La California è un pezzo di campagna tra la via Emilia e il West, fatto di tanti microcosmi che s'incastrano in una collettività vera e vissuta, viscerale, ironica, emiliana. Espandi ▽
Emilia, Modena, La California: le sorelle gemelle Ester e Alice passano il tempo tra infanzia e adolescenza, cotte sognate e cotte vissute, tortellini e Amaro del Ciclista. Ogni cosa va avanti nella solita routine, finché Allende e il figlio Pablo, esuli comunisti dal Cile dittatoriale, fanno la loro comparsa. Il nuovo film di Cinzia Bomoll è un film di doppi, riflessi, identità. E la soluzione è sempre una: andare avanti non dimenticando mai nessuno. È una questione personale. Cinzia Bomoll è cresciuta in quei luoghi, parla in quel modo, ci è tornata per scrivere. Passava dalla frazione La California quando era bambina per andare a trovare la nonna e tutta quella sfera emotiva e vitale torna e ritorna ancora (nel suo ultimo libro “La ragazza che non c’era” e in uno suo più vecchio, “Lei che nella foto non sorrideva”, a cui questo La California si ispira). Ma quello che c’è dentro appartiene anche ad altri, in primis Silvia e Giulia Provvedi, le interpreti di Ester e Alice, gemelle dal nome d’arte Le Donatella e anche loro di Modena, starlette disinvolte di X-Factor, L’Isola dei Famosi, Grande Fratello VIP. La loro prova è una scommessa vinta, e non per poco. Recensione ❯
Tra Moonrise Kingdom e Cosmonauta, una storia semplice ma mai semplicistica, con una sua convincente originalità. Drammatico, Italia2022. Durata 86 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +10
Sicilia, estate del 1990. Enrico ha dodici anni e tutti i problemi dei ragazzini della sua eta`. Ma a tormentarlo non sono gli ormoni impazziti o un amore non corrisposto. Il suo problema piu` grande si chiama Partito Comunista Italiano. Espandi ▽
Comiso, 1990. Enrico ha 13 anni ed è cresciuto in una famiglia di ferventi comunisti. La sorella maggiore Chiara è riuscita a defilarsi, lui invece dovrà trascorrere le vacanze estive accompagnando di sezione in sezione il padre. Ma decide di fuggire insieme al suo migliore amico per rifondare il campeggio dei Pionieri, uno storico gruppo scout comunista, e a loro si unirà inopinatamente Vittorio Romano, il figlio bullo del fascista locale. Quando avvisteranno Margherita, una ragazza italoamericana fuggita da un campeggio per i figli dei militari di una base yankee della Sicilia meridionale, Enrico scoprirà anche l'amore.
I pionieri è l'opera prima di Luca Scivoletto, che oltre a dirigere lo ha scritto insieme a Eleonora Cimpanelli e Pierpaolo Pirone. Il film si pone al crocevia fra Moonrise Kingdom e Cosmonauta, riuscendo comunque a conservare una sua originalità e una sua particolare dolcezza.
È raro trovare un film indirizzato ai preadolescenti che funzioni, sia per il pubblico per cui è inteso che per spettatori più stagionati, e I pionieri ci riesce, trovando un livello di scrittura adatto ai personaggi più giovani, ma anche ricco di riferimenti che gli adulti riconosceranno, e che li faranno sorridere. Recensione ❯
Una giovane molto talentuosa incontra un amore distruttivo e profondo con il suo istruttore campione di apnea in questo dramma romantico di straordinario impatto visivo. Recensione ❯
Un musical sincero ma che non si affranca mai dalla realtà per approcciare il meraviglioso. Musical, Italia2022. Durata 110 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un musical ambientato a New York negli anni '20. Espandi ▽
Eva ha un sogno, cantare al Choo Choo Train dove lavora come lavapiatti. Giovane donna emigrata, si scontra ogni giorno con New York e un desiderio di riscatto sempre rimandato. Poi una notte si rifugia in una casa che credeva abbandonata e la sua vita cambia. Accolta da Armie, un reduce della Grande Guerra, scopre con lui l’amore e le possibilità di un destino migliore. Il ragazzo ha un potere speciale, rendere i sogni reali, ma un segreto doloroso, un fratello soldato da ‘mantenere’ in vita. Tra illusione e realtà, Eva e Armie troveranno la via per la felicità. L’impossibile lutto per Abbatangelo ha la forma spettacolare di un genere per cui nutre un sentimento sincero ma che non riesce a dominare. Su una trama musicale, firmata da Fabrizio Mancinelli, più prossima al pop che ai classici di Broadway, The Land of Dreams dovrebbe raccontare l’irresistibile ascensione nel mondo del divertissement di una cantante interpretata timidamente da Caterina Shulha. Il film però inchioda i suoi protagonisti ai loro ruoli e li fissa al suolo senza nessuna ambizione coreografica o volontà di movimento. Il piacere primario del musical è contemplare la virtuosità dei suoi interpreti che inciampano invece sui loro sogni e sulle parantesi sentimentali. Eva e Armie non scivolano sulla superficie dell’immagine, e nemmeno della psiche, limitandosi ad allineare una serie di numeri atoni in una burrasca di effetti speciali. Recensione ❯
Una donna di New York, che sembra avere le cose sotto controllo, deve affrontare un trauma che le sconvolge la vita. Espandi ▽
In questa storia tratta da un bestseller, Ani FaNelli (Mila Kunis) è una newyorchese dalla lingua tagliente che sembra avere tutto: un ambito posto di lavoro in una rivista patinata, un guardaroba all'ultima moda e nozze da sogno all'orizzonte. Ma quando il regista di un documentario crime la invita a raccontare la sua versione dello scioccante episodio vissuto da adolescente presso la prestigiosa Bradley School, Ani è costretta a rivivere una cupa verità che minaccia di distruggere la vita che si è meticolosamente costruita. Recensione ❯
Un film di ottime qualità produttive ma senza grandi idee visive che conferma le ossessioni di Shinkai. Animazione, Avventura, Azione - Giappone2022. Durata 122 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Mentre il cielo si tinge di rosso e la terra trema, il Giappone è sull'orlo della catastrofe. Suzume, un'adolescente in grado di vedere le forze soprannaturali che gli altri non possono vedere, partirà in missione per salvare il suo paese. Espandi ▽
Una moderna road story d'azione e avventura in cui una ragazza di 17 anni di nome Suzume aiuta un giovane misterioso a chiudere le porte dall'esterno che stanno scatenando disastri in tutto il Giappone. Recensione ❯
Un thriller su una coppia che sfida se stessa senza tenere conto delle conseguenze. Espandi ▽
Una giovane coppia è disposta a tutto pur di vincere una grossa somma di denaro: i due innamorati decidono quindi di trascorrere 50 giorni chiusi in una stanza bianca, senza telefoni e senza contatti con l'esterno. Ce la faranno? Recensione ❯
Una storia di emancipazione e ricerca di sé che lavora sulle distanze, nulle o estreme, reali e metaforiche. Drammatico, Giappone2022. Durata 123 Minuti.
La vita di Taeko scorre tranquilla accanto al marito e al figlioletto Keita, finché un evento drammatico segna il ritorno del padre biologico del bambino, di cui la donna non aveva notizie da anni... Espandi ▽
Taeko vive felicemente con il giovane sposo Jiro e il piccolo Keita, nato da una relazione precedente. Tutto ciò che desidera è l’approvazione di suo suocero, che stenta ad arrivare. Un incidente domestico riscrive però improvvisamente la vita di Taeko e di chi le sta vicino e determina il ritorno del padre biologico di Keita, Park, di cui la donna non aveva notizie da anni. Il gap culturale che ci separa da una conoscenza profonda delle tradizioni e della società giapponese impedisce probabilmente al pubblico occidentale di cogliere fino in fondo le sottigliezze di questa storia di silenziosa emancipazione, ma questo rappresenta anche un limite dell’opera, che pare avere a sua volta alcuni dei problemi di comunicazione che denuncia. Lontano dall’empatia che si sprigiona dai film di Kore-eda, Love Life ci restituisce però un documento interessante sul Giappone contemporaneo, aprendoci le porte di realtà quotidiane poco viste e di personaggi “normali” che si ritrovano ad essere portatori di trasformazioni più grandi di loro. Recensione ❯
Il cinecomic d'animazione per i fratelli minori: azione, umorismo, e tanti animali. Animazione, Avventura - USA2022. Durata 106 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Una squadra di eroi e cattivi a due e a quattro zampe! Espandi ▽
Krypto è il cane di Superman da sempre. Ma ogni super eroe, si sa, ha il suo super cattivo. Così, la porcellina d’India Lulu, cresciuta come cavia nel laboratorio di Lex Luthor, ha ereditato la devozione al Male del suo padrone e, con un po’ di follia e di fortuna, riesce a mettere in gabbia l’intera Justice League, Superman compreso. Questa volta Krypto non può farcela da solo. Per fortuna che Asso e i suoi amici del rifugio per animali abbandonati stanno cominciano a sviluppare strani poteri. Deve solo convincerli a fare squadra. A volte per rinverdire un racconto ormai classico basta cambiare il punto di vista. Perché allora non raccontare la vita quotidiana di Superman dalla prospettiva del suo cane? I guru del marketing DC devono aver capito che esiste una platea di fratelli minori che si traveste da supereroe per non essere da meno (guai!), ma durante le interminabili visioni condivise dei film live action, sempre più dark e fracassoni, pensa che, se ad un certo punto entrasse in campo un gattino assassino, beh allora sì che sarebbe il massimo. Et voilà. Recensione ❯
Due gemelli sospettano che qualcosa sia successo alla propria madre. Espandi ▽
I gemelli Lukas ed Elias vengono portati dal padre (che però non entra) a casa dalla mamma che non vedono da tempo. La mamma li accoglie con la testa coperta da una maschera protettiva spiegando d'aver subito un intervento chirurgico prodromico a un cambiamento, a un nuovo inizio. Perciò, per la durata della sua convalescenza, detta nuove regole ai ragazzi: silenzio, niente visite, tende chiuse e così via. I ragazzi sono perplessi e ben presto - anche per il suo strano comportamento (distrugge, per esempio, il disegno che Elias aveva fatto appositamente per lei) - si cominciano a chiedere se quella donna dal viso coperto sia veramente la loro mamma. La casa è isolata e i ragazzi si rendono conto che devono risolvere da soli la situazione.
Il confronto con il film originario è piuttosto impietoso. Questo remake semplifica e banalizza la vicenda, cercando forse di razionalizzare l'irrazionale e togliendo di certo ogni carica di "cattiveria" che il film di Fiala e Franz possedeva.
Matt Sobel dirige con competenza, ma senza particolare ispirazione. In sostanza, nonostante una convincente prova della sempre brava Naomi Watts, si può archiviare il film nel cospicuo faldone dei remake non necessari. Recensione ❯
Una donna affronta le conseguenze di un gesto estremo fatto per amore del figlio. Espandi ▽
Teresa è stata appena licenziata. Ogni giorno deve arrangiarsi da sola e occuparsi di Antonio, il bambino di un anno, che porta sempre con sé. Convive con il suo compagno Pietro in un quartiere periferico di una città del Lazio. Lui però non è affidabile e mancano i soldi per tirare avanti. Un giorno torna a casa e vede che il partner è minacciato da un creditore che poi si avventa contro di lei. Per difendersi, lo accoltella. Va in carcere ed esce dopo dieci anni. Quando però torna a casa tutto è cambiato. Pietro è in imbarazzo e Antonio, ormai cresciuto, la ignora. Recensione ❯
Un film fatto di sketch umoristici e tentativi di superare il trauma. Un connubio difficile da tenere in equilibrio. Commedia, Drammatico - Israele, Polonia, Colombia2022. Durata 96 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Sud America, 1960. Un sopravvissuto all'Olocausto solitario e scontroso si convince che il suo nuovo vicino non è altro che Adolf Hitler. Espandi ▽
Scappare dall’Europa del dopoguerra dopo aver perso tutto a causa della persecuzione nazista, e ritrovarsi in Colombia in mezzo al nulla con Hitler come vicino di casa: è l’assurda premessa del film del regista polacco Leon Prudovsky, alle prese con una coproduzione internazionale variegata e una storia da far quadrare nonostante le discrepanze di tono.
La parte del leone la fa difatti una serie di sketch umoristici sul tema del cattivo vicinato, in cui il protagonista David Hayman (scozzese, ma che calca molto sull’inflessione est-europea) e l’icona ironica/autoironica di Udo Kier si danno battaglia tra rose, steccati, scacchi e una buona dose di vodka. Dietro ai battibecchi c’è però la dimensione più seria di un uomo ancora immerso nel trauma di una vita sradicata e una famiglia perduta.
Tenerle in qualche modo in equilibrio è una missione temeraria dal punto di vista cinematografico, proibitiva anche per opere molto più complesse di questa, che cerca di stare alla larga da qualunque specificità. Recensione ❯
Un horror fresco e inventivo che accomuna varie tematiche in modo affascinante. Drammatico, Lussemburgo2022. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La madre single Elaine è stupita del comportamento aggressivo di suo figlio Martin, visita la famiglia del suo defunto padre nella piccola città di Lussemburgo, che nasconde una natura molto più oscura. Espandi ▽
Bruxelles. Elaine, mamma single dopo che il suo partner Patrick se l'è misteriosamente filata ancor prima della nascita del figlioletto Martin, vive un momento di notevole difficoltà. Martin morde e graffia i compagni di scuola che lo provocano, al punto che la mamma di uno di questi, finito in ospedale, minaccia una denuncia. Non sapendo più cosa fare, Elaine compie un grande passo e porta Martin dai genitori di Patrick, che vivono in una lussuosa tenuta in Lussemburgo. La donna non tarda a rendersi conto che la famiglia di Patrick nasconde un segreto terribile.
Interessante horror proveniente da Belgio e Lussemburgo, rappresenta uno sguardo un po' diverso su un argomento molto utilizzato al cinema come la licantropia.
Un po' racconto di formazione, con il ragazzino alle soglie di una complicata adolescenza, un po' descrizione di un complesso rapporto tra madre e figlio, un po' discorso sull'accettazione della diversità e su ciò che questa accettazione comporta, il film accomuna varie tematiche in modo tutto sommato agile e a tratti affascinante, con più di qualche banalità, ma anche in generale con un approccio fresco e inventivo. Buona l'interpretazione del cast, con Louise Manteau in particolare evidenza. Recensione ❯
Un thriller che fa fatica a distinguersi da tanti altri nonostante il grande lavoro di Juliette Binoche. Drammatico, Germania, USA2022. Durata 115 Minuti.
Una donna contrabbanda merci illecite per salvare suo fratello. La consegna finale però la mette a dura prova. Espandi ▽
Fatica a distinguersi dalla massa, questo thriller on the road ambientato nell’America profonda. L’intento è quello di gettare una luce intensa sul problema del traffico di persone, spesso minorenni, e su quanto “il sistema” non faccia abbastanza per prenderlo di mira. Ma dalle fibre di Paradise Highway non trasuda mai un interesse che vada al di là del motore della trama o della dedica nei titoli di coda. È un peccato perché nella visione della regista Anna Gutto, norvegese che da tempo lavora in America e che qui esordisce nel lungometraggio, il film avrebbe una prospettiva-guida diversa dal solito. Ancor di più, può contare su un nome come Juliette Binoche nel ruolo principale, e non può non esserci curiosità nel vederla nei panni di una donna working class con bandana e camicia jeans. Ci sono tracce in controluce di un’opera più originale, specialmente nei dettagli sulla vita delle camioniste donne (Sally è in costante contatto con un gruppo di colleghe con le quali passa il tempo alla radio), ma vengono purtroppo relegati alla periferia di uno script spesso inelegante nell’esposizione e ripetitivo nei beat drammatici. Recensione ❯
Per Anna ogni giorno è uguale all'altro. Quando un uomo e sua figlia si trasferiscono dall'altra parte della strada, Anna inizia a credere di poter cambiare la propria vita. Espandi ▽
Fin dalla trama, questa miniserie Netflix, prodotta da Will Ferrell (direttamente dal Saturday Night Live) lascia il lettore in uno stato di confusione. È forse questo il carattere più distintivo di La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra, titolo che a molti farà venire in mente una domanda catartica: "come prego?". Ma qui sta la genialità della miniserie: il lungo titolo fa riferimento, nella storia, a un romanzo giallo che la protagonista sta leggendo, permettendo di individuare così un percorso metanarrativo che, a un occhio attento, risulterà anche dalla raffinatissima mescolanza di generi che la serie di Ferrell realizza. La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra disarticola il rapporto tra narratore e spettatore, con un racconto che non può né essere definito assurdo né verosimile. La miniserie mette costantemente lo spettatore in difficoltà, facendo sorgere domande desuete nel cinema e nella serialità: “ma come?”, “sul serio?”, “ma cosa sto guardando?” ed è proprio questa la geniale, e sottile, caratteristica che trasforma la parodia in un piacevole esercizio stilistico. Recensione ❯
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