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giovedì 21 marzo 2019

Mahershala Ali

Nome: Mahershalalhashbaz Ali
45 anni, 16 Febbraio 1974 (Acquario), Oakland (California - USA)
occhiello
Se per te non sono abbastanza nero e per loro non sono abbastanza bianco allora dimmi chi diavolo sono io!
dal film Green Book (2018) Mahershala Ali è Don Shirley
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Mahershala Ali
Golden Globes 2019
Nomination miglior attore non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

Golden Globes 2019
Premio miglior attore non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

BAFTA 2019
Nomination miglior attore non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

Premio Oscar 2019
Nomination miglior attore non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

BAFTA 2019
Premio miglior attore non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

Critics Choice Award 2019
Nomination miglior attore non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

Critics Choice Award 2019
Premio miglior attrice non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

SAG Awards 2019
Nomination miglior attore non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

SAG Awards 2019
Premio miglior attore non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

Premio Oscar 2019
Premio miglior attore non protagonista per il film Green Book di Peter Farrelly

Golden Globes 2017
Nomination miglior attore non protagonista per il film Moonlight di Barry Jenkins

London Critics 2017
Nomination miglior attore non protagonista per il film Moonlight di Barry Jenkins

London Critics 2017
Premio miglior attore non protagonista per il film Moonlight di Barry Jenkins

Premio Oscar 2017
Nomination miglior attore non protagonista per il film Moonlight di Barry Jenkins

BAFTA 2017
Nomination miglior attore non protagonista per il film Moonlight di Barry Jenkins

Premio Oscar 2017
Premio miglior attore non protagonista per il film Moonlight di Barry Jenkins



Alita - Angelo della Battaglia

* * * - -
(mymonetro: 3,35)
Un film di Robert Rodriguez. Con Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Ed Skrein.
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Genere Azione, - USA, Canada 2019. Uscita 14/02/2019.

Green Book

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,81)
Un film di Peter Farrelly. Con Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Sebastian Maniscalco, P.J. Byrne.
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Genere Commedia, - USA 2018. Uscita 31/01/2019.

Spider-Man - Un Nuovo Universo

* * * * -
(mymonetro: 4,08)
Un film di Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman. Con Shameik Moore, Jake Johnson, Hailee Steinfeld, Mahershala Ali, Liev Schreiber.
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Genere Animazione, - USA 2018. Uscita 25/12/2018.

Il diritto di contare

* * * - -
(mymonetro: 3,35)
Un film di Theodore Melfi. Con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst.
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Genere Drammatico, - USA 2017. Uscita 08/03/2017.

Moonlight

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,80)
Un film di Barry Jenkins. Con Alex R. Hibbert, Ashton Sanders, Trevante Rhodes, Mahershala Ali, Naomie Harris.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2016. Uscita 16/02/2017.
Filmografia di Mahershala Ali »

lunedì 25 febbraio 2019 - I premi assegnati ieri confermano qualche tendenza, introducono qualche novità ma rimandano la rivoluzione.

Oscar 2019, una lunga notte progressista

Marzia Gandolfi cinemanews

Oscar 2019, una lunga notte progressista A vincere gli Oscar non sono (magari) sempre i migliori ma i film premiati sono sempre rappresentativa di un'epoca. Quale lezione ricavare allora dai premi assegnati alla 91esima cerimonia degli Oscar? Il più grande spettacolo del mondo, presentato quest'anno in un formato inedito e sprovvisto del suo maître de cérémonie, Kevin Hart ha rinunciato dopo le proteste provocate da suoi vecchi commenti omofobici su Twitter, ha incoronato Roma (guarda la video recensione) (quattro) e Green Book (guarda la video recensione) (tre), confermando la doppia anima di Hollywood. Tra cinema d'autore, sostenuto da Netflix sui piccoli schermi, e cinema popolare, accolto trionfalmente dal pubblico in sala, si sono insinuati i biopic musicali, che dimostrano a gran voce che cantando si vince sovente. Se Lady Gaga (A Star is Born (guarda la video recensione)) merita l'Oscar con "Shallow", miglior canzone eseguita ieri sera al pianoforte e intensamente con Bradley Cooper, Rami Malek (Bohemian Rhapsody (guarda la video recensione)) ottiene la statuetta come miglior attore protagonista, ribandendo la regola vincente della performance mimetica. A insidiare Roma e Green Book ci ha pensato pure il supereroe di Wakanda, cavallo di Troia di questa edizione che premia tre volte Black Panther (guarda la video recensione) di Ryan Coogler. Ludwig Göransson (Miglior colonna sonora), già blasonato ai Grammy Award per la partitura musicale, Ruth Carter (Miglior costumi) e Hannah Beachler (Miglior scenografia), prime donne nere a vincere l'Oscar nelle rispettive categorie, hanno immaginato, vestito e messo in note l'utopia africana di Stan Lee e Jack Kirby. La Marvel, proprietà oggi del gigante Disney, si aggiudica anche l'Oscar per il miglior film di animazione Spider-Man: Un nuovo universo (guarda la video recensione), anche se il 'personaggio Spider-Man' resta nelle scuderie Sony, che lo hanno prodotto.

L'edizione più educata degli Oscar, scossa dalla collera nera di Spike Lee (migliore sceneggiatura non originale per BlacKkKlansman (guarda la video recensione)) e la voce enorme di Lady Gaga, ha mostrato sotto la piattezza della forma un movimento progressista di fondo. Serata storica per la 'diversità', la cerimonia degli Oscar ha parlato ieri sera tutte le lingue del mondo, a partire dai registi nominati (Alfonso Cuarón, messicano, Yorgos Lanthimos, greco, Pawel Pawlikowski, polacco), passando per gli attori e gli autori che hanno consegnato i premi esprimendosi direttamente in spagnolo (Javier Bardem, Diego Luna, Guillermo del Toro). Hollywood sembra insomma dire addio al passato e guardare finalmente in faccia al presente. È una questione di lingue certo ma anche di 'colori', le vittorie nere sono state numerose ieri sera (Black Panther, Se la strada potesse parlare (guarda la video recensione), BlacKkKlansman, Green Book) e hanno abbracciato l'infanzia messicana di Alfonso Cuarón (Roma), le radici egiziane di Rami Malek (Bohemian Rhapsody) e il 'ciclo della libertà' di Rayka Zehtabchi (Period. end of the sentence), che in venticinque minuti ha rovesciato un irriducibile tabù indiano.
Al di là dei desiderata, dei favoriti, dei delusi, dei vincitori a sorpresa o da copione, è evidente che dopo questa notte il pianeta Hollywood appare cambiato, come Tony Vallelonga al termine del road movie di Peter Farrelly, re(gista) (non solo) per una notte. Perché Green Book si congeda con tre statuette tra cui quella di 'miglior film' e l'entusiasmo ritrovato dello spettatore per il cinema. La commedia politica, incarnata da Viggo Mortensen e Mahershala Ali (migliore attore non protagonista), era probabilmente la migliore candidata a trionfare in una notte votata all'amore e al rispetto dell'altro. Erede in linea diretta dei melodrammi morali di Frank Capra, 'corretto' con una dose di John Landis, Green Book è il racconto umile e limpido di due anime che si offrono l'una all'altra come rifugio e contro l'ostilità del mondo fuori.

Tra slanci Netflix e piattaforme streaming, la storia vera di un'amicizia improbabile s'impone a sorpresa sulla scena del Dolby Theater e sulla meraviglia formale di Roma, innamorato di se stesso come Narciso. Ma Green Book (guarda la video recensione) rappresenta anche la versione rassicurante del cinema, quello prodotto dagli Studios, che conosce il successo in sala e rimanda al prossimo anno la rivoluzione. D'altronde, come testimoniano un afroamericano e un italoamericano viaggiando sulle strade del Sud dell'America segregazionista, non è la destinazione ma il viaggio che conta. Conta non stare fermi.

   

domenica 24 febbraio 2019 - Vincono tutti o quasi in un'edizione ecumenica, ma non Glenn Close.

Oscar 2019, Green Book trionfa come miglior film

Emanuele Sacchi cinemanews

Oscar 2019, Green Book trionfa come miglior film Un'edizione degli Oscar caratterizzata dall'assenza di un presentatore e quindi da molta serietà e pochissimo humour. Evitato così ogni rischio di scorrettezza politica, in un anno che, anche nei premi, sembra distribuire riconoscimenti a minoranze che spesso hanno contestato la supremazia bianca della manifestazione. Sul palco si alternano afroamericani e messicani, si raccontano storie di immigrati e di omosessuali, nel nome della libertà di credo e di sessualità. Gli oscar 2019 vengono ripartiti principalmente tra quattro titoli: 4 statuette per Bohemian Rhapsody (guarda la video recensione), 3 ma "pesanti" per Green Book (guarda la video recensione) e Roma (guarda la video recensione); 3 anche per Black Panther (guarda la video recensione), benché di area tecnica. Nessuno dei contendenti principali resta a secco, neppure Spike Lee (BlackKklansmann (guarda la video recensione)), da sempre escluso dagli oscar competitivi, nonostante una carriera incredibile. Segno che qualcosa è cambiato, che #OscarsSoWhite non è stato speso invano, che il processo di svecchiamento dell'Academy è in corso, benché l'assegnazione del premio di miglior film a Green Book rappresenti una visione tradizionalista del cinema. Peccato per la grande Glenn Close, esclusa anche in una serata così "ecumenica": a 71 anni diminuiscono le chance di un'ottava nomination e di vincere la sospirata e meritata statuetta.

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