L'adattamento della prima delle tre novelle pubblicate, "The Hedge Knight", ovvero la storia di come Dunk & Egg si sono incontrati per la prima volta durante un torneo ad Ashford Meadow. Espandi ▽
Un secolo prima degli eventi di Game Of Thrones, due improbabili eroi vagavano per Westeros... un giovane ingenuo ma coraggioso cavaliere, Ser Duncan l'Alto, e il suo minuscolo scudiero, Egg. Ambientato in un'epoca in cui la stirpe dei Targaryen detiene ancora il Trono di Spade e il ricordo dell'ultimo drago non è ancora passato dalla memoria vivente, grandi destini, potenti nemici e imprese pericolose attendono tutti questi amici improbabili e incomparabili. Recensione ❯
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In una New York contemporanea, una serie che mostra un lato della città che mescola il successo dell'alta società con la criminalità urbana. Espandi ▽
La storia si apre con un brindisi che si incrina all'improvviso: la notte inaugurale di un ristorante-culto a Manhattan, un discorso di Jake Friedken e, subito dopo, un'irruzione armata che congela tutti sul posto. Da lì la serie torna indietro di un mese: Jake, ex musicista diventato imprenditore, sta preparando l'espansione del locale mentre suo fratello Vince riappare con addosso debiti, ricadute e vecchie dipendenze. Il loro ricongiungimento mette in moto una catena di favori, menzogne e accordi opachi.
La miniserie Netflix firmata dagli sceneggiatori di The Order, Zach Baylin e Kate Susman, punta a un crime da vetrina festivaliera, dichiaratamente prestigioso, e restringe il fuoco su una fratellanza interrotta, ostinata, che non trova valvole di sfogo fuori dal proprio perimetro.
Un racconto sull'attrito quotidiano di vite che si riparano alla meglio finché il meccanismo cede: per questo, e formalmente, Black Rabbit è una serie magnetica, grazie ai suoni curatissimi, a una fotografia pensata e una regia attenta alla psicologia dei personaggi. Recensione ❯
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Il confronto tra una madre e scrittrice che ha perso il figlio e un affascinante imprenditore che potrebbe avere ucciso la moglie. Espandi ▽
Nile Jarvis, erede spregiudicato di un impero immobiliare e accusato in passato dell'omicidio della moglie, si trasferisce nei boschi di Oyster Bay con la seconda moglie Nina. Nella casa accanto, Aggie Wiggs, scrittrice premiata con il Pulitzer e ora bloccata dal lutto insuperato per la morte di suo figlio, osserva il nuovo vicino con un misto di repulsione e curiosità. Un banale conflitto di vicinato diventa la scintilla di una relazione pericolosa: Jarvis si offre come soggetto del prossimo libro di Aggie, promettendo accesso alla propria vita in cambio di una narrazione capace di riforgiare la sua immagine pubblica.
A differenza di altre declinazioni del genere, The Beast in Me ha il pregio di non fondarsi su capovolgimenti a effetto, ma di avanzare con lentezza calcolata. Siamo di fronte ad una serie molto patinata, ed è questo il suo tallone d'Achille: la forte personalizzazione del prodotto - caratterizzato da un cast importante e da un ancor più solida produzione esecutiva - ne mina le capacità di coinvolgimento.
Una serie che ricorda da vicino le migliori infrastrutture politiche democratiche americane: impeccabile negli intenti e nella missione dichiarata, ma incapace di produrre un impatto sociale o emotivo altrettanto incisivo. Recensione ❯
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Le vicende di una coppia del Midwest che adotta una bambina con una rara forma di nanismo. Espandi ▽
Natalia Grace è una bambina ucraina affetta da nanismo, adottata da una famiglia americana. Dopo alcuni anni, i genitori adottivi iniziano ad accusarla di essere in realtà un'adulta che si finge minorenne per sfruttare il sistema di assistenza. La vicenda si sviluppa tra sospetti, indagini e colpi di scena, mettendo in discussione l'identità e l'età di Natalia.
Good American Family racconta una straordinaria vicenda, già oggetto di documentari, talk show e accese polemiche mediatiche, e lo fa nella sua trasposizione seriale per Hulu firmata da Katie Robbins, intrecciandola a complesse dinamiche sociali e legali.
Ne risulta un true crime che, nel tentativo di raccontare la verità, finisce per scontrarsi costantemente con la sua stessa ambiguità. Un'ambiguità così radicale da spingere l'ideatrice a spaccare letteralmente la serie in due. Non abbiamo una comprensione più profonda degli eventi, ma un senso di disorientamento che nasce da un impianto narrativo incapace di gestire fino in fondo la complessità che mette in scena. Recensione ❯
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Un reboot dedicato al personaggio Daredevil e che riflette su rinascita e redenzione. Espandi ▽
Foggy Nelson viene colpito da una pallottola del sicario Benjamin Pointdexer, detto anche Bullseye, e Daredevil si lancia a testa bassa in uno scontro con la sua nemesi. La battaglia lo spingerà oltre i suoi limiti morali e lo lascerà tanto traumatizzato da convincerlo ad appendere il costume da vigilante al chiodo. Anni dopo, ritroviamo Matt al lavoro presso il nuovo studio legale Murdock & McDuffie, fondato insieme alla ex procuratrice distrettuale Kirsten McDuffie. Inoltre l'avvocato inizia una relazione con la psicoterapeuta Margarita Levieva, che fa anche da consulente di coppia per Wilson Fisk e sua moglie Vanessa.
I due infatti hanno preso strade divergenti: lei ha gestito l'impero criminale di famiglia, mentre lui si è rimesso in salute dopo le ferite subite e ha ripulito la sua immagine, al punto che ora si candida come sindaco di New York con buone chance di vittoria.
Daredevil - Rinascita segna il ritorno in Tv, dopo molti anni di assenza, del paradossale avvocato-vigilante cieco, con una produzione più ricca che in passato, ma sempre con una trama ossessionata dalle sorti della città di New York. Recensione ❯
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Una serie molto realistica nel mettere in scena l'azione della squadra di celerini, dove,
però, tutto viene "sporcato" per raccontare qualcosa che striscia dal di dentro. Azione, Italia2025.
Una notte di feroci scontri in Val di Susa. Una squadra del Reparto Mobile di Roma resta orfana
del suo capo, che rimane gravemente ferito. Quella di Mazinga (Marco Giallini), Marta
(Valentina Bellè) e Salvatore (Pierluigi Gigante), però, non è una squadra come le altre, è
Roma, che ai disordini ha imparato ad opporre metodi al limite e un affiatamento da tribù, quasi
da famiglia. Una famiglia con cui dovrà fare i conti il nuovo comandante, Michele (Adriano
Giannini), figlio invece della polizia riformista, per cui le squadre come quella sono il simbolo di
una vecchia scuola, tutta da rifondare. Come se non bastasse il caos che investe la nuova
formazione nel momento di massima fragilità interna, si aggiunge quello dato da una nuova
ondata di malcontento della gente verso le istituzioni. Un nuovo "autunno caldo" contro cui
proprio i nostri sono chiamati a schierarsi e in cui ogni protagonista è costretto a mettere in
discussione il significato più profondo del proprio lavoro e della propria appartenenza alla
squadra. Recensione ❯
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Una storia di periferia, dove la vita non è così tranquilla come sembra. Quando Lucia (Beatrice Cohen), la figlia di Elisa (Denise Gough) e Fred Blix (Jim Sturgess), scompare dopo quello che sembrava essere un normale pigiama party a casa di un'amica di scuola, l'esistenza ordinaria della coppia precipita nel caos. Elisa è costretta a intraprendere una frenetica caccia all'uomo attraverso l'Europa per scoprire la scioccante verità sulla scomparsa della figlia. Perché l'enigmatica Rebecca Walsh (Holliday Grainger) ha preso proprio Lucia? È stata una vittima casuale? Quale prezzo personale dovrà pagare Elisa per riaverla? Mentre quest'ultima inizia a mettere insieme i pezzi, la giornalista Selma Desai (Ambika Mod), caoticamente ostinata, realizza un reportage in diretta, distruggendo inesorabilmente la vita familiare di Elisa. Poco a poco, l'inquietante verità emerge: Rebecca non voleva una bambina qualunque, voleva Lucia. E ciò che sembrava un classico caso di rapimento si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più oscuro... Recensione ❯
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La storia della famiglia Guinnes, dietro alla celebre birra: una saga familiare ambientata tra Dublino e New York nel XIX secolo. Espandi ▽
1868. All'indomani della morte di Sir Benjamin Guinness, l'impero della birra più famosa d'Irlanda passa ai quattro figli - Arthur, Edward, Anne e Ben - e con l'eredità arrivano clausole, rivalità e segreti. Da subito centrale è il duello tra Arthur, primogenito convinto di comandare, e Edward, più metodico e calcolatore, costretti a spartirsi il potere e le responsabilità. Intorno a loro ruotano Anne, che spinge il patrimonio verso la filantropia, e Ben, fragile e problematico. La serie si sviluppa come un racconto di famiglia e industria che passa dai cortili sporchi di St. James's Gate ai saloni sfarzosi di Dublino
Dopo il decennale successo di Peaky Blinders, torna Steven Knight con House of Guinness, un period drama per Netflix che mette al centro un cast giovane ma già iconico.
La regia di Tom Shankland e Mounia Akl adotta un respiro industrial-gothic: fumo, controluce, ampie profondità per unire i vari strati sociali: lavoratori e imprenditori, agricoltori e possidenti. La serie tiene dentro politica e bettole, strategie e scandali, e lascia che lo spettatore tragga la propria morale. Recensione ❯
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Un crime drama targato HBO dal creatore di Omicidio a Easttown. Espandi ▽
Tom è un padre che ancora cerca di elaborare il crudele lutto della moglie, inoltre incombe su di lui e sulla figlia adottiva una chiamata in tribunale, dove testimoniare sui fatti che hanno portato alla morte della donna. Robbie è a sua volta in lutto per il fratello, inoltre è stato lasciato dalla moglie, che ha abbandonato i figli alle cure della nipote Maeve. La figlia del fratello di Robbie infatti li ospita nella casa che ha ereditato dal padre, sacrificando alla loro attenzione gli anni migliori della sua vita. Robbie approfitta di questo supporto per progettare un elaborato piano di furti e vendetta, dove con gli amici Cliff e Peaches deruba i covi di spacciatori di Fentanyl legati alla gang di biker Dark Hearts.
Tom, ex prete cattolico divenuto agente dell'FBI, viene messo a capo della task force che dovrà fermarlo, composta però da membri poco esperti e dotata di mezzi quasi di fortuna. Ne fanno parte il belloccio Anthony Grasso, la nervosa Lizzie e l'efficiente afroamericana Aleah.
Task è la nuova serie crime dell'autore di Omicidio a Easttown, realizzata per HBO con un grande cast e notevoli mezzi. Questo volta il tono è però più piatto, alcune svolte sono prevedibili e il finale è davvero trascinato. Recensione ❯
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Una comedy sportiva interpretata e prodotta da Owen Wilson. Dai registi di Little Miss Sunshine. Espandi ▽
Pryce Cahill, un ex giocatore di golf professionista, la cui carriera è deragliata prematuramente 20 anni fa. Dopo il fallimento del suo matrimonio e il licenziamento dal suo lavoro in un negozio di articoli sportivi dell'Indiana, Pryce punta tutto su un diciassettenne problematico di nome Santi (Peter Dager). "Stick" è una commedia sincera e piacevole su una famiglia ritrovata e sulle sue relazioni, ambientata nel mondo del golf come non è mai stato mostrato prima. Recensione ❯
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Le vicende di una famiglia in cui le quattro figlie scoprono i tradimenti del padre. Espandi ▽
Takiko (Yu Aoi) e le sue tre sorelle Tsunako (Rie Miyazawa), Makiko (Machiko Ono) e Sakiko (Suzu Hirose) scoprono che il loro padre settantenne ha una relazione da anni con una donna più giovane. Questo evento scatena una serie di riflessioni e rivelazioni che trasformano profondamente le loro vite. La scoperta di un figlio segreto, rivelata a Takiko attraverso un investigatore privato, complica ulteriormente la situazione. Ogni sorella, con la propria personalità e il proprio bagaglio emotivo, reagisce in modi diversi, offrendo uno spaccato intimo e autentico delle relazioni familiari e della condizione femminile.
Asura, un riadattamento contemporaneo della serie televisiva del 1979 di NHK Like Asura, è un piccolo capolavoro in sette episodi. La serie originale fu fondamentale per l'evoluzione della televisione giapponese, diventando un modello per il genere drama nazionale. Recensione ❯
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Il racconto su una donna, tenace e coraggiosa, a capo della più famosa rivista erotica italiana negli anni '60/'70, "Playmen" - la risposta italiana a Playboy. Espandi ▽
Adelina Tattilo si ritrova da un giorno all'altro la responsabilità di una rivista da dirigere. Il marito la molla al suo destino, e la rivista in questione non è una qualsiasi: è Playmen, la più famosa rivista erotica italiana negli anni '60/'70. Adelina dovrà tirare fuori tutte le sue forze e il suo carisma per gestire le innumerevoli problematiche e vicissitudini per salvare la testata e intanto occuparsi come può dei figli e di se stessa. Senza cedere ai ricatti di chi la vorrebbe relegata in una posizione subalterna.
Il meccanismo di far emergere un problema a episodio che spetterà puntualmente alla Tattilo risolvere risulta ripetitivo e rischia di stancare, alcune vicende sono narrate secondo un registro da fiction/soap che non giova alla riuscita del racconto, come non giovano alcune scene troppo didascaliche.
La forma, in altre parole, non segue la sostanza, di gran lunga più rivoluzionaria e interessante delle immagini scelte per raccontarla. Recensione ❯
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C'è un'assicurazione per tutto, o quasi. Espandi ▽
Un uomo con tre divorzi alle spalle incontra una delle sue ex mogli che lavora per una compagnia di assicurazioni e, insieme, hanno un'idea rivoluzionaria: creare un'assicurazione per il divorzio. Recensione ❯
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Un gestore di fondi speculativi è alle prese con un divorzio e un licenziamento. Per sopravvivere inizia a rubare nelle case dei suoi vicini nel ricchissimo Westmont Village. Espandi ▽
Andrew Cooper ha tutto: un lavoro nella finanza newyorkese, una villa impeccabile, una famiglia che sembra uscita da un catalogo. Ma bastano un tradimento, un licenziamento e qualche clausola contrattuale per mandare tutto in pezzi. Coop si ritrova solo, sommerso dai debiti e fuori dal mercato. La sua soluzione? Svaligiare le case dei suoi vecchi amici ricchi, con la stessa eleganza con cui un tempo gestiva hedge fund. Inizia così Your Friends and Neighbours, tra dramma, ironia e una sorprendente capacità di mescolare generi e toni.
La serie è una parabola che salta dall'approccio individuale al racconto corale sull'élite statunitense, che vive in una bolla di lusso e infelicità tenuta insieme da convenzioni estremamente fragili. I "vicini" del titolo sono figure sociali: avatar di una cultura in crisi, incapace di rigenerarsi.
Svela come il privilegio non coincida con la libertà, ma con una forma più raffinata di dipendenza, che cela al suo interno una crisi sfaccettata - economica, affettiva, sociale, simbolica. E Jon Hamm è il corpo perfetto per incarnarla. Recensione ❯
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Serie comedy che offre uno spaccato di quanto succede all'interno di una società di produzione. Espandi ▽
Matt Remick sfreccia su un golf cart da un set innevato agli uffici ipermoderni della Continental Studios, ignaro del fatto che sta per ricevere la promozione della vita. Ha prodotto un franchise da miliardi di dollari, ma sogna ancora di firmare un'opera degna della Nouvelle Vague. Quando il CEO Griffin Mill gli affida il timone dello studio, Matt accetta entusiasta, salvo scoprire che il suo primo compito è trasformare la mascotte di una bevanda zuccherata nel prossimo fenomeno culturale, sull'onda del successo di Barbie. È l'inizio di una scalata vertiginosa tra sogni d'autore, compromessi creativi e un vortice di disastri tragicomici che coinvolgono Martin Scorsese, Ron Howard, Olivia Wilde e altri mostri sacri, tutti chiamati a recitare sé stessi in una Hollywood più assurda del vero.
A metà strada tra lettera d'amore al cinema e riflessione travestita da satira, The Studio di Seth Rogen ed Evan Goldberg è una grande serie di Apple TV+. Una satira su Hollywood ma anche, e soprattutto, una riflessione scorsesiana travestita da commedia, con sinceri omaggi al potere delle storie e del cinema, e a chi, nonostante tutto, ancora prova a raccontarle. Recensione ❯
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