La Battaglia dei Sessi

Film 2017 | Biografico +13 121 min.

Titolo originaleBattle of the Sexes
Anno2017
GenereBiografico
ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Durata121 minuti
Al cinema264 sale cinematografiche
Regia diJonathan Dayton, Valerie Faris
AttoriEmma Stone, Steve Carell, Andrea Riseborough, Sarah Silverman, Martha MacIsaac Alan Cumming, Elisabeth Shue, Austin Stowell, Natalie Morales, Eric Christian Olsen, Jessica McNamee, James Mackay, Chip Chinery, Bill Pullman.
Uscitagiovedì 19 ottobre 2017
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,75 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jonathan Dayton, Valerie Faris. Un film con Emma Stone, Steve Carell, Andrea Riseborough, Sarah Silverman, Martha MacIsaac. Cast completo Titolo originale: Battle of the Sexes. Genere Biografico - USA, Gran Bretagna, 2017, durata 121 minuti. Uscita cinema giovedì 19 ottobre 2017 distribuito da 20th Century Fox. Oggi tra i film al cinema in 264 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,75 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il racconto della partita chiamata 'battaglia dei sessi' avvenuta nel 1973 tra la giovane tennista King e l'ex campione in pensione Riggs. La Battaglia dei Sessi è 6° in classifica al Box Office. venerdì 20 ottobre ha incassato € 41.792,00 e registrato 6.632 presenze.

Consigliato sì!
2,75/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
L'evocazione di una società, nemmeno troppo lontana, dove il sessismo era rivoltante e sistematico.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 16 ottobre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 16 ottobre 2017

Billie Jean King, tennista californiana e campionessa in carica, combatte per ottenere, a parità di mansioni, la stessa retribuzione dei colleghi. Ma al debutto degli anni Settanta le cose non sono così semplici. Sposata con Larry King ma innamorata di Marilyn Barnett, Billie è impegnata a risolversi sul fronte privato e su quello pubblico, dove accetta e affronta la sfida lanciata da Bobby Riggs, ex campione a riposo. Machista e accanito scommettitore, Riggs vuole dimostrare sul campo la supposta superiorità maschile. Il 20 settembre 1973 all'Astrodomo di Houston in Texas va in scena "la battaglia dei sessi", la partita di tennis più famosa della storia. La posta in gioco: cento mila dollari e un set guadagnato all'emancipazione femminile.

Nuove generazioni di donne godono di importanti diritti. Diritti acquisiti, sociali e umani, che gli permettono di realizzarsi secondo scelte personali. Ma non è stato sempre così e non è ancora pienamente così. La battaglia per la parità di trattamento dei sessi è tutt'altro che conclusa. Per questa ragione è essenziale ripassare le tappe di un percorso centenario e ostinato.

La battaglia dei sessi, match d'antologia tra Billie Jean King e Bobby Riggs, è una di quelle tappe. Strappando il titolo a una sfida epica che catturò l'attenzione mondiale e cambiò per sempre la storia del tennis, la nuova commedia vintage di Jonathan Dayton e Valerie Faris rigioca la partita, una battaglia sportiva e politica insieme contro il pregiudizio sulla qualità del gioco offerto dalle donne. E l'interesse del film risiede nella lotta condotta da Billie Jean King in campo e fuori per ridurre lo scarto (economico) tra uomini e donne nell'universo sportivo. La battaglie dei sessi evoca una società, nemmeno troppo lontana, dove il sessismo era rivoltante e sistematico, sovente sostenuto da uomini che incarnavano l'autorità e la interpretavano con arroganza.
Uomini come Jack Kramer (Bill Pullman), co-fondatore dell'Association of Tennis Professionals, certamente più pericoloso e infido del gigionesco Bobby Riggs. Se il tono del film è ludico, la materia è gravosa. Perché La battaglia dei sessi svolge la ricerca identitaria di una donna che scopre la propria omosessualità in un'epoca che non faceva sconti e coltivava col pregiudizio l'omofobia. Se il tono è appannaggio di Steve Carell, che stabilisce il codice del gioco e lo eccede a colpi di dichiarazioni incendiarie e motteggi, la materia è proprietà di Emma Stone, che ribatte il sarcasmo dell'avversario con implacabile resistenza.

Realizzatori del feel good movie Little Miss Sunshine, Jonathan Dayton e Valerie Faris vorrebbero, ma non possono, dirigere la commedia come un film di guerra. Giocare a maschio e femmina richiede una maturità drammatica maggiore di quella messa in campo. Trombone veterano dalla bocca larga, il personaggio di Steve Carell attinge senza troppo pudore alla biografia di Bobby Riggs risultando irresistibile nella tracotanza ma poco sottile nel restituire l'angoscia del fallimento che resta compresso nel bordocampo. La sopraffazione verbale e l'ego ipertrofico in guerra saturano la commedia e costringono la contendente negli spazi chiusi dell'azione. Camere d'albergo, spogliatoi, camerini, bagni, sono il campo autorizzato oltre il quale non è possibile spingere l'eroina di Emma Stone, 'appiccicata' come la parrucca bruna e gli occhiali seventy.
Bagliore di leggerezza sofisticata in La La Land, l'attrice non trova mai dietro la rete il rovescio stilisticamente corretto. È un corpo che procede automatico nella sua rigidezza, troppo artificiale per essere efficace e struggente. Ma a dispetto di tutto, questo gioco a due che assomiglia a una partita a quattro (i registi sono marito e moglie), ci rammenta i trionfi, formidabili e fragili, portati a casa e gli scacchi subiti. King batte Riggs con un rotondo 6-4, 6-3, 6-3 ma l'incontro non è ancora vinto.

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FOCUS
FOCUS
martedì 17 ottobre 2017
Claudia Catalli

Ci sono film che hanno la capacità di raccontare un tempo, restituendone fedelmente atmosfere e problematiche. Quando sono ben scritti, interpretati, diretti - in una parola realizzati -, riescono a valicare i confini del tempo e dello spazio e risultare sempre attuali, se non addirittura universali.

È senz'altro il caso di La battaglia dei sessi, sulla carta 'solo' un film incentrato sulla fatidica partita di tennis 'uomo contro donna' del 20 settembre 1973 in un momento cruciale di rivendicazioni femministe, lotte contro discriminazioni e pro parità salariale (anche tra campioni di tennis).

In realtà quello firmato da Jonathan Dayton e Valerie Faris si rivela un film più contemporaneo che mai, con l'insistenza e l'efficacia con cui affronta il macrotema della discriminazione di genere, mai senza una punta di ironia. Il film è disseminato di battute sparse ad arte che sintetizzano tutto chiaramente: il pubblico vuole vedere gli uomini, sono più forti e divertenti, per questo vanno pagati di più.

Frasi
- Pronto?!
- Eureka! Billie Jean, sono Bobby, Bobby Riggs. Senti, ho avuto una grande idea: porco maschilista contro femminista dalle gambe pelose! Senza offesa, sei ancora femminista, sì?!
- Sono una tennista e guarda caso una donna.
- Non riattaccare...
- E, a proposito, mi depilo le gambe!
Dialogo tra Billie Jean King (Emma Stone) - Bobby Riggs (Steve Carell)
dal film La Battaglia dei Sessi - a cura di MYmovies.it

Le donne andrebbero pagate e rispettate in egual misura.
Una frase di Billie Jean King (Emma Stone)
dal film La Battaglia dei Sessi - a cura di MYmovies.it
Non dico che le donne non dovrebbero stare in campo, altrimenti chi raccatterebbe le palle?!
Una frase di Bobby Riggs (Steve Carell)
dal film La Battaglia dei Sessi - a cura di MYmovies.it
Non posso mostrare i miei sentimenti in pubblico... la posta è troppo alta.
Una frase di Billie Jean King (Emma Stone)
dal film La Battaglia dei Sessi - a cura di MYmovies.it
Affari, sport... in qualunque settore, quelli che contano sono tutti uomini.
Jack Kramer (Bill Pullman)
dal film La Battaglia dei Sessi - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 20 ottobre 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Registi poco prolifici e tuttavia di culto (Little Miss Sunshine, Ruby Sparks), Jonathan Dayton e Valeria Faris si dedicano questa volta a un soggetto preso dalla realtà: la partita che, nel 1973, vide alle due estremità del campo la tennista più popolare dell'epoca, Billie Jean King, e il maturo ex-campione Bobby Riggs. Lui, istrionico e maschilista fino al midollo, asseriva l'inferiorità delle donne [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 ottobre 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Ci aspettavamo di più da La battaglia dei sessi, biopic firmato da Jonathan Dayton e Valerie Faris che rievoca un episodio rilevante nella storia del tennis e del femminismo: la partita che nel 1973 contrappose la campionessa ventinovenne Billie Jean King (un'eccellente, mimetica Emma Stone) all'ex campione cinquantacinquenne Bobby Riggs (un istrionico Steve Carell).

venerdì 20 ottobre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Non fu una semplice partita di tennis. Quello che si consumò dentro l'Astrodom e di Huston il 20 settembre 1973 davanti a 30 mila persone, 50 milioni di nordamericani in-collati alla tv e altri 90 milioni di telespettatori in mondovisione fu un confronto tra maschilismo (lui aveva 50 anni ed amava esibirsi in siparietti di agghiacciante gallismo) e femminismo (lei aveva 30 anni e stava timidamente [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
venerdì 20 ottobre 2017
 

Billie Jean King, tennista californiana e campionessa in carica, combatte per ottenere, a parità di mansioni, la stessa retribuzione dei colleghi. Ma al debutto degli anni Settanta le cose non sono così semplici.

TRAILER
mercoledì 17 maggio 2017
 

Tratto da una storia vera avvenuta nel 1973. La famosa battaglia dei sessi tra la tennista King, allora ventinovenne, al secondo posto nella classifica mondiale di tennis femminile e Riggs, l'ex campione cinquantacinquenne di Wimbledon, andato in pensione. [...]

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