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Catak si insinua nella coscienza dei suoi personaggi, rivelandone ambiguità morali e passi falsi comportamentali. Drammatico, Germania, Turchia, Francia2026. Durata 127 Minuti.
La vita professionale e personale di una coppia di artisti viene sconvolta da un evento legato a una prima teatrale. Espandi ▽
Derya e Aziz, una coppia turca di mezza età, lei attrice di teatro, lui drammaturgo e docente universitario, entrano nel mirino delle autorità turche come oppositori del regime di Erdogan: la pièce politicamente impegnata che Derya intrepreta viene cancellata, Aziz viene allontanato dall'università e i suoi social messi sotto controllo. Persino le dinamiche di coppia, e il rapporto con la figlia adolescente Ezgi, entrano in crisi quando il dramma si sposta dal palcoscenico alla vita reale seguendo logiche narrative simili, e mettendo alla prova l'impegno politico dei due protagonisti, fino a quel momento limitato ad un dissenso astratto e metaforico veicolato in forma artistica e intellettuale. Ma l'arte e l'ideologia sono abbastanza pericolose e potenti da minacciare il potere costituito, e in ogni caso da spingere gli spettatori e gli studenti a porsi domande scomode e potenzialmente sovversive.
Yellow Letters è il quinto film del regista tedesco di origine turca Ilker Çatak, il cui lavoro precedente, La sala professori, aveva fatto incetta di premi in Germania ed era entrato nella cinquina dei titoli per l'Oscar come Miglior film internazionale. Recensione ❯
Il racconto di una storia parallela agli eventi della terza stagione dell'anime. Espandi ▽
Conclusa la cerimonia di apertura della Federazione del Regno dei Demoni di Tempest, Rimuru è ora in volo con i compagni a bordo di un drago alato verso l'arcipelago di Kaien, dimora dell'Imperatrice Celeste Elmesia. Il momento di serenità collettiva è però funestato dall'arrivo in incognito di Yura, sacerdotessa di un regno sottomarino ormai al collasso.
Il Mare Azzurro, infatti, colpito da una contaminazione inarrestabile, è in grave pericolo: la situazione potrebbe far risvegliare un antico Drago Acquatico, una divinità primordiale la cui furia cancellerebbe ogni distinzione tra terre e acqua. Intanto, mentre Rimuru cerca di fondare una nazione che conviva in modo pacifico, il piccolo e ostinato Gobuta incontra Yura. Dopo l'iniziale diffidenza, i due decidono di allearsi per scongiurare la catastrofe.
In questo film Kikuchi continua a sfoderare pulizia e nitore visivo dei piani e, al di là delle scene d'azione coreografate senza derive cruente, si fa apprezzare l'attenzione verso le traiettorie morali di personaggi in apparenza secondari. Recensione ❯
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestly faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale. Recensione ❯
Il film lanciò il cabarettista romano Carlo Verdone che vi interpreta ben cinque personaggi: un bulletto, un prete, un hippy di mezza età, un professore e un tipo asfissiante. Espandi ▽
Roma, in prossimità del Ferragosto. Enzo, classico macho di quartiere, ha programmato una vacanza in Polonia con l'intento di accalappiare ragazze grazie a penne biro e calze di nylon. Porta con sé l'amico Sergio che non sarà proprio di aiuto. Ruggero è diventato un hippie ma il padre, che sa dove andarlo a cercare, se lo porta a casa, per cercare di fargli cambiare vita grazie alla collaborazione di un prete, di un professore e di un parente. Leo è rimasto un bambino mai cresciuto che non raggiunge la madre a Ladispoli per dare alloggio a Marisol, una turista spagnola che non ha trovato posto in ostello.
L'esordio sul grande schermo di Verdone che si fa in sei sul set e inoltre si colloca dietro la macchina da presa. Fin dal suo esordio cinematografico Verdone li mette alla berlina ma al contempo ne compiange la condizione di incompletezza praticamente cronica e molto meno curabile della calcolosi alla cistifellea che fa la sua comparsa nel film. Recensione ❯
Un film delicatissimo che racconta attraverso gli occhi di un robot i sentimenti umani e il valore dei ricordi. Fantascienza, Giappone2015. Durata 101 Minuti.
Un diario di bordo post-apocalittico di una corriera robot che cerca di capire i sentimenti umani. Espandi ▽
In un futuro lontano gli uomini si sono pressoché autodistrutti con il loro sviluppo tecnologico sconsiderato. L’universo è ora dominato dalle intelligenze artificiali, proprio come la nostra protagonista: Suzuki Yoko, un’IA che, viaggiando sulla sua astronave dall’aspetto vintage, si occupa di consegnare pacchi per gli ultimi esseri umani disseminati per la galassia. Ogni consegna può significare anche decine di anni di attesa per i mittenti, Yoko non capisce, perché aspettare per tutto quel tempo degli oggetti così insignificanti? Ma è solo con l’ascolto e con gli incontri che Yoko riuscirà a rendersi conto del capitale emotivo investito in quei pacchi così apparentemente insignificanti. The Whispering Star è un “nikki” delicatissimo, che attraverso gli occhi e i resoconti di un robot, si interroga sulle emozioni umane. Ma non c’è solo questo: è anche una storia di morte, di orgoglio nel sopravvivere e di necessità del ricordo. Ciò che Sono vuole dirci con il suo film è che i nostri ricordi sono tutto ciò che avremo mai, l’unica dimensione definitiva che l’uomo può permettersi di rincorrere: è la nostalghia di Tarkovskij, quell’aura magica e incorruttibile che solo il tempo può donare al nostro passato. Recensione ❯
Dietro il divertissement, un'opera che lascia emergere il lato più politico e libertario di Miyazaki. Animazione, Giappone1992. Durata 94 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Marco è un aviatore che, assunte le sembianze di un maiale a seguito di un incidente aereo, vive le sue giornate sulla costa Adriatica tra combattimenti aerei e l'amore di due donne. Espandi ▽
Italia, periodo tra le due guerre mondiali. Un misterioso pilota di aerei dalle sembianze di maiale, detto Porco Rosso, è il terrore dei pirati del Mare Adriatico, almeno finché questi non si affidano all'americano Curtis, avventuriero spavaldo che sfida Porco Rosso a duello. Quello che a prima vista potrebbe apparire come uno dei lavori più scanzonati del maestro dell'anime giapponese è al contrario la perfetta cartina di tornasole per cogliere alcuni temi portanti della poetica di Miyazaki. Sotto le vesti del divertissement, infatti, ecco spuntare il lato più politico e libertario del regista nipponico, incarnato nell'anarchico escapismo di Porco Rosso, eroe senza tetto né legge, solitario come un ronin errante, che rifiuta ogni forma di omologazione. Pur scegliendo un approccio visivamente quasi dimesso, quella che Miyazaki ci regala è una pagina tutt'altro che minore del grande libro delle sue visioni, in grado di stupire al pari di quanto sanno insegnare. Recensione ❯
In un futuro dove i sogni sono aboliti, un "Fantasticatore" viene riportato in vita con pellicola e rivive più vite, fino alla fine del mondo (e del cinema). Espandi ▽
In un tempo imprecisato, l’umanità ha scoperto che rinunciando ai sogni potrà vivere per sempre. Alcuni individui, denominati fantasmers, ossia “Fantasticatori”, continuano a sognare e, pur consumandosi nel farlo, acquisiscono il potere di viaggiare nel tempo, specie se direzionati dai “Grandi Altri”. Una di questi ultimi trova un Fantasticatore in una sala dell’oppio e gli ridà vita innestandogli della pellicola cinematografica: la creatura ritornerà giovane e vivrà storie differenti, fino alla fine del mondo (e del cinema). L’ambiziosissimo Bi Gan lascia briglia sciolta a una visione ermetica e immaginifica sulle “magnifiche sorti e progressive” del cinematografo, ri-raccontando la storia del cinema attraverso i suoi capolavori. Ma Bi non è mai un imitatore: il suo è un sogno che genera sogni e che prova a digerire e risputare un secolo abbondante di cinema in forme nuove, mantenendo un’aura di romanticismo onirico che giustifica l’affermazione di chi vede in lui l’erede di Wong Kar-wai. Recensione ❯
Gilles de Maistre conferma il suo format di cinema spettacolare per famiglie. Dove tutto è un po' troppo prevedibile. Family, Francia2026. Durata 92 Minuti.
Una riflessione sulla convivenza tra uomo e animali. Espandi ▽
Sun è una ragazzina di dodici anni cresciuta ascoltando dal nonno l'affascinante storia del "bambino struzzo perduto nel deserto", ovvero l'incredibile vicenda di Hadara, un bambino nato in una famiglia nomade che, a soli due anni, si è smarrito durante una violenta tempesta di sabbia. Destinato a una morte quasi certa, viene invece salvato da un gruppo di struzzi che lo accolgono come parte del loro branco. Per dieci anni, gli animali gli offrono protezione e gli insegnano a sopravvivere tra dune e sole implacabile.
Il regista francese Gilles de Maistre continua a lavorare su quello che è ormai un vero e proprio format di cinema spettacolare adatto a tutta la famiglia con la riproposizione di storie che vedono al loro centro la compresenza di un umano e di un animale.
La fotografia è calda e suadente, il montaggio fluido e invisibile, la musica evocativa, i costumi appena usciti dalla sartoria, ma a mancare è un po' il cuore dell'imprevedibilità. Recensione ❯
Una fotografia dell'Egitto di oggi che intreccia sapientemente commedia, intrigo politico e denuncia esplicita. Drammatico, Svezia, Francia2025. Durata 127 Minuti.
Il più famoso attore egiziano si trova costretto ad accettare un ruolo che detesta. Espandi ▽
George El-Nabawi è la star più famosa del cinema egiziano. Proprio per questa ragione gli viene chiesto con modalità ricattatorie di interpretare il Presidente Abdel Fatah al-Sisi in un film che inneggi alle sue gloriose gesta. George non può rifiutare anche perché metterebbe in pericolo la vita del figlio ma la sua accettazione non è destinata a semplificargli la vita. Un regista di origini egiziane ma nato in Svezia ci racconta con coraggio e con conoscenza dei generi l’Egitto di oggi. Saleh sa come alternare la commedia a situazioni in cui dominano l’intrigo politico e la denuncia esplicita operando sul cinema nel cinema e mostrandoci come in un regime gli attori possano diventare pedine non intercambiabili ma sicuramente subornabili ai voleri del potere. La scritta finale classica che fa riferimento a fatti frutto della fantasia è una salvaguardia ma non cancella la messa al centro della narrazione di un presidente dittatore di cui si fa nome e cognome. Recensione ❯
Fatima ama il calcio, le donne e Dio. Tra banlieue, fede e desiderio, cerca sé stessa, affrontando contraddizioni senza mai smettere di sperare. Espandi ▽
Cresciuta nelle banlieue parigine e in seno a una famiglia musulmana, di origine algerina, Fatima non sa dove ‘mettersi’. Ama il calcio e le donne, la sua famiglia e dio, senza riuscire a conciliarle e a riconciliarsi con se stessa. Per fare ordine balla sul dancefloor o dialoga con l’Imam, attraversando senza paura le sue contraddizioni. Adattamento del romanzo omonimo (e autobiografico) di Fatima Daas, La petite dernière è un gesto di cinema di grande purezza. Per Hafsia Herzi è prima di tutto una questione d’amore, di emancipazione e costruzione personale di una ragazza musulmana che ama le donne e abita un ambiente religioso, sociale e familiare intrinsecamente intollerante. Hafsia Herzi resta sobria, eludendo pathos e caricatura, e trovando un’attrice ispirata che dona a Fatima la complessità necessaria. Dal punto di vista formale, il film resta misurato, nessuna oscillazione della m.d.p., nessuna illusione documentaristica ma un’attenzione costante alla grana della realtà. Recensione ❯
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti, Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico, Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda. Recensione ❯
Un film alla Rohmer molto piacevole. Linklater - americano - aderisce alle sfumature del cinema europeo. Sentimentale, USA, Australia, Svizzera1995. Durata 105 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Lui (americano) e lei (parigina) si incontrano sul treno che proviene da Budapest. Scendono a Vienna, camminano, parlano, si confidano, si baciano. Espandi ▽
Jesse, un americano a Vienna, si imbarcherà su un aereo che lo riporterà in Texas mentre avrebbe dovuto trascorrere un periodo di vacanza a Madrid. Celine sta tornando a Parigi, città in cui sta studiando alla Sorbona. I due si incontrano su un treno scoprendo una certa affinità. Quando la stazione di Vienna è ormai prossima Jesse chiede a Celine di scendere con lui.
Un regista texano gira un film 'alla Rohmer' sorprendentemente piacevole. Il film attira l'attenzione sui due protagonisti senza concedere nulla al deja vu. Perché Celine e Jesse, scritti da Linklater insieme alla sceneggiatrice Kim Krizan, sono 'veri', rendono cioè credibile il loro conversare rivelandosi progressivamente l'uno all'altra.
Il finale aperto, letto con gli occhi di quando il film è uscito nelle sale, metteva di fronte alla possibilità (nel cinema così come nella vita) che non tutto debba e possa avere una sua conclusione definita. Recensione ❯
Una famiglia si trasferisce in campagna, ma le cose non andranno come previsto. Espandi ▽
Gerardo detto Gerry e Ilaria Fontanta sono una coppia urbana stressatissima che decide dunque di cambiare vita e inseguire il sogno di trasferirsi in campagna: comprano un casale sulle colline con l'idea di vivere dei prodotti della terra, che venderanno ad un mercato locale. Ma niente è come lo avevano immaginato. Riusciranno i Fontana a sopravvivere alla loro odissea agreste?
Quasi tutte le svolte sono prevedibili, ed entrano nel solco di film precedenti a tema simile. La storia ci mette parecchio a decollare (una parte iniziale più breve avrebbe giovato al ritmo di commedia) ma nelle scene del terzo atto prende maggiore quota, grazie anche a un cast spiritoso su cui spiccano Maurizio Lastrico nei panni di Gerry, Andrea Pennacchi in quelli di Mauro (il cuore della storia), Luca Ravenna nel ruolo opportunamente fastidioso del vicino Paperone. Recensione ❯
La polarizzazione tra polizia e società civile in un film che mantiene la purezza narrativa rifiutando ogni faziosità. Thriller, Francia2025. Durata 115 Minuti.
Guillaume viene colpito da un poliziotto a una protesta. L'agente Stéphanie indaga, sfidando colleghi e sistema per ottenere giustizia. Espandi ▽
Guillaume ha vent’anni e insieme alla madre, la sorella e il ragazzo della sorella parte dalla provincia francese per partecipare ad una manifestazione dei gilet gialli a Parigi. Il gruppetto famigliare non fa pare della protesta più strutturata e aggressiva, ma Guillaume si beccherà comunque un colpo di pistola in testa. Il caso arriva sulla scrivania di Stephanie. Dossier 137 è una disamina della polarizzazione fra polizia e società civile che esamina le ragioni di tutti e racconta in modo originale il rapporto di sfiducia che si è instaurato fra i cittadini e le forze dell’ordine. La regia di Dominik Moll è asciutta e rigorosa, e mette in contrapposizione le opposte visioni senza sensazionalismi e senza scene madri, mostrando la quotidianità di certe dinamiche di sopraffazione. Al centro di un film che si potrebbe definire “di genere” c’è una monumentale Lèa Drucker che interpreta il ruolo di Stephanie in sottrazione. Recensione ❯
Marianne, miliardaria prigioniera del suo impero, si innamora di un artista opportunista. Ma l'amore pagato ha un prezzo, e la figlia non resta a guardare. Espandi ▽
Marianne ‘vende’ cosmetici e bellezza ma sembra aver bruciato la sua in un matrimonio di facciata e in una gabbia di cristallo che un giorno qualcuno frantuma. Il suo impero è assediato da Pierre-Alain Fantin, fotografo e scrittore irriverente e adulatore. Mentre Marianne ricopre d’oro il suo nuovo giocattolo, la famiglia si inquieta e serra i ranghi. Ispirato liberamente (e ferocemente) a l’affaire Bettencourt e al suo capitale di dramma (alto)borghese, La femme la plus riche du monde ribattezza i suoi protagonisti per evitare l’ira degli eredi del marchio L’Oréal e la denuncia del fotografo seduttore. Il film non ha l’ambizione e nemmeno la velleità di fare luce su una causa legale che aveva tutte le carte in regola per affascinare i francesi. Per chi ignorasse questo feuilleton giudiziario, che ha riempito le pagine dei giornali e ingombrato il piccolo schermo al debutto di questo secolo, il film offre un compendio esuberante. Recensione ❯
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