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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.19 - CONSIGLIATO SÌ
Luchetti ritrova Starnone e realizza il suo film più complesso e maturo. Dietro il thriller c'è molto di più.
Drammatico,
Italia 2024.
Durata 136 Minuti. Consigli per la visione:
Pietro è un professore di liceo che ha una relazione, una volta diplomata, con Teresa una sua ex studentessa. Un giorno lei gli propone di confessarsi vicendevolmente un segreto mai detto a nessuno. Dall'omonimo romanzo di Domenico Starnone. Espandi ▽
Pietro, professore di liceo amato dai suoi studenti, trova l’amore, nel senso pieno del termine, con Teresa, un’ex studentessa. Da quando lei gli propone di confidarsi reciprocamente un segreto mai rivelato a nessuno le cose cambieranno profondamente. Luchetti torna ad occuparsi di un romanzo di Starnone e realizza il suo film più complesso e ricco di sollecitazioni nei confronti dello spettatore. Il regista (e dietro di lui Starnone e Piccolo) è molto abile nel non cadere nelle trappole narrative made in USA modello
Attrazione fatale. Qui non ci sono coniglietti bolliti e Teresa non è una pazza alla ricerca di vendetta. È qualcosa di più e di diverso. È la rappresentazione fisica della cattiva coscienza di Pietro. È in questa capacità di approfondire anche le minime sfumature che Luchetti ci mostra la solidità e la totale capacità di immergersi nella narrazione della sua regia. Sarebbe troppo semplicistico leggere questo film come un thriller. È molto di più.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.25 - CONSIGLIATO SÌ
Fine anni '40. A bordo di una nave diretta in Brasile si consuma una relazione ritenuta intollerabile. Espandi ▽
Ottava regia per il cineasta brasiliano Marcelo Gomes, che adatta il romanzo “Ricordi di un certo oriente" di Milton Hatoum facendone uno studio sulla gelosia, l’attrazione e le sottili dinamiche di controllo familiari e di genere. Il tutto in una forma estetica elegante e senza tempo, di un bianco e nero particolarmente evocativo, che attorno al delicato equilibrio del triangolo di protagonisti ben dipinge anche una classica parabola di migrazione e adattamento culturale. Per quanto il focus sia sempre a stretta distanza dai tre personaggi principali, dei quali Gomes osserva con granulare sensibilità il velenoso groviglio di attrazione e devozione, il contesto più ampio non si fa mai semplice sfondo
Portrait of a Certain Orient mette in chiaro che il passato e la memoria continuano a guidare le nostre azioni anche quando ci illudiamo di poter fuggire a continenti di distanza.
Una suora entra a contatto con il terribile mondo dello sfruttamento di bambini. Espandi ▽
Yohanna è una giovane suora in Indonesia che si dedica alla consegna di aiuti ai bisognosi. Un giorno le rubano l’automezzo che le è stato prestato e, nel corso della ricerca, incontra il mondo dei minori che le offrono aiuto ma che, al contempo, ne avrebbero bisogno. Sono infatti vittime dello sfruttamento del lavoro. Il regista segue la protagonista con un montaggio talvolta un po’ confuso rischiando di essere anche un talvolta didascalico nell’allineare le varie situazioni. Si avverte però la più che onorevole intenzione di affrontare un tema che il cinema non può mettere tra parentesi in realtà sociali in cui esso rappresenta purtroppo un dato anche statisticamente rilevabile. Quando ci ricorda che imporre il lavoro prima e dopo l’orario scolastico imponendo ai piccoli di alzarsi alle 5 di mattina e di lavorare fino a notte non è altro che schiavitù, alza la voce contro l‘ingiustizia. Il fatto che poi abbia con sé un’attrice famosa in Indonesia favorirà la diffusione del film in quel Paese e quindi della denuncia.
Una nuova interpretazione del celebre Macbeth, questa volta ambientato nelle Filippine, Espandi ▽
Un Macbeth ambientato nelle Filippine. Un mash-up di stili, generi, stati d'animo e atmosfere che presenta un cast di oltre 100 interpreti.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.58 - CONSIGLIATO SÌ
Un film al contempo arcaico e postmoderno, completamente libero come sa essere il cinema di Alice Rohrwacher.
Drammatico,
Italia 2023.
Durata 134 Minuti.
Ambientato negli anni '80, nel mondo clandestino dei "tombaroli", il film racconta di un giovane archeologo inglese coinvolto nel traffico clandestino di reperti archeologici. Espandi ▽
La chimera racconta una ricerca ostinata – di morte, di vita, di riscatto dalla povertà e di accumulo materiale – con il passo folk del cantastorie, evidenziandone il lato picaresco e quello simbolico.
È un film completamente libero come sa esserlo il cinema di Alice Rohrwacher, che sceglie il tempo del racconto cominciando lentamente, per dare al suo protagonista lo spazio di una rincorsa fatale, e accelerando in “ascese velocissime” che rivelano una comicità da film muto.
Ha i colori delle fiabe e l’apparente scanzonatura degli stornelli, attraversa un’Italia nel processo di essere svenduta agli stranieri ma in cui due stranieri sembrano gli unici a volerne conservare il mistero, ci aiuta a “stimare l’inestimabile” e a rivendicare la tutela delle “cose che appartengono a tutti” perché la proprietà non deve essere necessariamente possesso.
E il cinema di Rohrwacher si conferma qui contemporaneamente arcaico e postmoderno, nonché capace di inventare parabole agresti che presagiscono, come il migrare degli uccelli, la transizione verso il degrado a seguire.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.34 - CONSIGLIATO SÌ
Sollima torna a raccontare una Roma disperata e crepuscolare in una crime story di forte
impatto.
Drammatico,
Italia 2023.
Durata 127 Minuti. Consigli per la visione:
Stefano Sollima conclude la trilogia romana iniziata con A.C.A.B nel 2012 e proseguita con Suburra nel 2015. Espandi ▽
Dopo essersi affermato anche all'estero come un tecnico dalle mani sicure, capace di dirigere buoni action muscolari, Stefano Sollima torna nella sua Roma. Ne aveva esplorato il sottobosco più oscuro in film come Acab e Suburra, oltre che nella serie che lo ha lanciato, Romanzo criminale. Ma in questa storia di bassa malavita, tra vecchi gangster malmessi e forze dell'ordine corrotte, sullo sfondo di una città in fiamme a un soffio dal post-apocalittico, Sollima trova una delle sue opere più compiute e mature. L'azione senza il cuore e la testa conta poco, e rispetto anche a quanto fatto in passato Adagio beneficia enormemente di un rapporto diverso con il luogo che racconta: è forse la prima volta che si va oltre un certo sensazionalismo sulla Roma in rovina, che sembra sempre sottintendere un facile commento sociale solo perché di moda a livello nazionale.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.10 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un horror ammantato di carità cristiana che manda a gambe all'aria ogni convinzione precostituita.
Drammatico,
Italia 2023.
Durata 134 Minuti.
Il film ricostruisce la figura di Edgardo Mortara, il bambino ebreo il cui rapimento da parte del Vaticano nel 1858 divenne un caso internazionale. Espandi ▽
Bologna, 1858. Edgardo Mortara, un bambino ebreo di quasi sette anni, viene sottratto alla sua famiglia e consegnato al "Papa Re" Pio IX. La motivazione ufficiale fornita dal Diritto canonico è che a sei mesi il bambino era stato battezzato e dunque non può che ricevere dalla Chiesa un'educazione cattolica che lo "liberi dalle superstizioni di cui sono imbevuti gli ebrei". I genitori di Edgardo, Momolo e Marianna, non si rassegnano e continuano a cercare di riavere il figlio, sollevando un caso internazionale che vedrà schierati contro il Papa la comunità ebraica mondiale, la stampa liberale e persino Napoleone III. Ma Pio IX non teme la disapprovazione di nessuno, rispondendo alle richieste di restituire Edgardo alla sua famiglia con un "non possum" e il sorriso serafico di chi si ritiene al sopra delle umane regole. E nonostante il clima sia quello risorgimentale la Chiesa rimane inamovibile, contando sulla sua sedicente inviolabilità.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.21 - CONSIGLIATO SÌ
Un omaggio accorato a Monica Vitti, attraversato da una brezza leggera e da un sottile alito di speranza.
Commedia,
Italia 2023.
Durata 83 Minuti. Consigli per la visione:
Una donna sta perdendo la memoria. Ricostruisce così la sua vita ispirandosi ai film con Monica Vitti. Espandi ▽
Mi fanno male i capelli è il commovente omaggio di Roberta Torre ad una grande attrice, Monica Vitti, che come la protagonista di Alba Rohrwacher ha sofferto di una forma di demenza, perdendosi a sé e al suo pubblico, il quale tuttavia conserva il privilegio di ritrovarla attraverso le sue interpretazioni. È un film sperimentale e accorato, doloroso fin dal titolo (che è una celebre battuta cinematografica della Vitti) eppure attraversato da una brezza leggera, da un sottile alito di speranza. È il ricordo tenero ed elegante di un’artista immortale, ma anche una lettera d’amore a tutti coloro che ogni giorno scordano qualcosa, ma per cui giocare ancora una volta con i ricordi che riaffiorano può voler dire sentirsi di nuovo felici. Alba Rohrwacher fa un lavoro di mimesi straordinario, aiutata anche da una notevole somiglianza fisica con la Vitti, e presta il suo modo di recitare con tutto il corpo a questa metamorfosi, mentre Filippo Timi presta uno strazio profondo e irrinunciabile al suo Edoardo, facendosi assenza per consentire alla presenza di Monica di rivendicare quel po’ di territorio che ancora riconosce.
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Un regista anziano viene intervistato e ricorda di un cinema che ormai non esiste più. Espandi ▽
In un cinema bruciato, un regista più anziano aspetta di ricevere un premio e viene intervistato da una cameraman più giovane. Un film di ritrovamenti, di rovine, pietre, reliquie e sarcofagi.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.48 - CONSIGLIATO SÌ
Un flusso di coscienza magmatico che mette la sceneggiata in musical e reintroduce il cinema napoletano nel circuito nazionale.
Musical,
Italia 2017.
Durata 134 Minuti. Consigli per la visione:
Un vero e proprio musical 'sorrisi e malavita' ma soprattutto una nuova dichiarazione d'amore per Napoli da parte dei Manetti Bros. Espandi ▽
Don Vincenzo Strozzalone, 're del pesce' e boss camorrista, scampa a un attentato e decide di cambiare vita. Stressato e braccato da criminali e polizia, si finge morto per ricominciare altrove con donna Maria, la consorte
cinéphile che trova la risoluzione a tutto nelle trame dei film. Ma il suo segreto, condiviso dalla moglie e dai fedeli Ciro e Rosario, ha il fiato corto. Fatima, una giovane infermiera, ha visto quello che non doveva vedere. L'ordine adesso è di eliminarla.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.15 - CONSIGLIATO SÌ
Aggiornando il poliziesco all'attuale condizione socio-culturale e ammiccando al genere, Manetti firmano una sceneggiatura esilarante.
Commedia,
Italia 2013.
Durata 114 Minuti.
Paco è un pianista disoccupato che diventa un agente della polizia e cerca di scoprire cosa si nasconde dietro a un gruppo neomelodico napoletano. Espandi ▽
Paco Stillo è un pianista disoccupato che la madre ha raccomandato al Questore Vitali. Inabile ma arruolato, Paco viene assegnato alla scrivania e al deposito giudiziario. Scoperti per caso la sua attitudine alla musica e il suo talento per il pianoforte, Paco passa in prima linea partecipando suo malgrado a una delicata operazione di polizia finalizzata a catturare Ciro Serracane, temibile e temuto killer della camorra. Saputo del recente matrimonio della figlia del boss di Somma Vesuviana, a cui Serracane presenzierà, il commissario Cammarota ordina all'agente Stillo di infiltrarsi nel gruppo musicale di Lollo Love, celebre cantante neomelodico napoletano, assoldato dal boss per allietare le nozze della robusta sposa. Abbigliato come un coatto e costretto a suonare l'inascoltabile, Paco affronterà con poco entusiasmo ma grande professionalità entrambi i ruoli.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.08 - CONSIGLIATO SÌ
Stanco di bere il sangue dei contadini del posto, il conte Dracula decide di lasciare la Transilvania e di trasferirsi a Roma, città della quale ha av... Espandi ▽
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