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tozkino
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martedė 28 aprile 2026
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biopic meraviglioso ed entusiasmante
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Mi piacciono i musical, mi commuovono sempre e mi coinvolgono, specie se la storia o il compositore! Meno le biografie di cantanti o musicisti. Però era tanto il clamore mediatico, che non potevo tralasciare la possibilità di visionare il film su una delle più grandi star musicali dell’ultimo secolo: Michael Jackson. È stato coraggioso il pur bravo regista sessantenne Antoine Fuqua, con Michael si avventura in una biografia non semplicissima: coraggioso e bravo. Confeziona un biopic molto interessante e risolve, con leggiadria, intelligenza e un pizzico di rischio, i numerosi problemi che questa storia avrebbe potuto riservargli.
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Mi piacciono i musical, mi commuovono sempre e mi coinvolgono, specie se la storia o il compositore! Meno le biografie di cantanti o musicisti. Però era tanto il clamore mediatico, che non potevo tralasciare la possibilità di visionare il film su una delle più grandi star musicali dell’ultimo secolo: Michael Jackson. È stato coraggioso il pur bravo regista sessantenne Antoine Fuqua, con Michael si avventura in una biografia non semplicissima: coraggioso e bravo. Confeziona un biopic molto interessante e risolve, con leggiadria, intelligenza e un pizzico di rischio, i numerosi problemi che questa storia avrebbe potuto riservargli. La breve vita di Michael, infatti, fu assai complessa e stratificata piena di zone chiare e luminose, ma anche di ombre e sospetti: una storia complessa ma risolta con intelligenza. Nel film di Fuqua si balla, letteralmente, tra la storia e il mistero, l’evidenza straripante e il sottotraccia. In questa terreno chiaroscuro il regista, secondo me, ha il coraggio di infilarsi in punta di piedi, quasi con delicatezza, non si scervella in una narrazione audace ma semplicemente la propone come una rievocazione, come più classica biografia. Restituisce frame intensissimi, attimi molto alti, riportando in vita veri e propri set e live storici, ma ponendo curiosamente la lente su un aspetto poco esplorato della vita del cantante, come fosse una gentile concessione documentaristica al retroscena: il difficile e aspro rapporto con i suoi familiari. Il principale conflitto non è la sua ascesa o il difficile apporto con i giornalisti, ma le scintille continue col padre e l’indipendenza musicale dal quintetto dei fratelli. Non è la sua ascesa e realizzazione artistica il fulcro del film, anzi pare proprio secondario questo aspetto, come fosse marginale, di contorno. Il regista segue, passo passo, Michael nel suo rapportarsi col padre, non come genitore ma come manager, un vero opportunista. Questo macigno che la superstar si porta appresso, lo notano persino il suo avvocato e il suo autista, ma non i suoi fratelli né la sorella totalmente assenti e dipinti come freddi e distanti. Solo la madre, silenziosa guardiana, sembra continuare a vedere Michael come suo figlio e non come un’occasione per guadagnare ricchezze e successo. Questo dettaglio riequilibra e render giustizia alla star che ha sofferto questo tipo di rapporti assai dolorosi e, psicologicamente pesanti. Mi piace anche per questo il regista e il cast di attori, che ritengo decisamente all’altezza: sono giochi di luci, una musica unica e toccante, un Jackson-Jaafar (nei panni di Michael Jackson) incredibile, che quasi non fa rimpiangere il re del pop, accompagnato da un ottimo Colman Domingo, nei panni del padre Joe, autoritario fino ai limiti di una vera forma di violenza. Preparatevi a due ore di concerto, al costo di un biglietto che risulta molto economico, rispetto allo spettacolo che vi regalate a pochi euro, una bella esperienza, un vero affare.
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cyrus
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lunedė 27 aprile 2026
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da vedere
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Suggerirei di non dare peso alle critiche di vari giornali, i quali avrebbero voluto vedere un "lato oscuro" che non esiste, in quanto le accuse si sono rivelate infondate in molti modi, anche processuali.
L'unico difetto del film è che "corre troppo", ma d'altronde è difficile condensare una carriera così lunga e densa, in un film di qualche ora.
Attendo con ansia la parte 2.
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mattia
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lunedė 27 aprile 2026
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bel biopic
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Bel film, biopic davvero ben fatto ( e secondo me ci sarà il sequel). Jaafar Jackson bravissimo, si vede la parentela... oltre a muoversi splendidamente è parecchio somigliante allo zio.
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mattia
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lunedė 27 aprile 2026
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bel biopic
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Bel film, biopic davvero ben fatto ( e secondo me ci sarà il sequel). Jaafar Jackson bravissimo, si vede la parentela... oltre a muoversi splendidamente è parecchio somigliante allo zio.
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fraruppola
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lunedė 27 aprile 2026
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povero micheal
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Micheal bambino: Jafaar Jackson.
Produttori esecutivi: Jermaine Jackson, Tito Jackson, Jackie Jackson, Marlon Jackson, La Toya Jackson, Prince Micheal Jackson.
Si avverte la netta sensazione che la sua avida famiglia ha messo in piedi questo sgangherato biopic per continuare a cavare sangue dal povero Micheal.
Il film funziona solo per i passaggi musicali e coreografici perchè il nipote lo ricorda moltissimo ma senza la sua magia, e perchè a noi Micheal manca e sentirlo ci crea comunque emozioni.
Per il resto ne esce la figura di un Micheal moscio che non fa percepire la genialità di questo artista capace di essere nel guinness dei primati per essere colui che detiene il maggior numero di primati.
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Micheal bambino: Jafaar Jackson.
Produttori esecutivi: Jermaine Jackson, Tito Jackson, Jackie Jackson, Marlon Jackson, La Toya Jackson, Prince Micheal Jackson.
Si avverte la netta sensazione che la sua avida famiglia ha messo in piedi questo sgangherato biopic per continuare a cavare sangue dal povero Micheal.
Il film funziona solo per i passaggi musicali e coreografici perchè il nipote lo ricorda moltissimo ma senza la sua magia, e perchè a noi Micheal manca e sentirlo ci crea comunque emozioni.
Per il resto ne esce la figura di un Micheal moscio che non fa percepire la genialità di questo artista capace di essere nel guinness dei primati per essere colui che detiene il maggior numero di primati.
Non approfondisce passaggi essenziali come la sua ricerca della perfezione e l'incidente che è innescherà l'inizio delle sue dipendenze.
Non spiega neanche lontanamente cosa è strato Thriller e quel videoclip entrato nella storia.
Racconta solo della rivalsa di Micheal nei confronti del padre mentre tutti gli altri passano per famiglia amorevole e affettuosa. Cosa che non era.
Lui resta sempre il solo e unico Re del Pop. E questo film non gli rende giustizia.
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ivo carrer
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lunedė 27 aprile 2026
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ma e'' un film di fantascienza?
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Pellicola ben girata, e ben recitata, ma, quasi per nulla fedele alla vera storia di Michael Jackson. Sembra quasi un film di fantascienza, per quanto è assurdo. Tutto il film ruota attorno ad un presunto concetto di "famiglia", peccato che in tutto il film, e nella famiglia, non esista per esempio Janet. Mahhh....Piacerà ai fans, ma, in sintesi, è solo un enorme spottone, a puro uso consumistico, utile solo a rinnovare il mito, per il tramite di ricostruzioni di parte, che non rispecchiano per nulla, o quasi, la probabile realtà dei fatti.
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Pellicola ben girata, e ben recitata, ma, quasi per nulla fedele alla vera storia di Michael Jackson. Sembra quasi un film di fantascienza, per quanto è assurdo. Tutto il film ruota attorno ad un presunto concetto di "famiglia", peccato che in tutto il film, e nella famiglia, non esista per esempio Janet. Mahhh....Piacerà ai fans, ma, in sintesi, è solo un enorme spottone, a puro uso consumistico, utile solo a rinnovare il mito, per il tramite di ricostruzioni di parte, che non rispecchiano per nulla, o quasi, la probabile realtà dei fatti.
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nino pellino
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domenica 26 aprile 2026
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travolgente e nostalgicamente emozionante
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"Michael" del regista Antoine Fuqua è un film bellissimo e diretto in maniera eccellente. Esso racconta l'ascesa costante negli anni verso il successo planetario del re del pop nel corso di un lungo periodo temporale che va dal 1966 fino alla grande consacrazione nel 1988 in occasione del concerto di Wembley, quale data del Tour del suo album "Bad". Questo film ha avuto la capacità di entusiasmarmi e di farmi apprezzare ancora di più Michael Jackson rispetto a quando ero giovanissimo in quei lontani anni '80 nei quali chiaramente stimavo molto questo artista ma non ne ero proprio un fan incallito.
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"Michael" del regista Antoine Fuqua è un film bellissimo e diretto in maniera eccellente. Esso racconta l'ascesa costante negli anni verso il successo planetario del re del pop nel corso di un lungo periodo temporale che va dal 1966 fino alla grande consacrazione nel 1988 in occasione del concerto di Wembley, quale data del Tour del suo album "Bad". Questo film ha avuto la capacità di entusiasmarmi e di farmi apprezzare ancora di più Michael Jackson rispetto a quando ero giovanissimo in quei lontani anni '80 nei quali chiaramente stimavo molto questo artista ma non ne ero proprio un fan incallito. "Michael" mi fa insomma sentire orgoglioso e fortunato di essere appartenuto ad un'epoca generazionale in cui Michael era in giro negli Stadi di tutto il mondo e credo che sicuramente anche le nuove generazioni, che non lo hanno potuto conoscere in passato, si facciano l'idea che Michael sia stato un personaggio straordinario e unico nell'ambito della storia musicale contemporanea. Lodevoli i due attori che lo interpretano, rispettivamente Juliano Krue Valdi che recita il ruolo di Michael bambino, quando già cantava nel gruppo di famiglia, i Jackson 5 e dove già si intuivano le sue spiccate doti canore e di piccolo frontman e poi soprattutto l'attore Jafaar Jackson, nella vita reale quale figlio del fratello Jermain, che non si è limitato solo ad emulare lo zio, ma a calarsi totalmente nel personaggio fino a diventarne una vera e propria icona vivente. Sono rimasto sorpreso e sbalordito nell'assistere ai momenti del film dedicati alle sue performance sul palco, caratterizzate dalle sue movenze uniche; non ho parole, zio e nipote simili proprio come a due gocce d'acqua. Anche il suo look l'ho trovato praticamente perfetto, soprattutto per quanto concerne il periodo di "Thriller" in poi quando Michael si sottopose ad un'operazione al naso. Il film si concentra e si limita a descriverci la dimensione più solare e propositiva dell'artista tralasciando volutamente gli aspetti più bui e problematici che lo hanno accompagnato soporattutto durante i suoi ultimi anni di vita. L'unico fattore disturbante che trapela in tutto il film e che gli ha comportato spesso sofferenza psicologica è stata la presenza, sin dalla sua tenera età, di un padre opprimente, padrone e anche violento. Per fortuna il destino e le sue capacità artistiche gli hanno consentito comunque di realizzare i suoi obiettivi. La pellicola inoltre ci mostra in maniera morbida ed elegante alcuni aspetti della personalità dell'artista come il suo amore smisurato per gli animali, la sua sensibilità umana ad aiutare i bambini in difficoltà e la sua perenne voglia di rimanere adolescente. "Michael" resta pertanto un altro gran bel film dedicato ai grandi artisti musicali internazionali usciti al Cinema in questi ultimi 10 anni, mi riferisco ovviamente a quelli precedenti dedicati ai Queen, a Elton John, a Bob Dylan e ultimamente a Bruce Springsteen.
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nino pellino
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sabato 25 aprile 2026
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travolgente e nostalgicamente emozionante
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"Michael" del regista Antoine Fuqua è un film bellissimo e diretto in maniera eccellente. Esso racconta l'ascesa costante negli anni verso il successo planetario del re del pop nel corso di un lungo periodo temporale che va dal 1966 fino alla grande consacrazione nel 1988 in occasione del concerto di Wembley, quale data del Tour del suo album "Bad". Questo film ha avuto la capacità di farmi entusiasmare ed apprezzare ancora di più Michael Jackson rispetto a quando ero giovanissimo in quei lontani anni '80 nei quali chiaramente stimavo molto questo artista ma non ne ero proprio un fan incallito. "Michael" mi fa insomma sentire orgoglioso e fortunato di essere appartenuto ad un'epoca generazionale in cui Michael era in giro negli Stadi di tutto il mondo e credo che sicuramente anche le nuove generazioni, che non lo hanno potuto conoscere in passato, si facciano l'idea che Michael sia stato un personaggio straordinario e unico nell'ambito della storia musicale contemporanea.
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"Michael" del regista Antoine Fuqua è un film bellissimo e diretto in maniera eccellente. Esso racconta l'ascesa costante negli anni verso il successo planetario del re del pop nel corso di un lungo periodo temporale che va dal 1966 fino alla grande consacrazione nel 1988 in occasione del concerto di Wembley, quale data del Tour del suo album "Bad". Questo film ha avuto la capacità di farmi entusiasmare ed apprezzare ancora di più Michael Jackson rispetto a quando ero giovanissimo in quei lontani anni '80 nei quali chiaramente stimavo molto questo artista ma non ne ero proprio un fan incallito. "Michael" mi fa insomma sentire orgoglioso e fortunato di essere appartenuto ad un'epoca generazionale in cui Michael era in giro negli Stadi di tutto il mondo e credo che sicuramente anche le nuove generazioni, che non lo hanno potuto conoscere in passato, si facciano l'idea che Michael sia stato un personaggio straordinario e unico nell'ambito della storia musicale contemporanea. Lodevoli i due attori che lo interpretano, rispettivamente Juliano Krue Valdi che recita il ruolo di Michael bambino, quando già cantava nel gruppo di famiglia, i Jackson 5 e dove già si intuivano le sue spiccate doti canore e di piccolo frontman e poi soprattutto l'attore Jafaar Jackson, nella vita reale quale figlio del fratello Jermain, che non si è limitato solo ad emulare lo zio, ma a calarsi totalmente nel personaggio fino a diventarne una vera e propria icona vivente. Sono rimasto esterefatto e strabiliato nell'assistere ai momenti del film dedicati alle sue performance sul palco, caratterizzate dalle sue movenze uniche; non ho parole, zio e nipote simili proprio come a due gocce d'acqua. Anche il suo look l'ho trovato praticamente perfetto, soprattutto per quanto concerne il periodo di "Thriller" in poi quando Michael si sottopose ad un'operazione al naso. Il film si concentra e si limita a descriverci la dimensione più solare e propositiva dell'artista tralasciando volutamente gli aspetti più bui e problematici che lo hanno accompagnato soporattutto durante i suoi ultimi anni di vita. L'unico fattore disturbante che trapela in tutto il film e che gli ha comportato spesso sofferenza psicologica è stata la presenza, sin dalla sua tenera età, di un padre opprimente, padrone e anche violento. Per fortuna il destino e le sue capacità artistiche gli hanno consentito comunque di realizzare i suoi obiettivi. La pellicola inoltre ci mostra in maniera morbida ed elegante alcuni aspetti della personalità dell'artista come il suo amore smisurato per gli animali, la sua sensibilità umana ad aiutare i bambini in difficoltà e la sua perenne voglia di rimanere adolescente. "Michael" resta pertanto un altro gran bel film dedicato ai grandi artisti musicali del passato usciti al Cinema in questi ultimi 10 anni, mi riferisco ovviamente a quelli precedenti dedicati ai Queen, a Bob Dylan e ultimamente a Bruce Springsteen.
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cuccimiky@gmail.com
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sabato 25 aprile 2026
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film da vedere
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Nonostante si sappia già, che la trama vede la storia solo dalla parte di Michael, vale assolutamente la pena di andare al cinema solo per l' epoca che è stata la storia musicale di Michael Jackson.
Ovviamente il film nel finale lascia aperta la porta ad un sequel...
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c.falconi@amos.piemonte.it
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giovedė 23 aprile 2026
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vale la pena vederlo perch? emoziona...
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Il biopic Michael, diretto da Antoine Fuqua, è un classico fatto bene, che punta tutto sulla presenza scenica del Re del Pop.
Jaafar Jackson sorprende: non imita Michael Jackson, lo evoca con precisione quasi inquietante.
Le sequenze musicali — da Thriller a Beat It — sono il vero cuore del film, potenti e immersive.
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Il biopic Michael, diretto da Antoine Fuqua, è un classico fatto bene, che punta tutto sulla presenza scenica del Re del Pop.
Jaafar Jackson sorprende: non imita Michael Jackson, lo evoca con precisione quasi inquietante.
Le sequenze musicali — da Thriller a Beat It — sono il vero cuore del film, potenti e immersive.
La regia trasforma il cinema in concerto, facendo sentire fisicamente il mito.
Colman Domingo dà profondità al lato oscuro con un padre duro e disturbante.
La storia non addolcisce il passato, ma mostra la fragilità dietro la leggenda.
Costumi e ambientazioni ricostruiscono un’epoca con grande cura.
Non serve essere fan: il film coinvolge anche chi conosce poco Jackson.
Non spiega tutto, e proprio per questo risulta più autentico.
Vale la pena vederlo perché emoziona, intrattiene e lascia qualcosa che resta addosso.
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