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ilamar
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sabato 23 maggio 2026
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che pippone!
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Un Pippone da 2h e 30 di un uomo su una navicella con un granchio alieno. La storia è lenta e a tratti noiosa, sicuramente bello il rapporto tra Grace e il granchio, ma molte scene sono volutamente troppo lunghe. Simile ad altri film sullo stesso tema.
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gustibus
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giovedì 14 maggio 2026
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"solo per persone intelligenti..?"
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Non spaventatevi della frase di lancio,l'ho raccolta da decine di recensioni social molto negative..e questo spettatore con grande coraggio ha scritto così!...Grande coraggio di Amazon studios che ha fatto il record d'incassi per un film prodotto.Un applauso ai registi,ai sceneggiatori per aver messo in scena un film di 160 minuti...un applauso a Ryan Gosling,veramente bravo.Il film?...tutto ricco di immagini a 130anni luce dalla terra.Si deve salvare la terra dal raffreddamento del sole.Non c'è molto da dire..tanto fantasy con poca realta'umana..Uno scienziato mai andato nello spazio che fa cose che neanche 20 astronauti insieme ci sarebbero riusciti ed era vicino al pianeta Venere.
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Non spaventatevi della frase di lancio,l'ho raccolta da decine di recensioni social molto negative..e questo spettatore con grande coraggio ha scritto così!...Grande coraggio di Amazon studios che ha fatto il record d'incassi per un film prodotto.Un applauso ai registi,ai sceneggiatori per aver messo in scena un film di 160 minuti...un applauso a Ryan Gosling,veramente bravo.Il film?...tutto ricco di immagini a 130anni luce dalla terra.Si deve salvare la terra dal raffreddamento del sole.Non c'è molto da dire..tanto fantasy con poca realta'umana..Uno scienziato mai andato nello spazio che fa cose che neanche 20 astronauti insieme ci sarebbero riusciti ed era vicino al pianeta Venere.Poi sinceramente nonostante la lunghezza eccessiva non annoia...ma la voglia di lasciare la visione esiste.Comanda il pubblico ed e'sempre cinema.
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michele voss
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giovedì 9 aprile 2026
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film di fantascienza mediocre
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Su un noto social tutti a consigliare questo film di fantascienza assolutamente da vedere ...
Andiamo ... premesso che dal punto di vista tecnico ormai questi film sono tutti ottimi, poco da ridire, il problema sorge per il fatto che i personaggi parlano ...
Da subito i dialoghi sono infarciti di ironia di basso livello, ma il peggio deve ancora arrivare quando ci si dovranno sorbire due ore di dialoghi da infanzia con l'alieno trasformato a "macchietta" il cui linguaggio viene rielaborato per essere compreso dall'umano ... sarebbe stato meglio se i due non fossero mai riusciti a comunicare ..
Una noia mortale con l'attesa che finisse quanto prima una volta compreso che non ci sarebbe stata speranza che la storia potesse avere una svolta da film serio come avrebbe meritato il tema del film, salvare il Sole.
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Su un noto social tutti a consigliare questo film di fantascienza assolutamente da vedere ...
Andiamo ... premesso che dal punto di vista tecnico ormai questi film sono tutti ottimi, poco da ridire, il problema sorge per il fatto che i personaggi parlano ...
Da subito i dialoghi sono infarciti di ironia di basso livello, ma il peggio deve ancora arrivare quando ci si dovranno sorbire due ore di dialoghi da infanzia con l'alieno trasformato a "macchietta" il cui linguaggio viene rielaborato per essere compreso dall'umano ... sarebbe stato meglio se i due non fossero mai riusciti a comunicare ..
Una noia mortale con l'attesa che finisse quanto prima una volta compreso che non ci sarebbe stata speranza che la storia potesse avere una svolta da film serio come avrebbe meritato il tema del film, salvare il Sole.
La scena migliore del film è quella di Sandra Huller che al karaoke canta "Sign of the times" di Harry Styles ..... che è tutto detto.
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[+] è film di fantascienza mediocre ?
(di matteo venturini )
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matteo venturini
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sabato 4 aprile 2026
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"just stop your crying, it''s a sign of the times"
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L'Utlima Missione: Project Hail Mary.
Bellissimo film da vedereve che consiglio ai tutti!
L'ultimo tentativo di salvare la Terra e l'umanità da una fine angosciante. Diciamo un'Ave Maria.
La forza dello spazio infinito, del silenzio totale, una missione apparentemente impossibile.
Qui viene il bello, una missione piena di originalità scientifica, senso dello humor, e di un'inventiva e commovente collaborazione di acute intelligenze e positività che accendono una crescente e progressiva speranza.
Con leggerezza ed allegria le 2.40 ore di film passano veloci e divertenti.
Amo la scienza e la fantascienza e quando quest'ultima, se di qualità, vede ben oltre.
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L'Utlima Missione: Project Hail Mary.
Bellissimo film da vedereve che consiglio ai tutti!
L'ultimo tentativo di salvare la Terra e l'umanità da una fine angosciante. Diciamo un'Ave Maria.
La forza dello spazio infinito, del silenzio totale, una missione apparentemente impossibile.
Qui viene il bello, una missione piena di originalità scientifica, senso dello humor, e di un'inventiva e commovente collaborazione di acute intelligenze e positività che accendono una crescente e progressiva speranza.
Con leggerezza ed allegria le 2.40 ore di film passano veloci e divertenti.
Amo la scienza e la fantascienza e quando quest'ultima, se di qualità, vede ben oltre.
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jonnylogan
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lunedì 30 marzo 2026
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la sentinella
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Phil Lord e Chris Miller, coppia inseparabile di registi per film d’animazione – è infatti loro fra le altre cose il merito dell’Oscar per la versione animata dell’arrampicamuri: Spider-Man – Un nuovo universo (id.; 2019) - Danno voce, e opportunità recitativa, a un Ryan Gosling che da solo fa sia il co-produttore, di un film di fantascienza decisamente sui generis. Un protagonista quasi in solitaria, esattamente come il personaggio che interpreta, di un film che affonda le proprie radici nell’ultimo romanzo omonimo dell’autore Andy Weir, che da appassionato di Isaac Asimov e Arthur C. Clark ha saputo dar vita a una storia improntata sull’esistenza di altri mondi al di fuori del nostro.
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Phil Lord e Chris Miller, coppia inseparabile di registi per film d’animazione – è infatti loro fra le altre cose il merito dell’Oscar per la versione animata dell’arrampicamuri: Spider-Man – Un nuovo universo (id.; 2019) - Danno voce, e opportunità recitativa, a un Ryan Gosling che da solo fa sia il co-produttore, di un film di fantascienza decisamente sui generis. Un protagonista quasi in solitaria, esattamente come il personaggio che interpreta, di un film che affonda le proprie radici nell’ultimo romanzo omonimo dell’autore Andy Weir, che da appassionato di Isaac Asimov e Arthur C. Clark ha saputo dar vita a una storia improntata sull’esistenza di altri mondi al di fuori del nostro. Una coesistenza che costringe, anche il restio Ryland Grace a rivedere le proprie priorità e vedute. Per salvare il nostro pianeta, che potrebbe scomparire nel breve volgere di qualche decennio, risucchiato da un sole ormai malato, il professor Grace non dovrà solamente dare fondo alle sue conoscenze scientifiche, ma anche alle sue esigue capacità di cooperazione con un entità aliena, con la quale s’imbatterà una volta risvegliatosi da un letargo indotto, per ragioni tecniche, e che ne ha cancellato la memoria.
Grazie ai ricordi molto frammentari, ma progressivamente sempre più chiari e lucidi, di Grace, ne ripercorreremo la storia recente. Ovvero quella di uno scienziato che si è ritrovato ostracizzato dalla comunità scientifica, dovendo ripiegare sull’insegnamento in una scuola media, fino all’obbligo di salire a bordo della Project Hail Mary, nome traducibile come: “Progetto Ave Maria”, quale ultima possibilità per salvare la vita a milioni di persone ignare di quello che sta per accadergli.
Gosling, che ha desiderato per sé il ruolo del protagonista, caldeggiando un progetto al quale si è sentito immediatamente legato, allieta il pubblico con qualche battuta ed espressione sorniona. Perdendosi in elucubrazioni con il suo alter ego extraterrestre, uno scienziato esattamente come lui e al quale assegna il nome di Rocky, avendo le sembianze di una roccia e con il quale stringerà un’amicizia basata sull’aiuto reciproco, al quale i due saranno obbligati per poter salvare i rispettivi mondi.
Un film che per una volta ci trascina nel mondo della fantascienza senza dar fondo a scontri fra alieni e terrestri, ma facendo maggior affidamento sul senso ultimo di chi siamo, dove desideriamo andare, e al fianco di chi. Un film che fra l'altro, nel breve volgere del primo fine settimana di distribuzione, si è già trasformato in un meritato sbanca botteghini.
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marcus
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domenica 29 marzo 2026
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fantascienza per famiglie
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Questo film mi pare che rientri a pieno titolo nella categoria “Fantascienza per famiglie” il cui più fulgido esempio rimane “E.T. l'extra-terrestre” di Spielberg. Invece sulla fantascienza filosofica mi sa che non c’è più molto da dire, pare, al momento almeno. Direi che gli ultimi esemplari degni di questo nome (parlo dei film ambientati all’esterno del pianeta terra) rimangono 2001: Odissea nello spazio, SOlaris di Tarkovskij o Soderbergh, Interstellar di Nolan e ci metterei anche The Martian di Scott anche se quest’ultimo lo farei rientrare di più tra i film sul problem solving, meglio.
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Questo film mi pare che rientri a pieno titolo nella categoria “Fantascienza per famiglie” il cui più fulgido esempio rimane “E.T. l'extra-terrestre” di Spielberg. Invece sulla fantascienza filosofica mi sa che non c’è più molto da dire, pare, al momento almeno. Direi che gli ultimi esemplari degni di questo nome (parlo dei film ambientati all’esterno del pianeta terra) rimangono 2001: Odissea nello spazio, SOlaris di Tarkovskij o Soderbergh, Interstellar di Nolan e ci metterei anche The Martian di Scott anche se quest’ultimo lo farei rientrare di più tra i film sul problem solving, meglio. Insomma, tutti film che fanno riflettere sulla condizione umana, ma con alla base una solida realtà scientifica, potremmo dire. Sembrerà strano, ma dal film, temo si evinca che è sempre sia più facile di questi tempi andare d’accordo con gli extraterrestri che con i nostri simili umani. Ecco un bell’argomento da utilizzare in un prossimo film che potrebbe inaugurare un altro filone “fantasy” che potremmo denominare di “Fantarealtà” o “Realfiction” ovvero: “come riuscire a coesistere mediamente tra esseri umani col vizio della guerra planetaria”. Davvero un altro film “fantastico”
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folgore94
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mercoledì 25 marzo 2026
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carino
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Film godibile sembra una bella storia di fantascienza con un tono quasi fiabesco . Fatto molto bene tra effetti e musica ,Ryan Gosling ni.
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pippo
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martedì 24 marzo 2026
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salviamo il sole? guidati da un granchio spaziale
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Il film — chiaramente riconducibile all’universo narrativo di Project Hail Mary — ambisce a collocarsi nel solco della fantascienza “realistica”, ma finisce per smarrire proprio quel rigore che dovrebbe sostenerlo.
L’assunto iniziale è, sulla carta, intrigante: il Sole sta perdendo energia a causa di microorganismi alieni, gli “astrofagi”, e la Terra è destinata a una nuova glaciazione. Un’idea che richiama immediatamente l’epica cosmica di Interstellar, ma senza ereditarne la coerenza interna. Qui, infatti, la sceneggiatura rinuncia quasi del tutto a costruire un apparato pseudo-scientifico credibile: non c’è nemmeno il tentativo — anche solo superficiale — di dare una struttura logica alla catena degli eventi.
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Il film — chiaramente riconducibile all’universo narrativo di Project Hail Mary — ambisce a collocarsi nel solco della fantascienza “realistica”, ma finisce per smarrire proprio quel rigore che dovrebbe sostenerlo.
L’assunto iniziale è, sulla carta, intrigante: il Sole sta perdendo energia a causa di microorganismi alieni, gli “astrofagi”, e la Terra è destinata a una nuova glaciazione. Un’idea che richiama immediatamente l’epica cosmica di Interstellar, ma senza ereditarne la coerenza interna. Qui, infatti, la sceneggiatura rinuncia quasi del tutto a costruire un apparato pseudo-scientifico credibile: non c’è nemmeno il tentativo — anche solo superficiale — di dare una struttura logica alla catena degli eventi. Il risultato è una narrazione che procede per imposizione, più che per necessità.
La costruzione narrativa segue uno schema ormai inflazionato: il continuo alternarsi tra presente e passato, con due linee temporali che si intrecciano progressivamente. Un espediente che, se ben orchestrato, può arricchire la tensione drammatica, ma che qui appare meccanico e prevedibile. Ogni rivelazione è anticipata, ogni snodo è intuibile con largo anticipo, svuotando di efficacia quello che dovrebbe essere il cuore emotivo del racconto.
Ma è nel rapporto tra il protagonista e l’alieno che il film tocca il punto più controverso. La creatura — una sorta di enorme granchio racchiuso in una sfera trasparente — finisce per trasformarsi da elemento di alterità a figura quasi caricaturale. Il suo progressivo “adattamento” ai comportamenti umani, fino a imitare movenze e modi di dire, anziché generare empatia o meraviglia, scivola involontariamente nel grottesco. Una scelta che mina ulteriormente la sospensione dell’incredulità, già compromessa da una base narrativa fragile.
Visivamente e concettualmente, il film tenta di giocare su un terreno ambizioso, ma senza la disciplina necessaria per sostenerlo. Dove opere come Interstellar costruivano un equilibrio tra spettacolo e rigore teorico, qui si percepisce una certa superficialità di fondo, quasi una fretta di arrivare al punto senza guadagnarselo.
In definitiva, ci troviamo davanti a un’opera che vorrebbe parlare di salvezza globale, di sacrificio e di scoperta, ma che rimane intrappolata in cliché narrativi e semplificazioni eccessive. L’idea di fondo aveva potenziale; l’esecuzione, purtroppo, non riesce a trasformarlo in qualcosa di davvero memorabile.
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steffa
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martedì 24 marzo 2026
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non funziona
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un film forzato, sembra la parodia di Interstellar, noiosissimo
[+] giusto solo parodia
(di mauro.t)
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luca panepucci
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lunedì 23 marzo 2026
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film banale, inverosimile e con dialoghi ridicoli
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Ho visto la recensione e attendevo un film da oscar.
Non so se l'attesa fosse eccessiva, ma io l'ho trovato un film banalmente inverosimile e non dal punto di vista fantascientifico, nonostante tutto la storia potrebbe, e dico potrebbe, essere anche accettabile.
Il sole (inclusi altri numerosi astri del firmamento) sta morendo a causa di alcuni microrganismi (astrofagi) che assorbono l'energia del sole stesso.
E' mai verosimile che l'unico "scienziato" a cui è affidato il compito di capire cosa stia accadendo e successivamente gli venga asegnato il compito di trovare una soluzione sia un biologo (seppur bravo) insegnante di scuola media?
Che venga "spedito" in missione su una astronave all'ultimo momento, senza aver mai avuto esperienze analoghe, ossia non essere mai stato lontanamente coinvolto in una missione spaziale in come astronauta?
Per non parlare dei dialoghi banali, con le solite battute da film americano, quando si sta avendo a che fare con la fine dell'umanità.
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Ho visto la recensione e attendevo un film da oscar.
Non so se l'attesa fosse eccessiva, ma io l'ho trovato un film banalmente inverosimile e non dal punto di vista fantascientifico, nonostante tutto la storia potrebbe, e dico potrebbe, essere anche accettabile.
Il sole (inclusi altri numerosi astri del firmamento) sta morendo a causa di alcuni microrganismi (astrofagi) che assorbono l'energia del sole stesso.
E' mai verosimile che l'unico "scienziato" a cui è affidato il compito di capire cosa stia accadendo e successivamente gli venga asegnato il compito di trovare una soluzione sia un biologo (seppur bravo) insegnante di scuola media?
Che venga "spedito" in missione su una astronave all'ultimo momento, senza aver mai avuto esperienze analoghe, ossia non essere mai stato lontanamente coinvolto in una missione spaziale in come astronauta?
Per non parlare dei dialoghi banali, con le solite battute da film americano, quando si sta avendo a che fare con la fine dell'umanità.
Per non parlare della durata eccessiva.....
Forse sarò io che non l'ho compreso, ma secondo il mio modesto parere, il più brutto film sci-fi che ho visto al cinema.
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