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nino pellino
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domenica 19 aprile 2026
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killing an arab
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Questo film del regista François Ozon evidenzia piuttosto bene la psicologia del personaggio alienato e indifferente alla società che lo circonda così come ci è stato descritto nel famoso romanzo del Novecento di Camus. La storia che è ambientata negli anni '30 ha come protagonista Mersault, un tranquillo impiegato di origine francese che vive in terra algerina per motivi di lavoro. Non potendo mantenere economicamente sua madre, egli è costretto, nel tempo, a chiuderla in un ospizio dove l'anziana donna passerà gli ultimi anni della sua vita fino all'arrivo della morte al cui funerale però il figlio si mostra impassibile e indifferente, così come avverte indifferenza per ogni avvenimento o rapporto sociale che caratterizzerà la sua vita.
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Questo film del regista François Ozon evidenzia piuttosto bene la psicologia del personaggio alienato e indifferente alla società che lo circonda così come ci è stato descritto nel famoso romanzo del Novecento di Camus. La storia che è ambientata negli anni '30 ha come protagonista Mersault, un tranquillo impiegato di origine francese che vive in terra algerina per motivi di lavoro. Non potendo mantenere economicamente sua madre, egli è costretto, nel tempo, a chiuderla in un ospizio dove l'anziana donna passerà gli ultimi anni della sua vita fino all'arrivo della morte al cui funerale però il figlio si mostra impassibile e indifferente, così come avverte indifferenza per ogni avvenimento o rapporto sociale che caratterizzerà la sua vita. Solo la nascita di un amore nei confronti di una sua amica di nome Marie, che rivede per caso su una spiaggia della zona, susciterà in lui qualche emozione e un'apparente linfa vitale, ma si tratta di sensazioni che stimolano più che altro una sua breve, momentanea distrazione dal suo perenne concetto che ha della vita e del suo radicato senso di estraneità da ogni convenzione sociale. Perfino quando sarà portato in Tribunale per essere processato a causa di un omicidio da lui commesso sulla spiaggia ai danni di un giovane arabo per difendere un suo amico da un giro di malaffafre e di prostituzione, il grave avvenimento non susciterà in lui nessuna sensazione e soprattutto nessun pentimento. Il regista Ozon pertanto, con l'aggiunta di qualche sua libertà artistica e variazione di tema, è riuscito nell'impresa di aver saputo tradurre l'essenza narrativa del romanzo "Lo straniero" nelle bellissime ed evocative immagini in bianco e nero di questo film e soprattutto di aver saputo enfatizzare la psicologia di un personaggio così complesso e di non facile comprensione.
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rotra
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martedì 14 aprile 2026
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un bellissimo fashion film
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Un bellissimo fashion film che c'entra poco con le atmosfere del libro. Uno dei romanzi simbolo della letteratura del Novecento, diventa la storia di un omicida: un arabo viene ucciso per vendicare l’aggressione a un amico.
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Un bellissimo fashion film che c'entra poco con le atmosfere del libro. Uno dei romanzi simbolo della letteratura del Novecento, diventa la storia di un omicida: un arabo viene ucciso per vendicare l’aggressione a un amico. Un fatto di cronaca dai contorni strani dovuti alla personalità bizzosa e apatica dell’assassino. L'attore scelto per il personaggio di Meursault sembra un modello uscito da una pubblicità di Dolce & Gabbana e la sua fidanzatina Marie è una bellissima Rebecca Marder che ha troppo spazio nella vicenda, giusto per rendere più piccante la storia. Ma tutto il fascino del romanzo si perde. Meursault sembra un depresso o piuttosto uno che provoca gli altri per il gusto di sconcertare. Mille miglia lontano dal personaggio complesso e magnetico di Camus in cui ritroviamo gli stessi nostri interrogativi irrisolti: vale la pena vivere? Se sì, perché?
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gabriele lugli
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domenica 12 aprile 2026
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ozon, camus sarebbe orgoglioso!
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Un film dal grande impatto emotivo che analizza la più profonda questione della nostra esistenza. Ozon porta sul grande schermo “Lo straniero” di Camus, ritenuta una tra le opere letterarie più importanti e brillanti dell’ultimo secolo.
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Un film dal grande impatto emotivo che analizza la più profonda questione della nostra esistenza. Ozon porta sul grande schermo “Lo straniero” di Camus, ritenuta una tra le opere letterarie più importanti e brillanti dell’ultimo secolo. Assolutamente vincente la scelta fotografica bicolore in bianco e nero, non solo per permettere allo spettatore di immergersi appieno nel contesto storico novecentesco di un Algeri spaccata tra i coloni francesi e gli indigeni africani, ma anche per trasmettere al pubblico il vuoto interiore, la noia e l’indifferenza di Meursault nei confronti di chi e ciò che lo circonda.
Non è un film commerciale. Cinematograficamente parlando è da applausi perché se si considera la fotografia, la sceneggiatura, la scenografia e soprattutto le ambientazioni scelte si può ritenere che siano tutte vincenti. Gli interpreti sono veramente talentuosi ed incarnano alla perfezione i tratti caratteriali e fisici dei personaggi che Camus vuole mettere in scena.
Film ben riuscito e che si merita una grande attenzione mediatica.
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athos
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sabato 11 aprile 2026
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un uomo che dice no
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Dai ricordi giovanili esce la frase che un uomo in rivolta è un uomo che dice no. E su ciò gira questo film in bianco e nero, bello, intenso e con un finale filosofico che ho recepito fino a un certo punto. Rimane il mistero della vita e di tutto ciò che gira intorno e della moltitudine dei significati che ognuno di noi da ad essa. Ozon è sempre un maestro e gli attori, dal primo all'ultimo, sono bravissimi.
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astrea
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martedì 7 aprile 2026
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old style
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Regista coraggioso, osa andare contro gusti, linguaggi, stili e contenuti mainstream, recuperando uno stile cinematografico di anni 40 del novecento. Un bianco e nero di sapore bergmaniano, tematiche critptiche, narrazione statica, il tutto condito dallo straziante richiamo del muezzin che si ripete ogni tanto, come a sottolineare, se ce ne fosse bisogno, la straniante e angosciosa realtà. Stesse impressioni ricavai dalla lettura del libro, che ai miei verdi anni lessi e mi lasciò un senso di desolazione senza speranza. Assai bravo il protagonista, maschera perfetta per un personaggio disturbante.
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miguel angel tarditti
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lunedì 6 aprile 2026
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uno straniero nel mondo
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CAMUS, OZON, UN CAST SPLENDIDO,UNA ILLUMINAZIONE. BIANCO E NERO MERAVIGLIOSA FANNO QUESTO PERSONAGGIO UN EMBLEMA DEL UOMO INDIFERENTE AI SENTIMENTI DELLA VITA. O MEGLIO A CERTI SENTIMENTI VALORIZZANDO ALTRI IN MODO SIGNIFICATIVO. UNO STRANIERO IN UN MONDO AL CHE SEMBRA NON INTERESSARSI FORSE PER NICHILISMO, FORSE PER DISINCANTO, SICURAMENTE PER MANCANZA DE EMPATIA OLISTICA.
MAGNIFICO. MI PARE UN CAPOLAVORO IN TUTTE LE SUE VOCI, PARTENDO DA CAMUS, SEGUENDO DALLA PRECISIONE DI OZON E DALLA MERAVILLA DEL CASTING MASCULINO, INPERDIBILE.
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peer gynt
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giovedì 4 settembre 2025
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un romanzo ben tradotto in film
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In un bianco e nero luminoso, Ozon trascrive fedelmente il romanzo di Camus (uscito nel 1942) evidenziando, specie nella parte processuale, ciò che la società francese dell'epoca (tardi anni '30 del secolo scorso) considera il peccato più grave di questo singolare personaggio, Meursault, colui che è estraneo alle leggi e alla società dell'uomo: non tanto l'aver ucciso un uomo, un arabo, a sangue freddo e senza motivo, ma l'essersi dimostrato insensibile e privo di empatia in occasione del funerale della vecchia madre. Meursault (un ottimo Benjamin Voisin), nella sua condizione di indifferente a tutto, non prende posizione nemmeno di fronte ai due grandi perni della vita umana: l'amore e la morte.
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In un bianco e nero luminoso, Ozon trascrive fedelmente il romanzo di Camus (uscito nel 1942) evidenziando, specie nella parte processuale, ciò che la società francese dell'epoca (tardi anni '30 del secolo scorso) considera il peccato più grave di questo singolare personaggio, Meursault, colui che è estraneo alle leggi e alla società dell'uomo: non tanto l'aver ucciso un uomo, un arabo, a sangue freddo e senza motivo, ma l'essersi dimostrato insensibile e privo di empatia in occasione del funerale della vecchia madre. Meursault (un ottimo Benjamin Voisin), nella sua condizione di indifferente a tutto, non prende posizione nemmeno di fronte ai due grandi perni della vita umana: l'amore e la morte. Considera il matrimonio con la fidanzata una cosa priva di importanza e poi, durante il processo, quasi non si difende, imputando al caso e al sole la colpa dell'omicidio da lui commesso. Eppure questa vita che per lui non ha importanza sembra mancargli, quando è in carcere alla viglia della sua condanna a morte, e lo si capisce dalla discussione esagitata che ha con il prete: un pò come succede a quel personaggio minore, Santorino, il vecchio che picchia giornalmente il suo cane ma che, quando il cane scompare, lo cerca piangente e disperato. Nelle scene finali del film Ozon sottolinea quella piccola luce di umanità che, a malapena, affiora nella mente dell'indifferente Meursault, terminando sull'immagine del nudo femminile di Rebecca Marder (che interpreta la fidanzata di Meursautl) e sul sole accecante. Una trasposizione letteraria di grande finezza.
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