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Rosetta
Un film di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne.
Con Anne Yernaux, Fabrizio Rongione, Emilie Duquenne, Olivier Gourmet
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 91 min.
- Francia 1999.
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![]() Storia drammatica di miseria e disperazione
Pino Farinotti
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Periferia di Bruxelles. Rosetta vive con la madre in una bidonville. La madre è alcolizzata e si prostituisce per una bottiglia. Rosetta è il capofamiglia, lavora ma viene licenziata, si arrabatta fra mille espedienti, vende vecchi abiti, pesca in una riserva. Ha dolori insopportabili alla pancia (si scalda col fono) e corre, corre sempre. C'è un ragazzo che l'aiuta, la fa anche lavorare (in nero), ma lei fa la spia e lo fa licenziare per rubargli il lavoro. E corre. Viene di nuovo licenziata. La madre è andata a farsi disintossicare, torna e ricade. E Rosetta è ancora d'accapo, sola, nella bidonville. E pensa di farla finita, ma la bombola del gas è vuota, ne compara una nuova, la porta con fatica. Il ragazzo che ha tradito arriva in suo aiuto. Così la speranza non muore. Si parla tanto di Dogma ed ecco il film dogma-che-più-dogma-non-si-può. La cinepresa a spalla tallona Rosetta a dieci centimetri per tutto il film. Ma i contenuti e la sostanza riescono a intergrarsi con l'artificio, che altrimenti sarebbe mortale (come lo è nel caso di Idioti dell'inventore del Dogma von Trier). Film amaro, povero, ma per qualche verso geniale e indispensabile. Vincitore della Palma d'oro a Cannes 1999. |
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premi nomination |
Festival di Cannes 2 0 |
DVD | RosettaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 25 febbraio 2009
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Gran film, gran personaggio. La protagonista di Rosetta dei fratelli belgi Dardenne è diventata (come Cipputi di Altan lo è stato per il lavoro) un simbolo sociale e sindacale della disoccupazione, uno slogan nelle manifestazioni (“Siamo tutti Rosetta”) nei Paesi francofoni, e si capisce: nessun film sulla disoccupazione è eloquente e bello come questo, in nessuno lo stile fa corpo così strettamente e intimamente con il soggetto, nessuno ha raggiunto una evoluzione del realismo così esatta ed emblematica insieme. » |
La vita è brutta se sei un'oriunda. Ecco il neorealismo in salsa belga
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
"Rosetta", dramma sociale sopravvalutato dei fratelli Dardenne. A Cannes la Palma assegnata a "Rosetta" piuttosto che al capolavoro di Almodovar "Tutto su mia madre", mi lasciò dubbioso, ma ora mi rendo conto che la perplessità generale fu aggravata dagli spropositati riconoscimenti concessi a "L'humanite" con cui il film dei Dardenne non ha niente da spartire. Nel frattempo "Rosetta", promossa a riferimento sociologico, ha fatto molta strada in Francia; mentre da noi la "Parola di Bocca" sta funzionando fra i salotti e le redazioni: questo è un film di quelli che "bisogna vedere". » |
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