Il ragazzo con la bicicletta

Film 2011 | Drammatico +13 87 min.

Titolo originaleLe Gamin Au Vélo
Anno2011
GenereDrammatico
ProduzioneBelgio, Francia, Italia
Durata87 minuti
Regia diJean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
AttoriJérémie Renier, Cécile De France, Olivier Gourmet, Thomas Doret, Fabrizio Rongione Egon Di Mateo.
Uscitamercoledì 18 maggio 2011
TagDa vedere 2011
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,39 su 46 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Un film Da vedere 2011 con Jérémie Renier, Cécile De France, Olivier Gourmet, Thomas Doret, Fabrizio Rongione. Cast completo Titolo originale: Le Gamin Au Vélo. Genere Drammatico - Belgio, Francia, Italia, 2011, durata 87 minuti. Uscita cinema mercoledì 18 maggio 2011 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,39 su 46 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film dei fratelli Dardenne partecipa al Festival di Cannes 2011 in Concorso. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office Il ragazzo con la bicicletta ha incassato 803 mila euro .

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Consigliato sì!
3,39/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,90
PUBBLICO 2,95
CONSIGLIATO SÌ
Un linguaggio impudente e coraggioso per raccontare l'infanzia incompresa.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 15 maggio 2011
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 15 maggio 2011

Cyril ha dodici anni, una bicicletta e un padre insensibile che non lo vuole più. 'Parcheggiato' in un centro di accoglienza per l'infanzia e affidato alle cure dei suoi assistenti, Cyril non ci sta e ostinato ingaggia una battaglia personale contro il mondo e contro quel genitore immaturo che ha provato 'a darlo via' insieme alla sua bicicletta. Durante l'ennesima fuga incontra e 'sceglie' per sé Samantha, una parrucchiera dolce e sensibile che accetta di occuparsi di lui nel fine settimana. La convivenza non sarà facile, Cyril fa a botte con i coetanei, si fa reclutare da un bullo del quartiere, finisce nei guai con la legge e ferisce nel cuore e al braccio Samantha. Ma in sella alla bicicletta e a colpi di pedali Cyril (ri)troverà la strada di casa.
Dalla prima inquadratura il piccolo protagonista de Il ragazzo con la bicicletta infila quella precisa traiettoria che seguivano prima di lui l'adolescente di La promesse, la Rosetta del film omonimo, il padre falegname de Il figlio e ancora il giovane disorientato de L'Enfant. Dentro a una corsa possibile verso una soluzione che arriverà, i Dardenne rinnovano l'interesse per l'infanzia incompresa, che tiene testa e non si assoggetta al mondo degli adulti, fronteggiandolo con improvvise fughe e un linguaggio impudente. Di nuovo è la fragile pesantezza dell'essere, che condizionava (già) le azioni dei protagonisti precedenti, il centro del film. Dopo il tentativo di rinnovamento formale e prospettico del loro cinema (Il matrimonio di Lorna), i fratelli belgi ritrovano la cinetica e un personaggio che avanza negli spazi attraversati e nel proprio destino. Come nel Matrimonio di Lorna sarà l'irruzione di un improvviso atto d'amore a travolgere, fino ad annullare, l'indifferenza di un padre colpevole di abbandono e dello sbandamento emotivo del figlio.
Thomas Doret incarna con lirismo lo spirito gaio e selvaggio dei mistons di Truffaut, di cui riproduce i comportamenti anarchici e antiautoritari negli esterni e in mancanza di interni domestici e familiari adeguati. Cyril, figlio ripudiato con gli anni in tasca, resiste a muso duro al vuoto affettivo che lo circonda, pedalando dentro e attraverso la paura, intestardendosi nel silenzio o facendo il diavolo a quattro. Il reale per il fanciullo è sempre in agguato ma ad esso si oppone 'aggrappandosi' e stringendosi forte a una figura femminile bella e raggiungibile come una mamma. Cécile de France, sopravvissuta allo tsunami di Clint Eastwood, è il volto e il corpo che Cyril vuole per sé, la figura materna che pretende e a cui si concede. La loro relazione procede per tentativi ed errori, come ogni processo di apprendimento, producendo una passeggiata a due ruote di grande forza espressiva e creativa. Una promenade che risana lo scarto dell'essere stati generati senza essere stati appropriatamente allevati, ma prima ancora desiderati. Samantha e il suo negozio di coiffeur diventano allora l'ancora di salvezza e il riscatto sociale per quel 'ragazzo selvaggio', sempre fiero, sempre contro. Se come sosteneva Luigi Comencini mettersi al livello dell'infanzia è l'unico modo per liberarla, i Dardenne accreditano e ribadiscono la sua affermazione, accompagnando la corsa di Cyril verso una raggiunta consapevolezza e un nuovo elemento: l'amore.

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IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 19 maggio 2011
pepito1948

Di Cyril, ragazzino dal carattere ribelle e pervaso da irrefrenabile furore, si sa molto poco: che è di madre ignota (nel film non viene mai citata); che ha un padre affettivamente lontano e non disponibile nei suoi confronti; che è alla ricerca spasmodica di un rapporto con detto padre; che  vive in simbiosi con la sua bicicletta, più volte sottrattagli e sempre in qualche [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 settembre 2011
Riccardo76

Anche con il loro ultimo film, i fratelli Dardenne cercano di rappresentare un amaro spaccato della società moderna. Il Ragazzo con la Bicicletta presenta infatti problematiche oramai assestate nel nostro quotidiano: il disfacimento della famiglia, l’irresponsabilità dei genitori, la violenza – soprattutto morale – nei confronti dei bambini, la criminalità minorile [...] Vai alla recensione »

domenica 28 giugno 2015
sergio dal maso

Un ragazzino abbandonato in una casa famiglia, irruento e ingestibile, disperatamente legato al padre. Un padre in crisi esistenziale, fragile e immaturo, in fuga dalle sue responsabilità. Tra di loro una bici da cross. La bicicletta è tutto per il giovane Cyril. Non è solo l’unico regalo del padre rimastogli, è anche il mezzo indispensabile per poterlo caparbiamente [...] Vai alla recensione »

martedì 24 maggio 2011
renato volpone

Cyril viene rifiutato da un padre che lui reclama con tutte le sue forze, ma deve abbandonarsi all'evidenza e lottare contro il mondo per questa ingiustizia. Finisce per legarsi ad un deliquente e lasciarsi coinvolgere in un malaffare....ma il destino e la forza di volontà di una donna, che per aiutarlo sacrifica anche un amore e la sua vita, lo porteranno a riscattare le cattive azioni. [...] Vai alla recensione »

domenica 22 maggio 2011
laulilla

La storia che i Dardenne questa volta ci raccontano è quasi una denuncia dell’ irresponsabilità dei padri, un ritorno, quindi, a quello stesso tema sul quale, in un film come L’enfant essi avevano iniziato a riflettere. Al centro del racconto, come sempre per i due registi, il mondo degli ultimi: sullo sfondo un istituto – riformatorio dove vive il piccolo Cyril, dodicenne solo e in cerca del padre. [...] Vai alla recensione »

martedì 24 maggio 2016
ALBERTO PEZZI

IN QUESTO CASO, TROVIAMO UN FILM CHE NON E’ PER TUTTI. SI TRATTA DI UN FILM MOLTO INTENSO, IN PARTICOLARE A LIVELLO EMOTIVO. LA SENSIBILITA’ E’ DOTE PREZIOSA E RICHIESTA PER CHI SI ACCINGE AD AFFRONTARE QUESTA PELLICOLA. UN FILM VERAMENTE MOLTO BELLO E SIGNIFICATIVO, INCENTRATO SU UN TEMA CHE REGOLARMENTE AFFRONTIAMO, MA CHE MAI CONDANNIAMO ABBASTANZA.

sabato 2 luglio 2011
gabriella

Ed eccoli tornare,a distanza di tre anni,i simbiotici fratelli Dardenne con un film drammatico con lo stile dei precedenti (La promessa,Il figlio,L'enfant,Rosetta,Il matrimonio di Lorna) ma con un finale diverso,più definito ed ottimista del solito.Eccoli tornare con alcuni dei loro attori preferiti (Jeremie Renier,Olivier Gourmet,Fabrizio Rongione)e con una "nuova" ed espressiva Cecile De France nonchè [...] Vai alla recensione »

domenica 5 giugno 2011
federica

Cyril compie una rapina a danno di un tabaccaio e di suo figlio. Scoperto, non viene perdonato dal figlio del tabaccaio stesso. Poi però, quando è Cyril ad essere colpito, per vendetta, dal figlio del tabaccaio, a dispetto del suo retroterra familiare e sociale, fa tesoro degli insegnamenti e dell'amore della "parrucchiera-madre" ed è capace, adesso, di perdonare i due che cercano di imbrogliare il [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 maggio 2016
Guidobaldo Maria Riccardelli

Opera certamente importante e di buon livello, anche se tra le più deboli dei registi belgi. Racconto di formazione solido e profondo, senza, come da tradizione, scendere nel patetico, inquadra il giovane Cyril (interpretato non troppo brillantemente da Thomas Doret), alle prese con un padre troppo giovane per occuparsi di lui, così difficile da gestire ma così bisognoso di affetto.

domenica 4 dicembre 2016
Howlingfantod

Fiaba moderna e triste senza necessariamente il lieto fine, quanto al massimo uno spiraglio alla speranza come in altri film dei Dardenne (l’Enfant, Il matrimonio di Lorna). Una grande attenzione come al solito alla sceneggiatura, precisa e rigorosa, prima a seguire il filo quasi di un poliziesco con il bambino (Cyril) che quasi come un detective si mette sulle tracce del padre che è fuggito, che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 maggio 2015
stefano capasso

Cyrille è un ragazzo di 12 anni che è stato lasciato dal papà in una centro di accoglienza per l’infanzia. In una delle sue diverse fughe, nel tentativo di ritrovare la sua bicicletta e suo padre, incontra una donna Samanta che lo prende in simpatia e accetta di occuparsi di lui nei weekend. Ma Cyrille incontra anche dei ragazzi più grandi di lui che cercheranno [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 gennaio 2014
Luca Scialo

Cyril si trova in un Istituto, essendo stato rifiutato da un padre che vive alla giornata e non vuole più saperne di lui. Come unica compagna alla sua fedele bicicletta, che il padre ha pure tentato di vendersi. Gliela ritrova Samantha, parrucchiera trentenne, che prende a cuore la sua storia. Al punto da prenderselo in custodia nei weekend e rinunciare al proprio compagno.

lunedì 9 dicembre 2013
THEOPHILUS

LE GAMIN AU VÉLO   Con Il ragazzo con la bicicletta, grand prix al Festival di Cannes 2011, i fratelli Dardenne non rivoluzionano di certo il loro linguaggio. Continuano a girare attorno ai loro temi prediletti con le chiavi di lettura di sempre e con un'inconfondibile cifra stilistica. ‘Nuovi’ sono i due interpreti del film, Thomas Doret e Cécile de France, ma [...] Vai alla recensione »

martedì 24 maggio 2011
angelo umana

Per un ragazzino è inconcepibile che suo papà non lo voglia più, è ciò che succede a Cyril, ospite di un collegio dove lo raccoglie come "famiglia di appoggio" l'ancora bella Cécile de France (Un pò per caso un pò per desiderio il suo film più bello, a mio parere, finora), la parrucchiera Samantha.

domenica 29 maggio 2011
algernon

come altre volte i Dardenne mettono in scena una storia di disagio infantile. questa volta è un ragazzino dodicenne, Cyril, abbandonato dal padre in un istituto e ostinatamente rifiutato per l'incapacità dello stesso di svolgere il suo ruolo paterno. viene in soccorso Samantha, una donna dolce e forte, che accetta di prenderlo con sé nei fine settimana.

venerdì 18 novembre 2011
Lisa Casotti

Non sapremo mai perché Samantha ha deciso di “adottare” Cyril. Non lo sa nemmeno lei. È accaduto dopo una stretta, un abbraccio che l’ha lasciata immobile, pietrificata. È accaduto così, come accade che la nostra famiglia non sia quella di origine, ma quella che ci capita. L’amore ci raggiunge seguendo le sue strade, che spesso sono diverse e lontane da quelle che ostinatamente ci mettiamo a percorrere. [...] Vai alla recensione »

domenica 13 gennaio 2013
Marzaghetti

Scarna, asciutta, lineare, banale e troppo semplificata cronaca di vite difficili e di complicate relazioni padre-figlio negletto-ragazza/madre pseudo-adottiva. Lo stile, così realistico, spoglio, dimesso, è talmente accentuato che a me è sembrato tutto finto, forzato, distaccato. I tre personaggi sembrano incollati alla storia che vivono, non so se mi spiego.

domenica 24 luglio 2011
Catia P.

Film senza fronzoli, senza giri di parole e senza colonna sonora, quest'ultima fatica dei fratelli Dardenne si preoccupa solo di andare dritta al bersaglio come un gancio destro ben assestato. Siamo subito partecipi di una realtà ben dura da affrontare: un padre vedovo parcheggia un ragazzino tredicenne in un istituto di accoglienza e si fa negare al figlio che tenta ripetutamente [...] Vai alla recensione »

martedì 31 maggio 2011
Boyracer

Il cinema francese è sempre un'incognita. Accanto a grandi maestri universalmente riconosciuti, specialmente nel passato (Jean-Luc Godard, François Truffaut, Claude Chabrol, Eric Rohmer...), si sono più recentemente affiancati altri registi che potremmo definire più "popolari", i quali hanno forse leggermente abbassato il livello artistico ma decisamente aumentato [...] Vai alla recensione »

domenica 29 maggio 2011
Writer58

Questo film dei fratelli Dardenne mi ha lasciato un po' perplesso: da un lato mi è parso un esercizio filmico corretto e sobrio, raccontato con uno stile formalmente corretto; dall'altro, però, non ho potuto non rilevare numerose incongruenze che rendono la pellicola poco convincente da un punto di vista narrativo. Cyril, preadolescente belga di 12 anni, abbandonato dal padre (un deficiente anafettivo [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 giugno 2011
Franca D'Angelo

aspettavo il film dei fratelli belgi,l'ho visto e non ho sentito vibrare nessuna corda: non facciamo paragoni con truffaut!  la donna è la fata turchina di pinocchio, ma la vita non è una fiaba; troppe scene sono scontate, si sa che arrivano e restano in superficie. quanto erano più profondi gli altri film! franca d'angelo

lunedì 6 giugno 2011
epiere

film corretto,preciso,con un'attenzione encomiabile per l'infanzia(e non ce  ne è mai abbastanza),ma emozioni poche..eppure l'argomento si prestava a un bel groppo in gola..ma forse i Dardenne sono troppo precisini,troppo seri per indulgere troppo allla commozione,forse troppo "belgi".In mano al nostro vecchio Comencini,si che saremmo usciti dalla sala commossi.

venerdì 26 agosto 2011
enrichetti

I fratelli Dardenne, con la loro telecamera ad altezza di bambino, sono irresistibili. Più che portati a guardare, ci sentiamo indagati, diventiamo noi la scena sotto gli occhi attenti dei protagonisti (tutti) del film. E ci chiedono "non vedi cosa sta succedendo? Tu che fai? Intendi startene lì seduta? Pensi davvero che tutto ciò non ti riguardi?" Difficile pensqrlo [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 maggio 2011
Flyanto

 Film sull'adolescenza inquieta e ribelle di un ragazzino il cui unico punto fermo e sicuro è costituito dalla sua bicicletta. Delicato e, contrariamente ai loro films precedenti, il film contiene una speranza positiva. Può richiamare anche molti films sull'infanzia di Francois Truffaut, senza raggiungerne però, a mio parere, la sua immensa e profonda poesia.

martedì 7 giugno 2011
Marradi

I Dardenne si confermano tra i migliori esponenti del nuovo neorealismo europeo insieme a Loach e Leigh. Film toccante,commovente con una Cecile de France in stato di grazia!

domenica 7 agosto 2011
lalari

il film l'ho visto molto tardi, lontano dai riflettori di Cannes. Ma lo aspettavo con un senso di palpitante attesa. Dalla visione di Rosetta non ho più smesso di attendermi emozioni e conseguenti maturazioni  dal lavoro dei fratelli Dardenne, Trovo che siano gli unici registi nel panorama mondiale a rappresentare il cammino dei sentimenti, quel dialogo con no stessi che esiste anche [...] Vai alla recensione »

martedì 7 giugno 2011
brian77

I Dardenne continuano a ruotare attorno agli stessi temi, allo stesso stile, alla stessa idea di cinema. Ma negli ultimi film sono ulteriormente migliorati, anche se negli addetti ai lavori ormai vedo che prevale il senso di assuefazione al loro mondo. Eppure, li vedo superiori di parecchio rispetto ai tempi interessanti ma più esteriori di "Rosetta" o "Il figlio".

domenica 29 maggio 2011
silvana14

I fratelli Dardenne come al solito non si smentiscono trattando temi sempre diversi ma con una sensibilità eccezionale, come gli altri films anche questo non è assolutamente da perdere

mercoledì 12 novembre 2014
no_data

Se si giudica un film senza conoscere l' autore e la sua filmografia  questo film è un piccolo gioiello: ha ritmo , ha una buona narrazione, ha suspense, ha sentimento senza mai cadere nel sentimentalismo e nel patetico , facile caduta quando si tratta di bambinie/o di adolescenti.Se però , amando i Dardenne, si vedono tutti i loro film si nota un certo schematismo che , certo [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 luglio 2011
Riccardo76

Anche con il loro ultimo film, i fratelli Dardenne cercano di rappresentare un amaro spaccato della società moderna. Il Ragazzo con la Bicicletta presenta infatti problematiche oramai assestate nel nostro quotidiano: il disfacimento della famiglia, l’irresponsabilità dei genitori, la violenza – soprattutto morale – nei confronti dei bambini, la criminalità [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 ottobre 2011
Nigel Mansell

Da libro cuore, quindi il mio giudizio è negativo. Certo che se fai un film scarno con poco e nulla ci puoi vedere qualsiasi significato: una palestra per i critici. Ottima la co-protagonista: diciamo che da sola regge il film.

mercoledì 3 agosto 2011
Lalli

un film in un certo senso molto alla Ken Loach. lento, ma non è mai noioso ed è molto coinvolgente; veramente una disgrazia umana questo bimbo poverino, meno male del, se così si può chiamare, "lieto" fine. Per il resto ci sono persone veramente assurde in questo film. Ammirevole Samantha, l'unica che comprende il dramma del ragazzino.

domenica 20 novembre 2011
Luanaa

Ovvero tre tormentoni che "picchiano" per circa un'ora e mezza di film. Il messaggio o i messaggi sono chiari. La violenza morale, materiale, interiore e sociale è l'humus in cui giocoforza si può crescere, introiettare e proiettare perchè la si vive costantemente in tante sfumature e in grandi come in piccoli contesti. E soprattutto la si può mal interpretare.

domenica 23 ottobre 2011
andre89LOST

Il film narra in maniera minimalista, lenta e poco toccante il percorso educativo di un ragazzino molto difficile. Poteva essere un bel film, ma i registi non sono riusciti a dare quel tocco necessario per farlo diventare emozionante. Abbastanza deludente, non lo consiglio. Voto: 5.5

giovedì 6 ottobre 2011
Bastet Blu

Una storia costruita pezzo su pezzo, come fosse una costruzione Lego. Una volta finita, per quanto ben incastrata, resta di plastica. Si incontrano ruoli e non personaggi, figure unidimensionali prive di verosimiglianza. Il film appare più la traccia per un dibattito teorico che una narrazione di vita. Il linguaggio non conosce differenze diastratiche: la parrucchiera, lo spacciatore, il ragazzino, [...] Vai alla recensione »

sabato 18 giugno 2011
epidemic

a mio parere dare un voto alto a questo film è esagerato. A prescindere dall'odiosa figura del bambino e di un pò tutti i personaggi..i temi ricalcati non entrano nella piena indagine ma la accarezzano lasciandoci una semi-superficialità visibile essenzialmente dall'esterno. Visto in lingua originale dopo un gran bel film come Polisse che consiglio a tutti A me sinceramente non ha detto un granché [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 novembre 2011
astromelia

in un contesto reale la storia assumerebbe qualche perplessità di carattere socio culturale,un ragazzino fin troppo disadattato ma tenace nel voler ricucire il rapporto di un padre assente e immaturo,poteva emergere nella sua drammaticità ma rimane invariato nel suo racconto,buona prova degli attori ma niente di esaltante.

mercoledì 1 giugno 2011
dounia

Il film "Il ragazzo con la bicicletta" mi è piaciuto e mi ha ricordato "Gli anni in tasca" di Truffaut che,a loro volta, per me, era un film molto bello. 

martedì 24 maggio 2011
goldy

I Dardenne si riconciliano un po' con le istituzioni del loro paese che nei film precedenti venivano asdditate a pubblico ludibrio. E il film, per una volta rincuora e non ha un finale scontato a dimostrazione che i problemi si riescono a risolvere. Basta volerlo.

giovedì 6 ottobre 2011
paolo andreoli

Mi sonno annoiato. Un film schematico, personaggi dalla psicologia di grana grossa, tagliati con l'accetta. L'ho immaginato come un fotoromanzo del vecchio "Grand Hotel", con le scene che si succedono come scatti fotografici ad immortalare stati d'animo e comportamenti fissi, privi di sfumature. Come il paradigma di un verbo regolarissimo privo della minima eccezione, le cui forme [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
mercoledì 18 maggio 2011
Ilaria Ravarino

Verrebbe da pensare che due così siano inseparabili, abituati a condividere riflessioni e lavoro, esperienze di vita, set e amicizie, sconfitte e trionfi. Lui, Jean-Pierre, è il fratello più grande. Ha i capelli bianchi, gli occhi di un profondo blu, le mani sempre in movimento. Ha l'aria rilassata e ride spesso, informale anche a Cannes, con una polo grigia senza fronzoli, la fede al dito, un piccolo orologio al braccio mollemente abbandonato sulla spalla del fratello.

Frasi
"Mi hai mai visto spacciare?"
Una frase di Wes (Egon Di Mateo)
dal film Il ragazzo con la bicicletta - a cura di Fabio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Il cinema dei fratelli Dardenne coinvolge sempre. E convince non solo il pubblico, ma anche le giurie dei festival tant’è vero che con ben due film, “Rosetta” nel 1999 e “L’Enfant” nel 2005, hanno vinto a Cannes la Palma d’oro. Film di solito amari, attraversati da un pessimismo di fondo che si affida sempre comunque a un saldo respiro cinematografico anche quando il sospeso è l’alluso, pur costeggiando [...] Vai alla recensione »

Fabio Canessa
Il Tirreno

Senza famiglia, un ragazzo scappa dall'istituto alla ricerca del padre. Lo troverà, ma viene rifiutato. Buon per lui che finisce affidato a una parrucchiera dal cuore d'oro. Il romanzo di formazione prevede anche le cattive compagnie, la cattiveria e l'ottusità del prossimo. I fratelli Dardenne girano con fresca naturalezza, essenziali e asciutti, dirigendo gli attori in modo eccellente e coinvolgendo [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Asciutto, toccante dramma dei fratelli Dardenne, che si snoda con il loro solito stile privo di fronzoli nel riuscito ritratto di un bambino alla disperata ricerca d’affetto. L’undicenne Cyril è inquieto nel centro d’accoglienza per l’infanzia dove l’ha piazzato il padre. Il ragazzino soffre per il genitore che non si fa vivo e scappa di continuo per cercarlo.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Non perdetevi Le gamin au velo dei fratelli Dardenne, che esce quasi in contemporanea con la presentazione a Cannes dove svariati critici gli hanno già assegnato in pectore la Palma d’oro. E domani si saprà se il cinema che penetra nella vita con la forza della verità avrà la meglio sul cinema dalle ambizioni visionarie, sempre a rischio di artificio.

NEWS
NEWS
martedì 19 luglio 2011
 

Martedì 19 luglio prosegue la retrospettiva "Vivement Truffaut!" e si intensificano le proposte di "Italia 150: la scrittura migrante". Tanti i film in scaletta fino all'incontro pomeridiano con i protagonisti della sezione, Fred Kudjo Kuwornu, Mohamed [...]

winner
gran premio della giuria
Festival di Cannes
2011
winner
miglior sceneggiatore europeo
European Film Awards
2011
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