All’evento dedicato alle serie TV sono stati presentati in prima assoluta due prodotti che arriveranno presto sui nostri schermi.
di Claudia Catalli
"Da attrice ho bisogno di affidarmi, il bello con Davide è proprio poterti affidare perché ha le idee chiare, e ti fa fare il “ciak freestyle”. Devi fare una scena come va fatta, poi a un certo punto chiede di farne una in maniera molto libera e a me sembra la migliore, perché le regole di prima le hai introiettate e accade qualcosa di magico". Pilar Fogliati racconta in anteprima all'Italian Global Series la sua esperienza in Una piccola formalità, nuova serie Rai diretta da Davide Marengo e tratta dall'omonimo romanzo di Alessia Gazzola, con Lorenzo Richelmy, Martina Iacomelli, Stefano Rossi Giordani e Alessio Boni nel cast.
La protagonista è Rachele, una giornalista precaria che Fogliati definisce come "una ragazza che deve esplodere, ha dei blocchi, in questo aspetto mi ritrovo in lei. Fa una ricerca e lavora molto su se stessa, cosa di cui tutti abbiamo bisogno. Io guardo al passato per capire presente e futuro”. La sua Rachele lavora nella redazione di una rivista di costume a Milano, ma il suo sogno di sempre è il giornalismo d’inchiesta. Di improvviso riceve un'eredità, di uno zio che non ha mai conosciuto, e questo la trascina in un intreccio di segreti familiari facendole poi ritrovare un ex compagno del liceo, il notaio Manfredi (interpretato dal bravo Lorenzo Richelmy).
Già dal primo episodio si nota la cifra della serie: una commedia romantica sognatrice, dai toni leggeri, che non rinuncia a raccontare la realtà per quella che è: "Fare la giornalista significa guadagnare 1000 euro al mese e scrivere di case e candele profumate che non potrai mai permetterti”, dice Fogliati nei panni di Rachele proprio all’inizio del primo episodio.
Di tutt'altra fattura è La casa nella prateria, altra grande anteprima dell'Italian Global Festival, prima dell'uscita in piattaforma su Netflix. Quattro decenni dopo la celebre serie televisiva, la famiglia Ingalls torna a riaccendere l'interesse degli spettatori, con una potenza visiva nuova e la stessa storia che ha saputo emozionare intere generazioni.
Tutto parte dalla penna di Laura Ingalls Wilder, nata nel 1867 in Wisconsin, che racconta la sua infanzia vissuta nelle zone di frontiera degli Stati Uniti dell’Ottocento. Nella prima puntata mostrata in anteprima assistiamo al periglioso viaggio in carrozza, alla minaccia dei lupi, all'inizio della costruzione della leggendaria casa in legno, a una famiglia che oltre ad affrontare le intemperie, la povertà e le difficoltà della vita quotidiana deve far fronte alla condizione di straniera in terra altrui. Ai tempi, cioè dal 1974 al 1983, la serie fu un grandissimo successo, e il reboot targato Netflix mira a bissarlo, forte di un cast completamente rinnovato rispetto alla storica serie originale.
C'è Alice Halsey (nei panni di Laura Ingalls), Luke Bracey (in quelli di Charles “Pa” Ingalls), Crosby Fitzgerald (Caroline “Ma” Ingalls), Skywalker Hughes (Mary Ingalls), Warren Christie (John Edwards), Meegwun Fairbrother (Mitchell), Alyssa Wapanatahk (White Sun) e Jocko Sims (Dr. George Tann). Sin dal primo episodio emerge come centrale il tema della famiglia e lo snodo narrativo del trasferimento della stessa nella zona di Walnut Grove, con tutti i pericoli del caso (in particolare nel primo episodio c'è una sparizione improvvisa del cane di famiglia che mette allo spettatore una certa preoccupazione).
La prima impressione è che per rispettare la tradizione si rischi di perdere di vista il rinnovamento dei valori a cui il pubblico delle nuove generazioni di oggi è abituato, di fronte a battute commosse come "Sarà la casa dove vedrai nascere il tuo figlio maschio" rischia di rimanere quanto meno interdetto, ma staremo a vedere nei prossimi episodi come altro verrà sviluppata la leggendaria storia degli Ingalls.