| Anno | 2022 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 131 minuti |
| Regia di | Joseph Kosinski |
| Attori | Tom Cruise, Miles Teller, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Glen Powell Lewis Pullman, Charles Parnell, Bashir Salahuddin, Val Kilmer, Monica Barbaro, Jay Ellis, Jean Louisa Kelly, Ed Harris, Manny Jacinto, Raymond Lee, Jake Picking, Danny Ramirez (I), Chelsea Harris, Rachael Markarian, Roberta Sparta, Peter Mark Kendall, Alexandra Williams, Brandon Rush, Rachel Winfree, Jason Woods, Dana Byrne, Mobin Khan, James Quach. |
| Uscita | mercoledì 25 maggio 2022 |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,67 su 30 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 14 giugno 2022
Argomenti: Top Gun
Il film riporta sul grande schermo Tom Cruise nei panni del celebre Pete "Maverick" Mitchell, già protagonista del film cult degli anni '80, Top Gun. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 4 candidature a BAFTA, Il film è stato premiato a National Board, 6 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, 3 candidature e vinto 2 Critics Choice Super, In Italia al Box Office Top Gun - Maverick ha incassato 13,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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A sessant'anni Pete "Maverick" Mitchell è ancora un 'semplice' officiale al servizio dell'aereonautica americana. Aveva tutto per diventare generale ma Mav se ne infischia delle stelle e dell'uniforme, preferisce essere un pilota collaudatore e superarsi a colpi di Mach. In ritiro in un hangar, tra ricordi gloriosi e 'riparazioni', è richiamato dai suoi superiori per addestrare una flotta che dovrà affrontare una missione ad alto rischio in territorio nemico: lo smantellamento di una base segreta di uranio. Tra i giovani allievi c'è Bradley Bradshaw, figlio di Goose, amico e copilota, morto accidentalmente anni primi durante un'esercitazione. La loro relazione fatica a decollare mentre i demoni tuonano come un F-14 e la missione incombe. Quella militare e quella formativa.
Trentasei anni dopo, Maverick riprende servizio in un film che omaggia gli anni Ottanta e i suoi interpreti. Operazione nostalgia già percorsa da Indiana Jones e dall'ultima trilogia di Star Wars, ma con Top Gun è tutta un'altra storia. Il blockbuster di Joseph Kosinski non resta a terra e vola altissimo.
Top Gun: Maverick è un sequel in piena salute e in pieno mito. Stesse amicizie virili, stesse rivalità per pilotare caccia potenti, stessa tensione omoerotica dietro ai Ray-Ban, stessa spiaggia e naturalmente stessi titoli di testa, che riprendono l'incipit di Tony Scott sul celebre tema di Harold Faltermeyer. Una lunga prima scena, evocatrice e onirica, che ci precipita di colpo nel 1986 e su una portaerei in febbrile attività. Il tempo non è passato, Top Gun è davanti a noi, intatto e pronto a tentare l'impossibile a fianco del suo eroe: contraddire tutte le attese e rifiutare tutto quello che avrebbe dovuto essere, o che l'industria avrebbe voluto che fosse. Un ultimo volo malinconico.
L'idea della trasmissione è centrale ma l'eroe di questo secondo capitolo è ancora lui, Tom Cruise, che corre in moto dentro lo stesso tramonto ma si domanda adesso fino a quando potrà 'volare', quando e dove smettere. Confrontare il suo personaggio col suo passato, dona a Maverick lo spessore che gli mancava nell'originale, dove dimorava archetipo grezzo. Soprattutto conduce il film verso un'altitudine emozionale quasi fordiana. Come lo struggente ritrovarsi di Tom Cruise con Val Kilmer, che rende conto dell'eterna giovinezza del divo e del suo dramma connaturato: vedere il tempo, la vita e la morte scorrere sugli altri. Ma non su di lui, che quella insaziabile ricerca di giovinezza la porta come un peso, o forse un destino.
Al di là della trama 'militare', il classico racconto di superamento e perdono, Top Gun: Maverick è soprattutto una nuova meditazione su Tom Cruise e la sua relazione col tempo che passa. Impossibile per lui lasciare andare. Lo dice e lo ripete dentro un film che gioca tanto (forse tutto) sulla sua età e su una forma di disadattamento al mondo contemporaneo, confrontandolo col ruolo che lo ha reso celebre e o lo ha definito.
Davanti alle immagini divoranti e organiche di Kosinski, che ci rammentano quanto ci fosse mancato il brivido del grande schermo, sembra quasi di assistere alla fine di un'epoca, all'ultimo respiro di un cinema del divertissement che ama i personaggi e lo spettacolo, che preferisce le storie ai concetti e che continua a lottare per non diventare una specie in via di estinzione. Top Gun: Maverick non ha certo la densità di West Side Story, per citare una delle ultime grandi riproposizioni hollywoodiane. L'estromissione poco elegante di Kelly McGillis a favore di un nuovo oggetto del desiderio, incarnato da Jennifer Connelly, paracaduta artificialmente nell'intrigo, o il tema del figlio del partner defunto a cui si vuole evitare la missione suicida, sono vecchie abitudini di Hollywood o trite convenzioni di genere (il film di aviazione).
Ma la sua sincerità compensa le lacune e induce le lacrime che poi si sciolgono in un'ironia pertinente e ben dosata. Il percorso drammaturgico di Maverick e le sue risonanze metacinematografiche si aggiustano con la messa in scena geometrica e virtuosa di Kosinski. Lontano dall'abuso del digitale e da qualsivoglia 'disincarnazione', l'autore filma i suoi attori in volo dentro gli F-18, pilotati da piloti qualificati. Le sequenze d'azione, iperboliche e impressionanti, impattano fisicamente i protagonisti e restituiscono al film culto di Tony Scott una nuova giovinezza. Top Gun: Maverick non rivoluzionerà la settima arte ma vi porterà al settimo cielo. Da vedere in sala, obbligatoriamente.
Sono passati più di trent'anni da quando Top Gun uscì al cinema segnando un grande successo di botteghino e lanciando Tom Cruise nell'Olimpo hollywoodiano. Ora il pilota Pete "Maverick" Mitchell è pronto a tornare per scontrarsi con le sfide del futuro. Abbandonata la lotta alla concorrenza russa da Guerra Fredda, Maverick dovrà infatti vedersela con l'avvento dei droni e da ricorrenti ritorni dal passato. Vecchi e nuovi protagonisti saranno impegnati con quello che viene chiamato "dogfight", ovvero il combattimento tra caccia, con il protagonista che pilota un F/A-18 Super Hornet.
Questo mondo mi ha affascinato, ma non voglio fare un remake. Voglio fare un nuovo film.
Tony Scott, regista del primo capitolo, riguardo le nuove frontiere dell'aviazione.
La sua prematura scomparsa nel 2012 ha rimesso però in discussione molte delle decisioni riguardanti il progetto che per molti anni è stato sull'orlo di essere cancellato.
Joseph Kosinski, regista di Tron: Legacy, Oblivion e Fire Squad - Incubo di fuoco, è stato poi selezionato per portare a termine la missione di rivedere sul grande schermo il pilota di Tom Cruise. Insieme alla star americana tornerà sul set anche Val Kilmer nel ruolo del noto antagonista Tom "Iceman" Kazansky, mentre Miles Teller vestirà i panni del nuovo co-pilota di Maverick, nonché figlio del precedente Goose, scomparso nel primo capitolo.
Proprio l'introduzione di questo personaggio ha reso l'attesa del film ancora più spasmodica: tanti sul web hanno cominciato a paragonare il giovane Anthony Edwards, interprete più di trent'anni fa di Goose, con l'attuale star di Whiplash, notando una notevole somiglianza molto apprezzata dagli amanti dell'originale. In un ruolo ancora poco delineato da mamma single, e probabilmente nuova fiamma di Maverick, si vedrà anche Jennifer Connelly.
Se le scelte dei casting sono state accolte molto bene, non tutto per la produzione è stato così semplice. La morte di Tony Scott ha infatti notevolmente danneggiato il progetto, in quanto l'idea iniziale di riportare Top Gun al cinema era stata proprio proposta dalla Paramount nel 2010 a Scott e Jerry Bruckheimer. Inizialmente per la sceneggiatura si era pensato a Christopher McQuarrie che aveva immaginato il film come una sorta di reboot, con nuovi personaggi e Tom Cruise che appariva in un ruolo minore, come una specie di mentore. Alla scomparsa di Scott fu proprio l'attore ad intervenire affinché il progetto venisse portato a termine e raccolse l'eredità del suo personaggio sulle sue spalle. Lo script fu affidato così a Peter Craig e Justin Marks che rividero la scrittura dei personaggi.
Gli imprevisti però non sono finiti: inizialmente annunciato per l'estate del 2019, il film sarebbe invece dovuto uscire in sala l'anno successivo, per permettere il perfezionamento di alcune scene di combattimento che richiedevano maggiore accuratezza. Lo scoppio della pandemia e le relative chiusure hanno fatto slittare di mese in mese fino al maggio del 2022. Un'attesa ricompensata solo dal grande schermo offerto alla prima internazionale: quello del Festival di Cannes che ha creato un vero e proprio evento intorno al film e al suo protagonista a cui verrà dedicato anche un omaggio alla carriera.
Dopo 36 anni torna sul grande schermo il sequel del film cult “Top Gun” di Tony Scott (a cui è dedcato), iconica pellicola degli anni ’80 e della sua generazione. E si può dire che torna alla grande, al top delle condizioni. Grazie al suo eternamente giovane e dinamico attore protagonista, Tom Cruise. A supportarlo egregiamente nell’ardua impresa, in armonioso [...] Vai alla recensione »
“Grazie per aver salvato la mia vita”. Lo tira fuori ad un certo punto del film, in modo spontaneo, lieto, uno dei personaggi – niente più arrivare primi per essere il meglio del meglio, niente sfide per capire chi possa essere l’aereo di appoggio. Ora è diverso, si è diversi. Lo sapevano i produttori e gli sceneggiatori, gli attori e i promoter. Lo sa anche il pubblico già subito dopo i titoli di testa, non dopo aver rivisto i caccia decollare e atterrare in controluce sulla USS Theodore Roosevelt (costruita nel 1986...), ma quando scorge per la prima volta Pete “Maverick” Mitchell, davanti a un aereo, poi in sella alla moto avvolto nel suo giubbotto puntellato di patch, eppure da solo, nel deserto, ancora capitano. Lo sappiamo noi e lo sanno loro, Maverick e Iceman – Tom Cruise e Val Kilmer, sempre quei due, spalla a spalla –, Rooster e Penny – Miles Teller e Jennifer Connelly, i volti nuovi che si portano dietro dei nomi vecchi –, e poi tutti gli altri, gli ammiragli lungo la catena di comando, i piloti più bravi della Marina che però non sono ancora pronti, gli amori e le famiglie dei veterani e delle reclute.
È in questo modo che Top Gun: Maverick - ora disponibile in streaming su CHILI - decide di levarsi di dosso il peso di essere il sequel di uno dei pezzi più scintillanti della cultura pop americana degli anni reaganiani, quel Top Gun (guarda la video recensione) che nel 1986 ha definitivamente emancipato Cruise dai teenage movies e lanciato la carriera di Tony Scott, l’adman britannico che assieme al fratello Ridley, Adrian Lyne e al dominus David Puttnam hanno scosso Hollywood con la loro epica/etica/estetica pubblicitaria. Certo, ci sono ancora Danger Zone, Take My Breath Away e il tema di Harold Faltermeyer; le mirabilie di aerei, oggetti e ambienti sono sempre le stesse; persino i nemici, a/occidentali o meno, fanno la loro breve comparsata finale. Però c’è il tempo a pesare e giudicare ogni cosa. Sono trenta e più anni per i protagonisti e sono trenta e più anni per gli attori. E questo si sente e soprattutto si vede – perché a Hollywood vedere è l’unica pulsione che conta –, nella voce che manca non ad Iceman ma a Val Kilmer, nell’assenza di Kelly McGillis perché non in forma come le altre star, negli F-14 oramai relegati nell’ultimo hangar.
Così l’unica cosa da fare è prendere tutto questo grumo e scioglierlo non nella nostalgia che tanto ha storpiato operazioni simili (Ghostbusters: Legacy, Star Wars: Il risveglio della forza), ma nella memoria, nel ricordo, perché tutto passa ma tutto lascia traccia. Maverick deve fare i conti con la sua parabola solitaria e discendente, deve ancora farlo, rispondendo ai fantasmi che sfilano di fronte a lui. Dal sole accecante della California sorgono le ombre del passato, la famosa e famigerata Penny Benjamin figlia del colonnello Benjamin, Rooster che è uguale ma diverso da Goose, le promozioni mai raggiunte, la vita che non è mai davvero andata avanti. E poi oltre Pete Mitchell sta lui, Tom Cruise, archetipo, simbolo e simulacro di un cinema che c’è ancora ma si vede poco, tra la scopofilia della star immortale e la scopofobia della star mortale, da anni impegnato in modo testardo, ossessivo, nella costruzione di una filmografia d’altri tempi che inizia e finisce con il suo corpo (tutti i Mission: Impossible, i due Jack Reacher, Edge of Tomorrow – Senza domani, giù giù fino al dittico Operazione Valchiria e Innocenti bugie).
1986 e 2022. Il loro Top Gun (guarda la video recensione) fu campione d’incassi, risollevò l’immagine delle forze armate statunitensi dopo il buco nero del Vietnam (anticipando la prima, vera, spettacolarizzazione di un conflitto, la Guerra del Golfo del ’90-‘91) e divenne uno spartiacque per il mercato home video (la videocassetta fu lanciata al prezzo scontato di 26,95 dollari, con in apertura uno spot della Pepsi, mossa di marketing mai fatta prima); il nostro Top Gun - Maverick ha portato a casa un miliardo e trecento milioni di dollari, rimesso su il sorriso dalle parti di Wilshire Boulevard a Los Angeles (sede del Media Office del Dipartimento della Difesa, principale sponsor e consigliere del film) e segnato un punto importante (ma non decisivo) per il ritorno del pubblico nelle sale. Soldi, militarismo e immagine. Il 1986 come il 2022.
Di rado si sono viste operazioni così lucide e così riuscite. Tornare sul luogo del delitto di un film storicizzato, mitizzato (e invecchiato) come Top Gun poteva essere molto rischioso: un eccessivo ammodernamento avrebbe tradito la fonte, un'adesione acritica poteva risultare stucchevole, per il pubblico contemporaneo vivente. Kosinski trova la quadra.