Una madre, una figlia, e una scelta che metterà a dura prova il loro rapporto. Espandi ▽
Maria Angeles è un'anziana signora spagnola che vive a Tangeri. In fuga da Franco una grande comunità spagnola si era trasferita lì negli anni Trenta e Maria Angeles è la discendente di quelle famiglie. L'unica figlia, Clara, vive a Madrid con i nipoti. Clara però è divorziata, non riesce a mantenersi con il suo lavoro di infermiera e arriva a Tangeri per vendere la casa in cui vive sua madre, che il padre ha intestato a lei.
Le alternative per Maria Angeles sono due: o andare a vivere a Madrid a casa della figlia o recarsi in una residenza spagnola per anziani. Inizialmente la donna accetta di trasferirsi nella residenza, ma presto fugge da lì per tornare nella sua casa, che è stata svuotata dalla figlia in vista della vendita. Da quel momento Maria Angeles si adopererà per ricostruire la sua vita di prima, e forse anche aprirsi ad una vita nuova e a nuovi incontri.
L'anima del film è Carmen Maura, l'attrice spagnola tanto amata da Almodóvar, che oggi è una splendida ottantenne, e che domina lo schermo per tutta la durata del film. Calle Malaga è una favola che ha al centro il rispetto verso la terza età e verso un femminile mai passivo e sempre seducente, in qualunque momento della vita. Recensione ❯
Un neo-western contemporaneo che mescola azione e black humor, evocando le atmosfere di "Fargo" dei fratelli Coen. Espandi ▽
L'agente Ulysses inizia a lavorare come sceriffo ad interim di Normal, pacifica e prospera cittadina del Minnesota. Ulysses è stato chiamato a sostituire il precedente sceriffo, misteriosamente morto assiderato, e porta con sé il ricordo di un tragico errore commesso anni prima, per il quale si dà ancora la colpa. I suoi sospetti troveranno conferma quando due ladri sbandati tenteranno un improbabile colpo alla banca locale, ignorando l'esistenza di un incredibile legame fra la gente del posto e la mafia giapponese.
Da un soggetto scritto dallo stesso interprete protagonista, Bob Odenkirk, con lo sceneggiatore Derek Kolstad, un action che ibrida il classico racconto di una small town con vari scheletri nell'armadio e lo yakuza movie.
La sceneggiatura del film funziona come una strada a doppia percorrenza (cosa piuttosto comune oggi, a cominciare da Mad Max: Fury Road, perché svelato l'inganno collettivo su cui si basa la trama, lo ricostruisce e ne ricrea un altro, con il solo piacere di rimandarlo in frantumi. Recensione ❯
Nel 2001, Kamal Aljafari e l'amico Hasan viaggiano a Gaza per cercare un ex compagno di cella, esplorando luoghi, volti e ferite della città. Espandi ▽
In una serie di registrazioni risalenti al 2001 e ritrovate solamente di recente, Kamal Aljafari riporta alla luce un viaggio dell’epoca fatto a Gaza, in compagnia dell’amico Hasan. Il regista palestinese si era recato sul posto in cerca di un uomo con cui aveva brevemente condiviso una cella in prigione, più di dieci anni prima. Senza avere molte informazioni su di lui, i due si inoltrano per le strade di Gaza, parlano con gli abitanti, assistono alla distruzione già perpetrata dall’esercito israeliano, e si avventurano in auto nei territori fuori dalla città. In questi anni di conflitto atroce a Gaza, il cinema multidimensionale e autoriflessivo di Kamal Aljafari si propone come complemento ideale alle testimonianze documentarie più dirette e lineari che hanno a che fare con l’attualità nelle terre palestinesi. Dopo A Fidai Film del 2024, Aljafari torna con un’opera più essenziale e anche più personale, ancora una volta basata sullo scarto temporale tra periodi diversi e sulla riflessione ontologica di quale sia il significato di un’immagine preesistente una volta che ne cambiamo il contesto. Recensione ❯
Mantenendo una doppia vita tra la madre algerina e la fidanzata Léa, lo chef Mehdi trova una folle soluzione alle sue bugie. Espandi ▽
Mehdi è un giovane cuoco algerino che sta per rilevare la proprietà di un bistrot a Lione. La sua partner nell'acquisto del locale è Léa, la sua ragazza francese. Ma Mehdi non ha mai parlato dell'esistenza della ragazza alla madre Fatima, che vorrebbe che sposasse un'algerina e ha anche già pronta la candidata ideale. La madre vuole tornare nel suo Paese natale, dunque anche se Léa ha presentato da tempo il fidanzato ai suoi genitori, co-finanziatori del progetto di ristorazione, il ragazzo pensa di potersela cavare nel tenere lontane madre e fidanzata. Ma quando Léa insiste per incontrare Fatima, Mehdi ingaggia la proprietaria di un bar, Souhila, affinché finga di essere sua madre.
Spezie e bugie - La cucina di Mehdi cavalca il filone spesso esplorato dal cinema internazionale del contrasto fra immigrati che vogliono rimanere ancorati alle loro tradizioni e i loro figli che cercano invece di inserirsi nella società che li ospita. l'interpretazione della grande attrice palestinese Hiam Abbass a rubare la scena nei panni di Souhila, così come è una gioia vederla divertirsi a fare la danza del ventre e a comportarsi da svitata, lei di solito così grave e composta.
Il film è una favola gradevole che offre spunti interessanti sul tema dell'emigrazione e dell'inserimento sociale di tradizioni cultuali diverse, ma cade spesso nei cliché del genere. Recensione ❯
Un'opera - a tratti brutale - sulla rivolta araba del '36. Un film di ampio respiro, dalla natura corale e capace di abbracciare molti punti di vista. Drammatico, Guerra, Storico - Regno Unito, Qatar2025. Durata 119 Minuti.
Un dramma storico ambientato nel 1936 durante la rivolta palestinese contro il dominio coloniale britannico. Espandi ▽
A Gerusalemme, nell'epoca del Mandato britannico della Palestina, il giovane Yusuf lavora come autista per il facoltoso Amir Atef e sua moglie, la giornalista Khuloud. Punto di contatto tra gli ambienti altolocati cittadini e la realtà rurale del paese, il giovane proviene dal villaggio di Al-Basma, dove cova la ribellione contadina nei confronti dei coloni ebrei, che prendono sempre più il controllo dei territori, e della repressione militare britannica, rappresentata dal capitano Wingate.
Dopo la notizia della spartizione del paese tra ebrei e arabi, nel 1937, il conflitto esplode nel villaggio e coinvolge la famiglia di Yusuf e quella della giovane vedova Rabab, la quale a sua volta ha una figlia e dei genitori anziani di cui preoccuparsi.
In una narrativa di ampio respiro, dalla natura corale e capace di abbracciare punti di vista multipli, Jacir lascia in realtà da parte la presenza ebrea per concentrarsi sulla disastrosa responsabilità britannica, che tra il lavoro della Commissione Peel e la violenta repressione sul campo dei ribelli indirizzò tutti gli eventi successivi. Recensione ❯
Il film si inserisce nella tradizione della commedia francese contemporanea, capace di mescolare leggerezza e profondità con uno sguardo attento sulle fragilità del presente. Espandi ▽
Francia, 1958. Michel lavora in banca come consulente al credito per le imprese. Hélène, sua moglie, resta a casa a cucinare, passare l'aspirapolvere e lavare i panni a mano - finché tramite un concorso non vince una lavatrice "moderna" che creerà un corto circuito che spedirà Michel ed Hélène nel 2025, in una realtà parallela che vede tutto capovolto.
La premessa di Era meglio domani ha grandi potenzialità, tanto comiche quanto drammatiche, ma sfrutta solo le prime, e non sempre con la necessaria sagacia, ma la commedia fa sorridere, tanto nella parte iniziale quanto nello sviluppo successivo, in cui il presente viene raccontato come ricco di progressi ma non privo di lati negativi, come la dipendenza dei giovani dai device, la birra senza alcol e l'obsolescenza programmata.
Il film semplifica un po' troppo a scopo comico quelli che sono temi attuali e rilevanti: ma si lascia guardare volentieri, e immaginiamo già un remake italiano, visto il successo di cassetta oltralpe. Recensione ❯
Un industriale intraprende un'avventura nel mondo della moda. Quella che doveva essere
un'innocua svolta professionale, diventa un pericoloso viaggio dentro sé stesso. Espandi ▽
Luca, un influente imprenditore biellese di mezza età, raggiunto il successo economico e una
eccellente rispettabilità nell'alta borghesia di provincia, per evadere dalla sua solita quotidianità,
tenta di reintrodurre nella sua vita una sua vecchia passione giovanile: la fotografia. Grazie alla
scoperta casuale di un'app, un bizzarro gioco di carte, il Photogame, basato su un'intelligenza
artificiale, Luca crea un gioco affascinante, ma che ben presto si rivelerà pericoloso, usando un
intrigante scambio di ruoli, in cui lui stesso pilota fotografi e modelle facenti parte dell'entourage
del suo nuovo atelier di moda. Sfiderà, così, la sua integrità di uomo fino a distruggere anche la
sua solidità familiare dopo l'incontro inaspettato con una sua vecchia fiamma, la contessa
Lucrezia, che chiede a Luca di introdurre Marta, la sua giovane figlia, nella moda. Purtroppo il
Photogame prenderà il sopravvento e nonostante tutti siano certi di essere in grado di poterlo
controllare, si ritroveranno davanti a conseguenze irrimediabili. Recensione ❯
Film mostro che si interroga sulla posizione dell'artista in tempo di guerra quando l'ignoranza diventa un crimine. Drammatico, Francia, Cipro, Germania, Israele2025. Durata 150 Minuti.
Dopo il 7 ottobre, un pianista jazz di Tel Aviv accetta di comporre un inno patriottico, diventando complice della propaganda e firmando il suo suicidio artistico. Espandi ▽
All’indomani del 7 ottobre, il governo israeliano chiede a Y. di comporre un nuovo inno nazionale alla gloria della schiacciante grandezza di Israele. Il suo quotidiano è un hangover senza fine che l’offensiva mortale di Hamas contro Israele e la successiva risposta dell’esercito israeliano sfiorano appena. Fino al giorno in cui dice “sì” e scrive una melodia patriottica e bellicosa, facendosi agente e complice della propaganda israeliana. Accomodato al pianoforte e in faccia all’orrore, compone il suo suicidio (artistico). Lapid si interroga e interroga la posizione dell’artista in tempo di guerra, perché di fronte all’abiezione l’ignoranza diventa un crimine. Usa il cinema per decostruire la sua nazione – Israele, il suo potere, il suo governo, la sua violenza sorda e il suo nazionalismo immondo - e costruire immagini cinematografiche che si ergono come contro-discorsi. La terra promessa, dove tutto vale e più niente è intollerabile, non lascia altra scelta se non la fuga. Recensione ❯
Un'insegnante di scuola primaria in difficoltà inizia a prendere decisioni discutibili dopo che uno dei suoi alunni rimane ferito. Espandi ▽
Maria è una maestra delle elementari, determinata a trasmettere ai suoi alunni di dieci anni tutta la passione per il suo lavoro.
Ma ogni suo tentativo viene messo a dura prova da un bambino particolarmente ribelle e ingestibile, capace di trasformare la classe in un piccolo campo di battaglia.
Con la sua carriera sempre più in bilico e la situazione ormai fuori controllo, Maria si lascia trascinare in una serie di decisioni sempre più azzardate, fino a commettere l'impensabile: portare accidentalmente con sé il bambino e finire per rinchiuderlo in casa.
Quando cerca disperatamente di rimediare, però, accade qualcosa di inaspettato. Senza la sua "mela marcia", la classe rifiorisce: gli alunni fanno progressi, i colleghi si congratulano con lei e i genitori sono finalmente entusiasti. Quello che doveva essere un errore da cancellare al più presto comincia così ad assomigliare pericolosamente alla soluzione perfetta.
Per Maria, tornare indietro diventa ogni minuto più difficile. Recensione ❯
Un film solido - classico ma contemporaneo - che parla dell'ingiustizia della condizione femminile. E dove la musica può fare tutto. Drammatico, Storico - Italia, Francia2025. Durata 110 Minuti.
Il film liberamente tratto dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa. Espandi ▽
Venezia, 1716. Cecilia è un'orfana che la madre ha affidato all'Ospedale della Pietà, e come le altre ospiti dell'istituto ha imparato a leggere, scrivere e soprattutto suonare uno strumento musicale, nel suo caso il violino. Le musiciste più dotate dell'orfanotrofio si esibiscono in pubblico dietro ad una grata. Le ragazze vengono affidate alla guida di un prete di grande talento ma fallimentare come impresario musicale. Si tratta di Antonio Vivaldi che intuirà in Cecilia un talento simile al proprio, e un'analoga passione per la musica.
Michieletto conosce bene la musica e ne capisce il potere, e capisce anche il potere dello spettacolo, dunque crea un film colto ma accessibile al pubblico, classico ma contemporaneo, con l'aiuto di una sceneggiatura solida che punta a raccontare l'ingiustizia della condizione femminile.
Il secondo asso nella manica di Primavera è la sontuosa fotografia di Daria D'Antonio, che illumina in modo fortemente pittorico composizioni sceniche che sono quadri viventi. Terzo asso è l'interpretazione appassionata ma rigorosa di Tecla Insolia, che si conferma la migliore attrice italiana della sua generazione. Recensione ❯
Un originale film sportivo, dalla regia empatica. Dove l'impresa eccezionale è essere normale. Azione, Biografico, Drammatico - USA2025. Durata 123 Minuti.
Biopic sportivo sulla vita di Mark Kerr, sollevatore di pesi, campione di MMA e wrestler. Espandi ▽
Tre anni nella vita e nella carriera di Mark Kerr, che è stato un pioniere nella disciplina delle arti marziali miste a cavallo tra gli Anni Novanta e i duemila. I combattimenti brutali si fanno sentire sul corpo dell'atleta, che sviluppa una dipendenza dagli oppiacei per placare i dolori.A casa, in Arizona, lo attende la compagna Dawn. Un sostegno importante gli viene dall'amico e rivale Mark Coleman, tramite il quale Kerr si avvicina all'allora nascente mondo dell'UFC che promette guadagni ancora maggiori.
Kerr è presumibilmente un nome poco familiare al grande pubblico se non ai più fedeli appassionati degli sport da combattimento, ma il regista si rifiuta di accettarlo, cercando invece l'eccezionalità in un personaggio che cerca disperatamente di conformarsi.
Safdie nasconde tutto ciò in un involucro dall'aspetto conosciuto, quasi scontato, puntando il dito e sfidando lo spettatore a vederci la stessa unicità che sta indicando lui da lontano, come nell'epilogo sornione che chiude il film e che ci ricorda quanto è importante tenere la giusta distanza. Recensione ❯
Un film dichiaratamente da grande pubblico, divertente e attento alle nuove (iper)sensibilità maschili e femminili. Commedia, Italia2025. Durata 97 Minuti.
La nostra mente è un posto molto affollato, siamo tutti pluriabitati con tante diverse personalità che devono convivere tra di loro. Razionali, romantiche, istintive, a volte folli. Ma chi comanda veramente? Espandi ▽
Piero, insegnante di Storia e Filosofia recentemente divorziato e con una figlia piccola, intenzionato a rimettersi in gioco con le donne ma ancora scottato dalle delusioni del passato. Lara, la giovane donna single reduce dalla relazione infelice con un uomo sposato che vorrebbe un partner affidabile che l'aspetti sotto casa, e invece tende a cadere nella trappola di amori senza futuro. Lara e Piero si incontrano per il loro primo appuntamento, si piacciono ma non osano confessarlo. Riusciranno a zittire quel chiacchiericcio incessante e a trovare la strada verso una relazione finalmente appagante?
FolleMente inventa uno scenario in cui, da spettatori, assistiamo sia all'incontro fra Piero e Lara che alla battaglia che si svolge nelle loro menti, dato che le varie personalità battibeccano senza sosta, ognuna intenta a portare il discorso (e le decisioni che ne conseguono) dalla propria parte.
Alcuni dettagli sono cinematograficamente ben riusciti (anche se reminiscenti di Inside Out), come la ricerca affannosa delle parole che ci vengono a mancare al momento giusto attraverso i cassetti della nostra memoria. L'energia cinetica fra gli attori funziona, così come funziona il copione scritto a cinque mani. Recensione ❯
"Un giorno i tuoi genitori non ci saranno più e sarai pieno di rimorsi" è la frase che convince Angelo a prendersi cura dei suoi vecchi genitori ora che non sono più autosufficienti. Espandi ▽
Angelo Duro fa l'autista di notte raccattando gli adolescenti ubriachi fuori dalle discoteche. La sorella, che non sentiva da anni, una mattina lo chiama per responsabilizzarlo sulla gestione dei genitori anziani di cui lei si è sempre e sola preoccupata. È estate, ha una vacanza programmata e gli implora di darle il cambio. Prima riluttante, Angelo Duro accetterà l'incarico nell'ottica di vendicarsi con loro di tutto quello che gli hanno vietato o costretto di fare da piccolo.
Gennaro Nunziante, il regista dei primi film con Checco Zalone e con Pio e Amedeo, costruisce una cornice da commedia irriverente e paradossale sul personaggio comico, popolare in tv e al teatro, di Angelo Duro. Recensione ❯
Anderson fa il suo 'grande romanzo americano'. Un film corrosivo sulle rivoluzioni familiari, politiche, sociali. Drammatico, Thriller - USA2025. Durata 161 Minuti.
Quando il loro malvagio nemico ricompare dopo 16 anni, un gruppo di ex rivoluzionari si riunisce per salvare la figlia di uno di loro. Espandi ▽
Bob Ferguson, rivoluzionario in pensione, ha esploso tutti i suoi colpi nella giovinezza, sognando un mondo migliore al confine tra Messico e USA. Appeso al chiodo l'artiglieria e il nome di battaglia, Ghetto Pat, fa il padre a tempo pieno di Willa, adolescente esperta di arti marziali. Tra una canna e un rimorso prova a proteggerla dal suo passato che puntualmente bussa alla porta e chiede il conto. Dall'ombra riemerge un vecchio nemico, il colonnello Lockjaw, che più di ogni altra cosa vuole integrare un movimento suprematista devoto a San Nicola. Ma Bob e Willa sono un ostacolo alla sua ambizione. Lockjaw rapisce Willa e Bob riprende il fucile.
Paul Thomas Anderson è l'immagine del suo Paese: un ego smisurato alimentato da un'immaginazione senza limiti. Un genio che torna tenacemente alla misteriosa fonte che lo distingue dalla maggioranza dei suoi colleghi: l'ispirazione.
Tra Penn e DiCaprio, Infiniti è l’America da reinventare, la figura travolgente, la figlia a prova di test, la nipote di utopistici combattenti che promettevano un mondo migliore. Ma Anderson non coltiva la nostalgia e concentra il precipitato di un Paese marcio e inebetito. Un terreno fertile per il sogno di Willa, sulla soglia della porta e di un’epoca. Malgrado tutto sarebbe bello avere sedici anni. Recensione ❯
Una commedia che fotografa un'Italia legata alle proprie radici anche davanti alla necessità di adeguarsi al presente. Commedia, Italia2025. Durata 118 Minuti.
Un racconto ironico e appassionato lungo vent'anni, ambientato in un angolo meraviglioso della Sardegna. Espandi ▽
Alla soglia del nuovo millennio, due destini lontani si scontrano su una lingua di costa ancora incontaminata nel sud della Sardegna.
Efisio Mulas è un pastore solitario, custode silenzioso di un tempo che sembra non esistere più. Vive lì da sempre, tra il mare e i suoi animali, nella piccola casa dove è nato.
Dall'altra parte c'è Giacomo, Presidente di un potente gruppo immobiliare, simbolo di un'Italia lanciata verso il futuro. È deciso a trasformare quella costa in un resort di lusso.
Al suo fianco Mariano, capo cantiere e uomo pratico, ha il compito di convincere Efisio a cedere quell'ultimo lembo di terra.
Tra questi mondi inconciliabili si muove Francesca, la figlia di Efisio, divisa tra le sirene del cambiamento e l'appartenenza alla propria terra.
Quando Efisio rifiuta l'ennesima offerta milionaria, la trattativa si trasforma in una battaglia legale nella quale entra in scena Giovanna, una giudice nata e cresciuta in quei luoghi chiamata a dirimere il conflitto.
Mentre le pressioni aumentano e la comunità si spacca tra chi sogna nuove opportunità di lavoro e chi teme di perdere per sempre la propria identità, l'incrollabile "no" di Efisio si carica di un significato collettivo. Forte del valore delle sue scelte e della memoria di chi è venuto prima di lui, Efisio sa che a volte, proprio perché "la vita va così", bisogna fermarsi e decidere da soli dove andare. Recensione ❯
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