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Matteo Rovere

Matteo Rovere è un regista, produttore, produttore esecutivo, sceneggiatore, è nato il 22 gennaio 1982 a Roma (Italia).
Nel 2020 ha ricevuto il premio come miglior produzione al David di Donatello per il film Il primo Re. Dal 2014 al 2020 Matteo Rovere ha vinto 3 premi: David di Donatello (2020), Nastri d'Argento (2014, 2019). Matteo Rovere ha oggi 40 anni ed è del segno zodiacale Acquario.

Matteo Rovere inizia a realizzare corti e documentari in giovanissima età. A 19 anni ottiene il primo riconoscimento, il Premio Kodak per il Miglior Cortometraggio Italiano al Salerno Film Festival Linea d'Ombra.
Nel periodo successivo realizza diversi film brevi, invitati complessivamente ad oltre centoquaranta festival tra Europa e Stati Uniti. Il solo Homo Homini Lupus, interpretato da Filippo Timi, ha vinto più di trenta premi, tra cui il Nastro d'Argento 2007 per il Miglior Cortometraggio.
Ha esordito nel lungometraggio con Un Gioco da Ragazze, prodotto da Colorado Film e Rai Cinema, selezionato in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma e uscito nelle sale italiane nel novembre 2008. Nel 2012 esce sul grande schermo il suo secondo film: Gli sfiorati, con Andrea Bosca, Miriam Giovanelli, Claudio Santamaria e Asia Argento, tratto dall'omonimo romanzo di Sandro Veronesi.
Torna alla regia con Veloce come il vento (2016), un film ambientato nel mondo delle gare automobilistiche con Stefano Accorsi nei panni di un personaggio ispirato al pilota di rally Carlo Capone, ritiratosi dalle gare nel momento di ascesa della sua carriera.
Nel 2019 dirige Alessandro Borghi e Alessio Lapice ne Il primo re, mentre l'anno successivo sviluppa la storia della nascita di Roma nella serie tv Sky Romulus.

Ultimi film

Drammatico, (Italia, Belgio - 2019), 127 min.
Azione, (Italia - 2016), 119 min.
Drammatico, (Italia - 2011), 111 min.

Focus

SKY
giovedì 12 novembre 2020
Paola Casella
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giovedì 6 novembre 2008
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Diritto di replica Il film non è ancora uscito in sala, ma tutti ne parlano. Merito di un'"operazione" che ha visto prima la commissione bollare Un gioco da ragazze con il divieto ai minori di 18 anni e subito dopo abbassarlo ai 14 anni. Eppure nella motivazione della commissione censura al provvedimento si leggeva: "La figura della protagonista che riassume le categorie negative del cinismo, dell'immoralità sessuale, del consumo di droga, del disprezzo per la vita risulta alla fine leader e vincente, senza che il film alterni tali caratteristiche con una conclusione esemplare, per cui il personaggio suddetto può apparire pieno di fascino ed addirittura un modello"

News

Su MYmovies.it l'esclusivo backstage del film di Matteo Rovere con Alessandro Borghi e Alessio Lapice. Da giovedì 31...
Intervista esclusiva al regista di Un gioco da ragazze.
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