| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Luca Lucini |
| Attori | Lucia Ceracchi, Marco Bocci, Laura Chiatti, Nino Frassica, Francesco Salvi Sebastiano Somma, Mariella Valentini, Cristian Stelluti, Marta Mazzi, Bebo Storti, Matteo Schiavone, Francesco Tribuzio. |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento martedì 23 dicembre 2025
Una favola contemporanea che, a partire dallo scambio d'identità, dà vita a situazioni esilaranti e inaspettate.
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CONSIGLIATO SÌ
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Friuli Venezia Giulia. Massimo Mancuso è un operaio nella fabbrica di dolciumi Sangiorgi, specializzata in panettoni natalizi. Da quattro anni è vedovo di una moglie molto amata, morta per un problema congenito al cuore, e vive con suo padre Oscar, calabrese ghiotto di 'nduja, con la figlia adolescente Anna e il figlio Pietro, promessa del calcio già arruolato nelle giovanili dell'Udinese.
Quando però i medici dicono a Massimo che Pietro soffre della stessa malformazione cardiaca della madre e che ha bisogno di un'operazione salvavita, l'uomo chiede al suo datore di lavoro, il cavalier Sangiorgi, un anticipo sul TFR. Ma l'azienda è in crisi e il datore di lavoro subisce un infarto: al suo posto subentra la figlia Valentina, fino a quel momento responsabile marketing dell'azienda, un ruolo che il padre le ha affidato come contentino, perché avrebbe voluto affidare la direzione al figlio maschio, che invece è mancato quattro anni prima. Al cimitero per commemorare i rispettivi defunti Massimo e Valentina chiedono al cielo che l'altro si metta nei propri panni, e il cielo li accontenta.
Se fossi te è l'ennesima storia di uno scambio di identità, al pari di Quel pazzo venerdì, Switch o, nel cinema italiano, Moglie e Marito e il recentissimo Sottosopra.
Questa volta il format è quello della miniserie in quattro episodi distribuiti su due serate di circa un'ora e mezza ciascuna, e fa leva su una buona intuizione di casting: quella di affidare i ruoli di Valentina e Massimo a due coniugi nella vita reale, ovvero Laura Chiatti e Marco Bocci. Ed è una buona intuizione perché, invece di limitarsi semplicemente a interpretare un'idea astratta di maschile e femminile come succedeva in Moglie e Marito, i due attori assumono le gestualità reali l'uno dell'altra, che conoscono bene nella vita di tutti i giorni. Bocci è particolarmente efficace nell'evocare Chiatti, al netto di alcune esagerazioni stereotipate come gli urletti sotto la doccia a temperatura estrema.
Come al solito Nino Frassica, che ha il ruolo di nonno Oscar, regala spessore umano ad una trama (soggetto e sceneggiatura sono di Andrea Valagussa e Valerio D'Annunzio) che se da un lato si mantiene all'interno delle convenzioni da prima serata Rai, dall'altro è perlomeno attenta alla coerenza di azioni e reazioni, e a non confondersi troppo nel guazzabuglio di generi e identità (ma almeno un paio di errori li abbiamo individuati). E magari sarebbe meglio un po' meno musica a tappeto!
La regia è di Luca Lucini, come sempre solido nella gestione degli attori e delle sequenze, e di Simona Ruggeri, la visione scorre veloce, senza grandi risate o istrionismi recitativi, ma con una sua piacevolezza e un'attenzione non scontata a due temi importanti: l'incapacità dei dirigenti di capire la situazione di vita degli operai e la difficoltà delle donne nel farsi prendere sul serio sul lavoro, anche dai padri. Il tutto gestito a pelo d'acqua, ma senza sgradevolezze fuori luogo o eccessive implausibilità.