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Luc Dardenne

Luc Dardenne è un regista, produttore, co-produttore, sceneggiatore, è nato il 10 marzo 1954 ad Awirs (Belgio).
Nel 2019 ha ricevuto il premio come miglior regia al Festival di Cannes per il film L'età giovane. Dal 2008 al 2019 Luc Dardenne ha vinto 2 premi: Festival di Cannes (2008, 2019). Luc Dardenne ha oggi 68 anni ed è del segno zodiacale Pesci.

Ho rifatto i connotati al cinema sociale

A cura di Fabio Secchi Frau

La maschera della realtà è stata tolta e buttata via. Luc Dardenne, assieme a suo fratello Jean-Pierre, è uno degli artefici di questa azione. Con un particolarissimo sguardo che predilige un'ottica che sta addosso ai personaggi, ai loro gesti e ai loro movimenti del corpo - perfino ai loro volti così statici -, stampano l'uomo e la donna sul grande schermo, offrendo allo spettatore l'essenzialità e, quindi, frammenti "di un cinema che non assomiglia a nessun altro". I loro protagonisti sono indipendenti dalla macchina da presa, si muovono in ogni ansiosa direzione, fra immagini nitide e profonde e immensi in un sentimento di solitudine che li vince inesorabilmente. Belgi, ammettono paradossalmente, che proprio la realtà è la parte più difficile da creare, soprattutto quando non si mira a spettacolarizzare i sentimenti e si tenta di mettere in scena un dramma che sia spoglio di retorica, ma ricco di corpi, oggetti e gesti quotidiani. Primi piani, dettagli, semi-soggettive sono l'ago della bilancia fra spettatore e regista, sottolineando uno stile inconfondibile che abbraccia lievemente il taglio documentaristico e l'indagine sociale. Qualcuno scrive che i Dardenne conoscono il Male e, per questo, sanno come far del male. Qui, ammettono, sta il loro vero talento: nel prendere il mondo in cui viviamo e sintetizzarlo nei codici della crudeltà sociale, nella forza e nella ferocia. Caparbi e coraggiosi, asciutti e spietati, sanno come combattere le battaglie politiche concretamente.

I documentari
Fratello di Jean-Pierre Dardenne, Luc studia filosofia all'Università Cattolica di Lovanio, poi con il fratello decide di intraprendere la carriera di regista e, a cavallo fra gli Anni Settanta e Ottanta, fonda la casa di produzione Dérives - seguita più tardi dalla Les Films du Fleuve -. Fin dal 1978 si dilettano in documentari come Le chant du rossignol (1978), Lorsque le bateau de Léon M. descenit la Meuse puor la première fois (1979), Pour que la guerre s'achève, les murs devaient s'écrouter (1980), R... ne répond plus (1981), Leçons d'une università volante (1982) e Regard Jonathan/Jean Louvet, son oeuvre (1983).

Debutto al cinema
Dopo aver firmato il corto Il court... il court le monde (1987), esordiscono alla regia cinematografica con il bellico Falsch (1987), poi continuano a dedicarsi appassionatamente alla carriera di produttori, fra l'altro usando molto spesso Jérémie Renier nelle loro opere.

Le Palme d'Oro con Rosetta e L'enfant
Nel 1997, vincono un European Film Award per il miglior documentario con Gigi, Monica... et Bianca, ma nel 1999 esplodono di fronte ai critici con Rosetta che vincerà la Palma d'Oro a Canne e il Premio Ecumenico della Giuria, stesso premio che riceveranno per Le Fils (2002). Autori del capolavoro L'enfant (2005) con Jérémie Renier e Olivier Gourmet, vincono la loro seconda Palma d'Oro proprio con questo film che racconta la storia di un padre ventenne che vende il proprio figlio. Luc Affermò a tal proposito che la trama del film venne ispirata dalla visione di una ragazza che spingeva senza troppa convinzione o qualche straccio di sentimento materno la carrozzina con dentro il suo bambino neonato. «Abbiamo spesso ripensato a questa ragazza, alla carrozzina, al suo bambino addormentato e a colui che non c'era: il padre del bambino. L'assente che sarebbe diventato importante nella nostra storia.». Camera a spalla, visione elusiva per gli "ultimi della società" e una forte amoralità si confermano gli autori prediletti di un moderno cinema sociale.
Un modo di fare cinema che viene riconosciuto sempre originale e riconoscibile, al punto che al Festival di Cannes non si esauriscono le premiazioni. Nel 2008, con Il matrimonio di Lorna, riceveranno una nomination alla Palma d'Oro e il Premio alla Miglior Sceneggiatura, un film prova anche per Arta Dobroshi, attrice principale che ha imparato il francese in due mesi, inserita in una storia arrivata dagli spunti presi proprio durante le riprese de L'enfant. Il ragazzo con la bicicletta, del 2011, sarà un altro film pluripremiato, e al Festival di Cannes si aggiudicherà il premio Grand Prix Speciale della Giuria, portando in scena tutto il mondo cinematografico dei due fratelli, inquadrato nella misura infantile del protagonista che in un percorso ribelle di crescita potrà trovare riscatto e comprensione. A Due giorni, una notte, del 2014, va un'altra nomination alla Palma d'Oro e il Premio della Giuria Ecumenica, un film sempre protendente alla ricerca della verità e quindi, inevitabilmente, anche della precarietà e fragilità umana. Nel 2016, i due fratelli, presentano alla giuria di Cannes un altro film in concorso: La fille inconnue, una ricerca di identità.
Dopo L'età giovane (2019), nel 2022 tornano in concorso al Festival di Cannes con Tori et Lokita Dopo la visione dei film che da lunghi anni firma con suo fratello, lo spettatore non può non trovarsi emotivamente coinvolto: è uno dei registi sociali per eccellenza Jean-Pierre Dardenne, nato in Belgio, ma amato moltissimo in Francia. Motivo di tanta passione? Il riuscito connubio fra cinema e realtà, fra (musicalità e) ritmo della macchina da presa - che si muove in totale libertà e versatilità - e l'adrenalinica concitazione della trama. I conflitti psicologici sono il suo marchio d'autore, ma la scansione e la supervisione di del vero sono l'unica forma di cronaca di una metamorfosi civile che questo regista riesce a compiere.

I documentari
Fratello di Luc Dardenne, studente d'Arte Drammatica presso l'I.A.D., decide di intraprendere la carriera cinematografica a cavallo fra gli Anni Settanta e Ottanta. Dopo aver incontrato Armad Gatti e Ned Burgess, decide assieme a suo fratello di entrare nell'industria cinematografica. Cominciano con i documentari: Le chant du rossignol (1978), Lorsque le bateau de Léon M. descenit la Meuse puor la première fois (1979), Pour que la guerre s'achève, les murs devaient s'écrouter (1980), R... ne répond plus (1981), Leçons d'une università volante (1982) e Regard Jonathan/Jean Louvet, son oeuvre (1983), cui seguirà il cortometraggio Il court... il court le monde (1987).

Un film sul nazismo
In particolare, nella loro carriera di documentaristi, si specializzano nella descrizione degli orrori del Nazismo, tema che riprenderanno anche nella loro prima pellicola a soggetto Falsch (1987): storia di una famiglia ebrea che viene massacrata dai nazisti. Nel contempo, fondano la casa di produzione Dérives, seguita dalla Les Films du Fleuve che produrrà il documentario Gigi, Monica... et Bianca (1997), vincitore di un European Award come miglior documentario.

Palme d'Oro
Ma la soddisfazione maggiore arriva con la Palma d'Oro e il Premio ecumenico della Giuria assegnati a Rosetta (1999), seguiti dal successo de Il figlio (2002), sempre Premio Ecumenico della Giuria. Anche se il vero capolavoro è L'enfant (2005), dove i Dardenne utilizzano i loro attori feticcio Jérémie Renier e Olivier Gourmet per mettere in scena con il loro inconfondibile stile la storia di due giovani ragazzi che, divenuti genitori, vendono il loro figlio. Ricchissima di interrogativi, la pellicola vince la Palma d'Oro a Cannes, confermando i due registi come autori di serie A. Tanto è vero che saranno coinvolti attivamente nel progetto A ciascuno il suo cinema assieme a David Cronenberg, Jane Campion, Michael Cimino, Lars von Trier, Wim Wenders, Manoel de Oliveira, Joel ed Ethan Coen, Takeshi Kitano, Théo Angelopulos e Wong Kar-wai. E la scia di successi e riconoscimenti non si ferma. Nel 2008, ad esempio, con Il matrimonio di Lorna, riceveranno una nomination alla Palma d'Oro e il premio alla Miglior Sceneggiatura, un film prova anche per Arta Dobroshi, attrice principale che ha imparato il francese in due mesi, inserita in una storia arrivata dagli spunti presi proprio durante le riprese de L'Enfant. Il ragazzo con la bicicletta, del 2011, sarà un altro film pluripremiato, e al Festival di Cannes si aggiudica il premio Grand Prix Speciale della Giuria, portando in scena tutto il mondo cinematografico dei due fratelli, inquadrato nella misura infantile del protagonista che in un percorso, ribelle e contro, di crescita potrà trovare riscatto e comprensione. A Due giorni, una notte, del 2014, va ancora una volta il Premio della Giuria Ecumenica: un film sempre protendente alla ricerca della verità e quindi, inevitabilmente, anche della precarietà e fragilità umana. Nel 2016, i due fratelli, presentano alla giuria di Cannes un altro film in concorso: La fille inconnue, una ricerca di identità.
Dopo L'età giovane (2019), nel 2022 tornano in concorso al Festival di Cannes con Tori et Lokita e ritirano il Premio Speciale per il 75.mo anniversario del Festival.
Semplici, spogli e commoventi, i Dardenne confermano con forza la loro passione verso il cinema che deve essere mezzo di narrazione della realtà nella sua integrità intellettuale.
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Semplici, spogli e commoventi, i Dardenne confermano con forza la loro passione verso il cinema che deve essere mezzo di narrazione della realtà nella sua integrità intellettuale.
I due hanno anche dato vita a molte collaborazioni, alcune delle migliori con David Cronenberg, Jane Campion, Michael Cimino, Lars von Trier, Wim Wenders, Manoel de Oliveira, Joel e Ethan Coen, Takeshi Kitano, Nanni Moretti, Zhang Yimou, Roman Polanski, Théo Angelopulos e Wong Kar-wai al documentario A ciascuno il suo cinema (2007). Implacabili, modesti e seri sono credibili anche quando hanno sotto tiro la vendetta, la colpa, il rimorso, la paura e il perdono... Anche qui, si nasconde la bellezza del cinema.

Ultimi film

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