Vittoria e Abdul

Film 2017 | Biografico +13 149 min.

Titolo originaleVictoria and Abdul
Anno2017
GenereBiografico
ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Durata149 minuti
Regia diStephen Frears
AttoriOlivia Williams, Judi Dench, Michael Gambon, Eddie Izzard, Tim Pigott-Smith Simon Callow, Adeel Akhtar, Fenella Woolgar, Julian Wadham, Ali Fazal.
Uscitagiovedì 26 ottobre 2017
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stephen Frears. Un film con Olivia Williams, Judi Dench, Michael Gambon, Eddie Izzard, Tim Pigott-Smith. Cast completo Titolo originale: Victoria and Abdul. Genere Biografico - USA, Gran Bretagna, 2017, durata 149 minuti. Uscita cinema giovedì 26 ottobre 2017 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La straordinaria storia vera di un'inaspettata amicizia nata durante gli ultimi anni dell'incredibile regno della Regina Vittoria

Consigliato nì!
2,67/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,33
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un intelligente e irriverente film d'epoca. Quale? La nostra.
Recensione di Marianna Cappi
domenica 3 settembre 2017
Recensione di Marianna Cappi
domenica 3 settembre 2017

Abdul Karim, umile impiegato indiano, ventenne o poco più, viene scelto per consegnare un omaggio alla regina Vittoria, in occasione del giubileo per i cinquant’anni del regno. Viene scelto esclusivamente in virtù della sua altezza, come a dire per puro caso. Diventerà il servitore, poi il segretario e infine il “Munshi”, il maestro spirituale, della regina e imperatrice. La loro amicizia sarà così salda e intima da infastidire e spaventare la famiglia reale e la corte dei più prossimi al trono, al punto che il figlio, Edoardo VII, darà alla fiamme la loro corrispondenza e ogni testimonianza di quella relazione.

Colpita dall’aver trovato, nella residenza di Vittoria sull’isola di Wight, un ritratto di Abdul appeso nel suo spogliatoio privato, accanto a quello dell’amato John Brown, la scrittrice Sharabani Basu è andata in fondo alla cosa, ha recuperato i diari di entrambi e portato alla luce una parte di storia della corona che nessuno conosceva o ricordava.

Frears la traduce sullo schermo con la mediazione della sceneggiatura di Lee Hall (Billy Elliot), che intreccia lo scontro di civiltà con quello di classe e illumina entrambi con dialoghi spiritosi e intelligenti (“witty”, si direbbe laggiù).

Può provarci, Stephen Frears, a dire che Victoria e Abdul è un My beautiful laundrette eterosessuale, ma resta una battuta, perché quella freschezza non c’è più, non ci può essere, trent’anni dopo. Il suo cinema si è forse appesantito (più che altro nei costumi e nella macchina produttiva, perché lo stile potrebbe anzi aver guadagnato in leggerezza), di certo è cambiato, com’è giusto che sia. È rimasta però una scintilla che costituisce da sola la ragione di interesse di questo film, la maggiore, foss’anche l’unica. E non ha niente a che fare col ritorno del regista ai cerimoniali di The Queen o con quello di Judy Dench al personaggio di Mrs Brown (“La mia regina”). La scintilla che accende il fuoco in Victoria e Abdul , e lo tiene vivo per tutta la durata del film, è quella dell’irriverenza.

Sono tanti i modi e i momenti in cui quest’attitudine fa capolino, ma tre in particolare sono tra i più eloquenti. C’è il primo contatto tra i due protagonisti: l’importante, viene intimato ad Abdul per la prima volta al cospetto della regina, è non guardarla negli occhi; ma lui disobbedisce ed è da quello sguardo (siamo al cinema) che ha inizio la storia. Il secondo momento è di un altro tipo: ha a che fare con una gelatina alimentare e un’allusione sessuale (e anche il bacio dei piedi sta da questi parti). Il terzo è il più importante, e c’è da credere che sia la ragione per cui Frears ha scelto di fare questo film, oggi. Perché il motivo per cui Abdul crea tanto scandalo, in fondo, è il suo essere musulmano, e Frears fa morire la regina Vittoria felice, niente meno che raccomandata ad Allah. Insinua che l’amicizia e l’amore possano superare le differenze religiose e permettere alle persone di legarsi tra loro, come stanno insieme le diverse fibre di un tappeto fatto ad arte. Vittoria e Abdul , insomma, è un film d’epoca: la nostra.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Frasi
Io sono irascibile, avida, di pessimo carattere e sgradevolmente attaccata al potere. Ma, di sicuro, pazza no!
La regina Vittoria (Judi Dench)
dal film Vittoria e Abdul - a cura di Bruno
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 4 settembre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

È invece solo molto efficace in chiave di commedia Victoria & Abdul di Stephen Frears, tentativo da parte del maestro inglese di fondere la satira agrodolce sulla monarchia alla The Queen con l'eterna formula della strana coppia portata da lui qui a Venezia nel recente passato con Philomena. Quando la Regina Vittoria (Judi Dench) incontra l'indiano Abdul (Ali Fazal) si innamorerà del bel fusto alla [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 settembre 2017
Alberto Mattioli
La Stampa

Gli inglesi, si sa: basta metterli con il sedere su un cavallo o i piedi su un palcoscenico (o davanti a una macchina da presa), e danno il meglio. L'inglesissimo Vittoria & Abdul di Stephen Frears, ieri fuori concorso, risulta una delizia dall'inizio alla fine perché tutti, fino all'ultimo caratterista, recitano da padreterni. E la padreternessa naturalmente è Sua Immensità Judi Dench, per la seconda [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 settembre 2017
Emiliano Morreale
La Repubblica

Negli ultimi 15 anni di vita, la regina Vittoria aveva intessuto un'intensa relazione platonica con il segretario indiano (musulmano) Abdul Karim, suscitando malumori a corte. La vicenda, emersa nei dettagli solo nel 2010, ha ispirato il libro di Shrabani Basu, da cui nasce il film. Frears era in teoria il regista ideale per un film del genere, siamo però lontani dall'eleganza di The Queen.

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