontro, quello tra la regista Chloé Zhao e il giovane Brady Jandreau, cowboy e indiano insieme, nella riserva indiana di Pine Ridge, durante le riprese del suo primo film ("Songs My Brothers Taugh Me"). Tratto da una storia vera, interpretato dai reali protagonisti delle vicende narrate, dunque da attori non professionisti, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Nicola Calocero
Close-up

Curioso ed intrigante il film The Rider, vincitore del premio ART CINEMA AWARD tra tutti i selezionati alla Quinzaine di questa edizione. Il film, girato in Sud Dakota, trae ispirazione da una vicenda autobiografica e racconta la triste e frustante riabilitazione di un cavallerizzo che, dopo un incidente gravissimo in un rodeo, è costretto a rinunciare a questa sua grande passione.

NEWS
GUARDA L'INIZIO
venerdì 23 agosto 2019
 

Nella riserva di Pine Ridge, nel South Dakota, Brady Blackburn addestra cavalli selvaggi. Giovane cowboy e stella nascente del rodeo, apprende dal suo medico di non poter più cavalcare. Una brutta caduta lo ha disarcionato per sempre, sfondandogli il [...]

TRAILER
mercoledì 24 luglio 2019
 

Dopo un tragico incidente a cavallo, il giovane cowboy Brady (Brady Jandreau) vede i suoi sogni sfumare: scopre infatti che non potrà più gareggiare. Tornato a casa nella riserva indiana di Pine Ridge, South Dakota, Brady lotta per superare il trauma [...]

VIDEO RECENSIONE
martedì 23 luglio 2019
 

Tra favola contemplativa e film sociale, l'epopea di un giovane cowboy alla riconquista del proprio destino. Recensione di Marzia Gandolfi, legge Giovanni Cannata. Guarda la video recensione »

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martedì 9 luglio 2019
 

Regia di Chloé Zhao. Un film con Brady Jandreau, Mooney, Tim Jandreau, Lilly Jandreau, Leroy Pourier. Da giovedì 29 agosto al cinema. Guarda il trailer »

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