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lizzy
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sabato 18 luglio 2026
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la noiosa pesantezza del vivere...
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Ozon non si smentisce: il suo tocco riesce anche dove più blasonati registi hanno fallito miseramente (Luchino Visconti) e porta all'attenzione dello spettatore uno spettacolo assolutamente "asettico" e distaccato come più non si può.
Tutta l'opera, proveniente da un libro, si basa esclusivamente su certa umana indolenza: una condizione di fronte alla quale molti di noi non sentono nessuna attrattiva quasi verso nulla (a parte sesso, cibo e quant'altro gli "istinti primari" ci obbligano a sentire) e riescono a vivere una vita squallida senza mete e senza reali soddisfazioni se non quelle effimere ottenute con le cose di cui sopra.
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Ozon non si smentisce: il suo tocco riesce anche dove più blasonati registi hanno fallito miseramente (Luchino Visconti) e porta all'attenzione dello spettatore uno spettacolo assolutamente "asettico" e distaccato come più non si può.
Tutta l'opera, proveniente da un libro, si basa esclusivamente su certa umana indolenza: una condizione di fronte alla quale molti di noi non sentono nessuna attrattiva quasi verso nulla (a parte sesso, cibo e quant'altro gli "istinti primari" ci obbligano a sentire) e riescono a vivere una vita squallida senza mete e senza reali soddisfazioni se non quelle effimere ottenute con le cose di cui sopra.
Qua il protagonista nemmeno si sforza di prepararsi un buon pasto, ma si approfitta di cibo cucinato o offerto da altri. Egli si accoppia anche con profitto con la bella signorina che lo tampina, ma aldilà del momento stesso e del coito finale se ne disinteressa alquanto.
Anche la situazione della perdita della anziana genitrice: non è la mancanza di lacrime quel che mi ferisce del comportamento di Meursault (anche io non piango e non faccio scene di fronte certe situazioni, pur tuttavia vivo esse con mille emozioni dentro di me, ma il suo atteggiamento di totale straniamento dai luoghi, dalle persone, dai riti religiosi e da tutto quel che il momento funebre ha comportato.
Si, io conosco molta gente come Meursault: persone che respirano grazie al gran simpatico, che lavorano per pagare le bollette, che mangiano per non cadere a terra senza forze...
Ma anche se vincessero ad una lotteria, se incontrassero per primi degli alieni o se si trovassero di fronte eccezionali meraviglie non batterebbero ciglio.
Amore, odio... non sanno cosa siano. Vivono giornalmente come certi vermi che strisciano nel terreno e passano la vita strisciando qua e la.
Ma i vermi a qualcosa pur servono, magari anche solo per pescare o per far concime.
I vari Meursault (maschi, femmine e x) non servono invece a nulla, se non solo a far danni alla Società o a passare una vita da parassiti approfittando delle risorse sociali che riescono ad ottenere.
Meursault non è un eroe, ma non è nemmeno una vittima.
Meursault "non è".
E questo film ne è la totale disanima.
Ottimo il bianco e nero che riporta, anche idealmente, ai tempi in cui è ambientata la storia.
Ci sono anche timidi riferimenti politici a certo razzismo francese (qua gli algerini sono considerati evidentemente molto inferiori, ma nessuno pare interessarsene, nemmeno loro che vivono, quantomeno nel film, assuefatti e rassegnati la cosa).
Molto bravi gli attori e lo stesso Voisin è un Meursault perfetto: meschino e "estraneo" quanto basta.
Il finale credo resti aperto: verrà eseguita la condanna? No? Chi può dirlo.
Certo che a Meursault la cosa non interesserà e forse, addirittura, attenderà in silenzio la "fine" perchè tanto... non vale la pena vivere.
P.S. Ma tanto Meursault è apatico e si capisce il suo comportamento quanto, di contro, è incomprensibile la gestione del rapporto di Marie: o lei è una pazza totale o pensa che basti essere sposata con una persona qualunque, fosse questa anche un delinquente.
Che più di osservare il comportamento di Meursault io preferirei tenere il focus su Marie: la cosa più lontana da una donna libera, indipendente e dignitosa che si possa immaginare...
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la criticadora de pelicula
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domenica 12 luglio 2026
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ozon-terapia
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Nel desolante panorama delle riproposte cine-estive, finalmente una bella "boccata di Ozon". Il regista affronta il celebre romanzo di Camus e ne confeziona una traduzione molto convincente. "L'étranger" è un film in bianco e nero, dall' atmosfera raffinata e sensuale, dove l' estetica e la ricostruzione del periodo storico sono curate nei minimi particolari. Il protagonista è un giovane francese piuttosto asettico, abitante nella città di Algeri durante il periodo coloniale. Azzardando lo si direbbe una sorta di scrivano Bartleby, privo di ambizioni e anticonformista.
Il "preferirei di no" del personaggio di Melville è qui espresso con la frase "non saprei", che il trentenne pronuncia spesso, vivendo alieno alla società, disconoscendone convenzioni e senso comune.
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Nel desolante panorama delle riproposte cine-estive, finalmente una bella "boccata di Ozon". Il regista affronta il celebre romanzo di Camus e ne confeziona una traduzione molto convincente. "L'étranger" è un film in bianco e nero, dall' atmosfera raffinata e sensuale, dove l' estetica e la ricostruzione del periodo storico sono curate nei minimi particolari. Il protagonista è un giovane francese piuttosto asettico, abitante nella città di Algeri durante il periodo coloniale. Azzardando lo si direbbe una sorta di scrivano Bartleby, privo di ambizioni e anticonformista.
Il "preferirei di no" del personaggio di Melville è qui espresso con la frase "non saprei", che il trentenne pronuncia spesso, vivendo alieno alla società, disconoscendone convenzioni e senso comune.
La morte della madre lo lascia pressoché indifferente: giunto alla morgue si rifiuta di guardare il volto prima che la bara venga sigillata, perché sostiene essere inutile. Niente lo commuove. Il giorno dopo il funerale, come nulla fosse, si intrattiene in piscina con una ragazza e inizia a frequentarla senza impegnarsi più di tanto.
È lo straniero, l' outsider, il cinico, il diverso, che si lascia apaticame invischiare da un amico nei suoi loschi affari, e, in un giorno di grande caldo, uccide un uomo senza provare emozione alcuna.
Rinchiuso in cella e messo a processo dirà che è stato per via del sole accecante, provocando lo sdegno dell' uditorio, già scandalizzato dalla sua insensibilità nei confronti della madre morta.
La morale comune, colonialista, lo condanna più per la sua indifferenza e mancanza di empatia che per l' omicidio di un nativo: un arabo considerato, come tutti gli indigeni, pari a zero.
La pellicola è senza dubbio uno dei migliori film di F. Ozon. Visto all' aperto, in una sera di caldo tropicale, colpisce e coinvolge profondamente, smuovendo numerosi interrogativi sul senso dell' esistenza, sul concetto di libertà e infine sull' essere stranieri a sè stessi e agli altri.
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foffola40
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mercoledì 22 aprile 2026
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nichilista e desolante
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immagini in bianco e nero molto belle e suggestive, attori efficaci ma la filosofia della vita non si adatta alle immagini cinematografiche nonostante le capacià del regista e degli attori. Per comunicare queste tematiche il libro è il luogo giusto, le immagini danno già un' interpretazione dello sceneggiatore e del regista e noi spettatori siamo i destinatari dii visioni soggettive molto lavorate. Foffola40
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nino pellino
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domenica 19 aprile 2026
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killing an arab
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Questo film del regista François Ozon evidenzia piuttosto bene la psicologia del personaggio alienato e indifferente alla società che lo circonda così come ci è stato descritto nel famoso romanzo del Novecento di Camus. La storia che è ambientata negli anni '30 ha come protagonista Mersault, un tranquillo impiegato di origine francese che vive in terra algerina per motivi di lavoro. Non potendo mantenere economicamente sua madre, egli è costretto, nel tempo, a chiuderla in un ospizio dove l'anziana donna passerà gli ultimi anni della sua vita fino all'arrivo della morte al cui funerale però il figlio si mostra impassibile e indifferente, così come avverte indifferenza per ogni avvenimento o rapporto sociale che caratterizzerà la sua vita.
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Questo film del regista François Ozon evidenzia piuttosto bene la psicologia del personaggio alienato e indifferente alla società che lo circonda così come ci è stato descritto nel famoso romanzo del Novecento di Camus. La storia che è ambientata negli anni '30 ha come protagonista Mersault, un tranquillo impiegato di origine francese che vive in terra algerina per motivi di lavoro. Non potendo mantenere economicamente sua madre, egli è costretto, nel tempo, a chiuderla in un ospizio dove l'anziana donna passerà gli ultimi anni della sua vita fino all'arrivo della morte al cui funerale però il figlio si mostra impassibile e indifferente, così come avverte indifferenza per ogni avvenimento o rapporto sociale che caratterizzerà la sua vita. Solo la nascita di un amore nei confronti di una sua amica di nome Marie, che rivede per caso su una spiaggia della zona, susciterà in lui qualche emozione e un'apparente linfa vitale, ma si tratta di sensazioni che stimolano più che altro una sua breve, momentanea distrazione dal suo perenne concetto che ha della vita e del suo radicato senso di estraneità da ogni convenzione sociale. Perfino quando sarà portato in Tribunale per essere processato a causa di un omicidio da lui commesso sulla spiaggia ai danni di un giovane arabo per difendere un suo amico da un giro di malaffafre e di prostituzione, il grave avvenimento non susciterà in lui nessuna sensazione e soprattutto nessun pentimento. Il regista Ozon pertanto, con l'aggiunta di qualche sua libertà artistica e variazione di tema, è riuscito nell'impresa di aver saputo tradurre l'essenza narrativa del romanzo "Lo straniero" nelle bellissime ed evocative immagini in bianco e nero di questo film e soprattutto di aver saputo enfatizzare la psicologia di un personaggio così complesso e di non facile comprensione.
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rotra
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martedì 14 aprile 2026
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un bellissimo fashion film
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Un bellissimo fashion film che c'entra poco con le atmosfere del libro. Uno dei romanzi simbolo della letteratura del Novecento, diventa la storia di un omicida: un arabo viene ucciso per vendicare l’aggressione a un amico.
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Un bellissimo fashion film che c'entra poco con le atmosfere del libro. Uno dei romanzi simbolo della letteratura del Novecento, diventa la storia di un omicida: un arabo viene ucciso per vendicare l’aggressione a un amico. Un fatto di cronaca dai contorni strani dovuti alla personalità bizzosa e apatica dell’assassino. L'attore scelto per il personaggio di Meursault sembra un modello uscito da una pubblicità di Dolce & Gabbana e la sua fidanzatina Marie è una bellissima Rebecca Marder che ha troppo spazio nella vicenda, giusto per rendere più piccante la storia. Ma tutto il fascino del romanzo si perde. Meursault sembra un depresso o piuttosto uno che provoca gli altri per il gusto di sconcertare. Mille miglia lontano dal personaggio complesso e magnetico di Camus in cui ritroviamo gli stessi nostri interrogativi irrisolti: vale la pena vivere? Se sì, perché?
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gabriele lugli
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domenica 12 aprile 2026
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ozon, camus sarebbe orgoglioso!
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Un film dal grande impatto emotivo che analizza la più profonda questione della nostra esistenza. Ozon porta sul grande schermo “Lo straniero” di Camus, ritenuta una tra le opere letterarie più importanti e brillanti dell’ultimo secolo.
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Un film dal grande impatto emotivo che analizza la più profonda questione della nostra esistenza. Ozon porta sul grande schermo “Lo straniero” di Camus, ritenuta una tra le opere letterarie più importanti e brillanti dell’ultimo secolo. Assolutamente vincente la scelta fotografica bicolore in bianco e nero, non solo per permettere allo spettatore di immergersi appieno nel contesto storico novecentesco di un Algeri spaccata tra i coloni francesi e gli indigeni africani, ma anche per trasmettere al pubblico il vuoto interiore, la noia e l’indifferenza di Meursault nei confronti di chi e ciò che lo circonda.
Non è un film commerciale. Cinematograficamente parlando è da applausi perché se si considera la fotografia, la sceneggiatura, la scenografia e soprattutto le ambientazioni scelte si può ritenere che siano tutte vincenti. Gli interpreti sono veramente talentuosi ed incarnano alla perfezione i tratti caratteriali e fisici dei personaggi che Camus vuole mettere in scena.
Film ben riuscito e che si merita una grande attenzione mediatica.
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athos
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sabato 11 aprile 2026
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un uomo che dice no
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Dai ricordi giovanili esce la frase che un uomo in rivolta è un uomo che dice no. E su ciò gira questo film in bianco e nero, bello, intenso e con un finale filosofico che ho recepito fino a un certo punto. Rimane il mistero della vita e di tutto ciò che gira intorno e della moltitudine dei significati che ognuno di noi da ad essa. Ozon è sempre un maestro e gli attori, dal primo all'ultimo, sono bravissimi.
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astrea
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martedì 7 aprile 2026
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old style
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Regista coraggioso, osa andare contro gusti, linguaggi, stili e contenuti mainstream, recuperando uno stile cinematografico di anni 40 del novecento. Un bianco e nero di sapore bergmaniano, tematiche critptiche, narrazione statica, il tutto condito dallo straziante richiamo del muezzin che si ripete ogni tanto, come a sottolineare, se ce ne fosse bisogno, la straniante e angosciosa realtà. Stesse impressioni ricavai dalla lettura del libro, che ai miei verdi anni lessi e mi lasciò un senso di desolazione senza speranza. Assai bravo il protagonista, maschera perfetta per un personaggio disturbante.
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miguel angel tarditti
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lunedì 6 aprile 2026
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uno straniero nel mondo
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CAMUS, OZON, UN CAST SPLENDIDO,UNA ILLUMINAZIONE. BIANCO E NERO MERAVIGLIOSA FANNO QUESTO PERSONAGGIO UN EMBLEMA DEL UOMO INDIFERENTE AI SENTIMENTI DELLA VITA. O MEGLIO A CERTI SENTIMENTI VALORIZZANDO ALTRI IN MODO SIGNIFICATIVO. UNO STRANIERO IN UN MONDO AL CHE SEMBRA NON INTERESSARSI FORSE PER NICHILISMO, FORSE PER DISINCANTO, SICURAMENTE PER MANCANZA DE EMPATIA OLISTICA.
MAGNIFICO. MI PARE UN CAPOLAVORO IN TUTTE LE SUE VOCI, PARTENDO DA CAMUS, SEGUENDO DALLA PRECISIONE DI OZON E DALLA MERAVILLA DEL CASTING MASCULINO, INPERDIBILE.
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peer gynt
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giovedì 4 settembre 2025
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un romanzo ben tradotto in film
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In un bianco e nero luminoso, Ozon trascrive fedelmente il romanzo di Camus (uscito nel 1942) evidenziando, specie nella parte processuale, ciò che la società francese dell'epoca (tardi anni '30 del secolo scorso) considera il peccato più grave di questo singolare personaggio, Meursault, colui che è estraneo alle leggi e alla società dell'uomo: non tanto l'aver ucciso un uomo, un arabo, a sangue freddo e senza motivo, ma l'essersi dimostrato insensibile e privo di empatia in occasione del funerale della vecchia madre. Meursault (un ottimo Benjamin Voisin), nella sua condizione di indifferente a tutto, non prende posizione nemmeno di fronte ai due grandi perni della vita umana: l'amore e la morte.
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In un bianco e nero luminoso, Ozon trascrive fedelmente il romanzo di Camus (uscito nel 1942) evidenziando, specie nella parte processuale, ciò che la società francese dell'epoca (tardi anni '30 del secolo scorso) considera il peccato più grave di questo singolare personaggio, Meursault, colui che è estraneo alle leggi e alla società dell'uomo: non tanto l'aver ucciso un uomo, un arabo, a sangue freddo e senza motivo, ma l'essersi dimostrato insensibile e privo di empatia in occasione del funerale della vecchia madre. Meursault (un ottimo Benjamin Voisin), nella sua condizione di indifferente a tutto, non prende posizione nemmeno di fronte ai due grandi perni della vita umana: l'amore e la morte. Considera il matrimonio con la fidanzata una cosa priva di importanza e poi, durante il processo, quasi non si difende, imputando al caso e al sole la colpa dell'omicidio da lui commesso. Eppure questa vita che per lui non ha importanza sembra mancargli, quando è in carcere alla viglia della sua condanna a morte, e lo si capisce dalla discussione esagitata che ha con il prete: un pò come succede a quel personaggio minore, Santorino, il vecchio che picchia giornalmente il suo cane ma che, quando il cane scompare, lo cerca piangente e disperato. Nelle scene finali del film Ozon sottolinea quella piccola luce di umanità che, a malapena, affiora nella mente dell'indifferente Meursault, terminando sull'immagine del nudo femminile di Rebecca Marder (che interpreta la fidanzata di Meursautl) e sul sole accecante. Una trasposizione letteraria di grande finezza.
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