Il documentario racconta la vita della superstar globale, rapper, cantante, ballerina e attrice LISA. Espandi ▽
Tra le artiste più riconosciute al mondo, LISA sta vivendo un momento di straordinaria visibilità: è stata una delle protagoniste della cerimonia di apertura della Coppa del Mondo FIFA 2026, dove si è esibita insieme ad Anitta e Rema sulle note di "Goals", diventando la prima artista donna K-pop e thailandese a esibirsi in quell'occasione; nel 2025 si è esibita da solista al Coachella; è stata protagonista della copertina del numero Summer 2026 di Vanity Fair; ha fatto parte del comitato di host del Met Gala 2026, prima artista K-pop a ricoprire questo ruolo; ha presentato un premio ai Golden Globes 2026; ha debuttato come attrice nella serie HBO The White Lotus; e ha annunciato due nuovi progetti Netflix: il film d'azione TYGO, di cui sarà protagonista e produttrice esecutiva, e una commedia romantica ancora senza titolo, ispirata a Notting Hill, attualmente in fase di sviluppo. Recensione ❯
Davide provoca involontariamente una tragedia e, sopraffatto dal senso di colpa, compie scelte estreme che lo segnano profondamente, cercando infine redenzione. Espandi ▽
La vita di Davide viene sconvolta da un tragico evento, involontariamente causato da lui stesso. Questo fatto dirompente spinge Davide, devastato dal senso di colpa, a intraprendere una serie di azioni apparentemente irragionevoli che lo porteranno a pagare delle gravi conseguenze. Grazie anche al forte legame affettivo con Elsa, Davide forse riuscirà a ritrovare una serenità inaspettata. Recensione ❯
Un esordio sensibile su una piccola storia domestica. Dove incontriamo un'infelicità senza nome molto familiare. Drammatico, Italia2026. Durata 107 Minuti.
Un racconto intimo e profondamente umano che attraversa i passaggi emotivi che ridefiniscono i legami familiari e gli equilibri della vita di una coppia. Espandi ▽
Erika e Mauro vivono in provincia, dentro una quotidianità semplice fatta di abitudini rassicuranti e piccoli gesti. Quando la figlia Irene parte per studiare lontano, la casa si svuota e l'equilibrio su cui la coppia ha costruito la propria esistenza sembra incrinarsi. Erika, che ha sempre abitato il mondo attraverso la cura degli altri, si scopre improvvisamente senza direzione. Mauro, cresciuto nel rigore emotivo di un padre autoritario, tenta a suo modo di reagire riempiendo il vuoto, ma finisce per confrontarsi con una fragilità mai confessata. Nel tempo sospeso che segue riaffiorano ferite lontane e desideri dimenticati. Sarà proprio questa crisi intima e profonda a spingerli a guardarsi davvero e a capire se e come possono trasformare se stessi e di conseguenza il loro amore. Recensione ❯
Adattamento del libro "Maigret e gli aristocratici", scritto da Simenon nel 1960. Espandi ▽
Il commissario Maigret viene convocato d'urgenza al Quai d'Orsay, la sede del Ministero degli Affari Esteri a Parigi, in seguito all'omicidio dell'ex-ambasciatore Monsieur Berthier-Lagès. A Maigret viene chiesta la massima discrezione. Il commissario arriva sul luogo del delitto assieme al suo assistente, il detective Janvier e si trova davanti al cadavere. È insospettito dal comportamento e dalle reazioni della sua domestica, Jacqueline Larrieu soprannominata anche Jacotte, e poi si sofferma sul dettaglio di una grande quantità di lettere.
Dopo Agatha Christie in Alibi e sospetti il cinema di Pascal Bonitzer incrocia George Simenon. La fedeltà trattiene una possibile dimensione polar e l'indagine non riesce a oltrepassare quella soglia che poteva essere uno degli obiettivi di Bonitzer, ossia l'indagine dell'animo umano. In più, i momenti migliori e più intimi (la dimensione domestica accanto alla moglie interpretata da Irène Jacob) sono troppo fuggevoli. Così, dietro una struttura già consolidata dal romanzo d'origine, il minimalismo rischia di sfociare in un persistente grigiore. Recensione ❯
La storia di due amiche da sempre che, prima di prendere strade diverse, dovranno ritrovarsi ne L'isola dimenticata. Espandi ▽
Jo e Raissa, inseparabili amiche d’infanzia, vengono magicamente catapultate attraverso un misterioso portale su Nakali. In quest’isola incantata, popolata dalle affascinanti creature della mitologia filippina, troveranno alleati stravaganti come il buffo licantropo Raww e oscuri nemici da sconfiggere.
Sorprendente caleidoscopio di idee con un’animazione cangiante, L’isola dei ricordi restituisce le usanze, i costumi e la cultura filippina poco esplorata dal cinema mainstream.
Scritto e diretto a quattro mani da Joel Crawford e Januel Mercado, il film restituisce, fin dalle sue primissime battute, l’essenza delle grandi amicizie, in questo caso quella tra Jo e Raissa, due personalità così diverse e agli antipodi da diventare insostituibili l’una per l’altra. L’animazione rocambolesca e iperfrenetica, con cambi di formato e di stile, non consente di staccare gli occhi dallo schermo e la caratterizzazione di alcuni personaggi, come Bungi, un bambino blu gigante, rendono questo film una sana follia. E dimostrano come ancora ci sono delle idee a Hollywood al di là delle sfruttatissime proprietà intellettuali con sequel, reboot e prequel. Recensione ❯
Una storia romantica e contemporanea che utilizza l'intelligenza artificiale come lente per osservare desideri, fragilità e contraddizioni dell'essere umano nell'epoca dei social network. Espandi ▽
Diego è un aspirante attore che fatica a trovare il proprio posto nel mondo. Quando la sua vita personale entra in crisi, si ritrova costretto a reinventarsi. L'incontro con il mondo degli influencer e delle nuove tecnologie gli offre un'opportunità inaspettata: grazie alle sue competenze informatiche e all'intelligenza artificiale, crea Vera, un'influencer virtuale bella, affascinante e apparentemente perfetta. Vera conquista rapidamente milioni di follower trasformandosi in un fenomeno mediatico.
Una commedia stanca e superficiale sull'Intelligenza Artificiale che non sa farsi racconto della contemporaneità perché ingabbiata in un'idea di cinema che non esiste più. E poi c'è il 'metatutto'. Il metacinema ad esempio, con il personaggio di Frank Matano che vuole fare l'attore ma sbarca il lunario (si fa per dire, la moglie Rocío Munoz Morales è capa della comunicazione in una grande maison gestita da un mentecatto che dovrebbe far ridere perché infila due parole di inglese in una frase da tre) facendo figurazioni speciali. Recensione ❯
Il live dei record ULTIMO 2026 - LA FAVOLA PER SEMPRE che ha radunato 250.000 persone all'Università di Roma Tor Vergata il 4 luglio 2026. Espandi ▽
4 luglio 2026. A Tor Vergata, nella periferia sud-est di Roma, si tiene il concerto di Nicolò Moriconi, per tutti Ultimo: un evento che ha radunato 250 mila spettatori da tutta Italia. Si tratta, infatti, di uno dei concerti con più spettatori nella storia della musica mondiale, un appuntamento epocale a cui gli organizzatori lavoravano da anni. Il film concerto, diretto da Giorgio Testi, ripropone, brano per brano, lo storico Raduno degli Ultimi. Accanto alle tracce musicali, testimonia in breve anche il lunghissimo processo di preparazione dell'artista e di centinaia di professionisti, tra musicisti, tecnici del suono, ingegneri e organizzatori che si sono attivati a centinaia per la buona riuscita dell'evento.
Un documentario fiume cucito addosso ai fan del cantante capitolino: emozionale nei toni, maestoso nelle scenografie, melodrammatico nelle canzoni, ma perentorio nel certificare la desolante pochezza dell'attuale musica leggera italiana. Recensione ❯
Il film che segna il ritorno di Steven Spielberg al genere dedicato agli UFO. Espandi ▽
Mentre il mondo è sull'orlo del collasso per una serie di crisi geopolitiche, in particolare nella penisola coreana, Daniel Keller è braccato dagli agenti di una misteriosa organizzazione guidata dallo spietato Noah. Vogliono recuperare ciò che lui ha rubato e impedirgli di diffondere le informazioni ottenute grazie alle sue straordinarie capacità informatiche.
Nel frattempo Margaret Fairchild, volto delle previsioni meteo di Kansas City ma aspirante conduttrice, viene avvicinata da un uccellino, un cardinale rosso, e inizia a manifestare inspiegabili capacità linguistiche: prima parla russo, poi coreano, lingue che non ha mai studiato. Soprattutto, riesce a vedere nel cuore delle persone ed empatizzare con loro al punto da convincerle a non ostacolarla. I due sono destinati a incontrarsi, almeno secondo Hugo, che li sostiene insieme a un gruppo di ribelli fuoriusciti dall'agenzia di Noah.
Avvolto in fase promozionale da fitto mistero, Disclosure Day è una sorta di rivisitazione in chiave moderna e thriller di Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Tra le sequenze più sorprendenti spicca una fuga che culmina in uno scontro con un treno e in una sparatoria in movimento, degna di un action coreano. Il ritmo del montaggio, per tutta la parte thriller, conferma che siamo di fronte a un maestro della tensione. Recensione ❯
Il film racconta della sottilissima linea tra bene e male e di ciò che scorre in mezzo alle nostre vite travolgendole spesso come un fiume in piena. Espandi ▽
Carlo Ristuccia è un docente universitario, autore di un unico libro di successo. Sua moglie Elisa è una giornalista di Vanity Fair Italia in crisi creativa, e il suo direttore le consiglia di "staccare" e di partire per una vacanza. Decidono dunque di partire per Tangeri, insieme a un'altra coppia: Paolo, il migliore amico di Carlo, ristoratore stakanovista e padre assente, e sua moglie Anna, iperansiosa e prepotente. Con loro però c'è anche la figlia tredicenne Vittoria, che ha una particolare simpatia per Carlo. Peccato che in vacanza si presenti a sorpresa Blu, la giovanissima amante del professore.
Il film è una summa di tutta la produzione cinematografica precedente di Gabriele Muccino. Ritroviamo qui tutti i topos: la regia ansiogena, la recitazione concitata, le litigate furiose, l'infantilismo maschile, l'immancabile arpia che sottrae i figli al padre depotenziandone l'autorità.
Ma questi topos stavolta sono al servizio del ritratto tragicomico di una generazione perduta, e in particolare di maschi che hanno smarrito la propria direzione. Recensione ❯
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti, Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico, Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda. Recensione ❯
Una guida escursionistica, un gruppo di detenute e una gita premio al Parco Nazionale del Pollino dalle conseguenze inimmaginabili. Espandi ▽
Biagio Riccio è un sognatore nato in un piccolo paese che dopo una breve carriera militare è diventato una guida turistica. Un giorno riceve la telefonata di Raffaella Cursaro, un'attrice di non troppo successo che gestisce un laboratorio teatrale presso una casa di accoglienza. Il laboratorio invita le detenute a immaginarsi come alberi, e Raffaella ha pensato di portarle a vedere da vicino il Pino Loricato. A seguire Biagio c'è suo nipote Luciano, un ventenne che ha rinunciato all'università e quattro donne che hanno avuto guai con la legge.
Il bene comune è il quinto film da regista di Rocco Papaleo, e prosegue lungo il tracciato insolito della sua visione artistica, che ha molto a che fare con il suo talento musicale.
Il tono da favola eccede nella rappresentazione di una casa di accoglienza che sembra un resort per vacanze e in un gruppo di figure eccentriche tutte convenientemente giustificate nelle loro trasgressioni legali, ma il cinema di Papaleo si riconferma "un modo di stare al mondo" originale e sui generis, e ha come al solito un piacevole swing tutto suo. Recensione ❯
Il film è basato sul romanzo "Project Hail Mary" di Andy Weir, autore di "The Martian". Espandi ▽
Risvegliatosi dopo un lungo coma farmacologico su una astronave, Ryland Grace è un insegnante di scienze in una scuola media, ma in passato era un ricercatore universitario di biologia, con teorie controcorrente. A capo di una unità di crisi internazionale, che cerca di scongiurare una prossima glaciazione, Eva recluta Ryland e gli dà l'occasione di studiare gli astrofagi. Quindi gli affida il ruolo di astronauta scientifico in una missione diretta verso l'unica stella vicina che gli alieni non stanno prosciugando. Ryland sarà il solo sopravvissuto dell'equipaggio, ma arrivato a destinazione troverà un "collega": un extraterrestre giunto in cerca della soluzione al medesimo problema.
L'ultima missione: Project Hail Mary è tratto dal terzo romanzo dello scrittore di "The Martian", Andy Weir, e propone nuovamente una fantascienza con l'accento sulla scienza, questa volta però in chiave più favolistica. Gosling è al centro di ogni scena e può sfoggiare sia il suo charme da star hollywoodiana, sia la sua passione per la commedia fisica, il film infatti non manca di momenti slapstick.
La dinamica tra il suo personaggio e il roccioso alieno è al centro della seconda parte del film, che diventa così un'opera sulla collaborazione e la speranza. Recensione ❯
Un film che entra nell'universo fantasy e social del 2026, senza sottolineare le sfumature psicosociali del romanzo di Brontë. Drammatico, USA, Gran Bretagna2026. Durata 136 Minuti.
Dal capolavoro del 1847 scritto da Emily Brontë, una grande storia d'amore con Margot Robbie e Jacob Elordi. Espandi ▽
Cime tempestose è l'ennesimo adattamento del romanzo di Emily Brontë già portato più volte sul grande schermo, a cominciare dal classico film del 1939 diretto da William Wyler e interpretato da Merle Oberon e Laurence Olivier, così come sul piccolo schermo, compresa la versione del 1992 di Peter Kosminski con Ralph Fiennes e Juliette Binoche.
Quest'ultima trasposizione porta la firma inconfondibile di Emerald Fennell, la regista di Una donna promettente e soprattutto di Saltburn, orgoglioso mix di trash e pop che vedeva fra i suoi interpreti sia Jacob Elordi, che in Cime tempestose edizione 2026 è il nuovo Heathcliff, che Alison Oliver, che intrepreta l'ingenua Isabella, la protetta di Edgard.
Fennell si getta a capofitto in questa celebre storia di passione e tradimenti creando il suo consueto universo glamour e barocco, a metà fra lo storico-pop di Sofia Coppola e il pink romance degli Harmony, senza temere gli sconfinamenti nel kitch e nel trash. Il suo stile è aggiornato ai tempi e ai gusti del pubblico social, e ha l'intrattenimento visivo come priorità assoluta. Recensione ❯
Pochi giorni prima delle nozze, il rapporto di una coppia viene scosso quando uno dei due partner scopre verità inquietanti sull'altro. Espandi ▽
Emma e Charlie si incontrano in un bar e si innamorano. La coppia arriva alla vigilia del matrimonio, ma appena prima del grande evento ha l'infelice idea di partecipare, insieme ad una coppia di amici, a un gioco assai pericoloso: raccontarsi l'un l'altro la cosa peggiore che abbiano mai fatto nella loro vita fino a quel momento. Charlie inizierà a chiedersi se davvero sia opportuno legarsi per tutta la vita a quella giovane donna.
In The Drama Borgli sfodera le sue cifre distintive: una narrazione ai limiti del disturbante, in questo caso sotto le mentite spoglie di una commedia romantica hollywoodiana con un cast di superstar; e la volontà di mettere in discussione le morali della contemporaneità.
Il tono è quello di commedia surreale, e i due interpreti, Zendaya e Robert Pattinson, si prestano al gioco, sacrificando il loro glamour per dare di sé la versione meno attraente, a tratti rendendosi persino fisicamente respingenti. Recensione ❯
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Pif. Espandi ▽
Arturo è un agente immobiliare di successo che tiene una rubrica social sul suo amore sviscerato per i dolci tipici della sua Sicilia. Col tempo si è convinto che la storia dell’esistenza di Dio sia “una gran minchiata”, da quarant’anni non mette piede in una chiesa e ha eletto il cannolo come unica presenza terrena del divino. Ma incontra Flora Guarneri, erede di una leggendaria pasticceria specializzata in dolci della tradizione sicula, e se ne innamora all’istante, anche grazie alla comune passione per cassate e sciù, e Flora è una fervente cattolica che va a messa tutte le domeniche e partecipa alla processione pasquale nei panni della Madonna. Per un po’ Arturo si finge credente, ma il gioco non può durare all’infinito, e l’uomo dovrà decidere se abbracciare o meno la fede per rimanere accanto a Flora. Un vassoio di 35 sciù faciliterà l’apparizione che potrebbe aiutarlo nell’impresa: perché nientemeno che Papa Francesco si paleserà al miscredente per comunicargli la sua idea di fede. …che Dio perdona a tutti è la quarta regia di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, e si basa sul suo omonimo romanzo pubblicato nel 2018 e ispirato ad un incontro fra il regista e Papa Bergoglio. La sceneggiatura è dello stesso Pif insieme a Michele Astori, suo sodale fin da La mafia uccide solo d’estate, che era un piccolo capolavoro di equilibrio fra il comico e il tragico: ma qui il tono è difforme - la prima mezz’ora molto divertente, la parte centrale meno a fuoco, quella finale indecisa, perché da un lato c’è l’esigenza di confezionare una commedia romantica possibilmente a lieto fine, dall’altra ci sono lo spirito dissacrante e l’indignazione del conduttore e autore televisivo. Recensione ❯
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