A Star Is Born

Film 2018 | Drammatico, Musical, Musicale, Sentimentale, +13 135 min.

Regia di Bradley Cooper. Un film con Bradley Cooper, Lady GaGa, Sam Elliott, Andrew Dice Clay, Anthony Ramos, Bonnie Somerville. Cast completo Titolo originale: A Star Is Born. Genere Drammatico, Musical, Musicale, Sentimentale, - USA, 2018, durata 135 minuti. Uscita cinema giovedì 11 ottobre 2018 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,80 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 25 marzo 2019

Il musicista di successo Jackson Maine scopre e si innamora della squattrinata artista Ally. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 4 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 7 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 9 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 4 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 2 candidature a Directors Guild, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office A Star Is Born ha incassato 7 milioni di euro .

A Star Is Born è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
2,80/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,90
PUBBLICO 3,51
CONSIGLIATO SÌ
Il remake targato Cooper-Lady Gaga scompiglia in modo interessante le caratteristiche di genere dei personaggi ma rimane modesto nel risultato.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 31 agosto 2018
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 31 agosto 2018

Ally fa la cameriera di giorno e si esibisce come cantante il venerdì sera, durante l'appuntamento en travesti del pub locale. È lì che incontra per la prima volta Jackson Maine, star del rock, di passaggio per un rifornimento di gin. E siccome nella vita di Jack un super alcolico tira l'altro, dalla più giovane età, i due proseguono insieme la serata e Ally si ritrova a prendere a pugni un uomo grande il doppio di lei, reo di essersi comportato da fan molesto. Il resto della storia la conosciamo: la favola di lei comincia quando lui la invita sul palco, rivelando il suo talento al mondo, poi sarà con le sue mani che scalerà le classifiche, mentre la carriera e la tenuta fisica e psicologica di lui rotolano nella direzione opposta, seguendo una china oramai inarrestabile.

La stessa storia, che nelle parole del personaggio di Maine, e nella versione di Bradley Cooper, terzo remake di uno dei melodrammi di maggior fama e successo della storia del cinema, assume l'immagine figurata delle dodici note che separano un'ottava dall'altra: la stessa dozzina, che può però produrre un suono molto diverso a seconda di come la si guarda.

Cooper, insomma, mescola a parole musica e cinema, nel nome dello spettacolo. Tramontata l'epoca dell'ingenuità esibita di Judy Garland e dell'espressività teatrale di James Mason (di cui non rimane che una battuta di dialogo), lontana parecchio anche dallo spirito anni Settanta del secondo remake, con Kristofferson e Streisand (citato nella scena del sopracciglio finto e, in qualche modo, con l'esistenza di un ranch), la versione di Bradley Cooper e Lady Gaga è più interessante per il modo in cui scompiglia ulteriormente le carte di genere dei personaggi e legge il vuoto del presente, piuttosto che per il risultato cinematografico, decisamente modesto.

Procedendo inizialmente in senso inverso, il nuovo È nata una stella spoglia l'attrice protagonista dei tanti travestimenti che hanno lanciato la sua carriera fuori dalla finzione, per offrirle una reale verginità d'immagine, che corrisponda all'esordio nel campo del cinema. Sempre fedele all'amore per il suo Jackson, e dunque fedele allo storia del personaggio attraverso i film, la Ally di Lady Gaga viene ad un certo punto accusata dal suo partner, con preoccupazione e affetto, di stare smarrendo la fedeltà a se stessa.

L'appunto, comunque lo si voglia etichettare, se classico o retorico, sposta su di lei un aspetto che in precedenza era proprio del personaggio maschile, ridotto a pupazzo senza volontà dalle logiche dello star-system, ma assume un segno del tutto opposto. Per quanto, infatti, mal gestito, soffocato da una lunga serie di sequenze poco memorabili e da un'inutile deviazione nei traumi infantili di Jack, l'orgoglio ultra pop della protagonista fa ugualmente capolino, al di là delle preoccupazioni di una rockstar sentimentale ma sorpassata, ed è il più evidente segno dei tempi e la sola quota d'originalità del film.

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È nata (di nuovo) una stella: il successo e i suoi risvolti nell'era dei social network.
Emanuele Sacchi

Una scommessa rischiosa, per le carriere di chi vi è coinvolto. Il film che fu di William Wellman (e di David O. Selznick) e che, nel 1937, fuse Hollywood, mélo e sogno americano in una simbiosi impossibile da scindere, viene nuovamente ripreso, per il suo terzo remake. La storia è quella nota a tutti: un attore in declino e vittima dell'alcolismo (Norman) scopre il talento di una giovane sconosciuta, Esther, crede in lei, se ne innamora e la trasforma in un'artista di successo crescente. Fino a fare di lei una star e, inevitabilmente, a oscurare la propria presenza nella coppia, sempre più pleonastica. Una amara verità su Hollywood e sui saliscendi della notorietà, che nella versione del 1937 - uno dei grandi successi di Selznick, insieme a Via col vento - è affidato ai volti di Janet Gaynor e Fredric March.

Medesime iniziali della Gaynor per Judy Garland, che dà vita nuovamente a Esther nel primo remake del film. È il 1954 e a girarlo è un maestro come George Cukor, con James Mason nei panni del traghettatore Norman. Successo straordinario, tale da sostituirsi per molti all'originale nel ricordo storico.

Nel 1976 la storia rivive ancora, in uno scenario totalmente differente. Sono gli anni della contestazione e del sogno idealista hippie ed Esther rivive in un nuovo contesto, altrettanto ostico e competitivo. Anziché Hollywood e la recitazione, al centro del film di Frank Pierson c'è la scena musicale country e folk: Norman veste i panni barbuti di Kris Kristofferson, mentre Esther si avvale del carisma e della voce di Barbra Streisand. Questa volta però la critica si divide, avversando un progetto guidato dalla Streisand e incentrato sulle sue performance. Perfetto per il ruolo Kris Kristofferson.

Passano ben 42 anni prima che È nata una stella, o A Star is Born in originale, goda di un ulteriore remake, che adatti al proprio tempo la tragica favola di Esther e Norman. I nomi di battesimo dei due sono la prima cosa a cambiare: Esther diviene un più attuale Ally, Norman un peculiare Jackson.
Si sa ancora molto poco dell'incarnazione di A Star is Born per il terzo millennio, la cui data di uscita nel 2018 continua a subire rinvii e oscillazioni (al momento in cui si scrive l'uscita americana è fissata per il 5 ottobre). Inizialmente il progetto era nelle mani di Clint Eastwood, che fece di tutto per assegnare il ruolo alla popstar Beyoncé. A causa della gravidanza di quest'ultima il progetto è finito in stand-by, finché Eastwood non ha deciso di abbandonare la regia e affidarla al protagonista di American Sniper, Bradley Cooper. Per Cooper è il debutto dietro la macchina da presa. Dovrà dimostrare di aver appreso dal regista di Gran Torino ogni stratagemma del mestiere. Cooper indossa anche i panni del rocker in declino, Jackson Maine, che vede in Ally un talento appena sbocciato e la chance di una rinascita. Ma tra Esther e Ally non sembra esserci solo un cambiamento anagrafico: "Si tratta di una storia d'amore disperata" - ha affermato Cooper - "e, a differenza delle scorse versioni del film, la nostra protagonista è tutto fuorché un'ingenua". A dar vita alla non ingenua Ally è un volto davvero inconsueto e imprevedibile, quello di Lady Gaga, che per l'occasione si firma nei crediti con il vero nome di Stefani Germanotta. Una mossa coraggiosa, lontana da quanto compiuto dalle star della musica che l'hanno preceduta, a cominciare da Madonna.

Al di là del cambio di nomi, è il film con Streisand e Kristofferson la versione ripresa più direttamente da Bradley Cooper, con il mondo del country come ambientazione della vicenda. "La domanda che ci poniamo all'inizio del film è questa" - dice Cooper - "Cosa succede quando ti avvicini ai 30 anni ed inizi a capire che non arriverai mai a ottenere il grande successo? Non c'è modo migliore di esprimere questo sentimento che attraverso la musica. Cantando non ti puoi nascondere (...) Non avrei pensato di debuttare alla regia con un film simile, ma per qualche ragione questa storia mi ha toccato in maniera profonda".
Nella colonna sonora abbondano i brani creati appositamente per il film da Bradley Cooper e Lady Gaga, scritti con autori del calibro di Mark Ronson, Jason Isbell e Lukas Nelson. Tutti rigorosamente eseguiti dal vivo e senza ricorrere a playback. Come Terrence Malick per Song to Song, anche in A Star is Born molte scene sono state girate sui palchi di grandi festival musicali, come quello di Glastonbury. Gaga, headliner della manifestazione, è salita sul palco, in incognito, insieme a Cooper giorni prima della sua esibizione.
Per Cooper il ruolo di Jackson Maine si avvicina molto a suoi personaggi precedenti, affetti da sbalzi di umore ai limiti del bipolarismo e da istinti autodistruttivi, come nel caso di Il lato positivo. Mentre per Lady Gaga A Star is Born costituisce la sospirata occasione su grande schermo, dopo i piccoli ruoli di Machete Kills e Sin City - Una donna per cui uccidere. Molti i fantasmi da affrontare, considerati gli insuccessi toccati a diverse popstar che l'hanno preceduta, da Britney Spears a Christina Aguilera, fino al celebre caso di Madonna, mai riuscita a regalare un ruolo memorabile alla storia della settima arte.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 novembre 2018
marcobrenni

Un film ambizioso che mira solo a diventare Blockbuster, però con pecche di regia a volte dilattentesche. Ha due soli spunti validi: l'incipit e la fine. Inzia col botto, con l'ottima prestazione canora-country del duo Ally/Jackson, ma poi si  perde subito in meandri ridondanti-scontati. Già la fulminea storia d'amore folle che scatta troppo presto appare improbabile-arti [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 14 ottobre 2018
Roy Menarini

Inizialmente opzionato da Clint Eastwood (una di quelle notizie destinate ad alimentare il rimpianto dei cinefili), il remake di A Star Is Born (guarda la video recensione) di e con Bradley Cooper si presenta come un mélange abbastanza curioso delle versioni che lo hanno preceduto. C'è un motivo, ovviamente, che spiega la persistenza di questa storia, abbastanza elementare, di un Pigmalione e della sua scoperta: l'intramontabile sistema della celebrità. Negli studi accademici sull'argomento, si è da tempo passati dal vecchio approccio sociologico sul divismo a nuove forme di analisi dello stardom, e infine a una più ampia lettura del fenomeno delle celebrità diffuse, comprese le cosiddette micro-celebrità. Non solo il mondo ha sempre bisogno di stelle, ma ne ha bisogno anche più di prima. Se l'universo narrativo si è atomizzato, ogni nicchia ha i suoi divi e le sue personalità d'eccezione, tanto che persino il mondo della politica si è da qualche anno adeguato a quelle strategie di marketing della persona per solito erano destinate al mondo dello spettacolo.

Ogni generazione, tuttavia, esalta star più star di altre, figure talmente note (e spesso molto creative), che - pur nate in un ambito specifico - si sono rivelate stelle globali, in grado di trasformare l'immaginario spettacolare e collettivo. Lady Gaga è una di queste, essendo la musica solo il primo passo verso un impero iconografico che ha rivoluzionato, non meno di Madonna, le attese e i riferimenti della pop culture. La cosa più interessante di un film sinceramente non troppo riuscito come A Star Is Born è proprio il lavoro su Lady Gaga, che assume tutte le caratteristiche del postmoderno e dei cosiddetti ecosistemi mediali di oggi.

La vicenda racconta, sì, di una ragazza sconosciuta dalla voce eccezionale che, per puro caso, viene scoperta da un famoso cantante country rock; ma racconta anche una sorta di storia parallela dedicata a Lady Gaga (non è un caso che la troviamo, nella prima sequenza in cui compare, a cantare La vie en rose, in un locale LGBT e a ricordarci la sua tendenza "fluida" nei confronti della rappresentazione della sessualità nei video e nei concerti). In seguito, il suo personaggio sembra dapprima orientarsi verso la tradizione delle radici musicali statunitensi - il roots rock cantato dal protagonista - per poi sviluppare un mondo musicale e d'immagine del tutto autonomo, con forti iniezioni di pop. Quasi che A Star Is Born raccontasse un mondo parallelo in cui un'altra Stefani Joanne Angelina Germanotta finisce comunque col diventare Lady Gaga. C'è inoltre una dimensione interna alla storia del cinema e alle varie versioni del film. La versione più simile a questa, infatti, è anche la più recente, quella del 1976 interpretata da Barbra Streisand e Kris Kristofferson, entrambi cantanti molto famosi all'epoca. Il volto imperfetto della Streisand appare più volte influenza espressiva per Lady Gaga in questa variazione 2018, tanto da chiedersi se A Star Is Born non sia - prima che l'esordio alla regia di Bradley Cooper - una nuova tappa della carriera postmoderna della star musicale. La tappa cinematografica, e il rapporto generativo e manieristico con Barbra Streisand, altro non rappresenta che l'ennesima trasformazione di una celebrity che utilizza con estrema disinvoltura e innegabile talento tutti i media, e che conta sul carisma del mezzo cinematografico per configurare l'ultima metamorfosi, quella da attrice che imita e emula un'altra cantante/attrice.

FOCUS
mercoledì 3 maggio 2017
Pino Farinotti

La Warner Bros ha annunciato il primo ciak di È nata una stella (A star is Born), terzo remake di un titolo che fa parte della memoria nobile del cinema. Il progetto, in gestazione da tempo, vede protagonista Bradley Cooper, attore e regista, e Stefani Germanotta, attrice, meglio conosciuta come Lady GaGa. Sceneggiatore Will Fetters. Ci sono film che ricorrono continuamente, nelle epoche, come Anna Karenina, I tre moschettieri, Il Grande Gatsby, Amleto, fra gli altri. Vicende che vengono riviste e aggiornate secondo il momento, la cultura, il sociale, l'estetica.

È nata una stella fa parte di questo cartello di eccellenze. Con un privilegio in più, è un film puro, non deriva da un master letterario, come gli altri titoli citati.

La prima versione è del 1937, diretto da William Wellman, prodotto da quel genio che era David Selznick, quello di Via col vento, che fece un investimento cospicuo girando in technicolor quando il cinema era quasi agli albori del colore. Fra gli sceneggiatori, Dorothy Parker, scrittrice vera. Protagonisti erano Fredric March, divo assoluto, recente conte Wronskij, l'amante di Greta Garbo nella "Karenina" di Tolstoj, e Janet Gaynor, emergente, che attirò l'attenzione di Walt Disney che ispirandosi a lei disegnò la sua Biancaneve. Era la storia di Vicki Lester, aspirante attrice, che arriva a Hollywood, fa molti i mestieri secondo tradizione, fino all'incontro giusto, con Norman Maine, attore famoso ma con problemi di alcol. E mentre lei si afferma, fino all'Oscar, lui declina fino al suicidio. Fu uno dei maggiori successi di quell'anno.
Nel 1954 la "Warner" rifece il film, affidandolo a George Cukor, grande autore, il "regista delle donne". James Mason era l'alcolizzato Norman e Vicki era Judy Garland, nientemeno. C'era la Garland, dunque la protagonista non era un'attrice, ma una cantante, che comunque, arriva all'Oscar. Anche in questo caso, enorme investimento. Judy canta molte canzoni, ma lo spartito venne giudicato troppo sofisticato, i compositori ritennero doverosa un'evoluzione di stile rispetto alle regole e alle armonie delle canzoni e dei numeri del musical classico, ne risultarono canzoni poco orecchiabili. La "Dorothy" del Mago di Oz, ormai ultratrentenne, e con tanti problemi, offrì la sua ultima grande performance. Il film di Cukor comunque sorpassava il puro contenuto musicale e sentimentale, mostrando l'ambiente del cinema come qualcosa che può esaltarti ma anche ucciderti. In questo "senso autocritico" quel titolo si affianca a grandi classici come Viale del tramonto.

Frasi
Diciamo che in pratica tutti mi dicono la stessa cosa. mi piace la tua voce ma non mi piace il tuo aspetto.
Una frase di Ally (Lady GaGa)
dal film A Star Is Born - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 11 ottobre 2018
Franco Montini
La Repubblica

Un concerto rock tutto ritmo ed energia e una struggente interpretazione segnata da rimpianto e dolore. La sequenza iniziale e quella conclusiva, che racchiudono la vicenda di A star is born", riassumono perfettamente 'identità del film, che è insieme un viaggio nell'autodistruzione, romanzo di formazione e un rutilante metà sentimentale. La trama è nota perché questa nuova versione, diretta da Bradley [...] Vai alla recensione »

NEWS
TIMVISION
mercoledì 1 maggio 2019
Alessandro Buttitta

Franco Battiato, nella sua 'Prospettiva Nevskij', cantava come fosse difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire. Potrebbe venire in mente questo sfuggente verso dell'artista siciliano per descrivere la parabola emotiva di Jackson Maine, il protagonista [...]

INFINITY
venerdì 8 febbraio 2019
 

Presentato in anteprima alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, A Star is Born (guarda la video recensione) arriva sulla sezione Premiere di Infinity. Un film da record con all'attivo otto nomination agli Oscar, tra cui miglior attrice e miglior attore [...]

BOX OFFICE
mercoledì 31 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

Nessun cambiamento in classifica prima dell'inevitabile (e auspicabile) rivoluzione di oggi. In testa resta Halloween (guarda la video recensione), che mantiene un piccolo vantaggio su Nureyev, 130mila euro contro 120mila euro.

BOX OFFICE
sabato 20 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

A Star is Born (guarda la video recensione) diventa con 2,7 milioni di euro incassati complessivamente il decimo miglior film della stagione italiana. Ieri per Lady Gaga sono arrivati altri 238mila euro e entro la fine del weekend sarà sicuramente superata [...]

BOX OFFICE
venerdì 19 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

Tanti cambiamenti nella classifica italiana dei film più visti, ma una sola certezza: A Star is Born (guarda la video recensione) resta saldo al primo posto. Il giovedì si conferma giorno da incassi bassi, ma A Star is Born riesce a star sopra ai 100mila [...]

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giovedì 18 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

A Star is Born (guarda la video recensione) supera i 2 milioni di euro e mantiene saldo il primato in classifica, incassando ieri altri 265mila euro. Venom perde colpi e si ferma a 133mila euro per un dato complessivo di 6,7 milioni con i 7 alla portata [...]

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mercoledì 17 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

Prende il largo A Star is Born (guarda la video recensione), che ieri ha incassato 230mila euro con poco meno di 40mila spettatori, mentre Venom, si è fermato a 124mila euro con poco più di 20mila spettatori.

BOX OFFICE
martedì 16 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

A Star is Born (guarda la video recensione) stacca Venom in un lunedì caratterizzato da incassi piuttosto bassi un po' per tutti i film in classifica. Il musical ottiene 163mila euro contro i 117mila euro del blockbuster con Tom Hardy, che arriva a 6,5 [...]

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lunedì 15 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

Il testa a testa che ha caratterizzato il weekend finisce con la vittoria in extremis di A Star is Born (guarda la video recensione), che grazie ai 545mila euro incassati ieri, arriva a 1,7 milioni di euro complessivi, mentre Venom, che ieri ha accusato [...]

BOX OFFICE
sabato 13 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

A Star is Born (guarda la video recensione) conserva il primato nella classifica italiana dei film più visti con 307mila euro e 44mila spettatori, tenendo a distanza Venom, che si ferma a 292mila euro e 42mila persone.

BOX OFFICE
venerdì 12 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

Classifica italiana completamente stravolta, dopo l'arrivo dei nuovi film di questa settimana. Il primo posto se lo prende A Star is Born (guarda la video recensione), che supera di un soffio Venom, vincendo il duello che sta caratterizzando i box office [...]

BOX OFFICE
lunedì 8 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

Venom stabilisce il nuovo record come miglior esordio di sempre per un film ad ottobre sul mercato americano con 80 milioni di dollari, ben al di sopra delle più rosee aspettative degli analisti. Nonostante le critiche negative, il film ha fatto il pienone [...]

CELEBRITIES
venerdì 5 ottobre 2018
Fabio Secchi Frau

Quasi 11.000.000 di iscritti al suo canale YouTube. I suoi Little Monsters. Amanti di "Poker Face", "Bad Romance", "Million Reasons" e tante altre, ma anche del suo pensiero e di quel trucco e quegli abiti così eccessi.

VIDEO RECENSIONE
lunedì 24 settembre 2018
A cura della redazione

Ally fa la cameriera di giorno e si esibisce come cantante il venerdì sera al pub. È lì che incontra la prima volta Jackson Maine, star del rock di passaggio. Il resto della storia lo conosciamo: la favola di lei comincia quando lui la invita sul palco, [...]

[LINK] FESTIVAL
giovedì 13 settembre 2018
 

Sono stati annunciati oggi i film di apertura e chiusura del prossimo Tokyo International Film Festival, giunto alla 31esima edizione. Ad aprire la manifestazione il 25 ottobre ci sarà A Star is Born di Bradley Cooper (al suo debutto dietro la macchina [...]

MOSTRA DI VENEZIA
martedì 24 luglio 2018
 

La Biennale di Venezia annuncia che A Star is Born, l'atteso debutto nella regia del quattro volte candidato al premio Oscar® Bradley Cooper (American Sniper, American Hustle, Il lato positivo), interpretato dallo stesso Cooper e dalla pluripremiata superstar [...]

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