A Quiet Place - Un Posto Tranquillo

Film 2018 | Horror +16 95 min.

Titolo originaleA Quiet Place
Anno2018
GenereHorror
ProduzioneUSA
Durata95 minuti
Regia diJohn Krasinski
AttoriEmily Blunt, John Krasinski, Millicent Simmonds, Noah Jupe, Cade Woodward Evangelina Cavoli, Ezekiel Cavoli, Doris McCarthy.
Uscitagiovedì 5 aprile 2018
TagDa vedere 2018
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,25 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di John Krasinski. Un film Da vedere 2018 con Emily Blunt, John Krasinski, Millicent Simmonds, Noah Jupe, Cade Woodward. Cast completo Titolo originale: A Quiet Place. Genere Horror - USA, 2018, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 5 aprile 2018 distribuito da 20th Century Fox. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,25 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una famiglia è costretta al silenzio per non essere scoperta da una presenza sovrannaturale che vigila sulla loro fattoria. In Italia al Box Office A Quiet Place - Un Posto Tranquillo ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1 milioni di euro e 399 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Krasinski regista offre una prova di maturità con una storia di famiglia in chiave horror che sfrutta il silenzio per fare più rumore.
Recensione di Marianna Cappi
martedì 3 aprile 2018
Recensione di Marianna Cappi
martedì 3 aprile 2018

Gli Abbott e i loro tre figli camminano scalzi dentro un supermercato abbandonato e lungo la via del ritorno a casa, lontano dalla città. Sono rimasti in pochi nella loro zona e devono stare attenti a non fare alcun rumore, o le terribili creature che hanno invaso il nostro pianeta li individueranno in un attimo e per loro sarà la fine. Per 472 giorni, gli Abbott sopravvivono, sfruttando il linguaggio dei segni che conoscono bene, perché la figlia maggiore è sordomuta. Ma un altro figlio è in arrivo e non fare rumore diventa sempre più difficile.
John Krasinski torna a raccontare una storia di famiglia, scegliendo però un genere completamente diverso.

Dopo essere stato figlio, alle prese con la malattia della madre, nella commedia The Hollars, lo ritroviamo marito e padre, alle prese con la missione di proteggere la propria famiglia in condizioni estreme, in quest'horror sui generis, che usa con intelligenza l'alfabeto del genere per raccontare una storia che invece si scarta dalle combinazioni narrative tradizionalmente associate ad esso.

Krasinski regista sa che il silenzio, al cinema, può parlare molto più forte di un accumulo di suoni, e sa che l'horror esige il suo crescendo sonoro e lo riporta ad uno stadio binario e essenziale, in cui ogni variazione rispetto al silenzio fa una differenza "mostruosa". Il risultato è un racconto tesissimo e allo stesso tempo condotto su un terreno primordiale, in cui tutto ciò che normalmente sullo schermo si tradurrebbe in scene madri, urla, conflitti, è costretto a passare dallo sguardo, dal dettaglio, da una rivoluzione delle pratiche e delle certezze, che accomuna mezzo e messaggio.

L'isolamento degli Abbott è figura dell'elaborazione del lutto e la loro esistenza, inchiodata tra atavica paura e necessario coraggio, è metafora di una condizione quotidiana, che ha a che fare con la gestione dell'autonomia dei figli e la loro crescita, che il genere qui adottato amplifica a dismisura, mentre, in maniera inversamente proporzionale, l'obbligo del silenzio limita al massimo la sua traduzione in discorso e dunque la sua esplicitazione.

Ma la forza di A quiet place sta proprio e soprattutto nel suo poter essere esperito a vari livelli, nel suo funzionare, cioè, tanto da intrattenimento di genere quanto da film sentimentale, un po' come avveniva con Signs di Shyamalan, sostanziato, quest'ultimo, dalla presenza di Emily Blunt nel doppio ruolo di moglie di Krasinki e madre dei suoi figli, sullo schermo e fuori.

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VIDEO RECENSIONE
Ascolta attentamente. Muoviti con cautela. Non fare mai rumore.
Overview di Rudy Salvagnini
giovedì 16 novembre 2017

Il silenzio si accompagna di solito al concetto di tranquillità, di quiete, con tutto quanto di positivo e rassicurante ne consegue. A Quiet Place - Un posto tranquillo sin dal titolo gioca su questo concetto con una certa ironia, perché tutto è il posto dove si svolge la storia raccontata dal film tranne che tranquillo. Ma silenzioso lo è di certo perché - ed è questo lo spunto interessante alla base del film - l'unica possibilità che hanno i protagonisti di restare in vita è quello di mantenerlo tale, di non fare rumore per evitare che le misteriose forze soprannaturali che li braccano possano raggiungerli e attaccarli. Al centro della storia, infatti, c'è una famiglia - padre, madre incinta, figlio e figlia piccoli - che cerca di sopravvivere evitando qualsiasi rumore. Quanto questo sia difficile lo si evince anche solo dalla visione del trailer che, immerso in una realtà ombrosa e apocalittica, dipinge ed estrapola situazioni drammatiche e potenzialmente esplosive, nelle quali i personaggi cercano disperatamente l'assoluta assenza di rumori e suoni.

In un genere, come l'horror, nel quale soprattutto di recente, tra sequel, remake e sfruttamenti intensivi di concetti basilari, è sempre stato difficile trovare delle idee se non originali almeno stimolanti e un po' diverse, A Quiet Place sembra avere uno spunto curioso.

Un film potenzialmente vincente, che mette in scena una normale famiglia all'interno di una situazione impossibile nella quale - un po' come avveniva nell'episodio diretto da Joe Dante (It's a Good Life) in Ai confini della realtà (tratto a sua volta dall'omonimo episodio della serie televisiva diretto da James Sheldon) - cercare una difficile normalità finalizzata a un'altrettanto difficile sopravvivenza. Mettendo in scena nello stesso tempo - in modo da dare quel giusto spessore umano che può rendere interessanti i personaggi - la difficoltà di adempiere al ruolo genitoriale, con le ulteriori responsabilità che ciò comporta in un contesto così proibitivo.

Interessante è anche il fatto che a dirigere il film è stato chiamato John Krasinski, attore e regista nuovo al genere horror. Noto soprattutto come attore per le sue prove in campo televisivo (in particolare nella serie The Office), Krasinski ha offerto buone prove anche in film per il grande schermo, come il benintenzionato Qualcosa di straordinario, in coppia con Drew Barrymore, o la commedia a tutto tondo Sotto il cielo delle Hawaii. Anche le sue (poche) precedenti regie si tengono alla larga dall'horror, rimanendo prevalentemente nel campo della commedia, anche di qualche interesse come il suo esordio Brief Interviews with Hideous Men. L'auspicio è quindi che possa avere uno sguardo incontaminato e originale, evitando i luoghi comuni e le scorciatoie più frequentate dai marpioni specializzati.

Un'altra circostanza di qualche rilievo, subito sottolineata dagli appassionati di questioni sentimental-personali, è che Krasinski si trova a dirigere - lavorandoci per la prima volta insieme - sua moglie Emily Blunt, formando anche sullo schermo, per questo film, la coppia coniugale della vita reale. L'affiatamento non dovrebbe mancare. In attesa di diventare Mary Poppins in un ormai prossimo seguito del famoso film con Julie Andrews, Emily Blunt, nell'ambito di una carriera variegata e ricca di successi, può vantare un paio di significative incursioni nell'horror. In primo luogo è stata protagonista di un piccolo ma valido horror di ambientazione invernale, Wind Chill - Ghiaccio rosso sangue, e poi si è fatta valere anche in Wolfman, sfortunato remake diretto da Joe Johnston di un classico del pantheon dei mostri della Universal.

Ad ancorare fortemente il film al genere è comunque la presenza del duo di sceneggiatori formato da Scott Beck e Bryan Woods, specializzato proprio nell'horror (anche se non solo). Generalmente, Beck & Woods scrivono e dirigono i loro film: tra i lungometraggi si può ricordare Nightlight del 2015, che si inserisce nell'ormai (forse troppo) abbondante filone del cosiddetto found footage. Stavolta i due si limitano a scrivere e produrre, lasciando a Krasinski l'onore della regia.
"Il film è su una famiglia che deve vivere il più silenziosamente possibile.altrimenti potrebbero accaderle cose terribili. Questa è la semplicissima sintesi" ha detto più o meno Krasinski. A volte la semplicità è una grande qualità se la si sa articolare in modo coerente e arguto: presto vedremo se questo è il caso.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 30 marzo 2018
Antonio De Gioia

Al suo terzo lavoro da regista, John Krasinski fa centro riuscendo a mettere in scena un thriller fantascientifico estremamente riuscito. Un bellissimo film in cui hanno grandissima importanza il suono e la regia. In questa pellicola John Krasinski mette tutto se stesso e ciò che ne risulta è una grande prova di regia in grado di tenere alta la tensione, anche grazie a momenti di puro [...] Vai alla recensione »

domenica 15 aprile 2018
Ashtray_Bliss

TW. Non è di certo la prima volta che capita di poter ammirare in modo così ampio un film sul silenzio, o per essere più precisi sulla totale assenza del suono della voce umana. Ne è un esempio lampante l'ottimo esperimento cinematografico ucraino The Tribe dove la totale assenza di voce e colonna sonora costituivano un'esperienza cinematografica esemplare e [...] Vai alla recensione »

domenica 8 luglio 2018
GUSTIBUS

Certo che fare un film di tensione e paure e tutto basato sul silenzio altrimenti orripilanti mostri,probabilmente alieni,ti uccidono in un secondo con dentoni e unghie di mezzo metro,ci vuole molta bravura registica e fantasia da vendere.Non ricordo un film che la prima parola a viva voce si avverta al 43esimo minuto del film.Si parla a gesti e con il linguaggio sordomuto,altrimenti i mostroni arrivano [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 settembre 2018
Winchester_94

 “Le regole, sono semplici: non bisogna fare rumore, segui il sentiero e se ti sentiranno ti uccideranno”. Queste, sono le premesse di A Quiet Place, le immagini, le azioni dei personaggi, precipitano subito lo spettatore in un’atmosfera apocalittica, dove il mondo che conosciamo, attualmente costituito da una società sempre in movimento e sempre più frastornante, [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 aprile 2018
CesareDedè

Non ritengo il film mediocre, ma bensi pessimo. Parto con il dare un significato al titolo, ovvero il film potrebbe aver avuto un senso se fosse stato ambientato nel mondo di Cloverfield, a quel punto poteva aver senso non dare alcuna spiegazione in merito a come mai queste creature hanno invaso la terra, ma scegliendo di fare un film a se, era ragionevole dare una spiegazione a tutto, cosa che non [...] Vai alla recensione »

domenica 8 aprile 2018
tmpsvita

 Quanto è importante il suono nelle nostre vite? Beh moltissimo, ne facciamo uso e il più delle volte abuso, basta vedere i dati in continua crescita sull'inquinamento acustico che ormai prevale nelle grandi città. Anche nel cinema, neanche a dirlo, l'importanza del suono è enorme e fin da quando è comparso in questo campo, nel corso dei primi decenni [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 luglio 2018
Stramonio70

Discreto thriller fantascientifico inquietante e intenso quanto basta. Per certi versi mi ha ricordato "Signs" (2002). L'atmosfera è resa bene e gli attori (Emily Blunt e John Krasinsky, marito e moglie anche nella vita) se la cavano bene. Anche la fotografia e il montaggio sono buoni. Alcuni passaggi sono forse un po' troppo inverosimili (come il parto silenzioso nella vasca [...] Vai alla recensione »

martedì 10 luglio 2018
MeStesso

Sinceramente non riesco proprio a comprendere i giudizi da cinque stelle che vengono attribuiti da cosi tanti spettatori. Anzi gradirei che qualcuno di questi me li motivasse. Anche un film di fantascienza o fantastico che dir si voglia dovrebbe essere innanzitutto verosimile. Ed è proprio questa la carenza principale di questo film che ne mina il potenziale.

lunedì 9 luglio 2018
MeStesso

Sinceramente non riesco proprio a comprendere i giudizi da cinque stelle che vengono attribuiti da cosi tanti spettatori. Anzi gradirei che qualcuno di questi me li motivasse. Anche un film di fantascienza o fantastico che dir si voglia dovrebbe essere innanzitutto verosimile. Ed è proprio questa la carenza principale di questo film che ne mina il potenziale.

venerdì 26 ottobre 2018
shagrath

Un inizio in medias res, un mondo post-apocaliptico ostile all'uomo e popolato da creature mai viste, la storia della sopravvivenza impossibile di una famiglia solitaria. I semi per far crescere un bel survival horror ci sono tutti. Eppure qualcosa non funziona. Di sicuro non si tratta dell'idea di base, anzi, né della regia attenta che ha saputo rendere il crescente senso di isolamento [...] Vai alla recensione »

martedì 29 maggio 2018
gianleo67

La famiglia Abbott (Abate) vive in religioso silenzio in un'amena fattoria circondata dai boschi, lontana dal trambusto della città e dai ritmi esasperati della moderna civiltà...In realtà quest'ultima sembra essere stata devastata da una misteriosa specie aliena supercorazzata, non dotata dell'organo della vista ma dall'udito ultrasensibile. Tra una primogenita responsabile e sordomuta, un figlio [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 aprile 2018
Eugenio

Un film dell’orrore così sui generis capace di contaminare l’analisi sociologica, al tema dell’invasione dallo spazio siderale, permeato da un’aura che fa del silenzio il suo leit-motiv, ecco io non l’avevo mai visto. Il riferimento evidente dell’ultimo horror di John Krasinski, attore e regista di A quiet place, è il Signs di Mel Gibson, ma c’è [...] Vai alla recensione »

domenica 15 aprile 2018
udiego

 John Krasinsky, in questo film sia regista che attore protagonista, ci racconta la storia di una famiglia di sopravvissuti all’invasione di questi non ben definiti mostri, che nel corso degli anni ha provato e trovato diverse strategie per restare in vita e rimanere unita. In quest’opera il regista americano non ci racconta i fatti come nei classici film, attraverso i suoni e [...] Vai alla recensione »

domenica 15 aprile 2018
Andrea

2020. Il nostro pianeta è stato invaso da una temibile razza aliena. Sono privi di vista, ma dall’udito eccezionalmente sopraffino. Ottantanove giorni dopo l’inizio del misterioso pandemonio, la famiglia Abbott sta rifornendosi di tutto il necessario per sopravvivere in una cittadina ormai abbandonata. Non possono fare il minimo rumore, così comunicano tra loro con il linguaggio [...] Vai alla recensione »

domenica 15 aprile 2018
Giovanna

Un inaspettato regalo questo film! Appena si capisce che la maggior parte dello stesso si svolgerà nel silenzio, i pop corn vengono risparmiati e ci si chiede come si farà ad arrivare alla fine... Geniale l'idea di affidare la chiave di volta alla bambina sordomuta, che assieme alla madre prende le redini della vendetta contro creature a mezza via tra i robot e le larve! Un fratellino [...] Vai alla recensione »

martedì 10 aprile 2018
SalCat

Nonostante il silenzio, non c'è nulla di "quiet" in questo film. Nonostante il silenzio, riesce ad emergere il carattere di ogni personaggio. Nonostante il silenzio, raramente si vedono film che fanno tanto rumore. E poco importa se è facile far saltare la gente con il silenzio, perché la pellicola crea tensione anche quando c'è rumore.

lunedì 30 aprile 2018
madeso

Se per molti il silenzio in un film è un valore aggiunto, per me non lo è. Io non l'ho trovato interessante se non per qualche citazione del genere. 

venerdì 5 ottobre 2018
Felicity

Non vedrete un film del tutto originale. Tutte le idee sono in una certa misura citazioni di altri film: esempio il campo di grano e fattoria di "Sign", la donna incinta, la figlia sordomuta, i mostri tipo alien+venom... Ma nel contempo vedrete un film estremamente innovativo che riporta la paura su binari nuovi, al centro del silenzio. Da vedere. Consigliato.

sabato 21 luglio 2018
Vivi

Ed invece non mi è piaciuto x niente... Peccato perché era molto interessante all'inizio.

domenica 8 aprile 2018
claudiettino

Vale davvero la pena vederlo. Tanta tensione. L'ho trovato originale

mercoledì 18 aprile 2018
Kasparlo

Potrebbe essere intitolato: "Il silenzio è d'oro". Un film interessante nel suo genere. Non amo particolarmente il genere horror, ma questo è una via di mezzo con un thriller. Qualche eco di "Alien", ambientato in una tranquilla cittadina americana, dove la "regola per sopravvivere" è non fare nessun rumore.

FOCUS
FOCUS
martedì 3 aprile 2018
Pino Farinotti

A Quiet Place, firmato da John Krasinski è un horror di silenzio. Certi alieni hanno invaso la terra e attaccano ogni rumore che sentono. Per sopravvivere non si deve fare nessun rumore. Una famiglia rifugiata in una casa cerca di comunicare senza suoni, e non è facile, altrimenti verrà annientata. Il film presenta molte letture. Il silenzio è una cifra decisamente importante nel cinema, che alla fine dell'ottocento nacque muto e per un trentennio continuò così. Poi, nel 1927, con lo storico Cantante di Jazz, arrivò la parola. Ma non tutti ne erano entusiasti. Il silenzio non era solo un sistema, era anche un codice, di più, era una filosofia. A Quiet Place può essere lo spunto per una lettura in quel senso, in quei sensi. Si parte da una testimonianza suggestiva, da un titolo, da un autore e da un'attrice che molto hanno contato: Viale del tramonto, Billy Wilder, Gloria Swanson. È il 1950, i film "parlano" da tempo. La Swanson fa se stessa, la diva del muto, William Holden è uno sceneggiatore. Quando la incontra la riconosce. "Eravate grande" le dice. Lei risponde "Io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo". Poi perfeziona il concetto: "Adesso il cinema è finito, distrutto. Un tempo, col nostro mestiere, gli occhi di tutto il mondo erano stregati da noi. Ma non era sufficiente per loro, oh no!, dovevano impadronirsi anche degli orecchi. Allora aprirono le loro bocche bestiali e vomitarono parole, parole, parole...".

Sul silenzio nei film si schierò qualcun altro che conosceva bene quella disciplina, Charlie Chaplin, che continuò a fare film silenziosi fino al 1940, fino al Grande dittatore. Ma... parlò a malincuore. Così il silenzio, divenne roba da dibattito, divenne un vero e proprio affair.

Che il silenzio non sia solo roba da storia o da studio, o da retrospettiva emerge da alcuni dati. La Sight&Sound, la testata inglese, accreditata, facente (quasi) testo, ciclicamente redige una classifica del cinema nelle epoche e nei Paesi. Stiamo ai primi dieci: (1) La donna che visse due volte (1958) di Alfred Hitchcock, (2) Quarto potere (1941) di Orson Welles, (3) Viaggio a Tokyo (1953) di Yasujiro Ozu, (4) La regola del gioco (1939) di Jean Renoir, (5) Aurora (1927) di F. W. Murnau, (6) 2001:Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick, (7) Sentieri selvaggi (1956) di John Ford, (8) L'uomo con la macchina da presa (1929) di Dziga Vertov, (9) La passione di Giovanna d'Arco (1928) di Carl Theodor Dreyer, (10) Otto e mezzo (1963) di Federico Fellini. Ebbene Aurora, Giovanna d'Arco e L'uomo con la macchina da presa sono "muti". Significa che anche nella nostra epoca il silenzio ancora si impone. La parola non ha depennato titoli-capolavoro. Con un dato che va rilevato: Dreyer riesce a fare un film senza parole su un processo, dove a contare sarebbero solo le parole. A Renée Falconetti - Giovanna bastavano gli occhi, bastava l'espressione. Ecco, quest'ultimo è un lemma importante. Perché richiama quella corrente, l'espressionismo, che merita una digressione.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 12 aprile 2018
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Hitchcock, M.Night Shyamalan, George Romero e Cormac McCarthy sono solo alcuni dei nomi evocati nelle recensioni entusiaste che hanno accolto l'uscita di A Quiet Place, il film di John Krasinski che, dopo l'esordio, il mese scorso, a SXSW è arrivato nelle sale Usa battendo Spielberg al primo posto del botteghino nello scorso week end. Quest'horror acustico, diretto dall'attore di The Office (già dietro [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
mercoledì 8 agosto 2018
 

Gli Abbott e i loro tre figli camminano scalzi dentro un supermercato abbandonato e lungo la via del ritorno a casa, lontano dalla città. Sono rimasti in pochi nella loro zona e devono stare attenti a non fare alcun rumore, o le terribili creature che [...]

BOX OFFICE
lunedì 23 aprile 2018
Andrea Chirichelli

A Quiet Place - Un posto tranquillo (guarda la video recensione) riesce nell'impresa di tornare al primo posto della classifica USA con 22 milioni di dollari, sufficienti per riscavalcare Rampage - Furia animale (guarda la video recensione), che si [...]

BOX OFFICE
lunedì 16 aprile 2018
Andrea Chirichelli

Negli USA Rampage - Furia animale (guarda la video recensione) vince il weekend ma A Quiet Place - Un posto tranquillo (guarda la video recensione) si difende molto bene, con un calo decisamente contenuto rispetto alla settimana d'esordio.

VIDEO RECENSIONE
lunedì 9 aprile 2018
 

Gli Abbott camminano scalzi lungo la via del ritorno a casa, e devono stare attenti a non fare rumore, o le terribili creature che hanno invaso il pianeta li troveranno e per loro sarà la fine. Per 472 giorni sono sopravvissuti sfruttando il linguaggio dei [...]

BOX OFFICE
lunedì 9 aprile 2018
 

Pazzesco esordio negli Usa per A Quiet Place - Un posto tranquillo che supera, secondo le stime, i 50 milioni di dollari, andando a segnare uno dei migliori esordi di sempre per un film horror, lasciandosi dietro, ad esempio, tutti i film dei franchise [...]

BOX OFFICE
sabato 7 aprile 2018
Andrea Chirichelli

È testa a testa tra Nella tana dei lupi (guarda la video recensione) e Ready Player One (guarda la video recensione) per il primo posto della classifica italiana dei film più visti. Ieri l'action si è confermato in testa con 180mila euro, mentre il film [...]

TRAILER
martedì 13 febbraio 2018
 

John Krasinski, per il suo terzo film da regista, sceglie di esplorare e mescolare due registri narrativi, come l'horror e il thriller, che si fondono mostrando l'unico comune denominatore: il soprannaturale.

Millicent Simmonds nella parte di Regan
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