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Torino Film festival 2009
Guida al Torino Film Festival dal 13 al 21 Novembre 2009.
Consigliato sì!
3,02/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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primo piano
Un affresco corale sulla memoria collettiva che diventa un omaggio al cinema del passato
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Locandina Baarìa La storia di una famiglia siciliana che prende le mosse dal ventennio fascista in cui Cicco, sin da bambino apertamente contestatore, è un pastore che ha la passione per la letteratura epica. Suo figlio Peppino, cresciuto durante la guerra, entrerà nelle file del Partito Comunista divenendone un esponente di spicco sul piano locale e riuscendo a sposare, nonostante la più assoluta opposizione della famiglia di lei, Mannina che diventerà madre dei loro numerosi figli che saranno comunque considerati da alcuni sempre e comunque ‘figli del comunista'.
Tornatore riprende a narrare della terra che ama, la Sicilia, e lo fa con un affresco collettivo che abbraccia numerosi decenni della storia del secolo scorso. Lo fa con quel piglio che a tratti travalica nell'enfasi che ormai gli è proprio quando torna cinematograficamente a varcare lo Stretto di Messina (e che gli procura tante critiche) ma anche con la sincera voglia di fare cinema a tutto campo. Fare cinema si traduce per lui in un omaggio consapevole e dichiarato a quanti lo hanno preceduto (qui in modo particolare a Sergio Leone ma non solo) senza però rinunciare a un proprio stile narrativo che procede per accumulo di immagini e di situazioni. È una corsa contro il tempo quella che ci viene proposta sin dall'inizio con la figura del bambino che apre il film. Corsa contro il tempo che cancella una memoria collettiva che sembra progressivamente non esistere più e che Tornatore vuole restituirci scegliendo la via della spettacolarità rivolta al pubblico più vasto possibile. C'è una scena in cui Peppino torna a Bagheria dopo essere emigrato per lavoro a Parigi. Ha ancora in mano la valigia e un gruppo di suoi conoscenti, incontrandolo, gli chiede per dove stia partendo. Nessuno di loro si è accorto della sua assenza.
Oggi ben pochi sembrano accorgersi della perdita della conoscenza di un passato recente in cui umiliazioni, lotte e parziali vittorie lasciavano segni profondi nella collettività. Segni che, come l'affresco sulla volta della chiesa, 'dovevano' essere cancellati. Ma ciò che al regista sembra premere ancor di più è il mostrare come il retaggio di un passato di tradizioni ormai incancrenite nella società non sia stato ancora superato nella realtà sociale siciliana e non solo. La sequenza dell'assessore all'urbanistica non vedente che si fa portare i piani regolatori in plastico e li apprezza solo dopo aver intascato l'ineludibile mazzetta è di quelle che si ricordano. Così come (pur nel caleidoscopio a tratti pensoso e a tratti decisamente macchiettistico della miriade di personaggi che attraversano la scena) resta presente, nello scorrere degli anni e delle vicende, la pessimistica sensazione di una sorta di atavica maledizione a causa della quale le uova rotte e i serpenti neri finiscono col far parte del passato, del presente e del futuro di una terra che ha bisogno di una frattura traumatica per poter liberare una volta per tutte una vitalità creativa che certo non le manca.

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Incassi Baarìa
Primo Weekend Italia: € 2.105.000
Incasso Totale* Italia: € 10.410.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 15 novembre 2009
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Il costante ripetersi della storia dell'uomo 2

sabato 26 settembre 2009 di MaryLuu

E siamo noi, giovani del 21 secolo a doverle permettere di farlo. Doppiamo risvegliarci, proprio come Peppino, che si sveglia dal sogno della sua vita e si ritrova ai nostri giorni bambino, come se non avesse vissuto niente e fosse ancora tutto da scrivere. Ma tornando nella sua vecchia casa trova l’orecchino perso di sua figlia e capisce che era tutto reale. Ma che , nonostante tutto, poteva ricominciare da zero. Ciò ci fa pensare che la vita è davvero un grande sogno, in cui continueremo continua »

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6+

domenica 27 settembre 2009 di s.e.c.

Il ricordo che lascia credo sia meglio del film stesso. E' un film basato più sulle immagini che sulle parole. La scenografia, i costumi, i colori e la musica valgono molto, e alcuni tocchi stilistici di regia sono alquanto apprezzabili. Il problema però è proprio riguardante il "film". Il ritmo inesistente spegne l'attenzione dello spettatore, in alcuni punti la storia non procede ma ristagna, alcune scene sono poco curate, alcune inutili e dannose, perché in un film dev'esserci la scena giusta continua »

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Senza umiltà

venerdì 9 ottobre 2009 di Clavius

La Sicilia rappresentata nel nuovo ambizioso film di Tornatore sta a cavallo tra uno spot pubblicitario ed una cartolina illustrata. I mezzi profusi per produrre questa pellicola appaiono fin dall'inizio esorbitanti e ci si aspetta che in un qualche modo possano fruttare. In realtà il lungo, lunghissimo film manca di autocontrollo ed umiltà. Tornatore preda del suo titanismo dimostra di non essere Coppola. Così ben presto eccoci, come spettatori, travolti da un'onda di immagini che a dispetto della continua »

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Il costante ripetersi della storia dell'uomo 1

sabato 26 settembre 2009 di MaryLuu

Sono diversi gli aspetti che mi hanno affascinato molto. Innanzitutto il reale e ben strutturato racconto delle varie epoche storiche. Davanti ai nostri occhi scorrono in sequenza flash del periodo fascista, della seconda guerra mondiale, dello sbarco degli americani e la fine della guerra, l’avvento del comunismo e le dure lotte politiche, la strage di Portella della Ginestra del 1 maggio del 1947, gli omicidi di vari esponenti del partito comunista, il periodo del 68, la protesta contro la guerra continua »

Peppino (Francesco Scianna) al figlio che, chissà, forse emigra, forse parte militare
Noi Terranuova vorremmo abbracciare il mondo, ma abbiamo le braccia troppo corte.
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Il venditore di dollari (Beppe Fiorello)
Accattu Dollari!
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Peppino (Francesco Scianna)
Sono uno di quelli che vorrebbe abbracciare il mondo ma ha le braccia corte.
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SOUNDTRACK | Baarìa

La colonna sonora del film

Disponibile on line da venerdì 25 settembre 2009

Cover CD Baarìa A partire da venerdì 25 settembre 2009 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Baarìa del regista. Giuseppe Tornatore Distribuita da RTI. Su internet il cd Baarìa è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

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INTERVISTE | Arriva in sala il nuovo film di Giuseppe Tornatore.

C'era 'na vota in sicilia

giovedì 24 settembre 2009 - Marzia Gandolfi

Baarìa: c'era 'na vota in Sicilia La Sicilia e il cinema. I due grandi amori di Giuseppe Tornatore. La Sicilia è la terra natale, il cinema la passione fatale. La Sicilia e il Cinema debuttano nel suo ideale (e blasonato) Nuovo cinema Paradiso, si incarnano nell'uomo delle stelle e nelle curve morbide (e vagheggiate) di Malèna e infilano la "porta del vento" e un secolo di storia di Baarìa, un film e un paese abitati da un modesto pecoraio che alleva figli, fantasticando di armi e cavalieri. Dopo la parentesi sconosciuta, una combinazione di melodramma, fiaba e mistero, Tornatore (ri)torna in Sicilia e gira un film epico, ovvero la dimensione congeniale a tutto il suo cinema.

INTERVISTE | Elementi civili e morali si uniscono a un comunismo vicino allo Stato.

Tornatore e morricone parlano di

giovedì 3 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

venezia66: Tornatore e Morricone parlano di Baarìa In occasione dell'ultimo film di Giuseppe Tornatore, Baarìa, a Bagheria si terrà un evento speciale che durerà due giorni intitolato "Aspettando Bagheria" che prevede una mostra fotografica del set con ambienti scenografici, un concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana e l'anteprima del film a cui parteciperà il cast. La pellicola presentata ieri al pubblico del festival racconta di una famiglia siciliana in un arco temporale che va dagli anni Trenta agli anni Ottanta nella provincia di Palermo attraverso tre generazioni.

FOCUS | Quando il cinema si compiace dei propri muscoli.

L'enfasi di (e degli altri)

lunedì 19 ottobre 2009 - Pino Farinotti

L'enfasi di Baarìa (e degli altri) G abriele Muccino e Giuseppe Tornatore hanno incontrato il pubblico al festival di Roma. Sono autori italiani capaci di operare oltre confine, il primo è stato adottato dal cinema americano, e non è un piccolo riconoscimento, il secondo, molti anni fa, ha vinto un Oscar. Sappiamo. Muccino, col sorriso ha detto a Tornatore: "il tuo Baaría è ottimo, anche se un po', ridondante." Non intendo scrivere (ancora) di Baaría, che è certo un film importante e da vedere, intendo scrivere di "ridondante". La ridondanza, l'enfasi, sono codici che identificano gran parte del cinema contemporaneo.

CELEBRITIES | Dall'Oscar di Nuovo cinema paradiso a La sconosciuta.

Un regista "semplice"

martedì 22 settembre 2009 - Stefano Cocci

5x1: Giuseppe Tornatore, un regista Ha fatto il proiezionista, come il bambino di Nuovo cinema paradiso e i personaggi dei suoi film echeggiano di un'adolescenza semplice, passata guadagnandosi i primi soldi per comprare un Super8, un apparecchio per il montaggio e un proiettore. Giuseppe Tornatore è una delle voci più sincere del cinema italiano e internazionale. La sua storia è quella di tanti emigrati della terra di Sicilia, nel cui destino pulsa la forza di raccontare. Quello di Tornatore è di un regista che ha nel potere della parola e dell'immagine gli strumenti per narrare i propri ricordi di infanzia.

NEWS | Il film partecipa alla corsa come miglior film straniero.

È il candidato italiano agli oscar

martedì 29 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Baarìa è il candidato italiano agli Oscar Alla fine a spuntare la corsa per diventare il candidato italiano agli Oscar come miglior film straniero è stato il film Baarìa, il kolossal di Giuseppe Tornatore costato venticinque milioni di euro. La notizia è stata resa nota dall'Anica, l'Associazione nazionale della industrie cinematografiche, audiovisive e multimediali, che ha preso oggi la decisione in qualità di rappresentante dell'Academy of Motion Pictures arts and Science. Adesso il film dovrà superare altre due selezioni per ottenere la nomination nella categoria di miglior film straniero, che verrà annunciata il 2 febbraio 2010.

   

GALLERY | La fotogallery dell'arrivo del regista e del cast di Baarìa.

Giuseppe tornatore sbarca al lido

mercoledì 2 settembre 2009 - a cura della redazione

Festival di Venezia: Giuseppe Tornatore sbarca al lido Come annunciato da tempo, questa sera il regista italiano Giuseppe Tornatore aprirà la 66esima edizione della Mostra di Venezia con il suo film Baarìa. Proprio ieri il regista e i due protagonisti del film Francesco Scianna e l'esordiente Margareth Madè sono arrivati al Lido e si sono concessi alle foto di rito.

La storia, il mito e il sogno: per Tornatore il film della vita

di Alberto Crespi L'Unità

Vorremmo rivolgere un appello a Giuseppe Tornatore: Baarìa è troppo corto, allungalo! È un paradosso: il cinema è pieno di film estenuanti ai quali farebbero assai bene robuste sforbiciate, ma il kolossal sulla memoria collettiva di Bagheria (in dialetto, appunto, «Baarìa») è esattamente l'opposto. Nella prima mezz'ora, il film va troppo di corsa (non a caso inizia con il frenetico sprint di un bimbo, in stile Millionaire), è troppo pieno di roba, di personaggi, di situazioni, di musica. Vedendolo, siamo stati sommersi: e mentre sudavamo le proverbiali sette camicie per orientarci fra le mille figurine che Tornatore espone nel suo album, ci auguravamo che il ritmo si allentasse, che il film prendesse ogni tanto fiato, che ci fosse il tempo per affezionarsi a un personaggio. »

Baarìa, di tutto, di troppo

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Una trottola che inizia a vorticare nella prima scena e si ferma solo due ore e mezzo più tardi. Un bambino che corre a perdifiato per le strade del suo paese fino a levarsi in volo e passarci sopra come in sogno. Un altro bambino che cresce durante il fascismo per poi riapparire, magicamente ancora bambino, nel traffico e nel frastuono della Bagheria di oggi, dove ritrova fra le macerie di casa sua una piccola cosa luccicante che aveva smarrito decenni prima ma forse non aveva mai perduto davvero. »

La Macchina della Poesia

di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera

Probabilmente Baarìa non è il film più costoso della storia del cinema italiano (25 milioni di euro dichiarati, forse anche qualche cosa di più per ricostruire un' intera città in Tunisia), ma sicuramente è uno dei più ambiziosi. E non tanto per la storia raccontata - una cinquantina d' anni di vita bagariota, grossomodo dai Trenta agli Ottanta, focalizzati su due generazioni e mezzo di Torrenuova, cioè di Tornatore - ma per la voglia di tornare a usare il cinema come «macchina poetica», come miccia per innescare fantasia e meraviglia insieme, recuperando le potenzialità narrative, le ambizioni didattiche e le capacità di mediazione culturale che il cinema sembra aver smarrito da troppo tempo. »

Il giorno di Tornatore Bagheria come l' Italia dall' innocenza alle bustarelle

di Natalia Aspesi La Repubblica

Baarìa inizia con un bambino che corre velocissimo lungo una strada di terra tra vecchie case percorse da carretti tirati da muli; 150 minuti dopo si chiude con un bambino che corre velocissimo tra i fitti palazzi della speculazione, nella stessa strada ormai trafficata da un muro di automobilie moto. Sono passati sessant' anni, a Bagheria, 60 mila abitanti, alle porte di Palermo: là è nato 53 anni fa Giuseppe Tornatore, che se l' è tenuta nel cuore anche dopo averla lasciata a 28 anni, e adesso finalmente è riuscito a raccogliere tutte le storie che hanno attraversato la sua infanzia e giovinezza, i personaggi che l' hanno colorata con le loro voci e le loro facce, per farne un grande film, autobiografia sua, di un paese, di un' epoca, di un' Italia che lui stesso non sa giudicare se peggiore o migliore di quella di oggi. »

Baarìa | Indice

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Uscita nelle sale
venerdì 25 settembre 2009
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 19 sale cinematografiche:
Showtime
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Sorrisi asmatici - F...(1,50 RaiTre)
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