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jonnylogan
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martedì 19 maggio 2026
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chi ha paura di restare solo?
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Dimenticate, ma solo in parte, Breaking Bad (id.; 2008 - 2013) e Better Call Saul (id.; 2015 - 2022) e con loro i trafficanti di meth, i malati di tumore, i professori di chimica e gli avvocati molto sui generis e dotati di una morale a dir poco dubbia. Vince Gilligan decide di tornare a narrare di fantascienza, esattamente come faceva ai tempi di X-Files (The X-Files; 1993-2002. 2016-2018 ), perché per chi non lo sapesse, Gilligan aveva contribuito a creare anche le gesta di Mulder e Scully, in una delle serie sci – fi di culto della TV dei '90. Ritornando nuovamente sui suoi passi, o quasi, perché Pluribus - letteralmente “tra molti” – è un’opera che non si è del tutto discostata nemmeno dalle ultime opere firmate dall'autore originario di Richmond, in Virginia; siamo infatti ancora in New Mexico, ancora ad Albuquerque, con Rhea Seehorn, già vista nei panni dell’avvocato Kim Wexler al fianco di Bob Odenkirk, alias Saul Goodman, questa volta nel ruolo di una scrittrice di romanzi fantasy e dai numerosi risvolti rosa, scritti controvoglia e con il semplice intento di ricavarne un tenore di vita gratificante.
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Dimenticate, ma solo in parte, Breaking Bad (id.; 2008 - 2013) e Better Call Saul (id.; 2015 - 2022) e con loro i trafficanti di meth, i malati di tumore, i professori di chimica e gli avvocati molto sui generis e dotati di una morale a dir poco dubbia. Vince Gilligan decide di tornare a narrare di fantascienza, esattamente come faceva ai tempi di X-Files (The X-Files; 1993-2002. 2016-2018 ), perché per chi non lo sapesse, Gilligan aveva contribuito a creare anche le gesta di Mulder e Scully, in una delle serie sci – fi di culto della TV dei '90. Ritornando nuovamente sui suoi passi, o quasi, perché Pluribus - letteralmente “tra molti” – è un’opera che non si è del tutto discostata nemmeno dalle ultime opere firmate dall'autore originario di Richmond, in Virginia; siamo infatti ancora in New Mexico, ancora ad Albuquerque, con Rhea Seehorn, già vista nei panni dell’avvocato Kim Wexler al fianco di Bob Odenkirk, alias Saul Goodman, questa volta nel ruolo di una scrittrice di romanzi fantasy e dai numerosi risvolti rosa, scritti controvoglia e con il semplice intento di ricavarne un tenore di vita gratificante. Sotto l’aurea di persona affabile Carol cela infatti l’odio quasi viscerale nei confronti del mondo che la circonda, a iniziare dai numerosi fans che la venerano a ogni presentazione, nel corso dei reading e dei firma copie che la portano in giro per il paese. La sola persona con la quale riesce a interagire liberamente è sua moglie Helen, interpretata da Miriam Shor, con la quale riesce a essere completamente sé stessa.
Come in una sorta di contrappasso dantesco Carol sarà la protagonista di una ribellione non troppo silenziosa. Una fra le poche persone, in tutto tredici, che sopravvivranno a un virus alieno capace di trasformare tutti i superstiti in una immensa mente collettiva, interconnessa e perennemente felice, e per questo ancor più follemente odiosa. Carol dovrà quindi prima di tutto cercare di capire per quale ragione non abbia subito il contagio che ha sterminato parte del pianeta e successivamente capire come poter salvare quel che resta del mondo.
Serie che vanta un evidente debito nei confronti della letteratura fantascientifica, horror e apocalittica dei ‘50ies, ispirata da L’invasione degli Ultracorpi, prima romanzo di Jack Finney e in seguito trasformatosi in numerose trasposizioni cinematografiche. La prima stagione, conclusasi con un cliffhanger che apre a un naturale seguito, ma che non vedrà immediatamente la luce, è un prodotto che sa catturare l’attenzione del pubblico con continui colpi di scena, con un'attrice che avevamo già apprezzato per bravura e carisma in Better Call Saul. Capace ancora una volta di calarsi in modo incredibilmente efficace in un ruolo di misantropa perfetta per ribellarsi allo status quo; fra cambi d'umore, la disperazione della lotta solitaria e la solitudine di un mondo svuotato dai propri abitanti.
Serie che piacerà molto a chi era affezionato alle ambientazioni desertiche di Albuquerque. Si consiglia invece l'astensione a chi spera d'imbattersi in un cameo di Walter White o Gus Fring.
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decatur555
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sabato 10 gennaio 2026
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quando l?idea guida e il percorso non ? mai lineare
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Ci sono serie che catturano perch? confermano ci? che gi? ti aspetti. E poi ci sono quelle che ti spiazzano fin dal primo episodio, quasi senza chiedere permesso. Qui succede chiaramente la seconda cosa. ? arrivata quasi per caso, dopo aver finito un?altra serie, e nel giro di pochi minuti era gi? evidente che non si sarebbe comportata come una serie ?normale?. Non cerca di metterti a tuo agio, ma di tenerti leggermente a disagio, vigile, con la sensazione di non capire tutto? e che questo faccia parte del gioco.
Ci? che colpisce di pi? ? l?idea di fondo e, soprattutto, il modo in cui viene dosata. Non segue mai la strada pi? ovvia, nemmeno la seconda pi? ovvia. Quando pensi di aver capito cosa conta davvero, la serie sposta lo sguardo altrove e ti costringe a rimetterti in discussione.
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Ci sono serie che catturano perch? confermano ci? che gi? ti aspetti. E poi ci sono quelle che ti spiazzano fin dal primo episodio, quasi senza chiedere permesso. Qui succede chiaramente la seconda cosa. ? arrivata quasi per caso, dopo aver finito un?altra serie, e nel giro di pochi minuti era gi? evidente che non si sarebbe comportata come una serie ?normale?. Non cerca di metterti a tuo agio, ma di tenerti leggermente a disagio, vigile, con la sensazione di non capire tutto? e che questo faccia parte del gioco.
Ci? che colpisce di pi? ? l?idea di fondo e, soprattutto, il modo in cui viene dosata. Non segue mai la strada pi? ovvia, nemmeno la seconda pi? ovvia. Quando pensi di aver capito cosa conta davvero, la serie sposta lo sguardo altrove e ti costringe a rimetterti in discussione. Non ? una provocazione gratuita: ? un modo molto consapevole di raccontare, di guidare lo spettatore senza spiegare mai tutto. D? l?impressione di fidarsi della tua intelligenza, non di voler rassicurarti.
Si avverte chiaramente la mano del creatore, non tanto per somiglianze tematiche evidenti quanto per la precisione con cui tutto ? costruito. Ogni episodio sembra calibrare con attenzione cosa mostrare e cosa tenere nascosto. C?? un rischio reale, sia nel tono sia nelle scelte narrative, e questo ? prezioso in un panorama in cui tante serie vanno sul sicuro. Qui non c?? paura di disturbare n? di lasciare domande sospese.
Il lavoro di Rhea Seehorn ? centrale. Aveva gi? dimostrato ampiamente di cosa fosse capace, ma qui ha uno spazio diverso, pi? ruvido, meno accomodante. Il suo personaggio regge la serie grazie a una miscela molto particolare di tensione, ironia e fragilit? trattenuta. Non ha bisogno di sottolineare nulla; funziona proprio quando sembra sul punto di spezzarsi e decide di non farlo.
A livello di ritmo, non ? sempre confortevole. Ci sono momenti pi? densi, altri quasi spiazzanti, ma non si ha mai la sensazione che la serie perda il controllo. Al contrario: sembra avanzare esattamente come vuole, anche quando questo significa andare controcorrente. Non cerca l?impatto continuo, ma qualcosa di pi? persistente, che resta a girarti in testa dopo ogni episodio.
L?unica piccola inquietudine riguarda l?attesa. Sembra di trovarsi davanti a qualcosa che pu? crescere ancora molto. Speriamo che l?arrivo della seconda stagione non si faccia attendere troppo, perch? ci? che ? gi? stato impostato merita continuit?. ? una serie coraggiosa, strana nel senso migliore del termine e profondamente stimolante. Di quelle che ti ricordano perch? continui a cercare cose nuove.
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domenica 9 novembre 2025
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forzatamente felici
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Visto oggi i primi 2 episodi di questa serie di Vince Gilligan..che io ricordo molto per Breaking Bad e per x files dove ha sceneggiato molti episodi.Pluribus e'sul genere fantascienza..ma sicuramente in un contesto molto particolare..Inizia col richiamo ai films degli Ultracorpi che viene pure detto dalla protagonista Rhea Seehorn che impersona una scrittrice ma e'la vera protagonista di questa serie ed e'molto-molto brava!..Penso che il tema della serie visto che tutto il mondo e' stato contagiato da un virus alieno che rende tutti felici ma non padroni di se stessi.Solo 12 persone sono rimaste immuni..e qui presumo che si accalchera'la dinamica della serie..sorprese a parte!Essere felici in un anima aliena o umani con pregi e difetti?Vedremo il proseguo che il geniale regista ci offrira' con i prossimi episodi che credo siano 9.
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Visto oggi i primi 2 episodi di questa serie di Vince Gilligan..che io ricordo molto per Breaking Bad e per x files dove ha sceneggiato molti episodi.Pluribus e'sul genere fantascienza..ma sicuramente in un contesto molto particolare..Inizia col richiamo ai films degli Ultracorpi che viene pure detto dalla protagonista Rhea Seehorn che impersona una scrittrice ma e'la vera protagonista di questa serie ed e'molto-molto brava!..Penso che il tema della serie visto che tutto il mondo e' stato contagiato da un virus alieno che rende tutti felici ma non padroni di se stessi.Solo 12 persone sono rimaste immuni..e qui presumo che si accalchera'la dinamica della serie..sorprese a parte!Essere felici in un anima aliena o umani con pregi e difetti?Vedremo il proseguo che il geniale regista ci offrira' con i prossimi episodi che credo siano 9.Sicuramente da vedere..seppur complicato..la curiosita'e'umana no?Spero meriti anche la quinta stella.
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