Londra. Una bomba inesplosa che risale alla Seconda Guerra Mondiale viene scoperta in un cantiere edile molto frequentato a Paddigton. L'esercito e la polizia isolano la zona ed evacuano i civili. Tra loro ci sono anche Rahim e i suoi genitori. Nel frattempo, il maggiore Will Tranter e la sua squadra vengono mandati sul posto per disinnescare l'esplosivo ma le cose si complicano ulteriormente quando viene scoperto un detonatore a tempo. Approfittando del caos, Karalis, X, Y e Z irrompono nella Bank Al Muraqabah, scavano un tunnel dal piano inferiore dell'edificio vicino e rubano denaro e gioielli. Sembra la rapina perfetta progettata nei minimi dettagli. Ma qualcosa va storto. In realtà le cose non sono come appaiono ... Recensione ❯
Un viaggio emotivo e di grande impatto visivo al cuore dell'intreccio tra creatività e relazioni. Espandi ▽
Mother Mary è una cantante pop che, dopo una lunga assenza conseguente a un avvenimento tragico, sta per tornare sulle scene. Nell'imminenza dello show avverte che nessuno degli abiti che le sono stati proposti aderisce alla sua più intima essenza. Quindi si precipita dalla fashion designer Sam Anselm che un tempo fu la persona che le era più vicina. Il legame tra le due ha subìto una lunga interruzione ed ora l'una ha bisogno dell'altra. Ma l'altra, non sa quanto possa essere disposta ad aiutarla.
David Lowery, con un budget decisamente più consistente rispetto al passato, non rinuncia alla propria indipendenza. Si diverte a mescolare le carte affrontando contemporaneamente temi legati alla religione, all'esoterismo, allo show business, alla moda, al tempo e alla morte.
Le due attrici Anne Hathaway e Michaela Coel offrono un livello interpretativo decisamente alto. Lowery scruta il lato oscuro dell'animo umano che si riveste di tessuti per coprire quella nudità interiore atavica la cui percezione la Bibbia attribuisce ad Adamo ed Eva. Recensione ❯
A Perugia, la giovane moldava Rosa Lazar viene trovata viva dopo atroci violenze. Un procuratore e uno psicologo indagano su un caso che svela orrori e verità interiori. Espandi ▽
Periferia di Perugia. In un fosso viene ritrovata una ragazzina che indossa un completo d’alta moda. La polizia sta per portare via il corpo, quando un sospiro la svela ancora viva: si chiama Rosa Lazar, è moldava e non ha nemmeno 16 anni. La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi sono immediatamente chiamati a occuparsi del caso. L’indagine è più complicata del previsto. Apparentemente Illusione è un peculiare detour nella filmografia di Francesca Archibugi ma il focus sulla misteriosa personalità della protagonista adolescente è sicuramente un altro tassello della sua personale affezione al racconto del mondo giovanile ispirato stavolta a un fatto realmente accaduto. Certo a spiazzare è la complessità della narrazione e dei registri utilizzati perché il tentativo, non proprio riuscito, è quello dell’apologo morale attraverso tre (o più?) diverse linee narrative. Recensione ❯
Una fotografia dell'Egitto di oggi che intreccia sapientemente commedia, intrigo politico e denuncia esplicita. Drammatico, Svezia, Francia2025. Durata 127 Minuti.
Il più famoso attore egiziano si trova costretto ad accettare un ruolo che detesta. Espandi ▽
George El-Nabawi è la star più famosa del cinema egiziano. Proprio per questa ragione gli viene chiesto con modalità ricattatorie di interpretare il Presidente Abdel Fatah al-Sisi in un film che inneggi alle sue gloriose gesta. George non può rifiutare anche perché metterebbe in pericolo la vita del figlio ma la sua accettazione non è destinata a semplificargli la vita. Un regista di origini egiziane ma nato in Svezia ci racconta con coraggio e con conoscenza dei generi l’Egitto di oggi. Saleh sa come alternare la commedia a situazioni in cui dominano l’intrigo politico e la denuncia esplicita operando sul cinema nel cinema e mostrandoci come in un regime gli attori possano diventare pedine non intercambiabili ma sicuramente subornabili ai voleri del potere. La scritta finale classica che fa riferimento a fatti frutto della fantasia è una salvaguardia ma non cancella la messa al centro della narrazione di un presidente dittatore di cui si fa nome e cognome. Recensione ❯
Marianne, miliardaria prigioniera del suo impero, si innamora di un artista opportunista. Ma l'amore pagato ha un prezzo, e la figlia non resta a guardare. Espandi ▽
Marianne ‘vende’ cosmetici e bellezza ma sembra aver bruciato la sua in un matrimonio di facciata e in una gabbia di cristallo che un giorno qualcuno frantuma. Il suo impero è assediato da Pierre-Alain Fantin, fotografo e scrittore irriverente e adulatore. Mentre Marianne ricopre d’oro il suo nuovo giocattolo, la famiglia si inquieta e serra i ranghi. Ispirato liberamente (e ferocemente) a l’affaire Bettencourt e al suo capitale di dramma (alto)borghese, La femme la plus riche du monde ribattezza i suoi protagonisti per evitare l’ira degli eredi del marchio L’Oréal e la denuncia del fotografo seduttore. Il film non ha l’ambizione e nemmeno la velleità di fare luce su una causa legale che aveva tutte le carte in regola per affascinare i francesi. Per chi ignorasse questo feuilleton giudiziario, che ha riempito le pagine dei giornali e ingombrato il piccolo schermo al debutto di questo secolo, il film offre un compendio esuberante. Recensione ❯
Da tempo non si vedeva un'adolescenza raccontata in questo modo. Un film pieno di consapevolezza e libertà. Drammatico, Italia, Francia2025. Durata 102 Minuti.
Settembre 2007, Trieste. Fred, unica ragazza in una classe maschile, rompe gli equilibri tra tre amici storici. Per essere accettata, dovrà fare scelte difficili. Espandi ▽
Fred, diciassettenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per spendere il suo ultimo anno di superiori. Si ritrova ad essere l'unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l'attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione sarcastico. I tre si appartengono da sempre. L'arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno dei ragazzi la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro. Recensione ❯
Un dramma insieme familiare ed esistenziale che si schiera contro rigidità ed egoismi, con una regia raffinata e attori convincenti. Drammatico, Spagna2025. Durata 115 Minuti.
Ainara affronta un bivio personale e di carriera, mentre la sua famiglia osserva con crescente preoccupazione le sue scelte. Espandi ▽
Ainara è una diciassettenne che sta vivendo un momento molto delicato. Ha perso sua madre, vive con il padre e le sorelle. All'ultimo anno di liceo però, anziché pensare all'università, chiede di poter passare due settimane con le suore di clausura. Ainara è nel pieno della confusione, ma una cosa sente chiara, il desiderio di affidare la sua vita a qualcosa di più grande.
È un coming of age per nulla banale e di grande spessore, Los Domingos di Alauda Ruiz de Azúa. Tutto il cast si dimostra di assoluto livello.
Il film ha il merito di rivelarsi invece un dramma laico, esistenziale e familiare a un tempo, contenuto e misurato. Mai patetico, sempre coinvolgente e capace di schierarsi da un lato contro dogmi e fanatismi, dall'altro di mostrare con garbo da quanti egoismi e rigidità siano fatti i legami familiari. Recensione ❯
Algeri, 1938. Meursault vive apaticamente finché un delitto commesso su una spiaggia sconvolge la sua esistenza, portandolo verso un destino ineluttabile. Espandi ▽
Algeri, 1938. Meursault (Benjamin Voisin), un giovane sulla trentina, modesto impiegato, partecipa al funerale della madre senza mostrare la minima emozione. Il giorno dopo inizia una relazione con Marie, una collega d'ufficio. Poi riprende la sua vita di tutti i giorni. La quiete quotidiana viene però interrotta dal vicino Sintès (Pierre Lottin) che trascina Meursault nei suoi loschi affari fino a quando, in una giornata torrida, su una spiaggia, accade un tragico evento... Recensione ❯
Jensen prosegue a raccontare il dramma con feroce umorismo, incrementando qualità e complessità della narrazione. Commedia, Drammatico - Danimarca, Svezia2025. Durata 116 Minuti.
Una storia di redenzione, di legami familiari e di ricerca della propria identità. Espandi ▽
Anker esce di prigione, dove ha scontato quindici anni per rapina, con un solo obiettivo: recuperare il bottino, che aveva affidato al fratello Manfred, e sparire dalla circolazione. Nel frattempo, però, le condizioni psicologiche di Manfred, che è sempre stato diverso dagli altri e da piccolo si abbigliava da vichingo, sono peggiorate: ora si fa chiamare John, ruba un cane tutte le volte che ne ha l'occasione, e non ha alcuna memoria (o volontà di dire) dove ha nascosto i soldi. I due fratelli tornano allora nella casa nella foresta della loro infanzia, per disseppellire il famigerato borsone e, con esso, i traumi del passato.
Rispetto ai film precedenti, la macchina cinema si avverte molto più distintamente ora, ma non si sono ridotti né lo standard altissimo della recitazione né l'umanità dello sguardo. Jensen e Mikkelsen evitano in ogni modo che il personaggio di Manfred diventi una macchietta, consapevoli che a cadere sarebbe l'intero castello di carte del film.
Nella vita c'è posto tanto per i Beatles quanto per gli Abba, e quando a tutti manca una rotella a nessuno manca una rotella, e si può seppellire l'ascia di guerra. Recensione ❯
Un film sul rapporto padre-figli che mescola adrenalina e dramma e deve molto allo spessore attoriale di Claudio Santamaria. Drammatico, Sportivo - Spagna, Italia2025. Durata 126 Minuti.
Il rapporto umano tra un padre e suo figlio - un manager e il suo pilota - e tutto ciò che ruota intorno a loro. Espandi ▽
Edu è un giovane pilota motociclistico particolarmente aggressivo di cui nessuna squadra si fida. Eli, team leader dell' Aspar Team in Moto2, gli offre un'opportunità a condizione che sia suo padre, Antonio Belardi, ad allenarlo. Edu non vede il padre da molti anni, un ex pilota che si è ritirato dalle piste dopo aver causato la morte di un altro pilota durante una gara. Sebbene Edu odi il padre per averlo abbandonato, sa che solo con lui potrà aiutarlo a realizzare il suo sogno.
Edu decide quindi di sottoporsi alla rigida disciplina che Antonio gli impone, che prevede tra l'altro di mettere da parte l'amore... Fino a quando non incontra Luna, una giovane artista che ha appena aperto uno studio di tatuaggi proprio sotto casa sua. Recensione ❯
Una morbosa ballata della morte di notevole intensità emotiva e passionale. De Sica definisce l'identità del suo sguardo. Drammatico, Italia, Belgio2025. Durata 90 Minuti.
Ispirato al delitto Casati Stampa (1970), il film racconta una vicenda di passione e morte, tra amori clandestini, eccessi decadenti e sguardi voyeuristici. Espandi ▽
Inizio anni Sessanta. Il marchese Lelio vive con la moglie in una lussuosa villa su un’isola di sua proprietà. È spesso frequentata da gruppi di amici e vengono organizzati dei party. In uno di questi conosce Elena. Tra loro scatta subito il colpo di fulmine. La passione è travolgente. Si sposano e all’inizio sono felicissimi. Poi di colpo tutto finisce. Il gioco si trasforma in ossessione. Ci sono già tutti gli elementi per fare di Gli occhi degli altri un torbido melodramma che s’incrocia con le forme di un thriller che richiama l’anima elegante e decadente del cinema di François Ozon. Filippo Timi sembra essere uscito da un romanzo dell’Ottocento con il fisico di Laurence Olivier. Jasmine Trinca a sua volta buca lo schermo in ogni sguardo, movimento, gesto. Non è solo un film di notevole intensità emotiva e passionale. Rappresenta piuttosto il passo più convinto che definisce l’identità dello sguardo di De Sica. In parte è l’opera della maturità, in parte è l’improvviso slancio sul futuro di un cineasta che (ancora) crede in modo convinto alla bellezza e all’ipnosi del cinema. Recensione ❯
In perfetto equilibrio tra fiaba e realtà, un esordio che dimostra che il particolare può avere una risonanza universale. Drammatico, Iraq, USA, Qatar2025. Durata 102 Minuti.
Nell'Iraq di Saddam, la piccola Lamia deve trovare gli ingredienti per la torta del presidente, pena il carcere o la morte. Un'impresa di sopravvivenza. Espandi ▽
Primavera 1990. Sull’Iraq pesano le sanzioni dell’ONU. Eppure, nonostante la carestia, come ogni anno, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio festeggiare il compleanno del presidente Saddam Hussein. L’ingrato compito tocca in sorte a Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna in una casa galleggiante di fango e giunchi. Le due donne partono, dunque, all’alba alla volta della città per procacciarsi gli ingredienti necessari per la torta del presidente, in compagnia di Hindi, un gallo che Lamia porta sempre con sé nel marsupio e che considera il suo migliore amico. Hasan Hadi, procedendo a partire da un personale ricordo d’infanzia, instaura una premessa che sa immediatamente di paradosso e dunque contiene in sé tanto il motore di una possibile commedia quanto la natura dell’impresa impossibile tipica della fiaba, ma di fatto fotografa una drammatica realtà. La torta del presidente è anche la dimostrazione che il particolare, quando sincero e sentito, ha risonanza universale. Recensione ❯
Un doc toccante su un'immortale figura dal fascino magnetico. Con una voce vertiginosa che risuona nel vuoto della sua assenza. Documentario, USA2025. Durata 106 Minuti.
Amy Berg dirige un documentario sulla vita del cantautore americano Jeff Buckley, con materiali inediti e testimonianze intime. Espandi ▽
La parabola di Jeff Buckley è materia da romanzo. Gentile e disponibile dove il padre era scostante, innamorato di un rock aperto e contaminato - un improbabile quanto elettrizzante incontro tra Nina Simone e i Led Zeppelin -, Jeff sembrava voler scrivere una storia completamente diversa. Eppure, il destino avrebbe finito per accomunarlo al padre nella stessa aura tragica, segnata da una fine prematura.
Il documentario di Amy Berg, già autrice del toccante ritratto di Janis Joplin in Janis: Little Girl Blue, chiarisce fin da subito il proprio intento: non ricostruire semplicemente il mito di Jeff Buckley, ma avvicinarsi all'uomo dietro la leggenda.
Il film restituisce la complessità di una figura che continua a esercitare un fascino quasi magnetico, proprio perché incompiuta. Come se la sua voce - limpida, fragile, vertiginosa - continuasse a risuonare nello spazio lasciato vuoto dalla sua assenza. Recensione ❯
Inconsueto psycho-thriller dai risvolti inquietanti. Una nuova conferma del talento multiforme di Osgood Perkins. Horror, USA, Canada2025. Durata 99 Minuti.
In una baita isolata, Liz e Malcolm si godono il loro weekend fuori porta. Ma presenze inquietanti e un legame oscuro con la foresta iniziano a emergere. Espandi ▽
Liz ha accettato di buon grado di trascorrere un tranquillo weekend con il nuovo fidanzato, Malcolm, di professione dottore, nel suo isolato chalet tra i boschi. La prospettiva è quella di un romantico tête-à-tête, ma le cose sono ben presto scombinate dall'improvvida irruzione del cugino Darren. Dopo una notte agitata, il giorno successivo Malcolm deve lasciare da sola Liz nello chalet. Liz prende di buon grado l'assenza di Malcolm, ma, rimasta sola, si trova a fronteggiare presenze inaspettate e minacciose.
Dopo aver adottato i toni della vivace commedia macabra per lui piuttosto inconsueti con The Monkey, Osgood Perkins torna a tematiche più rarefatte e intimistiche pur restando fermamente all'interno dei confini del genere horror.
Perkins si conferma autore interessante nel panorama dell'horror contemporaneo: qui, lavorando per sottrazione e con grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi principali, gestisce con stile raffinato ed elegante un racconto lineare e scorrevole dando adeguato risalto, grazie anche alla buona qualità degli effetti speciali, ai risvolti visuali dell'inquietante finale. Recensione ❯
Il dodicenne Nanning vive la caduta del nazismo in una piccola isola sul Mare del Nord. Espandi ▽
Isola di Amrum. Primavera 1945. Sono gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale e già si avverte che il nazismo sta per essere sconfitto. Il dodicenne Nanning ha il padre al fronte e una madre fervente nazista che soffre anche fisicamente per quanto sta accadendo. Il bambino cerca di comprendere quanto accade. Fatih Akin per la prima volta dirige una sceneggiatura che non nasce direttamente da una sua idea ma riesce a farla pienamente propria. Il film infatti ha origine da uno script del regista Hark Bohm che, vistosi nell’impossibilità fisica di dirigerlo, ha accettato la proposta di Akin di rivedere insieme il testo per poi portarlo sullo schermo. Akin ci consente di leggere una caduta dal supposto paradiso dell’ordine costituito ed imposto vissuta da chi indossa ancora la divisa della Hitlerjugend e che non può non avere introiettato il veleno dell’ideologia. Recensione ❯
Il riesame e il controllo editoriale dei contenuti del presente sito sono affidati al team di MYmovies e al direttore responsabile.
Per contatti, scrivere al seguente indirizzo email: live@mymovies.it