Il racconto degli ultimi giorni di Aldo Moro Espandi ▽
Il racconto dei tragici giorni del rapimento di Aldo Moro, visti attraverso i molteplici punti di vista dei personaggi che di quella tragedia furono protagonisti e vittime. Marco Bellocchio, dopo Buongiorno, notte, torna su quelle drammatiche pagine della nostra storia con un nuovo originale sguardo: 'Ho voluto stavolta farne una serie per raccontare l'Esterno di quei 55 giorni italiani stando però fuori dalla prigione tranne che alla fine, all'epilogo tragico. Esterno notte perché stavolta i protagonisti sono gli uomini e le donne che agirono fuori della prigione, coinvolti a vario titolo nel sequestro: la famiglia, i politici, i preti, il Papa, i professori, i maghi, le forze dell'ordine, i servizi segreti, i brigatisti in libertà e in galera, persino i mafiosi, gli infiltrati". Recensione ❯
Una commedia incolore - ma anche uno spot turistico - costruita attorno a Ronn Moss. Commedia, USA, Italia2022. Durata 97 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Michael, un broker newyorkese innamorato dell'Italia, compra una masseria in Puglia per dare un cambio alla monotonia della sua vita. Espandi ▽
"Sono stanco di questa città. Qui la gente pensa solo al lavoro, ai soldi e non si rilassa mai" Così Michael Dacruz, un broker di New York figlio di un italo-americano, decide di dare una svolta alla sua vita e compra una masseria in Puglia versando un anticipo di 50.000 euro. Arriva in Italia per firmare il rogito, ma, arrivato sul posto, non trova nulla. Denuncia così la truffa alle forze dell'ordine e viene colpito dalla bellezza di Maria, il capitano dei carabinieri. A mettergli soprattutto i bastoni tra le ruote c'è soprattutto una famiglia pugliese, quella di Don Antonio Pezzolla e i suoi tre figli. Michael però non si dà per vinto e fa di tutto pur di riprendersi proprio la masseria che gli è stata sottratta perché potrebbe nascondere un segreto particolare. Inoltre ha deciso di restare in Puglia perché ha trovato l'amore.
Ronn Moss si è probabilmente costruito attorno a lui il suo "film italiano", lasciando il poco spazio che resta a Lino Banfi che recupera un vecchio repertorio quando si scalda e se la prende con i figli imbranati, a qualche scatto di rabbia di Paolo Sassanelli e a Mayra Pietrocola nei panni del capitano dei carabinieri.
L'unica idea intrigante è quella dei sosia che appaiono all'inizio a Michael prima come tassista, poi come receptionist all'hotel e in seguito con altri tre personaggi diventando per il protagonista una possibile allucinazione. Recensione ❯
Un episodio monstre gravato dall'onere di ricongiungere troppi fili sospesi e accontentare i fan. Azione, Avventura, Fantascienza - USA2022. Durata 146 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +10
Un territorio audace e inesplorato, caratterizzato da dinosauri mai visti, azione vertiginosa e nuovi sorprendenti effetti visivi. Espandi ▽
Il prologo sotto forma di speciale televisivo permette di riassumere gli eventi dei titoli precedenti di Jurassic World e di introdurre all’attesa congiunzione dei cast di Jurassic Park e Jurassic World, atteso momento culminante di quello che sembra essere il capitolo finale e definitivo della saga giurassica. Regia affidata nuovamente a Colin Trevorrow, dopo la parentesi horror e personale di Bayona, che ha l’onere di guidare una sceneggiatura monstre che ha il compito di soddisfare i fan, congedarsi con un episodio all’altezza e riservare lo spazio dovuto ai molti personaggi vecchi e nuovi che la popolano. Brandizzazione e reiterazione sono le parole d’ordine di un gargantuesco episodio-summa, sulle cui spalle gravano esigenze di fan service così ingombranti da irrigidire la sceneggiatura fino a renderla prossima a quella prodotta da un algoritmo. Recensione ❯
Al suo esordio Jasmine Trinca firma un film tra favola e realtà, in grado di trasformare il dolore in ricercata raffinatezza. Drammatico, Italia2022. Durata 93 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una bambina ama sua madre, ma sua madre ama Marcel, il suo cane. Un evento imprevedibile le porterà in viaggio, avvicinandole e svelando loro, oltre ogni dolore, le vie grandi e segrete dell'amore. Espandi ▽
Alla sua opera prima Jasmine Trinca affronta con la consapevolezza di chi conosce la storia del cinema un tema molto personale in equilibrio tra favola e realtà. Quando un autore si trova ad affrontare il suo primo lungometraggio, se lo è nell'intimo non lavora su commissione e non accetta compromessi. Jasmine Trinca si rivela tale realizzando un film che non strizza l'occhio al box office trasfigurando un reale rapporto Jasmine/genitrice offrendogli un contesto di dolorosa astrazione. È come se l'attrice nel momento in cui dirige la sua 'opera prima' avesse bisogno di avere vicino sia chi esordisce, Maayane, sia chi invece le offre la solidità di una carriera riconosciuta e riconoscibile. In questo film di presenze/assenze, in cui quella della madre risulta dominante, il loro esserci permette a Jasmine Trinca di muovere le sue dita di regista all'esordio con la stessa partecipe perizia di quella della sua giovane protagonista sui tasti del sassofono che utilizza come strumento di comunicazione. Il sax di Jasmine è un film che saprà parlare agli spettatori che amano un cinema che sa trasformare il dolore in ricercata raffinatezza. Recensione ❯
Un'epopea familiare dalla storia travolgente. Grande cinema contemplativo che apre un mondo con ogni personaggio. Drammatico, Spagna, Italia2022. Durata 120 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una famiglia si riunisce come ogni estate nella cittadina più profonda della Catalogna. Questa però potrebbe essere l'ultima. Espandi ▽
Nella campagna assolata della Catalogna, la famiglia Solé vive e coltiva da decenni un vasto frutteto che gli era stato offerto dopo la guerra civile. I Solé si ritrovano perciò impotenti quando furgoni carichi di pannelli solari arrivano sui terreni, pronti a riconvertire il frutteto ed eliminare l'unica attività che la famiglia abbia conosciuto.
In questa epopea familiare in cui la tradizione si scontra violentemente con le fredde costrizioni del presente, Simón dipinge un affresco meticoloso della sua terra e coglie il frutto pienamente drammatico di un cinema contemplativo, di stampo quasi documentaristico.
Grazie alla fluidità di uno stile registico immediato e pulsante, è facile avvertire l'impatto di Alcarràs come un insieme, una storia fiume che ci travolge. Ma non vanno sottovalutati i tanti momenti di straordinaria singolarità; molti coinvolgono i bambini della famiglia, autentici e adorabili, la vera arma segreta del film.
Tutti dettagli che contribuiscono all'afflato romanzesco del film, e aggiungono livelli di caratterizzazione a una storia che fotografa con accuratezza le particolari circostanze socio-economiche dell'industria agricola contemporanea. Recensione ❯
Un karateka trova fin da bambino la forza per combattere tramite lo sport la malattia da cui è affetto. Espandi ▽
Claudio Fragasso prosegue la sua rocambolesca carriera di autore fieramente indipendente e di regista di film di genere e d’azione con questo excursus sul mondo del karate che mescola Karate Kid (cui il titolo Karate Man sembra fare esplicito omaggio) e The Wrestler, nel raccontare un’umanità sopra le righe che fa della performance sportiva il centro della propria vita. Il protagonista è il vero Claudio Del Falco, campione del mondo di kick boxing ed esperto di arti marziali, e la storia è ispirata alla sua vicenda reale di atleta diabetico, così come è ispirato alla realtà il rapporto fra lui e Stefano Maniscalco, vincitore di europei e mondiali di karate, presente anche qui come attore. Il film si muove su due piani. Il primo è quello delle scene che mescolano immagini d’archivio con ricostruzioni fictional, e che sono di gran lunga le sequenze più interessanti, il secondo è quello - rivedibile - della fiction melodrammatica che racconta le traversie umane e professionali dei protagonisti. Recensione ❯
I fragili equilibri di una famiglia che vive in una remota località da dove decollano jet italiani diretti in Iraq. Espandi ▽
Siamo nel 2015 e nella città immaginaria di Santa Mira è presente una base militare da cui partono bombardieri verso l'Iraq per bloccare l'avanzata dell'Isis verso l'Italia. In questo contesto politico/bellico generale si collocano le vicende di alcuni personaggi che vivono situazioni di profonda frustrazione esistenziale per motivi diversi.
Le prime inquadrature dell'opera prima di Guido Acampa testimoniano di un talento notevole dal punto di vista estetico.
Si vorrebbe, è da presumere, raccontare la fragilità di una condizione umana e sociale sottoposta a minaccia e fin qui l'equilibrio narrativo potrebbe dirsi mantenuto con i conflitti interni ai nuclei familiari e, soprattutto, con la presenza di un cane il cui comportamento all'interno del branco addestrato è divergente. Recensione ❯
Una storia d'amore e identità, una sinfonia mediterranea che è riscoperta del proprio posto nel mondo. Drammatico, Italia2022. Durata 117 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Dopo quarant'anni di lontananza Felice torna lì dov'è nato, il rione Sanità, nel ventre di Napoli. Espandi ▽
Dopo molto tempo trascorso fra il Libano e l'Egitto Felice, diventato imprenditore benestante, torna a Napoli, la città dove ha vissuto fino ai 15 anni. Sua madre Teresa, "la sarta migliore del Rione Sanità", abita in un basso, e accoglie a braccia aperte quel figlio che credeva perduto per sempre. A poco a poco Felice riprende contatto con un mondo che aveva messo forzatamente da parte e incontra Don Luigi, un prete che combatte la camorra cercando di dare un futuro ai giovani del rione. Ma Felice ha anche bisogno di ricongiungersi con Oreste, amico fraterno e compagno di scorribande adolescenziali, che della camorra è diventato un piccolo boss. E a nulla valgono i consigli ad andarsene da Napoli e dimenticare quell'amicizia pericolosa: come se fosse possibile, lasciarsi alle spalle una città che ti è entrata per sempre nel cuore. Recensione ❯
Una commedia on the road con sfumature noir che permette di esplorare relazioni umane inattese. Espandi ▽
Con chi viaggi è il remake italiano di una commedia spagnola, Con Quien Viajas, scritta e diretta da Martin Cuervo. A dirigere la versione nostrana sono gli Younuts!, il duo formato da Niccolò Celaia e Antonio Usbergo, registi di video musicali e di due lungometraggi prima di questo: Sotto il sole di Riccione e Altrimenti ci arrabbiamo. Con chi viaggi è figlio della convinzione che basti un’idea per costruirle intorno un film: ma se lo sviluppo è poco credibile e formulaico l’ispirazione di partenza, che era anche interessante, non è sufficiente. Il film è figlio della generazione che vive sui cellulari e su Youtube e confonde un gioco di ruolo con una storia per il cinema: una generazione che questa stessa storia critica, ma dai cui codici narrativi ed estetici sembra non riuscire a smarcarsi. Recensione ❯
Il film cattura l'umore e lo spirito di Nick Cave e Warren Ellis mentre si muovono attraverso una nuova ottimistica fase della vita. Espandi ▽
Nello stallo dell'isolamento pandemico, Nick Cave e il suo sodale di palco, il polistrumentista e compositore Warren Ellis non se ne stanno certo con le mani in mano. Il cantante dei Bad Seeds (che ha un omonimo, ugualmente artista in attività) si dedica al disegno e alla ceramica, modellando e dipingendo statuine antropomorfe di santi, ma anche un ciclo di diciotto soggetti, sulla storia del diavolo. Poi, prima del tour programmato, a primavera del 2021 i due tornano davanti alla macchina da presa di Andrew Dominik, il regista australiano di Chopper per il quale hanno già composto la colonna sonora di L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (2007) e quella di Blonde, tratto da Joyce Carol Oates, su Marilyn Monroe.
Dominik nel 2016 li ha ripresi in One More Time With Feeling, sulla creazione dell'album Skeleton Tree, realizzato dopo la morte del figlio di Cave, Arthur; a quel film This Much I Know to Be True è legato a doppio filo, come una metà mancante. Ritornano gli stessi temi: la creatività costante, inarrestabile, la relazione con il lutto, lo scambio misterioso, quasi telepatico, tra Cave e Ellis (quest'ultimo, già esplorato in 20.000 Days On Earth di Iain Forsyth e Jane Pollard).
Al centro dello spazio vuoto, Ellis (al piano, campionatore, violino) e Cave; poco distanti da loro tre coristi, un quartetto d'archi. Per il tempo di un trionfale cameo, anche Marianne Faithfull ci onora della sua presenza. Recensione ❯
Un'opera giocosa, che in pieno accordo con gli stilemi parodistici, sfrutta gli stereotipi per esprimersi al meglio. Drammatico, Italia, Ucraina2022. Durata 103 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Coproduzione italo-ucraina, nel cast Irma Vitovska e Giovanni Calcagno. Espandi ▽
Vlada Koza, donna di mezz'età ucraina, diventa nonna per la prima volta e piena di entusiasmo decide di prendere un aereo e di andare a trovare sua figlia in Italia, piombandole in casa senza preavviso. La ragazza però non apprezza le attenzioni della madre, tanto premurosa quanto invadente, e la mette alla porta, lasciandola sola nell'entroterra siciliano. A causa di un incidente d'auto Vlada si trova catapultata a Villa Laganà, dove diventa la governante di Don Fredo, capo clan di un'anomala famiglia mafiosa che lotta per non essere eliminata dall'organizzazione. Vlada che ama prendersi cura degli altri, non tarda a rendersi utile e per un po' regna il benessere a casa Laganà. Questo finché la donna non capisce davvero chi sono Don Fredo e i suoi tre giovani figli.
Giovanni Dota esordisce con il suo primo lungometraggio e lo intitola Koza Nostra, giocando così con il cognome della sua biondissima protagonista, interpretata dall'attrice ucraina Irma Vitovska.
Koza Nostra è un film che riesce a far ridere, anche e soprattutto per il fatto che i suoi interpreti sanno gestirsi abilmente nei tempi comici, capacità più che mai fondamentale per film di questo genere. Infatti, una nota dolente nel film di Dota, potrebbe riguardare non tanto i tempi comici degli attori, quanto il ritmo comico della scrittura stessa. Recensione ❯
Un thriller ambientato nel mondo dell'arte che guarda (troppo) al cinema di Quentin Tarantino. Azione, Thriller - Italia2022. Durata 122 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un noir ambientato nel corrotto mondo dell'arte contemporanea di New York, dove il mercante d'arte John Kaplan e lo spietato capo della mafia di New York, Michael Rubino, lottano per soldi, arte, potere e amore. Espandi ▽
Alessio Della Valle, regista e sceneggiatore di American Night, attinge a piene mani a quell’immaginario cinematografico statunitense che ha la sua punta di diamante in Quentin Tarantino: diner equivoci, luci al neon, cialtroni intenti in discussioni senza capo né coda, bellezze ispaniche, inseguimenti in auto e violenza da cartone animato a tempo di musica hip (la colonna sonora è di Marco Beltrami e Ceiri Torjussen). Qui il mercato nero è quello dell’arte contemporanea nel quale i due protagonisti si muovono con autentica passione per il bello ma anche con grande mancanza di scrupoli. Peccato che la trama sia così convoluta, e l’estetica del film così fortemente derivativa, che è difficile trovare qualcosa di genuino o originale attraverso tutta la narrazione. Recensione ❯
Un film fieramente indipendente, dagli intenti genuini ma ondivaghi, che affronta il tema dell'emancipazione femminile. Drammatico, Italia2022. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La storia di una famiglia italiana in un tempo passato, ma con una maturità sociale che oltrepassa i tempi attuali. Espandi ▽
Anditri, Irpinia, 1919. Donato e Anna De Martino sono una coppia serena che gestisce una fattoria sottratta ai latifondisti e aspetta con ansia un figlio che tarda ad arrivare. Marisa è una giovane donna figlia di padre còrso cresciuta in parte in Corsica, in parte in Sardegna: quando il padre viene ucciso da un'esplosione nella cava dove lavora come spaccapietre Marisa, che ha studiato, viene assunta da Anna per tenere la contabilità della fattoria. Ma presto Donato si innamora della giovane donna e lei di lui, mentre Anna si dispera per il tradimento e per quel figlio tanto desiderato e ancora negato. Forse però sarà possibile creare un'unità famigliare unica, in largo anticipo sui tempi, che soddisferà i desideri di tutti.
I suoi intenti sono genuini, ma la realizzazione del film è ondivaga: da un lato Schettino è animato da uno spirito curioso che viaggia fra il melodramma e la sceneggiata, mantenendo una certa ironia e una certa cura nello stile che ricorda (e omaggia) il cinema muto coevo della storia che racconta, descritta da un cartello iniziale come realmente "accaduta nel Sud all'inizio del secolo scorso".
Lo stratagemma dello Scazzamauriello (una sorta di monaciello locale) cerca di aggiungere un po' di realismo magico ad una storia che mette troppa carne al fuoco. Recensione ❯
La versione integrale della performance ideata nel 2021 per celebrare l'uscita dell'ultimo album del duo vincitore ai GRAMMY® Awards. Espandi ▽
Con venti minuti di filmati inediti approda su grande schermo la versione integrale della performance ideata dai Twenty One Pilots nel 2021 per celebrare l’uscita dell’ultimo album del duo vincitore ai Grammy Awards, “Scaled And Icy”, e trasmessa in live streaming in 200 nazioni. Chiamatelo fan service se preferite, ma è evidente il legame che unisce band e spettatori in un fenomeno di simbiosi legato così strettamente a una generazione da risultare, forse, del tutto incomprensibile per le altre. Nell’insieme è difficile considerare come un film vero e proprio, ancorché documentario, Twenty One Pilots Cinema Experience, attraversato dalle ambizioni più disparate ma obbligato a rientrare nel canone e nella cultura del videoclip. Recensione ❯
Bellocchio affronta la serialità come il più geniale degli showrunner. Una pagina 'ignobile' della nostra storia raccontata con impeto sanguigno e indignazione. Drammatico, Italia2022. Durata 330 Minuti.
Una serie interamente dedicata al rapimento e all'assassinio di Aldo Moro. Espandi ▽
“Aldo Moro è l’Italia”, si dice in Esterno Notte, la serie in sei puntate con cui Marco Bellocchio rimette mano al racconto del caso Moro, vent’anni dopo il suo Buongiorno, notte. Ed è proprio come cartina di tornasole del nostro Paese che Bellocchio affronta di nuovo quel vulnus, rifrangendo la vicenda attraverso vari prisma. Bellocchio affronta la serialità come il più geniale degli showrunner, perché invece di puntate crea stazioni della Via Crucis per un morituro predestinato dalle sue scelte politiche e personali: e il ticchettio con cui comincia il racconto segnala l’inizio del conto alla rovescia della sua parabola cristica. La maestria di Bellocchio e dei suoi cosceneggiatori sta nel raccontare con impeto sanguigno e indignazione, nel giustapporre momenti e immagini (il montaggio impeccabile è di Francesca Calvelli), nell’evocare fantasmi, nel trovare gli accompagnamenti musicali giusti (compresa un’Internazionale “wagneriana”), nell’intessere immagini di archivio e frammenti di TG che ci ricordano lo stupore annichilito con cui tutti abbiamo seguito la vicenda. Il registro con cui Bellocchio ripercorre questa “storia ignobile” da par suo si muove fra il grottesco e il ridicolo, fra l’impasse istituzionale e il delirio ideologico delle BR. Un mondo che “si ci fosse luce sarebbe bellissimo”, ma che invece è l’esterno notte della nostra coscienza. Recensione ❯