Ernesto ha ereditato dal padre una lavanderia e conduce una vita da single che affoga nella ripetitività. Caterina è una suora che sta per prendere i voti perpetui. Espandi ▽
Ernesto ha ereditato dal padre una lavanderia e conduce una vita da single che affoga nella ripetitività. Caterina è una suora che sta per prendere i voti perpetui. Un giorno lei, che si reca a Milano per lavorare in un centro di accoglienza, si vede affidare un neonato trovato in un parco. Lo porta all'ospedale, ma comincia a sentirlo un po' suo, al punto di andare a fondo sull'unico indizio che ha a disposizione: il maglione in cui era avvolto il piccolo con la targhetta della lavanderia. È così che avviene l'incontro tra due solitudini, una delle quali è però sostenuta da un ideale. Il film di Piccioni è interessante per più motivi. Recensione ❯
Il giovane discendente d'un tiranno secentesco, con un sortilegio, richiama in vita il fantasma dell'avo. Un misterioso paralitico è la reincarnazione... Espandi ▽
Mentre sta per andare in vacanza, Mark, della polizia di Los Angeles, viene incaricato di acciuffare l'autore di furti e omicidi, un certo Tony Roma. ... Espandi ▽
La troupe di un editore entra abusivamente in un castello per realizzare fotografie per una serie di romanzi gialli. Ritenendosi la reincarnazione del... Espandi ▽
Alla conclusione di un anno scolastico, durante gli scrutini, un gruppo di docenti ripensa agli eventi accaduti durante l'anno appena trascorso. Espandi ▽
Tratto dai libri di Domenico Starnone, già divenuti spettacolo teatrale con il titolo Sottobanco, il film di Luchetti si divide in tre parti. 1) È l'ultimo giorno di scuola in un istituto superiore della periferia romana. Bisogna completare le interrogazioni perché al pomeriggio 2) si deve tenere lo scrutinio. Ma il ricordo della gita a Verona 3) torna a più riprese. Luchetti realizza un ritratto della scuola italiana sempre in attesa di riforma visto, finalmente, dalla parte degli insegnanti. Se il "bestiario" risente di un'eccessiva concentrazione di caratteri, alcuni dei quali sfiorano la macchietta, bisogna riconoscere al regista un'attenzione ai veri problemi della scuola. Mancanza di incentivazioni, pressappochismo, buona volontà non supportata da una struttura adeguata portano gli allievi come il fantomatico Cardini (che sa fare bene la "mosca") a rimanere intrappolati, nonostante tutto, in una realtà aliena e alienante. Si ride e si sorride con l'amaro in bocca grazie anche a un cast perfettamente omogeneo e a dei ragazzi "veri" che vorrebbero una scuola ideale senza neanche un'aula per le lezioni. Recensione ❯
Nel documentare le gesta di sportivi estremi The art of flight 3D ne riflette la filosofia di vita senza mai esporla a parole. Documentario, USA2011. Durata 80 Minuti.
Dall'Alaska alla Patagonia una troupe insegue l'inverno in luoghi inospitali riprendendo alcuni dei più grandi snowboarder estremi che affrontano luoghi inabitabili e infrequentabili. Espandi ▽
Una nuova specie di film d'azione sportiva prende vita in 3D nel momento in cui parti uguali di azione ed avventura si mescolano con l'inevitabile "drama" che si incontra lungo la via. Due anni impiegati nella sua realizzazione, "The Art of FLIGHT" fornisce all'iconico snowboarder Travis Rice ed ai suoi amici l'opportunità di ridefinire che cosa è possibile nelle montagne. Sperimenta gli alti, col compimento di nuovi trucchi e l'apertura di nuove zone, assieme ai bassi quando si viene travolti da valanghe, incidenti e svolte sbagliate. Per la prima volta gli spettatori si uniscono alla ricerca, talvolta riuscita ma più spesso solo tentata, di aprirsi a nuove ed inesplorate montagne nei più remoti angoli del pianeta. Recensione ❯
Violenza minorile e la vendetta di una madre attraverso le confessioni di personaggi dall'animo travagliato. Drammatico, Giappone2010. Durata 107 Minuti.
Un thriller psicologico che vede protagonista una madre e il suo desiderio di vendetta nei confronti degli assassini della figlia. Espandi ▽
Conscia dell'inutilità di procedere attraverso i canali legali, l'insegnante Moriguchi medita un proprio personale piano per vendicare la morte della figlia, uccisa dalla violenza insensata di due suoi alunni. Tetsuya Nakashima è un tipo ambizioso, uno a cui è bastata la chiassosa genialata di Kamikaze Girls per autoconvincersi di poter riscrivere le regole del cinema così come lo intendiamo. Un talento imbarazzante (in senso positivo), a cui basterebbe un minimo di senso della misura per metterlo al servizio di opere destinate all'immortalità. Recensione ❯