Dopo la morte, ognuno ha una settimana per scegliere dove trascorrere l'eternità. Espandi ▽
Joan è in auto con suo marito Larry, stanno andando a un gender reveal party di famiglia, discutono del più e del meno. Insieme da 65 anni, rivedono in casa una foto del primo marito di Joan, il perfetto Luke, morto in guerra. Una visione "fatale" per Larry, che si risveglia nell'Aldilà. Quando anche Joan lo raggiungerà i due si ritroveranno, ma scopriranno che c'è anche Luke in attesa. Starà a Joan, divisa tra i due grandi amori della sua vita, decidere in una manciata di giorni con chi passare tutta l'eternità.
È una commedia romantica brillante, visionaria e commovente, Eternity. Non è una rom-com qualsiasi, incentrata sul solito triangolo amoroso, si rivela sorprendente e originale nella scrittura e nello sviluppo, dando continuamente senso e sostanza alla sua definizione.
È un film raro, anche perché dà al pubblico tutto quello che promette: una buona storia, attori credibili, e due ore di appassionante viaggio ultraterreno in cui ripercorrere la via dei ricordi, lastricata di vita, di esperienze e di amori indimenticabili. Recensione ❯
Chiunque può sopravvivere a cinque notti. Questa volta, non ci saranno seconde occasioni. Espandi ▽
1982. Nel primo ristorante della catena Freddy Fazbear's avviene una tragedia: la morte misteriosa di una ragazza considerata strana, Charlotte. Venti anni dopo, Abby, sorella minore di Mike, sente la mancanza dei suoi compagni di giochi. Mike sottovaluta il malcontento di Abby e così non si accorge che una minaccia mortale, ancor più temibile di quella affrontata in passato, sta per abbattersi su lui e Vanessa, l'altra sopravvissuta alla notte da Freddy's.
Il risultato è disturbante ma non necessariamente terrificante, vista l'impossibilità di sospendere l'incredulità di fronte a una trama contorta e inutilmente complicata. A ogni svolta della sceneggiatura corrisponde una spiegazione didascalica.
Per chi ha amato il videogioco l'approccio potrebbe essere completamente diverso, ma presupporre un'esperienza videoludica per poter godere appieno del film ed entusiasmarsi per i suoi personaggi significa che non stiamo guardando un film, ma al più un'appendice, un corollario "già giocato". Recensione ❯
Due famiglie decidono di andare in vacanza in Francia, ma una delle due dimentica il figlio in soffitta, dov'era stato chiuso in castigo. Espandi ▽
Nella fretta di prendere l'aereo diretto a Parigi dove vogliono passare le vacanze di Natale, i McCallister, famiglia numerosa, dimenticano Kevin di otto anni a casa. Due malviventi cercano di entrare nella villetta per fare razzia. Peggio per loro. Scritto dal produttore John Hughes il film ebbe anche in Europa un successo inatteso e, per le sue proporzioni, inesplicabile. Recensione ❯
Alla fine degli anni Sessanta a Cinisi, la mafia controlla la vita quotidiana del piccolo paese siciliano e gli appalti per l'aeroporto Punta Raisi e il traffico della droga. Espandi ▽
Alla fine degli anni Sessanta a Cinisi, un piccolo paese siciliano, la mafia domina e controlla la vita quotidiana oltre agli appalti per l'aeroporto di Punta Raisi e il traffico della droga. Il giovane Peppino Impastato entra nel vortice della contestazione piegandola, con originalità, alle esigenze locali. Apre una piccola radio dalla quale fustiga con l'arma dell'ironia i potenti locali fra i quali Zio Tano (Badalamenti). Peppino verrà massacrato facendo passare la sua morte per un suicidio. Se lo si guarda con gli occhiali dell'ideologia I cento passi (che si ispira a fatti realmente accaduti), con la chiusura sulle bandiere rosse e i pugni chiusi del funerale di Impastato, potrebbe sembrare un film di propaganda. Recensione ❯
Un esordio che guarda alle relazioni senza falsi moralismi e segna la nascita di un'autrice curiosa e coraggiosa. Commedia, Italia2025. Durata 100 Minuti.
Lea incontra Rocco in un bar e ne diventa l'amante. La loro relazione clandestina, consumata in una stanza d'albergo, prende una piega sinistra quando lei inizia a infilarsi nella vita di lui. Espandi ▽
Lea è una giornalista, ha un marito attore, una figlia piccola e un pesce morto nell’acquario. Rocco da 19 anni ha una moglie psicologa e ogni venerdì sera si sfoga su un ring. Lea e Rocco si incontrano in un bar e lui finisce per accompagnarla a casa in macchina. Si baciano, ed è l’inizio di un’avventura che potrebbe essere casuale, oppure no.
La sceneggiatrice Ludovica Rampoldi debutta alla regia con Breve storia d’amore, da lei scritto e diretto: ed è un debutto interessante, perché tratta temi scivolosi di cui Rampoldi riproduce l’ambiguità, al netto di imbarazzanti voyeurismi. Sottotraccia c’è un desiderio reale di guardare alle relazioni senza falsi moralismi, e di farlo da un punto di vista femminile, utilizzando i meccanismi del thriller per scoperchiare il vaso di Pandora dei non detti e degli inganni che accomunano molte coppie in una sorta di imbrigliamento delle rispettive pulsioni vitali. È un esordio più interessante che riuscito, ma segnala un’autrice (di film suoi) in divenire, curiosa, vitale e apprezzabilmente coraggiosa. Recensione ❯
Una ragazza sviluppa capacità telepatiche. Espandi ▽
Dietro l'apparenza di una vita perfetta, Julia e Tobias nascondono tensioni e segreti che la loro figlia Marielle è destinata a scoprire. Quando, dopo aver ricevuto uno schiaffo, la bambina sviluppa misteriosi poteri telepatici, nessuna menzogna può più essere taciuta. Mentre la verità invade la loro quotidianità, la coppia si ritrova in un gioco di manipolazioni e recriminazioni sempre più assurdo e ironico, che mette a nudo la fragilità dei rapporti familiari e il bisogno, spesso contraddittorio, di sincerità e finzione.
Il tono del film è quello di una commedia satirica in cui i tre attori, con mamma Julia (Julia Jentsch), papà Tobias (Felix Kramer) e un'enigmatica oltre che imperscrutabile ragazzina (Laeni Geiseler), sono perfetti per sottolineare l'assurdità della vicenda.
Lo sguardo della protagonista è uno sguardo che pervade, controlla, smaschera, sa. Uno sguardo che hanno quasi tutti gli adolescenti senza nemmeno bisogno di schiaffi telepatici. Recensione ❯
Il cinema tattile e materico di Ramsay è il veicolo naturale per questa storia di furioso contatto con un reale che sfugge di mano. Drammatico, Canada2025. Durata 118 Minuti.
Dalla rinomata regista Lynne Ramsay, Die My Love è il ritratto viscerale e senza compromessi di una donna travolta dall'amore e dalla follia. Espandi ▽
Grace e Jackson si amano con intensa passionalità e si trasferiscono da New York a un'isolata casa del Montana appartenuta allo zio di lui, morto suicida. Jackson voleva suonare in una band, Grace scrivere il "grande romanzo americano". Ma la giovane donna rimane incinta e la nascita del figlio sposta tutti gli equilibri di coppia: lui accetta un lavoro manuale lontano da casa e lei si ritrova in totale isolamento domestico, con un neonato che richiede tutte le sue attenzioni. Intorno a lei mamme, zie e nonne che dispensano consigli non richiesti, e la madre di Jackson, Pam, che ha da poco perso il marito ed è smarrita quanto Grace. La giovane madre sprofonda in una violenta depressione post partum, Jackson non capisce e fa da parafulmine alla sua disperazione. E lei è tentata dalle attenzioni di un misterioso vicino che passa davanti alla casa isolata in moto, con il volto nascosto da un casco.
Con Die, My Love, adattamento del romanzo omonimo dell'autrice argentina Ariana Harwicz (pubblicato in Italia con il titolo "Ammazzati amore mio", parte della cosiddetta "trilogia della passione"), la regista e sceneggiatrice scozzese Lynne Ramsay torna a esplorare il mondo delle relazioni disfunzionali in cui un marito amorevole non riesce a comprendere il disagio profondo della consorte, e in cui la maternità è vissuta con pericoloso straniamento, come nell'agghiacciante ...e ora parliamo di Kevin. Recensione ❯
Un'irresistibile sarabanda di gag scatenate e comiche con vari livelli visivi di lettura. Animazione, Commedia, Family - USA2025. Durata 108 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
I poliziotti alle prime armi Judy Hopps e Nick Wilde formano una nuova squadra con un misterioso serpente, Gary De'Snake. Espandi ▽
I poliziotti alle prime armi, la coniglietta Judy Hopps e la volpe Nick Wilde si trovano sulle tracce di un grande mistero quando il serpente Gary De’ Snake arriva a Zootropolis e mette sottosopra la metropoli animale. Per risolvere il caso, Judy e Nick devono andare sotto copertura in nuove e inaspettate aree della città, dove la loro continua collaborazione viene messa alla prova come mai prima d’ora. Il secondo capitolo di questa nuova saga inizia esattamente da dove avevamo lasciato l’eroica coppia formata dalla coniglietta Judy Hopps e dalla volpe Nick Wilde che aveva risolto il più grande caso nella storia di Zootropolis, il film di ormai quasi dieci anni fa premiato anche con l’Oscar per la migliore animazione.
Nel frattempo molto è ancora cambiato e si è evoluto tecnicamente nell’animazione realizzata in CGI e così la sceneggiatura di Jared Bush (Oceania), che dallo scorso anno è direttore creativo dei Walt Disney Animation Studios e che dirige il film con Byron Howard (come Encanto), può veramente sbizzarrirsi sia in termini di complessità narrativa (ma sempre a portata di bambino) sia proprio nella rappresentazione delle figure animate. Tutto il film è una sarabanda di situazioni che si accavallano, si rincorrono, che hanno nello stesso fotogramma ulteriori livelli visivi di lettura. Questo sequel ancora una volta racconta come le differenze tra le persone/animali e i loro caratteri siano alla base del confronto. E di come proprio dagli antipodi possa nascere un amore, vero. Recensione ❯
Harry ha scritto un libro autobiografico e ha messo in crisi tutti. Il mondo viene a sapere che seduce le pazienti della moglie, ha rapporti con la cognata, odia la sorella eccetera. Espandi ▽
Harry Block è uno scrittore di successo in crisi creativa. Nel momento in cui ne facciamo conoscenza ha da poco pubblicato un romanzo in cui, senza preoccuparsi troppo di occultare l'identità delle persone reali a cui ha fatto riferimento, mette in pubblico la propria complessa vita sentimentale. Deve infatti immediatamente difendersi dall'assalto di Lucy, sua ex cognata ed ex amante, che si è vista perfettamente ritratta nel personaggio di Lesley. La donna vuole suicidarsi davanti a lui per punirlo di una relazione che Harry ha interrotto per dedicarsi al rapporto con una venticinquenne. Nel momento in cui lo scrittore la convince a desistere Lucy punta la pistola verso di lui, che dovrà mettere in gioco l'arma della fascinazione linguistica facendo riferimento a un racconto giovanile. Ha inizio così una serie di riferimenti a testi da lui scritti nel corso degli anni che, in qualche misura, rendono conto della sua evoluzione psicologica. Celandosi dietro il personaggio dello scrittore in crisi Harry Block (così come Harry fa con i personaggi dei suoi libri) Allen si interroga sul senso della vita dell'artista. Si chiede cioè se il suo cinema e la sua vita non si siano fusi l'uno nell'altro impedendogli di comprendere la distinzione tra quanto effettivamente stava vivendo e quanto invece la sua "vera" vita non fosse finita per essere quella dei personaggi da lui creati. Recensione ❯
Puro oggetto di fascinazione e favolosa esperienza cinematografica. Drammatico, Francia, USA2001. Durata 145 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una bruna che ha perso la memoria e non sa perchè è perseguitata, una bionda aspirante attrice che si innamora di lei: un noir così onirico e surreale non poteva che essere di David Lynch. Espandi ▽
Betty, ingenua sognatrice dell'Ontario profondo, sbarca a Hollywood per diventare una star. In attesa di ruoli e gloria, alloggia nell'appartamento di sua zia, rientrata in Canada. Dietro la porta trova Rita, una bruna femme fatale scampata a un incidente e a due uomini armati che la volevano morta. Ma Rita questo non lo sa (più) perché ha perso la memoria dietro una curva di Mulholland Drive. Betty e Rita, il nome è preso in prestito dalla Hayworth, indagano per ritrovarla, diventando complici e poi amanti. La prima eccelle nei casting, la seconda ricostruisce progressivamente la sua identità. Ma il passaggio al cabaret "Silencio" ridistribuisce nomi e ruoli. Betty si 'sveglia' Diane Selwyn in un misero appartamento. Sempre bionda e sempre provinciale, tenta di fare l'attrice e ottiene solo ruoli insignificanti. Conosce e ama Rita, che adesso si chiama Camilla Rhodes, è una star del grande schermo e si appresta a sposare un regista in voga. Rigettata dall'amante e da Hollywood, Diane assolda un killer per uccidere Camilla e poi 'sogna' per ritrovare la sua innocenza. Tutti amano Mulholland Drive ma nessuno è sicuro di averlo compreso o di aver compreso tutto almeno. Perché Mulholland Drive è un grande film onirico che mette in discussione il racconto tradizionale e si appoggia a elementi narrativi ostensibilmente evidenziati (effetti di focalizzazione, principio di casualità ...). Concepito come musica, è un profondo viaggio emozionale in cui la messa in scena opera a livello sensoriale. Il senso viscerale del film non passa per le parole né per una narrazione razionale. Una favolosa esperienza cinematografica, un mélange di sensazioni misteriose che risuonano con l'intrigo sulla superficie del film. Per comprendere Mulholland Drive bisogna soprattutto viverlo e sentirlo. Recensione ❯
Tra slapstick, melodramma, noir e favola, una toccante storia di Natale nella Tokyo contemporanea. Animazione, Giappone2004. Durata 91 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Tokyo. A Natale, tre senzatetto accudiscono una neonata trovata nella spazzatura.Cambierà la loro vita. Espandi ▽
Nella notte di Natale tre senzatetto - Gin, alcolizzato rovinato dalle scommesse, Hana, drag queen caduta in disgrazia, e Miyuki, ragazzina fuggita dalla famiglia - trovano un bebè abbandonato nella spazzatura. La ricerca della madre si complica vieppiù, tra false piste e testimonianze mendaci, ma il destino sembra assistere la piccola Kiyoko e i tre improbabili "padrini".
Il ritrovamento di una neonata abbandonata la notte di Natale diventa il punto di partenza per un viaggio urbano tragicomico, dove la coincidenza assume l'aspetto della grazia e la solidarietà nasce negli interstizi della marginalità. Ispirandosi a un classico hollywoodiano degli anni '40, In nome di Dio di John Ford, a sua volta tratto dal romanzo "The Three Godfathers" di Peter B. Kyne, Satoshi Kon racconta una toccante storia di Natale nella Tokyo contemporanea. Un miracolo di solidarietà, che spezza la barriera del pregiudizio e dell'incomunicabilità metropolitana che affligge il presente. Un racconto natalizio anomalo e necessario, una parabola laica che non ha bisogno di angeli per parlare di redenzione, e che trova il sacro nella dignità di chi vive ai margini. Kon, che ha sempre saputo rendere poroso il confine tra realtà e sogno, firma qui il suo film più terreno - e forse proprio per questo il suo miracolo più grande. Recensione ❯
Maxi processo di Palermo, 1987: otto giurati chiusi 36 giorni in camera di consiglio decidono su 470 imputati, tra tensioni, sorprese e conflitti. Espandi ▽
Dopo un anno e dieci mesi del Maxiprocesso per crimini di mafia che si è svolto a Palermo, dove per la prima volta lo Stato è riuscito a infliggere una condanna collettiva a Cosa Nostra, l’11 novembre 1987 la corte si riunisce in camera di consiglio. Otto giurati, blindati in un appartamento-bunker del carcere dell’Ucciardone, devono decidere condanne e assoluzione per oltre 460 imputati. “Il mondo resterà fuori da queste mura. Nessuno può uscire, nessuno può entrare”. Sono queste le parole che il presidente della giuria interpretato da Sergio Rubini dice a tutti gli altri componenti prima di iniziare a stabilire la colpevolezza o l’innocenza degli imputati. I materiali di repertorio della parte iniziale introducono la ricostruzione di quei 36 giorni d’isolamento, in un cinema di dichiarata impostazione teatrale basato soprattutto sulla forza della parola. Infascelli ritorna a un cinema di mafia a dieci anni da Era d’estate. L’impeto civile resta autentico e intatto, l’effetto claustrofobico e drammatico risulta invece più balbettante. Recensione ❯
Una commedia romantica che unisce leggerezza e poesia. Espandi ▽
Tra gli splendidi paesaggi montuosi della parte ovest della Georgia, una funivia collega i villaggi e le comunità rurali del posto con la vallata. Ad assicurare il funzionamento della funivia ci sono degli operatori come Nina, ormai esperta, e l'ultima arrivata Iva. Tra anziani abitanti del villaggio da aiutare e un capo particolarmente severo da gestire, le due ragazze trovano distrazione dalla bucolica solitudine della montagna nell'incontro reciproco, ogni trenta minuti, incrociandosi sulla funivia mentre una sale e l'altra scende. Sarà l'inizio di un rapporto che spazia dal romantico al surreale.
Il cinema del tedesco Veit Helmer vive da sempre di elementi distintivi. Da una parte la commedia leggera, priva di dialoghi, che tende a un surrealismo immaginifico situato tra Roy Andersson, Jacques Tati e Wes Anderson; dall'altra la fascinazione itinerante per le culture diverse, che lo hanno portato ad ambientare le sue storie in luoghi come Azerbaijan, Bulgaria e ora Georgia.
In modo anche ammirevole, Gondola conferma e mantiene questi elementi, non privi di un tocco lieve e demodé, e dunque tanto più rari nel panorama contemporaneo. Recensione ❯
Il braccio di ferro di una coppia disfunzionale che dice tanto anche del rapporto tra Stati Uniti e Messico. Drammatico, Messico2025. Durata 100 Minuti.
Un ballerino dovrà affrontare la vera natura della sua relazione amorosa. Espandi ▽
Il giovane Fernando, talentoso ballerino di Città del Messico, emerge dal deserto dopo un pericoloso viaggio oltre il confine americano. Il ragazzo è determinato a raggiungere San Francisco, dove si introduce nel lussuoso appartamento di Jennifer, una donna molto più grande di lui della quale da qualche tempo è amante. Profondamente attuale, il film è l’allegoria perversa di un braccio di ferro in una coppia disfunzionale, che dice tanto del rapporto tra Stati Uniti e Messico per quanto riguarda l’immigrazione, arrivando sugli schermi proprio al culmine della tensione politica sul tema. In un gioco diabolico di prigioni amorose e linee di demarcazione che vanno dal nazionale fino al domestico, Franco si fa tentare da una spirale risolutiva angosciante e brutale, nel pieno spirito delle opere che gli hanno dato il successo. Eppure rimane la sensazione che ci sia una dimensione nuova e inaspettata nella sua poetica. Recensione ❯
I fratelli Dardenne, scavando nell'umanità delle proprie protagoniste, offrono uno spazio a una speranza. Drammatico, Belgio, Francia2025. Durata 104 Minuti.
Le storie di cinque ragazze madri che si trovano ad affrontare difficoltà diverse ma solo apparentemente insuperabili. Espandi ▽
Jessica, Perla, Julie, Arianne e Naïma sono cinque adolescenti che hanno trovato rifugio ed assistenza, ognuna per motivi diversi, in una casa rifugio per ragazze madri. Se ne seguono i percorsi che le vedono rischiare di arrendersi o cercare di superare le difficoltà che stanno alla base della loro scelta di dare alla luce una creatura.
Il film trae origine da un’indagine che i due registi hanno compiuto in una ‘maison maternelle’ nella zona di Liegi avendo in mente di realizzare un film con al centro una sola giovane madre. Le storie che hanno potuto ascoltare nel corso di quella visita li hanno spinti a scrivere una sceneggiatura in cui si seguono cinque storie tenendo sempre come punto di riferimento il centro di assistenza al quale le giovanissime protagoniste finiscono con il fare ritorno.
I Dardenne si sono imposti, in questa occasione, di lasciare qualche spazio all’imperfezione in favore di una maggiore leggerezza. Recensione ❯