Vittoria e Abdul

Film 2017 | Biografico +13 149 min.

Titolo originaleVictoria and Abdul
Anno2017
GenereBiografico
ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Durata149 minuti
Al cinema73 sale cinematografiche
Regia diStephen Frears
AttoriJudi Dench, Ali Fazal, Eddie Izzard, Adeel Akhtar, Tim Pigott-Smith, Olivia Williams Fenella Woolgar, Paul Higgins, Robin Soans, Julian Wadham, Simon Callow, Michael Gambon.
Uscitagiovedì 26 ottobre 2017
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,79 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stephen Frears. Un film con Judi Dench, Ali Fazal, Eddie Izzard, Adeel Akhtar, Tim Pigott-Smith, Olivia Williams. Cast completo Titolo originale: Victoria and Abdul. Genere Biografico - USA, Gran Bretagna, 2017, durata 149 minuti. Uscita cinema giovedì 26 ottobre 2017 distribuito da Universal Pictures. Oggi tra i film al cinema in 73 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,79 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La straordinaria storia vera di un'inaspettata amicizia nata durante gli ultimi anni dell'incredibile regno della Regina Vittoria In Italia al Box Office Vittoria e Abdul ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 2,4 milioni di euro e 843 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,79/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,60
PUBBLICO 2,78
CONSIGLIATO SÌ
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Un intelligente e irriverente film d'epoca. Quale? La nostra.
Recensione di Marianna Cappi
domenica 3 settembre 2017
Recensione di Marianna Cappi
domenica 3 settembre 2017

Abdul Karim, umile impiegato indiano, ventenne o poco più, viene scelto per consegnare un omaggio alla regina Vittoria, in occasione del giubileo per i cinquant'anni del regno. Viene scelto esclusivamente in virtù della sua altezza, come a dire per puro caso. Diventerà il servitore, poi il segretario e infine il "Munshi", il maestro spirituale, della regina e imperatrice. La loro amicizia sarà così salda e intima da infastidire e spaventare la famiglia reale e la corte dei più prossimi al trono, al punto che il figlio, Edoardo VII, darà alla fiamme la loro corrispondenza e ogni testimonianza di quella relazione.

Colpita dall'aver trovato, nella residenza di Vittoria sull'isola di Wight, un ritratto di Abdul appeso nel suo spogliatoio privato, accanto a quello dell'amato John Brown, la scrittrice Sharabani Basu è andata in fondo alla cosa, ha recuperato i diari di entrambi e portato alla luce una parte di storia della corona che nessuno conosceva o ricordava.

Frears la traduce sullo schermo con la mediazione della sceneggiatura di Lee Hall (Billy Elliot), che intreccia lo scontro di civiltà con quello di classe e illumina entrambi con dialoghi spiritosi e intelligenti ("witty", si direbbe laggiù).

Può provarci, Stephen Frears, a dire che Vittoria e Abdul è un My beautiful laundrette eterosessuale, ma resta una battuta, perché quella freschezza non c'è più, non ci può essere, trent'anni dopo. Il suo cinema si è forse appesantito (più che altro nei costumi e nella macchina produttiva, perché lo stile potrebbe anzi aver guadagnato in leggerezza), di certo è cambiato, com'è giusto che sia. È rimasta però una scintilla che costituisce da sola la ragione di interesse di questo film, la maggiore, foss'anche l'unica. E non ha niente a che fare col ritorno del regista ai cerimoniali di The Queen o con quello di Judy Dench al personaggio di Mrs Brown (La mia regina). La scintilla che accende il fuoco in Vittoria e Abdul, e lo tiene vivo per tutta la durata del film, è quella dell'irriverenza.

Sono tanti i modi e i momenti in cui quest'attitudine fa capolino, ma tre in particolare sono tra i più eloquenti. C'è il primo contatto tra i due protagonisti: l'importante, viene intimato ad Abdul per la prima volta al cospetto della regina, è non guardarla negli occhi; ma lui disobbedisce ed è da quello sguardo (siamo al cinema) che ha inizio la storia. Il secondo momento è di un altro tipo: ha a che fare con una gelatina alimentare e un'allusione sessuale (e anche il bacio dei piedi sta da questi parti). Il terzo è il più importante, e c'è da credere che sia la ragione per cui Frears ha scelto di fare questo film, oggi. Perché il motivo per cui Abdul crea tanto scandalo, in fondo, è il suo essere musulmano, e Frears fa morire la regina Vittoria felice, niente meno che raccomandata ad Allah. Insinua che l'amicizia e l'amore possano superare le differenze religiose e permettere alle persone di legarsi tra loro, come stanno insieme le diverse fibre di un tappeto fatto ad arte. Vittoria e Abdul, insomma, è un film d'epoca: la nostra.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 2 novembre 2017
Ruger357MgM

La mano elegante di Stephen Frears, gran cerimoniere e maestro del film melò di epoca vittoriana/decadente ( da Wilde a Florence, sua ultima, mediocre, fatica), conduce sicura, attraverso inquadrature da videoclip di agenzia di viaggi, una sceneggiatura men che sufficiente, infarcita di retorica e luoghi comuni.Se da un lato è lodevole il tentativo di realizzare un prodotto che possa [...] Vai alla recensione »

domenica 29 ottobre 2017
Maurizio.Meres

La storia narrata in questo film si basa essenzialmente sulle pochissime traccie lasciate nella residenza reale dell'isola di Wight,una storia vera concentrata alla fine dell'Ottocento quando la regina Vittoria incontrò un suddito Indiano e si affascinò per i modi e le usanze,nella voglia di  conoscere un regno lontano e quasi sconosciuto.

martedì 14 novembre 2017
samanta

Vittoria e Abdul è un film uscito in Italia attualmente. La produzione è mista Ingese e USA, la regia è di Stephen Frears un regista inglese che ha un notevole curriculum cinematografico con al suo atttivo  films come The Queen e Florence. Il film che è tratto dal libro omonimo di uno scrittore indiano Shrabani Basu attualmente giornalista del Times, narra una storia [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 novembre 2017
Flyanto

 "Vittoria e Abdul" è un film in cui si racconta la profonda 'amicizia, nonchè il reciproco e sincero rispetto, tra la Regina d'Inghilterra Vittoria (a suo tempo Imperatrice dell'India conquistata) ed un suo devoto servitore indiano di nome, appunto, Abdul. Una storia vera che il regista Stephen Frears ha portato sullo schermo in forma molto romanzata e, quasi, [...] Vai alla recensione »

domenica 29 ottobre 2017
Starfish11

Judy Dench viene qui incoronata Queen and Empress. Ormai al 2' film  ( 'La Mia Regina', 1997 di John Madden) a pieno diritto ne è la sua identificazione magistrale.  Pranzo di stato, epoca giubileo dei 50 anni di regno, la vediamo sonnolente che alza gli occhi e lo vede , alto e scuro di pelle ambrata,con quell'uniforme scarlatta in mezzo ai grigi della corte.

mercoledì 8 novembre 2017
Maramaldo

Soggetto da opera buffa, tema di musical. Curiose coincidenze. Avete visto Il Palazzo del Vicerè: quattro inservienti indù, in candidi paludamenti, portano via dalla residenza britannica di Delhi come fosse un feretro un imponente busto marmoreo dell'ex-Imperatrice. L'espressione arcigna e disgustata del simbolo del potere che oppresse per trecento anni non è dissimile [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 novembre 2017
namla

il film è molto carino! tocca delicate corde di sentimenti che, al di là di  frasi e  parole recitate, si esprimono nei gesti e negli sguardi... la fotografia è davvero significativa e i due protagonisti comunicano con gli sguardi. Ho trovato gli attori bravissimi e coinvolgenti, le scene pittoriche e rilassanti Sembra di essere proiettati in un'altra realtà, [...] Vai alla recensione »

martedì 31 ottobre 2017
no_data

E' una favola per adulti, che cede al politically correct in una maniera inusitata per un regista come Frears che ha saputo girare film di ben altro spessore e profondità. Stereotipate le situazioni volte a suscitare la facile risata e il consenso del pubblico. Ridicolo poi legare l' indipendenza Indiana alla comunità musulmana, come se l'indipendenza fosse stata un suo frutto.

domenica 29 ottobre 2017
LBavassano

Lussuosissimo, patinatissimo, politicamente correttissimo. In una parola: inguardabile.

Frasi
Io sono irascibile, avida, di pessimo carattere e sgradevolmente attaccata al potere. Ma, di sicuro, pazza no!
Una frase di La regina Vittoria (Judi Dench)
dal film Vittoria e Abdul - a cura di Bruno
L'amore è tutto. Noi siamo solo pezzi.
Abdul Karim (Ali Fazal)
dal film Vittoria e Abdul - a cura di Sara
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 26 ottobre 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Certo che lo Stephen Frears non solo delle origini (My Beautiful Laundrette) ma anche solo di poche stagioni fa (l'indimenticabile Philomena) risulta irriconoscibile in questo scampolo di grande storia spiata dal buco della serratura. E non con la forza rappresentativa ed emozionante, per intenderci, di un film come Il discorso del re. La questione, portata alla luce dal romanzo dal quale il film è [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 settembre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

È invece solo molto efficace in chiave di commedia Victoria & Abdul di Stephen Frears, tentativo da parte del maestro inglese di fondere la satira agrodolce sulla monarchia alla The Queen con l'eterna formula della strana coppia portata da lui qui a Venezia nel recente passato con Philomena. Quando la Regina Vittoria (Judi Dench) incontra l'indiano Abdul (Ali Fazal) si innamorerà del bel fusto alla [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 settembre 2017
Alberto Mattioli
La Stampa

Gli inglesi, si sa: basta metterli con il sedere su un cavallo o i piedi su un palcoscenico (o davanti a una macchina da presa), e danno il meglio. L'inglesissimo Vittoria & Abdul di Stephen Frears, ieri fuori concorso, risulta una delizia dall'inizio alla fine perché tutti, fino all'ultimo caratterista, recitano da padreterni. E la padreternessa naturalmente è Sua Immensità Judi Dench, per la seconda [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 settembre 2017
Emiliano Morreale
La Repubblica

Negli ultimi 15 anni di vita, la regina Vittoria aveva intessuto un'intensa relazione platonica con il segretario indiano (musulmano) Abdul Karim, suscitando malumori a corte. La vicenda, emersa nei dettagli solo nel 2010, ha ispirato il libro di Shrabani Basu, da cui nasce il film. Frears era in teoria il regista ideale per un film del genere, siamo però lontani dall'eleganza di The Queen.

venerdì 27 ottobre 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Viene il sospetto che tra tanti onorevoli ciarlatani della separazione di censo, classi, etnie, nel paludato "palazzo" della regina Vittoria si confrontino certi comportamenti censori del nostro presente. È la cosa più viva di questo filmone: riti e regole, costumi e imperi, in cui il cinema d'esotico melò britannico si specchia in se stesso (da Lean ad Attenborough).

giovedì 26 ottobre 2017
Cristina Piccino
Il Manifesto

Stephen Frears lo ha definito un «My Beautiful Laundrette eterosessuale», anche se Victoria e Abdul, il suo nuovo film fuori concorso alla Mostra di Venezia, con quella lontana commedia scritta da Hanif Kureishi condivide solo l'ispirazione colonialista - allora al presente, qui nelle sue origini. Già perchè la Victoria del titolo - a cui dà vita con piglio impeccabile Judi Dench - è proprio la regina [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 ottobre 2017
Fulvia Caprara
La Stampa

Sotto il peso dell'immenso potere, degli obblighi che ne derivano, dei malanni dell'età e dell'interessata attenzione dei membri di corte, la regina Vittoria (Judi Dench) si addentra, sempre più a fatica, nel tunnel oscuro della vecchiaia. Eppure, nel 1887, quando riceve dalle mani del giovane e prestante Abdul Karim (Alì Fazal) una medaglia d'oro in occasione dei festeggiamenti peri 50 anni del suo [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 ottobre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Londra,1887. Quando la Regina Vittoria (Judi Dench) incontra l'indiano Abdul (Ali Fazal) si innamorerà platonicamente del bel fusto alla Kabir Bedi per lo sdegno della corte, specie del figlio Bertie futuro Edoardo VII (Eddie Izzard). Tentativo da parte del maestro inglese Stephen Frears di fondere la satira agrodolce sulla monarchia alla The Queen (suo grande successo del 2006) con l'eterna formula [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 ottobre 2017
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

"Nessuno capisce cosa si prova a essere una regina". Vero, tranne chi la regina l'ha ripetutamente incarnata. Con la presente straordinaria Queen Victoria, Judi Dench è infatti alla sua ennesima monarca britannica e forse, alla sua migliore. È soprattutto la sua sensibilità attoriale a fornire il cosiddetto valore aggiunto a un'opera del filone "classico" (e regale.

venerdì 27 ottobre 2017
Xan Brooks
The Guardian

L'ultimo film di Stephen Frears è un dramma in costume (tipo Gunga Din) che racconta la relazione platonica tra una regina Vittoria (Judi Dench) vecchia e isolata e un giovane indiano musulmano (Ali Fazal) che illumina le sue giornate. Frears è un regista discontinuo e questo film non è tra i suoi migliori. L'interpretazione di Ali Fazal è incredibilmente poco interessante, ma anche la sceneggiatura [...] Vai alla recensione »

Ali Fazal nella parte di Abdul Karim
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