American Sniper

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Un film di Clint Eastwood. Con Bradley Cooper, Sienna Miller, Jake McDorman, Luke Grimes, Navid Negahban.
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Azione, Ratings: Kids+16, durata 134 min. - USA 2015. - Warner Bros Italia uscita giovedì 1 gennaio 2015. MYMONETRO American Sniper * * * 1/2 - valutazione media: 3,83 su 219 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,83/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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L'adattamento cinematografico del libro autobiografico "American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in U.S. Military History".
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Sobrio, lucido, senza contratture il film racconta l'idiozia della guerra con le sue assurde regole e i suoi deliranti perimetri di orrore
Marzia Gandolfi     * * * * -
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TROVASTREAMING

Chris Kyle, texano che cavalca tori e non manca un bersaglio, ha deciso di mettere il suo dono al servizio degli Stati Uniti, fiaccati dagli attentati alle sedi diplomatiche in Kenia e in Tanzania. Arruolatosi nel 1999 nelle forze speciali dei Navy Seal, Kyle ha stoffa e determinazione per riuscire e ottenere l'abilitazione. Perché come gli diceva suo padre da bambino lui è nato 'pastore di gregge', votato alla tutela dei più deboli contro i lupi famelici. Operativo dal 2003, parte per l'Iraq e diventa in sei anni, 1000 giorni e quattro turni una leggenda a colpi di fucile. Un colpo, un uomo. Centosessanta uomini abbattuti (e certificati) dopo, Chris Kyle torna a casa, dalla moglie, dai bambini e dai reduci, a cui adesso guarda le spalle dai fantasmi della guerra del Golfo. Una dedizione che gli sarà fatale.
Come il proiettile di un tiratore scelto, "il sentimento dell'assurdità potrebbe colpire un uomo in faccia ad ogni angolo di strada", diceva Albert Camus e argomenta Clint Eastwood in American Sniper, preciso capolinea della guerra in Iraq e di una filmografia che dagli anni Novanta ha provato a mettere ordine nell'ambiguo mare di sensazioni suscitate da quell'evento o a funzionare qualche volta da supporto narrativo alla costruzione di una legittimità anche finzionale per il governo americano. Impossibile allora leggere American Sniper senza considerare il cinema che lo ha anticipato, addestrato e maturato, quello di David O. Russell (Three Kings), di Werner Herzog (Apocalisse nel deserto), di Sam Mendes (Jarhead), di Paul Haggis (Nella Valle di Elah), di Brian De Palma (Redacted), di Kathryn Bigelow (The Hurt Locker).
Girati prima e dopo l'undici settembre, frattura storica, categoria dell'immaginario e spartiacque per la produzione cinematografica, ciascuno di loro ha provato a capovolgere la visone ufficiale di una guerra che ha bruciato vite e petrolio, gettando fumo nero sugli occhi dei (tele)spettatori. Diario visivo di un Navy Seal coinvolto nell'orrore che si ritrova ad abitare, American Sniper sale sui tetti col suo cecchino e trova il punto di osservazione migliore per dire l'idiozia della guerra con le sue assurde regole e i suoi deliranti perimetri di orrore. Ma Eastwood fa qualcosa di più che denunciare, si prende il rischio di raccontare quell'incoerenza attraverso un personaggio che in quella guerra credeva davvero, che nel suo mestiere, quello delle armi, confidava. Armato di fucile e bibbia, il Seal di Bradley Cooper inchioda i cattivi al destino che meritano, guardando le spalle ai marines che casa per casa cercano il male o il delirio paranoico. Ma Chris Kyle non è un militare accecato dal testosterone, Chris Kyle è un uomo che sa bene, come racconta al figlio, che fermare un cuore che batte è una cosa grossa.
Appesantito dal peso dei colpi che mette a tiro e dalle scelte che compie il suo personaggio dietro al mirino, Bradley Cooper infila la bolla allucinatoria che la guerra soffia sui soldati e aderisce alla genuina ingenuità di un soldato che sognava un mondo perfetto. E il sentimento di pietà che il ranger di Un mondo perfetto riservava all'uomo in fuga di Kevin Costner, Eastwood adesso lo chiede allo spettatore, sollevando Kyle dal giudizio e confermando di essere sempre in grado di cogliere il bilico tra ombra e luce. La semplicità ideologica di Kyle e la sua immediatezza comunicativa non sono prive di complessità. Kyle è un adulto pronto ad affrontare ogni prova con forza e coerenza, supportato dal sentimento e da una fede incrollabile. Diversamente dall'artificiere della Bigelow, che disarma là dove Kyle arma, lo sniper di Eastwood è in grado di ritrovare l'intima misura, il ritmo che lo lega al mondo e alla coscienza di esistere. Kyle non è certo immune al disorientamento progressivo che genera l'azione bellica e l'investitura di eroe, nondimeno è capace di ammettere le proprie responsabilità, davanti a dio e allo psichiatra, rimettendo il debito di adrenalina e riallineando le cicatrici. Ma è proprio a casa, nella sua amata patria e davanti a un marine che voleva richiamare da una non vita, che si compie la beffa e si realizza l'assurdità della guerra, ridotta da Clint a esercizio di idiozia, vedi i soldati-ingegneri sacrificati al cecchino iracheno sul muro di gomma. Se Chris Kyle, quello vero, non fosse morto assassinato da un reduce impazzito lo scorso febbraio, con ogni probabilità American Sniper lo avrebbe girato un altro regista, ricettivo alla manifestazione dell'eroismo americano. Perché è proprio quel tragico epilogo a emergere tutto il nonsenso, ad affrancarlo dal particolare e a convincere l'autore americano a farne una storia universale.
A Clint non piacciono le chiacchiere ed è pronto a rinunciarci pur di far capire le cose visivamente, penetrando il nucleo stesso del reale con l'aiuto della sensibilità. Contro l'effimero senza malinconia, Clint Eastwood mette in scena la parabola di un reduce, che come tutti i reduci, non è ancora morto ma sta morendo, ucciso dal fuoco amico, ucciso dal proprio Paese. Fantasma che vagola, che non vive ma sopravvive, Gran Torino di cui non ci si fa nulla se non lasciarla in garage, senza uno spazio in cui muoverla, senza un futuro in cui accenderla. Solo un presente in cui ogni tanto scoprirla e lucidarla, blaterando di patriottismo e trascurando le conseguenze che la sciagurata fase della politica internazionale degli Stati Uniti ha sul suo stesso tessuto sociale.
Sobrio, lucido, senza contratture, American Sniper, basato sull'autobiografia di Chris Kyle, squaderna un Paese che seguita a duellare con la morte in nome della 'vita', un Paese che congeda con tre spari e col Silenzio un altro soldato, scomparso fuori campo e nascosto in un posto "tra il nulla e l'addio".

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Premi e nomination American Sniper

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6
David di Donatello
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BAFTA
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2
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Clint e' la vera leggenda

giovedì 1 gennaio 2015 di filippotognoli

Come molti grandi registi, Clint torna su uno dei suoi temi a lui piu' cari:il patriottismo americano e l'onore militare.Lo fa' a suo modo, raccontando una storia vera, strabordante di retorica e eroismo.Certo, per i non amanti del genere e dell'argomento trattato, meglio astenersi.Per chi invece, apprezza una grande storia raccontata da un grandissimo regista, c'e' di che leccarsi i baffi.Cooper assomiglia al vero Chris e interpreta il ruolo come avrebbe fatto Clint stesso, continua »

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Pecore, lupi o cani pastore?

lunedì 12 gennaio 2015 di ANDREA GIOSTRA

Clint Eastwood ancora una volta dimostra di essere un vero maestro del cinema d’autore: Raccontare una storia di guerra, di morte, di sangue, di violenza, di paura, ma anche di speranza e di amore al contempo, con raffinato realismo, senza lasciarsi mai trascinare nell’eccesso o nell’americanismo dei triti film d’azione tracciati con sangue zampillante, è un risultato straordinario che proietta il film ad essere tra le migliori opere del 2014. Bradley Cooper interpreta continua »

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Non un americanata

sabato 3 gennaio 2015 di teofac

Dal nome,dalla trama ci si potrebbe aspettare il solito fimetto americano patriottico,la solita minestra, ma il nuovo film di eastwood non lo è per niente,anzi. American sniper racconta di guerra,di ciò che essa lascia dentro ai soldati che la vivono. In questo caso,quella in Iraq, è raccontata da uno spettacolare Bradley Cooper (per me da oscar) che riesce perfettamente a trasmettere le sensazioni di Chris Kyle (la leggenda): il più forte cecchino della storia degli continua »

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Il cecchino delle emozioni

domenica 15 febbraio 2015 di Writer58

Vedo molti più film di quanti ne riesco a recensire. Solo negli ultimi mesi, per esempio, "Storie pazzesche" (mi è parso molto buono e crudelmente divertente), "Interstellar" (molto al di sotto di "Inception"), "Magic on the moonlight" (ormai Woody Allen gira da 20 anni sempre lo stesso film),"Diplomacy, una notte per salvare Parigi" (film solido, dall'impianto tradizionale, ma non entusiasmante), "Pride" (carino, politicamente continua »

Il padre di Chris rivolto ai suoi due figli
"Ci sono tre tipi di persone: le pecore, i lupi e i cani pastore"
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Chris Kyle
"Sono pronto ad incontrare Dio. E a rispondere di ogni singolo sparo!"
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Chris Kyle
"Sono pronto a incontrare il Creatore e a rispondere di ogni singolo sparo"
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DVD | American Sniper

Uscita in DVD

Disponibile on line da venerdì 15 maggio 2015

Cover Dvd American Sniper A partire da venerdì 15 maggio 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd American Sniper di Clint Eastwood con Bradley Cooper, Sienna Miller, Jake McDorman, Kyle Gallner. Distribuito da Warner Home Video. Su internet American Sniper (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film American Sniper

APPROFONDIMENTI | Eastwood e l'eterno problema dell'eroe di guerra.

Nel centro del mirino

domenica 4 gennaio 2015 - Roy Menarini

Nel centro del mirino Era da parecchio tempo che un film non suscitava un così aspro dibattito di stampo politico e ideologico, ed è davvero sorprendente che a eccitare gli animi sia ancora una volta Clint Eastwood, proprio la figura che negli anni Settanta si faceva accusare di fascismo a stelle e strisce per il suo ispettore Callaghan. Nel corso del tempo, l'Eastwood regista ha girato una tale serie di capolavori da mettere d'accordo tutti, una nota rivista lo ha persino eletto a "guida spirituale", i temi affrontati di petto (dall'eutanasia all'infanzia negata) si sono rivelati talmente universali e giusti da far ricredere parecchi critici della prima ora.

   

FOCUS | ONDA&FUORIONDA di Pino Farinotti.

Che non c'è, di Clint Eastwood

lunedì 12 gennaio 2015 - Pino Farinotti

L'ideologia, che non c'è, di Clint Eastwood Molta dialettica intorno ad American Sniper, il film di Clint Eastwood. I termini ricorrenti sono "eroe" e "ideologia". Narrasi la vicenda di Chris Kyle, soldato texano, dall'impressionante mira, che entra nel corpo speciale dei Navy Seal, viene spedito in Iraq e uccide 160 nemici "ufficiali", forse 250. La definizione di eroe americano è stata discussa, appunto, e "concettualmente" contestata. Insomma una parte di utenza, chiamiamola così, dice: come si può definire eroe quello che di fatto è un killer, che magari uccide dei bambini.

   

LIBRI | Scopri l'autobiografia di Chris Kyle da cui è tratto il film.

Il libro

venerdì 14 agosto 2015 - a cura della redazione

American Sniper, il libro Tra il 1999 e il 2009 Chris Kyle, membro dei Navy SEAL degli Stati Uniti, ha fatto registrare il più alto numero di uccisioni a opera di uno sniper di tutta la storia militare americana. I suoi compagni d'armi, che ha protetto con precisione letale dall'alto dei tetti e da altre postazioni invisibili durante la guerra in Iraq, lo chiamavano "la Leggenda". Per i nemici, invece, era semplicemente al-Shaitan Ramadi, il diavolo di Ramadi. Texano di nascita, Chris impara a sparare da ragazzo, andando a caccia con il padre.

   

Con l'Irak del soldato Kyle eastwood fa un capolavoro

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Tanto per buttar lì due nomi, Billy Wilder aveva diretto il suo ultimo film a settantacinque anni e Chaplin a settantotto. Ma erano tutti e due ormai sfiatati, infatti fecero un doppio flop. Clint Eastwood, che ne compirà ottantacinque in maggio, ha invece un tale carica di energia, che, toccando per lui ferro, potrebbe andare avanti all'infinito. Vedere per credere il suo ennesimo capolavoro. La critica snob ha già emesso la sentenza: American Sniper è un (mezzo) bidone. Forse perché non concede un attimo di tregua e quindi, irrimediabile difetto, non lascia spazio agli sbadigli. »

Bradley Cooper cecchino da Oscar

di Silvio Danese Quotidiano Nazionale

Non è chiaro quanto Eastwood intenda celebrare sacrificio e dedizione di un soldato simbolo e quanto invece profili un ambiguo carattere d'americano pragmatico vicino alla nevrosi da successo. Le cose si tengono, ma c'è da scommetere che Clint punti all'onore del combattente per la patria. Ragazzo sbandato in cerca di un senso, entra nei Seals (le truppe speciali cielo terra mare Usa) sfogando un eccezionale talento di fuoco come infallibile cecchino in 4 missioni in Afghanistan, mentre a casa moglie e figli, e tutta l'America, vivono la vita. »

Eastwood va a segno come il suo cecchino

di Alessandra Levantesi La Stampa

Per spiegare American Sniper occorre tenere presente un fatto: il progetto cinematografico ispirato all'omonimo bestseller - dove il SEAL Chris Kylee rievoca (l'estensore è lo scrittore Jim DeFelice) le sue quattro missioni di cecchino in Iraq con il record di 160 bersagli ufficiali colpiti - è partito su una sceneggiatura e il nome di Bradley Cooper. La scelta del regista è avvenuta in un secondo momento, avrebbe dovuto essere Spielberg, ma per problemi di inconciliabilità di date il copione è passato a Clint Eastwood giusto a ridosso dell'improvvisa morte di Kyle: ucciso in patria, lui sopravvissuto a tante imboscate dei talebani, da un ex combattente affetto da stress post-traumatico che stava aiutando a recuperare. »

American Sniper | Indice

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