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Baarìa
Un film di Giuseppe Tornatore.
Con Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri.
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Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 150 min.
- Italia, Francia 2009.
- Medusa
uscita venerdì 25 settembre 2009.
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![]() Un affresco corale sulla memoria collettiva che diventa un omaggio al cinema del passato
Giancarlo Zappoli
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Il costante ripetersi della storia dell'uomo 2
sabato 26 settembre 2009
di MaryLuu
E siamo noi, giovani del 21 secolo a doverle permettere di farlo. Doppiamo risvegliarci, proprio come Peppino, che si sveglia dal sogno della sua vita e si ritrova ai nostri giorni bambino, come se non avesse vissuto niente e fosse ancora tutto da scrivere. Ma tornando nella sua vecchia casa trova l’orecchino perso di sua figlia e capisce che era tutto reale. Ma che , nonostante tutto, poteva ricominciare da zero. Ciò ci fa pensare che la vita è davvero un grande sogno, in cui continueremo continua » |
6+
domenica 27 settembre 2009
di s.e.c.
Il ricordo che lascia credo sia meglio del film stesso. E' un film basato più sulle immagini che sulle parole. La scenografia, i costumi, i colori e la musica valgono molto, e alcuni tocchi stilistici di regia sono alquanto apprezzabili. Il problema però è proprio riguardante il "film". Il ritmo inesistente spegne l'attenzione dello spettatore, in alcuni punti la storia non procede ma ristagna, alcune scene sono poco curate, alcune inutili e dannose, perché in un film dev'esserci la scena giusta continua » |
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Senza umiltà
venerdì 9 ottobre 2009
di Clavius
La Sicilia rappresentata nel nuovo ambizioso film di Tornatore sta a cavallo tra uno spot pubblicitario ed una cartolina illustrata. I mezzi profusi per produrre questa pellicola appaiono fin dall'inizio esorbitanti e ci si aspetta che in un qualche modo possano fruttare. In realtà il lungo, lunghissimo film manca di autocontrollo ed umiltà. Tornatore preda del suo titanismo dimostra di non essere Coppola. Così ben presto eccoci, come spettatori, travolti da un'onda di immagini che a dispetto della continua » |
Il costante ripetersi della storia dell'uomo 1
sabato 26 settembre 2009
di MaryLuu
Sono diversi gli aspetti che mi hanno affascinato molto. Innanzitutto il reale e ben strutturato racconto delle varie epoche storiche. Davanti ai nostri occhi scorrono in sequenza flash del periodo fascista, della seconda guerra mondiale, dello sbarco degli americani e la fine della guerra, l’avvento del comunismo e le dure lotte politiche, la strage di Portella della Ginestra del 1 maggio del 1947, gli omicidi di vari esponenti del partito comunista, il periodo del 68, la protesta contro la guerra continua » |
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| Peppino (Francesco Scianna) al figlio che, chissà, forse emigra, forse parte militare | |
| Noi Terranuova vorremmo abbracciare il mondo, ma abbiamo le braccia troppo corte. | |
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| Il venditore di dollari (Beppe Fiorello) | |
| Accattu Dollari! | |
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| Peppino (Francesco Scianna) | |
| Sono uno di quelli che vorrebbe abbracciare il mondo ma ha le braccia corte. | |
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Altre frasi celebri del film Baarìa
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SOUNDTRACK | BaarìaLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 25 settembre 2009
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INTERVISTE | Arriva in sala il nuovo film di Giuseppe Tornatore.C'era 'na vota in sicilia
giovedì 24 settembre 2009 - Marzia Gandolfi
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INTERVISTE | Elementi civili e morali si uniscono a un comunismo vicino allo Stato.Tornatore e morricone parlano di
giovedì 3 settembre 2009 - Marlen Vazzoler
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FOCUS | Quando il cinema si compiace dei propri muscoli.L'enfasi di (e degli altri)
lunedì 19 ottobre 2009 - Pino Farinotti
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martedì 22 settembre 2009 - Stefano Cocci
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NEWS | Il film partecipa alla corsa come miglior film straniero.È il candidato italiano agli oscar
martedì 29 settembre 2009 - Marlen Vazzoler
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GALLERY | La fotogallery dell'arrivo del regista e del cast di Baarìa.Giuseppe tornatore sbarca al lido
mercoledì 2 settembre 2009 - a cura della redazione
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La storia, il mito e il sogno: per Tornatore il film della vita
di Alberto Crespi L'Unità
Vorremmo rivolgere un appello a Giuseppe Tornatore: Baarìa è troppo corto, allungalo! È un paradosso: il cinema è pieno di film estenuanti ai quali farebbero assai bene robuste sforbiciate, ma il kolossal sulla memoria collettiva di Bagheria (in dialetto, appunto, «Baarìa») è esattamente l'opposto. Nella prima mezz'ora, il film va troppo di corsa (non a caso inizia con il frenetico sprint di un bimbo, in stile Millionaire), è troppo pieno di roba, di personaggi, di situazioni, di musica. Vedendolo, siamo stati sommersi: e mentre sudavamo le proverbiali sette camicie per orientarci fra le mille figurine che Tornatore espone nel suo album, ci auguravamo che il ritmo si allentasse, che il film prendesse ogni tanto fiato, che ci fosse il tempo per affezionarsi a un personaggio. » |
Baarìa, di tutto, di troppo
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Una trottola che inizia a vorticare nella prima scena e si ferma solo due ore e mezzo più tardi. Un bambino che corre a perdifiato per le strade del suo paese fino a levarsi in volo e passarci sopra come in sogno. Un altro bambino che cresce durante il fascismo per poi riapparire, magicamente ancora bambino, nel traffico e nel frastuono della Bagheria di oggi, dove ritrova fra le macerie di casa sua una piccola cosa luccicante che aveva smarrito decenni prima ma forse non aveva mai perduto davvero. » |
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La Macchina della Poesia
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
Probabilmente Baarìa non è il film più costoso della storia del cinema italiano (25 milioni di euro dichiarati, forse anche qualche cosa di più per ricostruire un' intera città in Tunisia), ma sicuramente è uno dei più ambiziosi. E non tanto per la storia raccontata - una cinquantina d' anni di vita bagariota, grossomodo dai Trenta agli Ottanta, focalizzati su due generazioni e mezzo di Torrenuova, cioè di Tornatore - ma per la voglia di tornare a usare il cinema come «macchina poetica», come miccia per innescare fantasia e meraviglia insieme, recuperando le potenzialità narrative, le ambizioni didattiche e le capacità di mediazione culturale che il cinema sembra aver smarrito da troppo tempo. » |
Il giorno di Tornatore Bagheria come l' Italia dall' innocenza alle bustarelle
di Natalia Aspesi La Repubblica
Baarìa inizia con un bambino che corre velocissimo lungo una strada di terra tra vecchie case percorse da carretti tirati da muli; 150 minuti dopo si chiude con un bambino che corre velocissimo tra i fitti palazzi della speculazione, nella stessa strada ormai trafficata da un muro di automobilie moto. Sono passati sessant' anni, a Bagheria, 60 mila abitanti, alle porte di Palermo: là è nato 53 anni fa Giuseppe Tornatore, che se l' è tenuta nel cuore anche dopo averla lasciata a 28 anni, e adesso finalmente è riuscito a raccogliere tutte le storie che hanno attraversato la sua infanzia e giovinezza, i personaggi che l' hanno colorata con le loro voci e le loro facce, per farne un grande film, autobiografia sua, di un paese, di un' epoca, di un' Italia che lui stesso non sa giudicare se peggiore o migliore di quella di oggi. » |
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