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giacomo
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mercoledì 14 ottobre 2026
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deludente, non perdete tempo per guardarlo
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film senza alcuna logica, buchi tra le scene, una accozzaglia tra vari film come interstellar, viaggi spaziali. La fantasia l'aveva terminata il registra. Non capisco come facciano a descriverlo altri come un capolavoro. Scegliete un altro film, vale meno di zero.
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spacexion
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lunedì 28 settembre 2026
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un?avventura spaziale divertente ma innocua.
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Al momento dell'uscita, Project Hail Mary era stato accompagnato da un fiume di recensioni positive, anche da parte di critici di un certo rispetto e lontani dalla compiacenza verso le grandi case di distribuzione. Questo aveva fatto sperare molti potenziali spettatori, tra cui il sottoscritto, di avere a che fare con una pellicola fresca, innovativa, originale, profonda: alcuni degli aggettivi che tornavano più spesso nelle recensioni.
Forse proprio questo entusiasmo iniziale ha introdotto un leggero bias, con il rischio che lo spettatore arrivasse in sala con aspettative troppo elevate rispetto alla qualità reale del film.
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Al momento dell'uscita, Project Hail Mary era stato accompagnato da un fiume di recensioni positive, anche da parte di critici di un certo rispetto e lontani dalla compiacenza verso le grandi case di distribuzione. Questo aveva fatto sperare molti potenziali spettatori, tra cui il sottoscritto, di avere a che fare con una pellicola fresca, innovativa, originale, profonda: alcuni degli aggettivi che tornavano più spesso nelle recensioni.
Forse proprio questo entusiasmo iniziale ha introdotto un leggero bias, con il rischio che lo spettatore arrivasse in sala con aspettative troppo elevate rispetto alla qualità reale del film.
Indubbiamente, la storia è coinvolgente e, per quanto non rivoluzionaria — un personaggio "qualunque", un professore modesto e afflitto da un enorme complesso dell'impostore, chiamato a salvare il mondo e persino l'universo! — riesce a divertire per gran parte delle tre ore di durata della pellicola.
Il presupposto di base della produzione, ossia il rifiuto dell'uso massiccio della CGI a favore di effetti speciali proiettati, che permettono agli attori di muoversi, se non su un set reale, almeno in un ambiente che possono vedere in tempo reale, è, coi tempi che corrono, fortemente apprezzabile.
Anche la prova attoriale di Ryan Gosling rientra certamente tra gli elementi positivi, confermando una carriera in progressivo crescendo che non passa inosservata.
Il design dell'alieno è altrettanto ben studiato e la direzione artistica riesce a tenersi lontana dallo stereotipo dell'alieno "buono, quindi carino". Viene definita un'alterità con cui la nostra mente umana fatica inizialmente a entrare in empatia, almeno fino al momento in cui lo spettatore viene guidato passo dopo passo a conoscerla, preso per mano dal personaggio di Grace e dal suo modo di entrare in sintonia con l'improvvisato compagno di viaggio.
Nel complesso, quindi, regia, scenografie, recitazione e persino la musica — non un capolavoro alla Interstellar, ma comunque utilizzata con criterio e ben integrata nei climax narrativi — confezionano un'opera di qualità apprezzabile e per nulla sgradevole.
Eppure rimane un senso di incompiutezza sul piano della sceneggiatura, del coraggio delle idee contenute al suo interno e della profondità che questa storia avrebbe potuto raggiungere.
Il tono dimesso, spesso persino da commedia, stona con la vertigine del pericolo universale — letteralmente — e con la straordinarietà dell'avventura intrapresa per salvare l'umanità. Il "Primo Incontro" è un tema che sottintende, almeno per l'umanità, una vera e propria rivoluzione del pensiero: significherebbe confrontarsi con un'altra forma di vita senziente, con un'altra etica, un'altra filosofia e, forse, altre religioni e altri modi di approcciare le scienze. Project Hail Mary spazza via quasi completamente questi temi, limitandosi a qualche accenno, come quello alla specie aliena che non conosce la teoria della relatività e che tuttavia riesce comunque a viaggiare nello spazio, per poi tornare rapidamente all'elogio della scienza e della matematica come linguaggio universale.
Quest'ultimo tema è certamente presente, ma rimane sullo sfondo e viene ridotto ai suoi minimi termini, probabilmente anche per andare incontro a un pubblico il più vasto possibile, tra cui si annoverano molti potenziali spettatori che cominciano a sbadigliare non appena si accenna alla filosofia della scienza.
Alla fine rimane l'impressione di aver visto, più che altro, un buddy movie nello spazio: un film tutto sommato assai innocuo, perfettamente godibile anche in famiglia con bambini piccoli al seguito.
Tutto ciò che avrebbe potuto portare profondità di riflessione e pensiero complesso viene smussato, gommato, ridimensionato, trasformando quella che avrebbe potuto essere una formidabile odissea filosofica ai confini dell'Universo in una sorta di variante di E.T. con personaggi adulti, o in un Interstellar al ribasso...
Un'occasione sprecata.
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nadia
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venerdì 31 luglio 2026
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finalmente un film con la f maiuscola
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Un film che riesce a tenerti incollato allo schermo per 2 ore e mezza senza i toni holliwodiani a cui siamo abituati: qui di supereroi, grandi ed epiche battaglie, effetti sonori all'ennesima potenza e perfino la (solita) figura dell'eroe pronto a tutto con addosso la gloria di chi salva il mondo..semplicemente mancano, e FINALMENTE aggiungo. Sarebbe stata l'ennesima storia già vista, il senso del trito e ritrito che ci accompagna ormai da decenni ogni qual volta usciamo da un cinema dopo aver visto il film di fantascienza di turno. Invece qui il centro assoluto è l'essere vivente, la vita stessa, e i sentimenti, quelli veri. E sentimenti veri sono quelli che suscita nello spettatore.
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Un film che riesce a tenerti incollato allo schermo per 2 ore e mezza senza i toni holliwodiani a cui siamo abituati: qui di supereroi, grandi ed epiche battaglie, effetti sonori all'ennesima potenza e perfino la (solita) figura dell'eroe pronto a tutto con addosso la gloria di chi salva il mondo..semplicemente mancano, e FINALMENTE aggiungo. Sarebbe stata l'ennesima storia già vista, il senso del trito e ritrito che ci accompagna ormai da decenni ogni qual volta usciamo da un cinema dopo aver visto il film di fantascienza di turno. Invece qui il centro assoluto è l'essere vivente, la vita stessa, e i sentimenti, quelli veri. E sentimenti veri sono quelli che suscita nello spettatore.
Stupendo.
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tyler durden 76
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mercoledì 8 luglio 2026
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la fantascienza del nuovo millennio
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Da poco ho compiuto 50 anni, eppure un film come questo è riuscito al tempo stesso a divertirmi ed emozionarmi. La fantascienza qui è davvero un mezzo per parlare di tanto altro e nel modo più semplice sensibile e divertente. Un gran bel film da vedere e rivedere in famiglia. Ryan Gosling davvero in gran spolvero.
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ilamar
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sabato 23 maggio 2026
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che pippone!
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Un Pippone da 2h e 30 di un uomo su una navicella con un granchio alieno. La storia è lenta e a tratti noiosa, sicuramente bello il rapporto tra Grace e il granchio, ma molte scene sono volutamente troppo lunghe. Simile ad altri film sullo stesso tema.
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gustibus
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giovedì 14 maggio 2026
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"solo per persone intelligenti..?"
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Non spaventatevi della frase di lancio,l'ho raccolta da decine di recensioni social molto negative..e questo spettatore con grande coraggio ha scritto così!...Grande coraggio di Amazon studios che ha fatto il record d'incassi per un film prodotto.Un applauso ai registi,ai sceneggiatori per aver messo in scena un film di 160 minuti...un applauso a Ryan Gosling,veramente bravo.Il film?...tutto ricco di immagini a 130anni luce dalla terra.Si deve salvare la terra dal raffreddamento del sole.Non c'è molto da dire..tanto fantasy con poca realta'umana..Uno scienziato mai andato nello spazio che fa cose che neanche 20 astronauti insieme ci sarebbero riusciti ed era vicino al pianeta Venere.
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Non spaventatevi della frase di lancio,l'ho raccolta da decine di recensioni social molto negative..e questo spettatore con grande coraggio ha scritto così!...Grande coraggio di Amazon studios che ha fatto il record d'incassi per un film prodotto.Un applauso ai registi,ai sceneggiatori per aver messo in scena un film di 160 minuti...un applauso a Ryan Gosling,veramente bravo.Il film?...tutto ricco di immagini a 130anni luce dalla terra.Si deve salvare la terra dal raffreddamento del sole.Non c'è molto da dire..tanto fantasy con poca realta'umana..Uno scienziato mai andato nello spazio che fa cose che neanche 20 astronauti insieme ci sarebbero riusciti ed era vicino al pianeta Venere.Poi sinceramente nonostante la lunghezza eccessiva non annoia...ma la voglia di lasciare la visione esiste.Comanda il pubblico ed e'sempre cinema.
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michele voss
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giovedì 9 aprile 2026
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film di fantascienza mediocre
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Su un noto social tutti a consigliare questo film di fantascienza assolutamente da vedere ...
Andiamo ... premesso che dal punto di vista tecnico ormai questi film sono tutti ottimi, poco da ridire, il problema sorge per il fatto che i personaggi parlano ...
Da subito i dialoghi sono infarciti di ironia di basso livello, ma il peggio deve ancora arrivare quando ci si dovranno sorbire due ore di dialoghi da infanzia con l'alieno trasformato a "macchietta" il cui linguaggio viene rielaborato per essere compreso dall'umano ... sarebbe stato meglio se i due non fossero mai riusciti a comunicare ..
Una noia mortale con l'attesa che finisse quanto prima una volta compreso che non ci sarebbe stata speranza che la storia potesse avere una svolta da film serio come avrebbe meritato il tema del film, salvare il Sole.
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Su un noto social tutti a consigliare questo film di fantascienza assolutamente da vedere ...
Andiamo ... premesso che dal punto di vista tecnico ormai questi film sono tutti ottimi, poco da ridire, il problema sorge per il fatto che i personaggi parlano ...
Da subito i dialoghi sono infarciti di ironia di basso livello, ma il peggio deve ancora arrivare quando ci si dovranno sorbire due ore di dialoghi da infanzia con l'alieno trasformato a "macchietta" il cui linguaggio viene rielaborato per essere compreso dall'umano ... sarebbe stato meglio se i due non fossero mai riusciti a comunicare ..
Una noia mortale con l'attesa che finisse quanto prima una volta compreso che non ci sarebbe stata speranza che la storia potesse avere una svolta da film serio come avrebbe meritato il tema del film, salvare il Sole.
La scena migliore del film è quella di Sandra Huller che al karaoke canta "Sign of the times" di Harry Styles ..... che è tutto detto.
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[+] è film di fantascienza mediocre ?
(di matteo venturini )
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matteo venturini
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sabato 4 aprile 2026
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"just stop your crying, it''s a sign of the times"
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L'Utlima Missione: Project Hail Mary.
Bellissimo film da vedereve che consiglio ai tutti!
L'ultimo tentativo di salvare la Terra e l'umanità da una fine angosciante. Diciamo un'Ave Maria.
La forza dello spazio infinito, del silenzio totale, una missione apparentemente impossibile.
Qui viene il bello, una missione piena di originalità scientifica, senso dello humor, e di un'inventiva e commovente collaborazione di acute intelligenze e positività che accendono una crescente e progressiva speranza.
Con leggerezza ed allegria le 2.40 ore di film passano veloci e divertenti.
Amo la scienza e la fantascienza e quando quest'ultima, se di qualità, vede ben oltre.
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L'Utlima Missione: Project Hail Mary.
Bellissimo film da vedereve che consiglio ai tutti!
L'ultimo tentativo di salvare la Terra e l'umanità da una fine angosciante. Diciamo un'Ave Maria.
La forza dello spazio infinito, del silenzio totale, una missione apparentemente impossibile.
Qui viene il bello, una missione piena di originalità scientifica, senso dello humor, e di un'inventiva e commovente collaborazione di acute intelligenze e positività che accendono una crescente e progressiva speranza.
Con leggerezza ed allegria le 2.40 ore di film passano veloci e divertenti.
Amo la scienza e la fantascienza e quando quest'ultima, se di qualità, vede ben oltre.
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jonnylogan
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lunedì 30 marzo 2026
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la sentinella
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Phil Lord e Chris Miller, coppia inseparabile di registi per film d’animazione – è infatti loro fra le altre cose il merito dell’Oscar per la versione animata dell’arrampicamuri: Spider-Man – Un nuovo universo (id.; 2019) - Danno voce, e opportunità recitativa, a un Ryan Gosling che da solo fa sia il co-produttore, di un film di fantascienza decisamente sui generis. Un protagonista quasi in solitaria, esattamente come il personaggio che interpreta, di un film che affonda le proprie radici nell’ultimo romanzo omonimo dell’autore Andy Weir, che da appassionato di Isaac Asimov e Arthur C. Clark ha saputo dar vita a una storia improntata sull’esistenza di altri mondi al di fuori del nostro.
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Phil Lord e Chris Miller, coppia inseparabile di registi per film d’animazione – è infatti loro fra le altre cose il merito dell’Oscar per la versione animata dell’arrampicamuri: Spider-Man – Un nuovo universo (id.; 2019) - Danno voce, e opportunità recitativa, a un Ryan Gosling che da solo fa sia il co-produttore, di un film di fantascienza decisamente sui generis. Un protagonista quasi in solitaria, esattamente come il personaggio che interpreta, di un film che affonda le proprie radici nell’ultimo romanzo omonimo dell’autore Andy Weir, che da appassionato di Isaac Asimov e Arthur C. Clark ha saputo dar vita a una storia improntata sull’esistenza di altri mondi al di fuori del nostro. Una coesistenza che costringe, anche il restio Ryland Grace a rivedere le proprie priorità e vedute. Per salvare il nostro pianeta, che potrebbe scomparire nel breve volgere di qualche decennio, risucchiato da un sole ormai malato, il professor Grace non dovrà solamente dare fondo alle sue conoscenze scientifiche, ma anche alle sue esigue capacità di cooperazione con un entità aliena, con la quale s’imbatterà una volta risvegliatosi da un letargo indotto, per ragioni tecniche, e che ne ha cancellato la memoria.
Grazie ai ricordi molto frammentari, ma progressivamente sempre più chiari e lucidi, di Grace, ne ripercorreremo la storia recente. Ovvero quella di uno scienziato che si è ritrovato ostracizzato dalla comunità scientifica, dovendo ripiegare sull’insegnamento in una scuola media, fino all’obbligo di salire a bordo della Project Hail Mary, nome traducibile come: “Progetto Ave Maria”, quale ultima possibilità per salvare la vita a milioni di persone ignare di quello che sta per accadergli.
Gosling, che ha desiderato per sé il ruolo del protagonista, caldeggiando un progetto al quale si è sentito immediatamente legato, allieta il pubblico con qualche battuta ed espressione sorniona. Perdendosi in elucubrazioni con il suo alter ego extraterrestre, uno scienziato esattamente come lui e al quale assegna il nome di Rocky, avendo le sembianze di una roccia e con il quale stringerà un’amicizia basata sull’aiuto reciproco, al quale i due saranno obbligati per poter salvare i rispettivi mondi.
Un film che per una volta ci trascina nel mondo della fantascienza senza dar fondo a scontri fra alieni e terrestri, ma facendo maggior affidamento sul senso ultimo di chi siamo, dove desideriamo andare, e al fianco di chi. Un film che fra l'altro, nel breve volgere del primo fine settimana di distribuzione, si è già trasformato in un meritato sbanca botteghini.
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marcus
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domenica 29 marzo 2026
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fantascienza per famiglie
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Questo film mi pare che rientri a pieno titolo nella categoria “Fantascienza per famiglie” il cui più fulgido esempio rimane “E.T. l'extra-terrestre” di Spielberg. Invece sulla fantascienza filosofica mi sa che non c’è più molto da dire, pare, al momento almeno. Direi che gli ultimi esemplari degni di questo nome (parlo dei film ambientati all’esterno del pianeta terra) rimangono 2001: Odissea nello spazio, SOlaris di Tarkovskij o Soderbergh, Interstellar di Nolan e ci metterei anche The Martian di Scott anche se quest’ultimo lo farei rientrare di più tra i film sul problem solving, meglio.
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Questo film mi pare che rientri a pieno titolo nella categoria “Fantascienza per famiglie” il cui più fulgido esempio rimane “E.T. l'extra-terrestre” di Spielberg. Invece sulla fantascienza filosofica mi sa che non c’è più molto da dire, pare, al momento almeno. Direi che gli ultimi esemplari degni di questo nome (parlo dei film ambientati all’esterno del pianeta terra) rimangono 2001: Odissea nello spazio, SOlaris di Tarkovskij o Soderbergh, Interstellar di Nolan e ci metterei anche The Martian di Scott anche se quest’ultimo lo farei rientrare di più tra i film sul problem solving, meglio. Insomma, tutti film che fanno riflettere sulla condizione umana, ma con alla base una solida realtà scientifica, potremmo dire. Sembrerà strano, ma dal film, temo si evinca che è sempre sia più facile di questi tempi andare d’accordo con gli extraterrestri che con i nostri simili umani. Ecco un bell’argomento da utilizzare in un prossimo film che potrebbe inaugurare un altro filone “fantasy” che potremmo denominare di “Fantarealtà” o “Realfiction” ovvero: “come riuscire a coesistere mediamente tra esseri umani col vizio della guerra planetaria”. Davvero un altro film “fantastico”
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