| Titolo originale | Alita: Battle Angel |
| Anno | 2019 |
| Genere | Azione, Avventura, Sentimentale, |
| Produzione | USA, Canada |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Robert Rodriguez |
| Attori | Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Ed Skrein Jackie Earle Haley, Keean Johnson, Michelle Rodriguez, Jorge A. Jimenez, Elle LaMont, Eiza González, Lana Condor, Marko Zaror. |
| Uscita | giovedì 14 febbraio 2019 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,17 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 22 marzo 2019
Tratto dal graphic novel giapponese "Battle Angel Alita" ambientata in un mondo post-apocalittico popolato da uomini, macchine e cyborg. In Italia al Box Office Alita - Angelo della Battaglia ha incassato 2,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Il dottor Dyson Ito vive ad Iron City nel 2563, trecento anni dopo la "caduta", e ripara cyborg nella propria clinica. In cerca di componenti perlustra la discarica, dove cadono i rifiuti dalla città sospesa in cielo di Zalem, e qui trova la parte centrale di una ragazza cyborg, che decide di innestare nel corpo, mai utilizzato, che aveva preparato per sua figlia Alita. La ragazza non ha memoria di sé, ma è un cyborg avanzatissimo, di una tecnologia perduta e progettata per la battaglia. È infatti combattendo che lentamente riaffiorano le sue memorie, così decide di entrare tra i cacciatori di taglie della città e poi nei ferocissimi tornei di Motorball. Si innamora inoltre di un ragazzo umano, che sogna però di raggiungere Zalem, luogo da cui una forza sinistra sembra essersi interessata ad Alita.
Tratto dal manga di culto di Yukito Kishiro, Alita - Angelo della battaglia racconta una ricerca di identità in un mondo dove la mobilità sociale trova un tetto insormontabile e la massima aspirazione realizzabile è di regnare all'inferno.
Ad Iron City vive il 99% che si arrangia tra lavori e miseria e ha come unico sfogo lo spettacolo gladiatoriale del motorball, mentre l'1% si presume viva in un paradiso irraggiungibile chiamato Zalem, ma a differenza di altre distopie dove i ceti sociali sono così marcatamente divisi, il mondo di Alita è solare e vitale. Iron City è infatti un luogo vasto, spesso dalle giornate assolate e con edifici colorati, in linea con la sua collocazione mesoamericana da cui vengono integrati anche frammenti dell'architettura guatemalteca.
La ricchezza e la varietà di scenografie e costumi rendono l'ambiente credibile e sfaccettato, dove oltre alla miseria della fatica e della povertà c'è spazio anche per il gioco, così come per il crimine notturno. Ad Iron City si aggira infatti una sorta di serial killer che ruba componenti meccaniche e che sarà uno degli avversari principali di Alita.
C'è poi il criminale che sta al di sopra di tutti, Vector, nero, elegante e carismatico, supervisiona sia le corse del motorball, sia i cacciatori di taglie, e sembra persino capace di fornire l'accesso a Zalem ai suoi favoriti. Per questo lavora con lui la bellissima Chiren, ex moglie di Ito e geniale scienziato che come il marito arriva proprio da Zalem, da cui si può cadere ma dove secondo Ito non si può tornare.
L'ambizione per la città sospesa, per una vita migliore, è il motore di molti personaggi di Alita e ha esiti drammatici: Rodriguez riduce infatti lo splatter per avere il visto di censura PG-13 (lo stesso dei Marvel movies) ma non la violenza né la tragedia dell'originale, con robot smembrati, protagonisti che perdono la vita e sogni infranti in abbondanza, che ne fanno un film di fantascienza insolitamente duro per questo pubblico.
Del resto anche James Cameron, che qui produce e sceneggia insieme a Laeta Kalogridis, non si è mai trattenuto dall'ammazzare i propri personaggi e il film è la realizzazione di un suo progetto annunciato già nel 2003, che poi ha assegnato a Robert Rodriguez per concentrarsi sulla saga di Avatar.
Cameron però non è un asso della sceneggiatura e non lo è nemmeno la sua collaboratrice (colpevole di Terminator Genisys e della serie Altered Carbon), così i dialoghi non sempre sono memorabili e alla riflessione sul transumanesimo si preferisce il romanticismo. Alita è una sorta di Frankenstein che vuole amare, pronta a dare - letteralmente - il cuore al suo ragazzo. Difficile restare indifferenti a tanta passione, per quanto platonica, mentre per la sensualità è più facile guardare alla magnifica Jennifer Connelly, che tra costumi di classe e mise super sexy tiene testa al sempre ottimo Mahershala Ali.
La gran quantità di personaggi e intrighi rendono poi il film narrativamente ricco ma non profondo. Inoltre, la scelta di opporre direttamente il villain alla protagonista è molto più schematico di quello che accadeva nel manga. D'altra parte l'opera di Kishiro è lunghissima, di conseguenza qualche semplificazione era inevitabile. Christoph Waltz ha un ruolo da Geppetto dal cuore grande, che rischia la vita come cacciatore di cyborg per tenere in piedi la propria clinica, e che vede in Alita una figlia, tanto da volerla proteggere nonostante lei viva per combattere. Rosa Salazar nei panni digitali di Alita riesce a rendere emozionante un personaggio vistosamente alieno, con quegli occhi enormi da manga, che pur la produzione ha leggermente ridotto rispetto ai primi trailer. Purtroppo convince meno il suo partner, il giovane Keean Johnson, noto più che altro per la serie Nashville e che probabilmente Cameron avrebbe diretto meglio di Rodriguez.
Il regista comunque compensa con molte scene d'azione davvero spettacolari, su tutte il "set-piece" notturno tra il motorball e i tetti di Iron City, che sfrutta appieno i vari ambienti della città. Girato in 3D, guadagna della visione in stereoscopia e approfittando dei corpi robotici esangui non manca di violente mutilazioni, che danno forza drammatica all'azione. Si apprezza poi che il finale non sia giocato su uno scontro, ma sull'esito inevitabile della tragedia messa in moto in precedenza. L'epilogo si apre infine su una sfida aperta, in attesa di nuovi eventuali capitoli, ma non ci lascia con un film irrisolto perché tutti i personaggi, non senza colpi di scena, hanno compiuto un percorso di crescita e concluso il proprio arco narrativo.
Un budget da 200 milioni di dollari, un coproduttore come James Cameron, qui anche cosceneggiatore, un regista cult come Robert Rodriguez e un manga ancor più cult: Alita - Angelo della battaglia del fumettista giapponese Yukito Kishiro. Già così ce ne sarebbe abbastanza per incuriosirsi, ma il trailer e la visione delle prime scene del film, che uscirà negli Stati Uniti per Natale (e poco dopo in Europa), ci hanno ulteriormente ingolositi.
Alita - Angelo della battaglia mescola magistralmente live action e CGI, facendo recitare tre premi Oscar - Christoph Waltz, Jennifer Connelly e Mahershala Alì - accanto Rosa Salazar, la Lynn di Divergent e la Brenda di Maze Runner - La fuga, nel ruolo del titolo.
Alita è una cyborg il cui corpo è stato assemblato dal Dottor Daisuke Ido (Waltz) ma che conserva "un cervello molto umano" e la capacità di ridere, piangere ed emozionarsi. "Questa storia non racconta solo il viaggio di Alita alla scoperta di se stessa, ma anche la seconda possibilità di essere padre del dottore", spiega Jon Landau, coproduttore di Alita - Angelo della battaglia, nell'introdurre alcune clip che mostrano il risveglio alla vita della protagonista, poi la sua prima uscita nelle strade di Iron City e infine il suo primo combattimento nel mondo sotterraneo, con la scoperta di una tuta da guerra in una grotta subacquea.
Alita combatte a mani nude e non sembra avere paura di niente, ma il Dottor Ido teme per la sua incolumità e cerca di arginare l'istinto guerriero della ragazza. L'interazione fra i due non è solo un prodigio di grafica computerizzata - notevole la scena in cui Ido gioca con le dita meccaniche di Alita, facendoci dimenticare che è un attore in carne ed ossa a manipolare una mano generata al computer - ma anche la coinvolgente storia di un rapporto padre-figlia.
Oggettivamente la sceneggiatura si impantana nel finale con troppi eventi narrati che si consumano velocemente, ma credo che questa "colpa " possa essere attribuita al fatto che stiamo parlando di un'opera incompiuta. Probabilmente seconda parte che verrà sarà più strutturata. Alita ha occhioni dolci e splendido corpo Cyborg e combatte come un [...] Vai alla recensione »
Con i paradossi temporali James Cameron ci lavora dai tempi di Terminator: non appare perciò troppo forzata la sfasatura che vuole un titolo di punta del manga cyberpunk - tanto amato dal regista canadese che qui scrive e produce - arrivare alla sua versione cinematografica come epigono della stessa corrente. Un titolo quasi "fuori tempo" rispetto alla temperie che lo stesso Cameron aveva contribuito [...] Vai alla recensione »