Una comedy sportiva interpretata e prodotta da Owen Wilson. Dai registi di Little Miss Sunshine. Espandi ▽
Pryce Cahill, un ex giocatore di golf professionista, la cui carriera è deragliata prematuramente 20 anni fa. Dopo il fallimento del suo matrimonio e il licenziamento dal suo lavoro in un negozio di articoli sportivi dell'Indiana, Pryce punta tutto su un diciassettenne problematico di nome Santi (Peter Dager). "Stick" è una commedia sincera e piacevole su una famiglia ritrovata e sulle sue relazioni, ambientata nel mondo del golf come non è mai stato mostrato prima. Recensione ❯
Serie comedy che offre uno spaccato di quanto succede all'interno di una società di produzione. Espandi ▽
Matt Remick sfreccia su un golf cart da un set innevato agli uffici ipermoderni della Continental Studios, ignaro del fatto che sta per ricevere la promozione della vita. Ha prodotto un franchise da miliardi di dollari, ma sogna ancora di firmare un'opera degna della Nouvelle Vague. Quando il CEO Griffin Mill gli affida il timone dello studio, Matt accetta entusiasta, salvo scoprire che il suo primo compito è trasformare la mascotte di una bevanda zuccherata nel prossimo fenomeno culturale, sull'onda del successo di Barbie. È l'inizio di una scalata vertiginosa tra sogni d'autore, compromessi creativi e un vortice di disastri tragicomici che coinvolgono Martin Scorsese, Ron Howard, Olivia Wilde e altri mostri sacri, tutti chiamati a recitare sé stessi in una Hollywood più assurda del vero.
A metà strada tra lettera d'amore al cinema e riflessione travestita da satira, The Studio di Seth Rogen ed Evan Goldberg è una grande serie di Apple TV+. Una satira su Hollywood ma anche, e soprattutto, una riflessione scorsesiana travestita da commedia, con sinceri omaggi al potere delle storie e del cinema, e a chi, nonostante tutto, ancora prova a raccontarle. Recensione ❯
C'è un'assicurazione per tutto, o quasi. Espandi ▽
Un uomo con tre divorzi alle spalle incontra una delle sue ex mogli che lavora per una compagnia di assicurazioni e, insieme, hanno un'idea rivoluzionaria: creare un'assicurazione per il divorzio. Recensione ❯
Miniserie storico drammatica incentrata su una delle più brevi presidenze degli Stati Uniti a fine Ottocento: quella di James A. Garfield ucciso pochi mesi dopo l'inizio del suo mandato. Espandi ▽
America, 1880. James Garfield è un politico riluttante, cresciuto in povertà e arrivato alla convention del partito Repubblicano per nominare il candidato alla presidenza con l’intenzione di appoggiare un moderato. Ma il suo discorso all’assemblea è così motivante che a poco a poco i favori dei rappresentanti di partito si concentrano su di lui, e Garfield finisce per venire eletto Ventesimo presidente degli Stati Uniti. In parallelo Charles Guiteau, uno strano personaggio animato dal bisogno patologico di vedere riconosciuti i suoi (presunti) talenti, segue l’ascesa di Garfield con un misto di ammirazione e ostilità, cercando di entrare a far parte della squadra di Garfield. Il loro è un incontro fatale che determinerà le sorti di entrambi e in qualche modo anche il percorso della Storia americana di quegli anni a metà fra la Guerra Civile e la Prima Guerra Mondiale. Death By Lightning, miniserie in quattro episodi diretta da Matt Ross e scritta da Mike Makowsky (già autore del film HBO Bad Education), si concentra su un episodio poco noto della storia statunitense per esplorare dinamiche ancora oggi molto presenti, e si trasforma in una sorta di racconto ammonitore, in un momento in cui la politica presidenziale americana è al centro dell’attenzione internazionale. Ciò che rende memorabile la serie, soprattutto in questo momento, è l’accento sull’idea che chiunque possa diventare presidente degli Stati Uniti se le circostanze lo consentono, il che può essere un bene quando succede a una persona onesta e retta come Garfield, e un male quando tutto quel potere finisce nelle mani sbagliate. Recensione ❯
Nel 1983 Enzo Tortora, celebre conduttore TV, viene accusato ingiustamente di camorra. Inizia per lui un'odissea giudiziaria che segnerà l'Italia intera. Espandi ▽
Primi anni Ottanta. Enzo Tortora è un conduttore televisivo molto amato dal pubblico. Fra i suoi fan c’è appunto un carcerato ndranghetista, Giovanni Pandico detto lo Scribacchino perché redige le lettere di Raffaele Cutolo, il boss della camorra rinchiuso come lui a Poggioreale. Pandico scrive ossessivamente a Tortora ma non riceve risposta. Dunque quando il criminale deciderà di diventare “dissociato” si vendicherà facendo, fra molti altri, anche il nome del conduttore, e dando così inizio all’odissea giudiziaria di Tortora durata anni di detenzione in attesa di giudizio e una serie di processi a catena.
Marco Bellocchio affronta la “piccola storia ignobile” che ha segnato la coscienza degli italiani ricostruendola in modo tanto fattuale quanto metaforico, e facendo leva sugli elementi surreali e onirici che hanno caratterizzato l’intera vicenda. Davvero in Portobello ce n’è per tutti, nel resoconto impietoso di una vicenda infame in cui Bellocchio ficca il muso come ha fatto con il caso Moro, il caso Dalser e tante altre perversioni della nostra Storia recente, sapendo che sviscerare il passato significa avere la possibilità di riconoscerne le conseguenze sul presente. Recensione ❯
Un uomo diventa ossessionato dai suoi ricordi di guerra e da una relazione passata. Espandi ▽
Dorrigo è un giovane che studia medicina ed è prossimo a partire per la seconda Guerra Mondiale. È fidanzato alla ricca Ella, ma intrattiene una relazione clandestina con la giovane zia Amy, da poco sposatasi con Keith. Ignaro di accendere la passione tra i due, Keith spesso ospita Dorrigo nella sua casa sopra il bar e vicino al mare. Durante la guerra Dorrigo, dopo essere stato impiegato in Siria, viene trasferito con i suoi compagni in Asia. Qui finiscono tra i prigionieri costretti dai giapponesi alla costruzione della ferrovia di Burma, che avrebbe dovuto essere una infrastruttura cruciale nell'invasione dell'India.
Alla fine degli anni Ottanta, Dorrigo è sposato con Ella ed è un chirurgo di successo, ma emotivamente chiuso in sé stesso, ancora ossessionato dagli orrori che ha vissuto in Thailandia e che ora sta raccontando in un libro.
La strada stretta verso il profondo Nord è l'adattamento di un romanzo vincitore del prestigioso Booker Prize e fonde guerra e melodramma, regia d'autore e corpi d'attore sottoposti a estreme trasformazioni. Il protagonista Jacob Elordi, che interpreta Dorrigo nelle due linee temporali degli anni Quaranta, appare infatti sia in buona forma fisica, sia rachitico durante la prigionia - e i suoi commilitoni sono ancora più scheletrici di lui. Recensione ❯
Una serie comedy thriller creata dai premi Oscar Chris e Paul Weitz e interpretata dal vincitore dell'Emmy Alexander Skarsgård. Espandi ▽
Un robot di sicurezza, costruito in parte da tessuto umano clonato e dotato di un volto sotto il proprio elmo a copertura totale, è riuscito nei suoi molti anni di servizio a hackerare il proprio modulo di controllo, acquisendo così il libero arbitrio. Tuttavia, un'unità di sicurezza che non segue le direttive è destinata alla distruzione. Per sopravvivere, il robot simula obbedienza mentre nel tempo libero si dedica alla visione dei suoi show preferiti, come la soap spaziale da migliaia di episodi The Rise and Fall of Sanctuary Moon.
La sua attuale missione lo vede assegnato a un gruppo di esploratori dalla filosofia quasi hippie, in missione su un pericoloso pianeta. Qui si trovano preziosi resti alieni, che legalmente non dovrebbero essere toccati, ma in segreto un altro team, pesantemente armato, è pronto a tutto pur di trafugarli.
Tratto dalla serie di premiati racconti di Martha Wells, Murderbot è una anomala black comedy di fantascienza, godibile ma non sempre all'altezza dell'irresistibile materiale originale. Recensione ❯
Dai creatori premiati agli Emmy Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino, una serie ambientata nel mondo della danza. Espandi ▽
Jack McMillan è il Direttore Esecutivo del Metropolitan Ballet Theater presso il Lincoln Center di Manhattan. Sono tempi duri per il balletto, e McMillan accetta controvoglia uno scambio di talenti fra compagnie di danza con Le Ballet National dell'Opera di Parigi. La giovane ballerina Michi Duplessis, che era stata rifiutata dal Ballet francese, tornerà invece nella sua città natale dopo un periodo di lavoro al Lincoln Center. Ma il vero rospo che Jack dovrà ingoiare è la presenza di un megasponsor.
Étoile è la serie scritta e diretta dal team mogie e marito di Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino, dopo i successi di Una mamma per amica e La fantastica signora Maisel.
Dialoghi serrati e pieni di riferimenti alla cultura pop internazionale, un certo modo di mischiare leggerezza e crudeltà (a maggior ragione avendo a che fare con il mondo dell'arte che "non è né generoso né gentile"), un ritmo incalzante, produzioni glamour e numeri musicali (figuriamoci qui), più la cura maniacale per i dettagli e un'attenzione focalizzata sui personaggi, dai principali a quelli di contorno fino alle comparse. Recensione ❯
Miniserie polacca ad altissimo budget sul naufragio del traghetto Jan Heweliusz. Espandi ▽
La serie narra la storia vera del traghetto polacco MS Jan Heweliusz, colpito da una tempesta mortale nel 1993 mentre attraversava il Mar Baltico. Recensione ❯
Una serie che si distingue per uno stile ispirato al cinéma vérité. Prodotta dal leggendario Dick Wolf. Espandi ▽
A Long Beach l'agente di pattuglia Delgado viene uccisa per strada, morendo dissanguata per un colpo di pistola alla gola. Alla sua mentore Traci Harmon, in cerca di giustizia, viene affidata una nuova recluta: Alex Diaz. Il giovane è volenteroso ma spericolato. Nel corso delle loro settimane insieme, tra continue emergenze e il complesso rapporto con la gang locale, i due agenti scopriranno di avere diversi punti in comune, in particolare una problematica sorella per lei e un fratello in carcere per lui.
Serie poliziesca dalla forte continuità narrativa, con episodi di breve durata, On Call è senz'altro diversa da altri titoli prodotti da Dick Wolf, ma rimane purtroppo nel filone "copaganda".
On Call ha uno stile nervoso di messa in scena, ma ha allo stesso tempo una fotografia pulita, fermandosi così esteticamente a un passo dall'abisso in cui spesso saltava The Shield (guarda la video recensione). Inoltre ha il dono della sintesi e del ritmo, perché con episodi quasi sempre sotto la mezz'ora di minutaggio, le situazioni vanno risolte in fretta, portate rapidamente al punto di ebollizione. Recensione ❯
Miniserie dai toni drammatici che riesce a mettere insieme suggestioni e stilemi del thriller, del giallo e della storia familiare. Espandi ▽
Mikolaj è costretto a lasciare Varsavia e tornare nella cittadina natale inseguito dai debiti. Accompagnato dalla moglie, Justyna, una abile giornalista investigativa per una serie di omicidi e sfortunati incidenti finisce nel mezzo di un complesso intrigo che si riallaccia ad una tragica notte di molti anni fa. Recensione ❯
Tre coppie. Quattro vacanze. Tante questioni da affrontare. Espandi ▽
Nel corso di un anno, tre coppie di amici, legate dai tempi dell'università, si ritrovano per trascorrere insieme quattro vacanze, una per ogni stagione. Kate, la figura più organizzata del gruppo, è sposata con Jack, un uomo accomodante e rassicurante; Danny e Claude formano una coppia molto affiatata, ma segnata dai primi segnali di fragilità fisica; Nick e Anne, che appaiono come la coppia più solida, vedono invece il loro matrimonio sgretolarsi quando Nick annuncia l'intenzione di divorziare e presenta al gruppo la sua nuova, giovane compagna: Ginny. Nel susseguirsi delle stagioni, i rapporti tra i sei amici si trasformano, messi alla prova dal tempo che passa, nonostante la loro ostinata volontà di restare uniti.
Con The Four Seasons, Netflix propone una miniserie matura e sottile.
La serie cattura con precisione quell'attimo fragile in cui la vita non è più fatta di sogni da realizzare, ma di equilibri da mantenere. Lo fa con un'estetica elegante, un montaggio che scandisce le stagioni con ritmo musicale - Vivaldi, non a caso, aleggia nel titolo e per tutta la serie - e con un cast affiatato, consapevole di ciò che sta costruendo: raccontare, senza eccessi, il passare del tempo. Recensione ❯
Una favola contemporanea che, a partire dallo scambio d'identità, dà vita a situazioni esilaranti e inaspettate. Espandi ▽
Friuli Venezia Giulia. Massimo Mancuso è un operaio nella fabbrica di dolciumi Sangiorgi, specializzata in panettoni natalizi. Da quattro anni è vedovo di una moglie molto amata. Quando però i medici dicono a Massimo che Pietro soffre della stessa malformazione cardiaca della madre e che ha bisogno di un'operazione salvavita, l'uomo chiede al suo datore di lavoro, il cavalier Sangiorgi, un anticipo sul TFR. Ma l'azienda è in crisi e il datore di lavoro subisce un infarto: al suo posto subentra la figlia Valentina, fino a quel momento responsabile marketing dell'azienda. Al cimitero per commemorare i rispettivi defunti Massimo e Valentina chiedono al cielo che l'altro si metta nei propri panni, e il cielo li accontenta.
La visione scorre veloce, senza grandi risate o istrionismi recitativi, ma con una sua piacevolezza e un'attenzione non scontata a due temi importanti: l'incapacità dei dirigenti di capire la situazione di vita degli operai e la difficoltà delle donne nel farsi prendere sul serio sul lavoro, anche dai padri. Il tutto gestito a pelo d'acqua, ma senza sgradevolezze fuori luogo o eccessive implausibilità. Recensione ❯
Questa è una storia "quasi vera", basata su una bugia, che racconta l'ascesa e la caduta di un impero del benessere: la cultura che l'ha fondato e le persone che l'hanno distrutto. Espandi ▽
Belle Gibson costruisce un impero mediatico ingannando il pubblico con la falsa narrazione della sua lotta contro un tumore inesistente. Partendo come anonima blogger, Belle diventa una figura influente nel mondo del benessere, promettendo guarigioni miracolose attraverso diete e rimedi alternativi. Le sue bugie, però, vengono smascherate, portando alla luce la sua manipolazione delle speranze altrui.
Apple Cider Vinegar si ispira alla vicenda reale di Belle Gibson, un'influencer australiana che affermò falsamente di avere un tumore al cervello terminale, sostenendo di averlo curato con diete e rimedi alternativi.
La serie riesce comunque a stimolare una riflessione più ampia sulla nostra epoca, in cui il confine tra verità e menzogna si fa sempre più sfumato e il successo mediatico può essere ottenuto anche attraverso la manipolazione e l'inganno. Recensione ❯
La serie ispirata alla storia vera di Tommaso Claudi, il console italiano che rimase solo a Kabul. Espandi ▽
La trama intreccia le vicende della famiglia afghana Nazany, costretta a fuggire, con quelle di funzionari e agenti stranieri, come un diplomatico italiano e un'agente tedesca, impegnati in disperate missioni di salvataggio e coordinamento, mentre la minaccia dell'ISIS incombe. Recensione ❯