Still Life

Film 2006 | Drammatico 108 min.

Titolo originaleSanxia haoren
Anno2006
GenereDrammatico
ProduzioneCina
Durata108 minuti
Regia diJia Zhang-Ke
AttoriZhao Tao, Han Sanming .
Uscitavenerdì 23 marzo 2007
TagDa vedere 2006
DistribuzioneLucky Red
MYmonetro 3,20 su 49 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jia Zhang-Ke. Un film Da vedere 2006 con Zhao Tao, Han Sanming. Titolo originale: Sanxia haoren. Genere Drammatico - Cina, 2006, durata 108 minuti. Uscita cinema venerdì 23 marzo 2007 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 3,20 su 49 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In un villaggio sommerso dall'acqua, un uomo cerca la figlia mai incontrata, e una donna il marito che non vede da anni. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, In Italia al Box Office Still Life ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 291 mila euro e 85,2 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,20/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,53
PUBBLICO 2,81
CONSIGLIATO SÌ
Con una tecnica magistrale, contrasto di antico e moderno, reale e surreale, Jia Zhang-ke racconta la deriva verso l'assurdo della Cina.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 6 settembre 2006
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 6 settembre 2006

Han Sanming intraprende un lungo viaggio in nave, tra mille pericoli e difficoltà, per raggiungere la moglie fuggita sedici anni fa, ma la casa a Fengjie in cui viveva non esiste più, inondata in conseguenza della costruzione della diga delle Tre Gole. Nello stesso luogo Shen Hong ritrova il proprio marito, sparito da due anni, per scoprire un'amara verità.
Un carrello orizzontale, lento ma insistente, è solo il primo dei movimenti di macchina con cui Jia Zhang-ke racconta l'evoluzione irreversibile del proprio Paese. Srotolando l'immagine come in un antico dipinto, Jia utilizza due vite parallele per sviscerare ciò che le unisce, accomunandole così ai milioni di micro-tragedie che costellano la più popolosa nazione al mondo. Il paesaggio delle Tre Gole diviene il teatro dello sconvolgimento dell'umano in favore del meccanico, dello schiacciamento dell'individuo in favore di una presunta collettività, della tradizione gettata via come un orpello per inseguire il progresso. Un ponte inutilmente illuminato finisce così per contare molto più degli operai che l'hanno costruito, a prezzo della loro vita o della loro integrità fisica. L'oggetto vince costantemente e inesorabilmente sulla persona, al punto tale che la struttura stessa di questa vera e propria Natura Morta (come da titolo internazionale dell'opera) viene quadripartita in base a delle cose, ad elementi apparentemente anonimi della quotidianità: Sigarette, Liquore, Tè e Dolciumi. Beni di lusso nella mentalità della Cina pre-Deng Xiaoping trasformati in ancore di salvezza che ricordano all'uomo di essere tale, che gli donano un'identità in un mondo che mescola indissolubilmente macerie, lavoro e morte. Il fortissimo contrasto su cui Jia si concentra viene esaltato dalla tecnica magistrale di ripresa, già caratteristica del suo lavoro, che in Still Life acquisisce una nuova maturità, aiutata dalla fotografia al solito straordinaria del fido Yu Li-kwai. I paesaggi naturali, che sanno di tradizione millenaria e di antico splendore, sono spezzati da costruzioni sgradevoli e dalle demolizioni delle stesse, in un'insensata coazione a ripetere, talmente assurda da sfociare nel surreale. Inaspettato e forte di un simbolismo che unisce immediatezza e sintesi metaforica, l'intervento dell'inspiegabile, a metà tra onirico e fantascientifico, spezza il ritmo della narrazione, ne rimescola le carte, si apre a nuove interpretazioni, ma in fondo si amalgama perfettamente con il nonsense che avviene nelle Tre Gole. Dove la Cina è (forse) cresciuta ma il calvario dei cinesi ha raggiunto un possibile punto di non ritorno.

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Natura morta in terra desolata.
Recensione di Chiara Renda

Due tristi storie d'amore e lontananza. Nel villaggio di Fengjie, luogo desolato e sommerso dall'acqua a causa della costruzione della diga delle Tre Gole, Han Sanming è un uomo che giunge con l'obiettivo di ritrovare la figlia che non ha mai visto, ma si ritrova a lavorare come demolitore per potersi permettere il soggiorno. Shen Hong invece è un'infermiera alla ricerca del marito (ingegnere a Fengjie) che non vede da due anni e sul quale scoprirà verità poco piacevoli che la porteranno a un'importante scelta di vita.
Due tristi storie d'amore narrate con uno stile essenziale e minimalista fanno da contrappunto a uno spaccato sulla realtà sociale della Cina odierna, ritratta dal regista cinese di Dong (documentario presentato a Venezia nella sezione Orizzonti) attraverso i toni spenti e opachi di un paesaggio grigio e umido, specchio delle due anime inquiete protagoniste del film.
In questo scenario arido, quasi apocalittico, ritratto dal regista con timore e sentita partecipazione attraverso una macchina da presa delicata e spesso immobile, si consumano due storie sommesse, sussurrate e silenziose. La camera segue il tono emotivo, sempre contenuto, della vicenda, accordandosi ai sentimenti di due protagonisti che mai urlano il proprio dolore; ma l'impressione che deriva da queste immagini suggestive e poetiche (come quella finale che ritrae un equilibrista sospeso sullo sfondo di uno scenario desolato) è di generale e diffusa freddezza. Freddezza che, insieme all'acqua che ha sommerso il villaggio di Fengjie, pare aver investito il cuore dei suoi abitanti e dei due visitatori.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Con attori non professionisti. Leone d'oro a sorpresa a Venezia 2006, il 5° film del giovane Zhang-ke (attivo dal 1998) comincia con un piano-sequenza circolare su un battello in navigazione sullo Yangtze, il più lungo fiume asiatico (6300 km) in vista di Fenjie, antica città in via di demolizione: sarà sommersa nell'ambito del progetto idrico Tre Gole che prevede la costruzione di una grande diga e la formazione di un lago di 650 kmq, rendendo obbligatorio il graduale trasferimento di un milione di cinesi. Diventerà la centrale elettrica più grande del mondo. Quel piano-sequenza è seguito da molti altri, di durata varia, tutti funzionali ai personaggi e alla narrazione. Zhang-ke è un narratore che toglie invece di mettere; ha un gusto figurativo raffinato e un passo lento, ma non è affatto un esteta esibizionista. Lavora con telecamere digitali, pochi mezzi e attenzione alla gente comune. Anche qui, come nei suoi 4 film di fiction precedenti, si cimenta con un tema centrale: il costo del progresso tecnico, le conseguenze, in termini umani, della rapida modernizzazione industriale in atto nella Repubblica Popolare. Non dimostra: mostra. Non denuncia: riflette, compiange, condivide. È un film corale con due personaggi: un minatore che si reca a Fenjie per cercare moglie e figlia che non vede da 16 anni; una giovane infermiera che vuole incontrare il marito, da due anni assente da casa. Due storie, due epiloghi diversi che permettono a Zhang-ke, anche sceneggiatore (con Sun Janmin, Guan Na) di confrontare due condizioni socioculturali, popolare e borghese, in dialoghi (sottotitolati) ridotti al minimo. Diviso in 4 capitoli (Sigarette, Liquori, Tè, Caramelle) e sostenuto da un realismo quieto e puntiglioso, ha sussulti e aperture quasi magiche. E un finale di significativa bellezza.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 29 settembre 2015
laurence316

5° film del regista Zhang-ke (in Italia comunque ancora alquanto sconosciuto), Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, Still Life (in originale Sānxiá hǎorén, ovvero, letteralmente, "La brava gente delle Tre Gole") ruota attorno ad un tema centrale e assolutamente attuale e pressante: il costo della modernizzazione e industrializzazione in atto ormai [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 luglio 2011
Folignoli

Ci ho messo tutta la buona volontà per farmi piacere questo film, vincitore di Venezia 2006, ma non ce l'ho propria fatta. E non si tratta nemmeno del fatto che è lento: ci sono tanti film lenti ma bellissimi. Ci sono tanti film lenti ma pieni di atmosfera. Still Life è un film amatoriale. Il Festival di Venezia, premia solo le intenzioni del film.

martedì 10 maggio 2016
Plexone

Ma di che stiamo parlando, per favore non mescoliamo Tartufi e patate, Ken Loach non si puo' insultare cosi'

martedì 10 maggio 2016
Plexone

perdonami, forse un film meritevole di denuncia! Ddopo 40 anni di frequentazione piuttosto assidua delle sale cinematografiche, questo e' uno dei pochi film in cui mi sono sentito preso per i fondelli e sono dovuto uscire

giovedì 10 maggio 2012
MYDEARASIA

....forse i paesaggi? Forse le due storie d'amore/non amore? apparentemente è forte e dominante il paesaggio  che dalla prima all'ultima scena descrive la morte di una città, la morte della speranza degli abitanti ad una vita normale, la morte dei ricordi, la morte della voglia di amare. ma in realtà le storie, seppur apparentemente deboli di fronte alle macerie [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Davide Turrini
Liberazione

A Gianni Amelio le autorità cinesi hanno chiesto dimostrare il meno possibile gente in bicicletta con la mascherina per via dell'inquinamento. Jia Zhang-Ke per inquadrare la monumentale presenza della Diga delle Tre Gole non ha avuto nessun problema. Ecco la grande opera che il governo cinese ha fortemente voluto: lunga due chilometri e mezzo, alta nel suo punto massimo 185 metri, un invaso che si [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Il film di Jia Zhangke arriva nelle sale italiane con i favori e gli onori dell'ultimo festival di Venezia che lo ha incoronato Leone d'oro. Speriamo che qualcuno lo vada a vedere, a risarcimento del colpevole silenzio della stampa che in quei giorni lagunari non s'accorse della gemma selezionata "a sorpresa" dal direttore Muller. D'altronde proprio a Venezia il cinese Jia Zhangke ha visto debuttare [...] Vai alla recensione »

Serafino Murri
XL

Con l'ultra-indipendente Zhang-Ke, conquistatore dell'ultimo Leone d'oro a Venezia, va in scena un'umanità operaia rassegnata a tutto come gli automi di Metropolis. Due storie d'amore perdute nei gorghi della povertà, in una città in via d demolizione per far posto a un'enorme diga. I cibi e le bevande senz'anima (still life) che un protagonista porta nella borsa e dona a chi incontra per poterci comunicare [...] Vai alla recensione »

Francesco Bolzoni
Avvenire

Ai 21 film del concorso se ne è aggiunto un altro. È il film sorpresa, di produzione cinese. Si intitola all'inglese Still Life e lo ha diretto Jia Zhang-Ke, una vecchia conoscenza del Lido. Venne qui nel 2000; ci tornò nel 2004 ed ebbe sempre buone accoglienze. Le meritava anche come esponente di quel cinema indipendente che, in Cina, non sempre ha avuto l'avallo dei dirigenti del partito comunista. [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Entrato in gara alla Mostra di Venezia quasi clandestinamente sotto l'etichetta di «film sorpresa», Still Life di Jie Zhang-Ke ne è uscito vincitore davvero a sorpresa (ma non tanto, considerata la strategia filocinese del direttore Marco Muller), strappando il Leone a concorrenti più meritevoli. Si tratta comunque di una pellicola interessante, soprattutto per il realismo dell'ambientazione in un [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

A Venezia era il film-sorpresa, lo videro in pochi e vinse il leone d'oro. Meritato: come molti grandi cineasti Jia Zhang-Ke incrocia finzione e documentario. Prima di ogni suo film (vedi il magnifico Platform), c'è sempre un luogo, un mondo che cambia. In Still Life è la città vecchia di Fengjie, nella regione delle Tre Gole, dove proseguono i lavori della diga più grande della Cina, avviati da Mao [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Il Leone d'oro, scommessa alta di un già magnifico palmarès, alla scorsa Mostra del cinema di Venezia aveva avuto l'effetto di una deflagrazione lasciando stupiti (e anche impreparati) la maggior parte dei giornalisti presenti al Lido. Ora Lucky Red fa arrivare sugli schermi italiani Still life, un film da non perdere anche se probabilmente la versione doppiata non renderà giustizia alla passione con [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Bella sorpresa il «film sorpresa» del concorso. «Nessuno dovrebbe dimenticare il proprio passato» dice un personaggio di Still life del cinese Jia Zhang-Ke, offrendo la chiave del film. Ambientato in una zona della Cina dalla quale passa anche il film di Amelio La stella che non c'è, le «tre gole» sul Fiume Azzurro dove la modernizzazione sta prendendo la forma di una colossale diga («il sogno di generazion [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

La maggiore opera pubblica della Cina dopo la Grande Muraglia, voluta da Sun Yat-Sen, iniziata da Mao, in parte entrata in funzione nel 2006 dopo oltre un secolo di lavori, è il progetto idrico delle Tre Gole inteso a controllare le rovinose inondazioni nella valle dello Yangtze, il Fiume Azzurro: la diga più grande del mondo, un lago di 650 chilometri, la più potente industria elettrica.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

È il film cinese premiato l'estate scorsa alla Mostra di Venezia con il Leone d'Oro. Lo firma Jia Zhang-Ke, un autore di serie qualità, conosciuto e apprezzato soprattutto nei festival, non solo a Venezia, per ben tre volte, ma anche a Cannes e a Berlino. Di sfondo, ma spesso incombenti, i lavori di quella gigantesca diga sullo Yangtze, il fiume più lungo di tutta l'Asia, che durano da quarant'anni [...] Vai alla recensione »

Gary Goldstein
The Los Angeles Times

The Chinese drama "Still Life" is as inert as its title may suggest. Though set against one of the world's most striking redevelopment projects, the construction of the Three Gorges Dam to control Yangtze River flooding, the personal tales at the film's core unfold at such a painfully slow pace that even the breathtaking views of majestic Central China can't overcome the lethargy.

Manohla Dargis
The New York Times

A modern master of postmodern discontent, Jia Zhang-ke is among the most strikingly gifted filmmakers working today whom you have probably never heard of. During the past decade he has made some half-dozen documentary-inflected fictions and several documentaries that weigh the human cost of China’s often brutal, dehumanizing shift from state-controlled communism to state-sanctioned capitalism, a price [...] Vai alla recensione »

Dennis Lim
The New York Times

IN the movies of Jia Zhang-ke, it can often seem that all of modern China is a ready-made film set. Either that or Mr. Jia has an uncanny gift for the metaphorically charged location. His films have taken place within the plastic confines of an Epcot-like Beijing theme park (“The World”), amid the forlorn public spaces of a declining post-industrial city (“Unknown Pleasures”) and in an ancient riverside [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Abituati da spettatori italiani all'impaccio paragovernativo di Zhang Yimou, residuato cultural cinematografico della cosiddetta quinta generazione del cinema cinese (quella che ingloba anche Chen Keige per intenderci), il pubblico d'Italia potrà gustarsi in sala, la gemma creata da Jia Zhang- Ke, uno degli indipendenti cineasti "arrabbiati" della sesta generazione: Still life che letteralmente dal [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Sicuramente meno popolare di altri registi cinesi, Jia Zhangke è però ben conosciuto dai frequentatori della Mostra di Venezia dai tempi (2000) dell'affascinante Plaftorm, e il Leone d'Oro per Still Lite, accolto con un certo stupore, è in realtà un giusto riconoscimento alla sua acuta capacità di indagare i cambiamenti della Cina contemporanea. La grande rivoluzione economica in atto è perfettamente [...] Vai alla recensione »

Marco Lodoli
Diario

Still Life, il film di Jia Zhang-Ke che ha vinto l'ultimo Leone d'Oro, potrebbe tornare utile a qualche professore di Lettere impegnato a spiegare ai ragazzi il «correlativo oggettivo», ovverosia la corrispondenza tra un paesaggio esterno e un paesaggio interiore. Di solito lo si affronta parlando di Montale, si evidenzia la natura brulla e avara e resistente della costa ligure che appare nei versi [...] Vai alla recensione »

Derek Elley
Variety

Il film che a sorpresa ha vinto il Leone d'oro a Venezia non riserva grandi sorprese. Fedele al suo titolo, Still Life è un altro sguardo lento e contemplativo al malessere spirituale ed emotivo nella Cina di oggi. La storia, realizzata quasi come un documentario, racconta la vita degli abitanti di una piccola città che, a causa della diga delle Tre gole, verrà completamente sommersa dalle acque del [...] Vai alla recensione »

winner
leone d'oro
Festival di Venezia
2006
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