Il labirinto del silenzio

Film 2014 | Drammatico, Storico, +13 124 min.

Titolo originaleIm Labyrinth des Schweigens
Anno2014
GenereDrammatico, Storico,
ProduzioneGermania
Durata124 minuti
Regia diGiulio Ricciarelli
AttoriAlexander Fehling, Andre´ Szymanski, Friederike Becht, Johannes Krisch, Hansi Jochmann Johann von Bülow, Robert Hunger-Bühler, Lukas Miko, Gert Voss.
Uscitagiovedì 14 gennaio 2016
TagDa vedere 2014
DistribuzioneGood Films
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,63 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Giulio Ricciarelli. Un film Da vedere 2014 con Alexander Fehling, Andre´ Szymanski, Friederike Becht, Johannes Krisch, Hansi Jochmann. Cast completo Titolo originale: Im Labyrinth des Schweigens. Genere Drammatico, Storico, - Germania, 2014, durata 124 minuti. Uscita cinema giovedì 14 gennaio 2016 distribuito da Good Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,63 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Sullo sfondo di eventi realmente accaduti, il film getta uno sguardo molto personale e particolare sullo stile di vita degli anni del "miracolo economico". Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Il labirinto del silenzio ha incassato 556 mila euro .

Il labirinto del silenzio è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato assolutamente sì!
3,63/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO 4,38
CONSIGLIATO SÌ
Film-dossier sobrio ed efficace, l'opera di Ricciarelli assume il cinema come metodo d'investigazione e approccia la Shoah con l'eloquio lento del diritto.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 5 gennaio 2016
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 5 gennaio 2016

Francoforte, 1958. Johann Radmann è un giovane procuratore deciso a fare sempre 'quello che è giusto'. Un principio, il suo, autografato sulla foto del genitore, scomparso alla fine della Seconda Guerra Mondiale e di cui conserva un ricordo eroico. Ma i padri della nazione, quella precipitata all'inferno da Hitler, a guardarli bene sono più mostri che eroi e Johann dovrà presto affrontarli. Avvicinato da Thomas Gnielka, giornalista anarchico e combattivo, conosce Simon, artista ebreo sopravvissuto ad Auschwitz e a due figlie gemelle, sottoposte a test crudeli dal dottor Josef Mengele. Simon ha riconosciuto in un insegnante di una scuola elementare uno degli aguzzini del campo di concentramento. Come lui, molti altri 'carcerieri' e ufficiali sono tornati alle loro vite rimuovendo colpe orribili. Colpito dal dolore di Simon e dall'ostinazione di Thomas, Johann decide di occuparsi del caso. Schiacciato tra il silenzio di chi vorrebbe dimenticare e di chi non potrà mai dimenticare, il procuratore chiede consiglio e aiuto a Fritz Bauer, procuratore generale, che gli darà carta bianca e il coraggio di perseverare. Testimonianza dopo testimonianza, Johann Radmann prende coscienza dell'orrore, ricostruisce il passato prossimo della Germania e avvia il 'secondo processo di Auschwitz'.
La Shoah ha marcato il secolo scorso con un'impronta unica e tragica, influenzando in maniera decisiva i nostri modelli di rappresentazione e particolarmente il cinema. Questa 'influenza' continua a interrogare autori, critici ed esperti e a produrre opere che aiutano a convivere col passato, un passato che non può e non deve passare. E di passato e della sua rielaborazione dice (molto bene) Il labirinto del silenzio di Giulio Ricciarelli, regista italiano naturalizzato tedesco, che assume il cinema come metodo d'investigazione e approccia il soggetto con l'eloquio lento del 'diritto'.
Con Il labirinto del silenzio assistiamo precisamente a uno slittamento dal piano della visione a quello dell'ascolto, dalla potenza delle immagini a quella delle parole. Al centro del film un giovane e biondo procuratore che tredici anni dopo la liberazione dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau guida il proprio Paese come Arianna fuori dal dedalo e dal silenzio. Se la Germania dichiara oggi a voce alta la propria responsabilità eterna per la Shoah, non è stato sempre così. Dopo la guerra i tedeschi non avevano alcuna voglia di risvegliare i fantasmi del passato e troppa forse di tirarci una linea sopra, rimuovendone il peso. Nel 1949 dunque il cancelliere Konrad Adenauer appoggiava la reintegrazione massiva, soprattutto nella funzione pubblica, dei cittadini rimossi dai loro incarichi perché coinvolti con il regime nazista. Promotore della resurrezione materiale della Germania, sottolineata da Ricciarelli con champagne, nuovi edifici e nuovo stile di abbigliamento, Adenauer interpretava il desiderio della sua gente che voleva soltanto dimenticare, che non voleva sapere. Tutto cambierà però a partire dal 1958 e per l'intervento di una commissione incaricata di indagare sui crimini di guerra e sui criminali nazisti.
Mescolando personaggi reali (il giornalista Thomas Gnielka e il procuratore Fritz Bauer, a cui il film rende omaggio) e di finzione (il protagonista 'composto' da tre procuratori esistiti), l'autore realizza un dramma giuridico e personale storicamente irreprensibile. Film-dossier sobrio ed efficace, Il labirinto del silenzio scorre una pagina rilevante della storia in fondo alla quale il male avrà finalmente "un nome, un viso, un'età, un indirizzo". Divorato dall'interno e 'aggredito' dall'omertà dominante, il protagonista ostinato di Alexander Fehling si fa carico del passato della nazione. Convinto di vivere nel paese migliore del mondo, come cantano i bambini nel cortile della scuola, Radmann non riesce davvero a immaginare cosa siano stati i campi di sterminio spacciati per 'campi di detenzione preventiva'. Ma l'enormità della menzogna non tarda a travolgere il protagonista convinto di indagare su un omicidio e smentito dalla realtà che emerge lo sterminio di massa. Due anni dopo il processo Eichmann a Gerusalemme e vent'anni dopo il processo di Norimberga, ventidue criminali nazisti (soltanto sei saranno condannati all'ergastolo) compariranno davanti al tribunale di Francoforte. Momento capitale nella storia recente della Germania, il 'secondo processo di Auschwitz' apre una fase volta alla sensibilizzazione della magistratura e dell'opinione pubblica sul tema delle colpe e delle responsabilità della Germania durante la guerra. Assumere il proprio passato divenne da allora un dovere morale per tutto il Paese.
Teso e appassionante come un polar, Il labirinto del silenzio svolge una partitura inquisitoria che bracca i cattivi, confronta superiori, gerarchi e subordinati e interroga il silenzio degli aguzzini e quello delle vittime, barricate dietro il loro dolore. Perché il film, attraverso il personaggio di Simon, tratta (anche) l'isolamento dei sopravvissuti, la difficile integrazione in Germania come in Israele, l'impossibilità di dire a chi ignorava l'ampiezza dello sterminio. Ma il film trova le parole, quelle della legge e quelle del Kaddish che Radmann e Gnielka reciteranno per i bambini di Simon lungo il perimetro spinato di Auschwitz. Il silenzio è rotto.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Germania Ovest, 1958. In pieno boom economico, mentre tutti vogliono dimenticare il passato, un giovane procuratore di Francoforte indaga su un maestro di scuola riconosciuto come ex SS da un pittore ebreo sopravvissuto ad Auschwitz. Lottando contro le resistenze interne alla stessa magistratura e le omertà esterne dei più, riuscirà nel 1963 a mandare alla sbarra 22 SS, a farne condannare 6 all'ergastolo e, soprattutto, a dare inizio alla presa di coscienza dei crimini nazisti da parte dei tedeschi. Avvalendosi di un soggetto di Elisabeth Bartel, basato su eventi reali e da lei stessa sceneggiato col regista e Amelie Syberberg, Ricciarelli ha girato un dramma giudiziario di grande interesse storico e di profondo valore morale, facendo del protagonista, rappresentante della nuova generazione postbellica, un novello Edipo deciso a scoprire la verità anche se "conoscere è soffrire". Ritmo alacre e 2 o 3 momenti di intensa commozione, ma il film è alquanto convenzionale. Selezionato dalla Germania a concorrere all'Oscar 2016 per il miglior film straniero.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 18 gennaio 2016
Maria Cristina Nascosi Sandri

Rec.di Maria Cristina NASCOSI SANDRI In uscita in Italia dal 14 gennaio,NEL LABIRINTO DEL SILENZIO,del 2014,eccellente opera prima del milanese-tedesco Giulio Ricciarelli.Soggetto di Elisabeth Bartel-pure sceneggiatrice con il regista-si avvale delle ottime interpretazioni di A.Fehling,A.Szymanski,F.Becht,Gert Voss-figura-chiave del plot. E' basato su di un fatto 'vero',il processo di Francoforte, [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 febbraio 2016
tavololaici

Bel film! Vado in controtendenza con alcune critiche. Bel film, spero arrivi presto in Tv e faccia molti ascoltatori, molti piu' di quelli che una sala d'essai-pur piena- è riuscita a fare l'altra sera, per quanto in cartellone da giorni. Senza annoiare minimamente, è riuscito a portare sullo schermo una pagina di storia. Ma anche, senza annoiare, una pagina di storiografia, giacchè gli studiosi [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 gennaio 2016
Flaw54

Un film che fa riflettere : è giusto dimenticare  le atroci colpe di un popolo per ricominciare una nuova vita o la memoria e la ricerca della verità devono essere superiori a tutto. È il dramma della Germania postnazista che si trova adover convivere con le colpe di moltissimi uomini comuni legati nel caso del film ai massacri di Auschwitz.

lunedì 18 gennaio 2016
Flyanto

In prossimità del periodo che commemora la Shoah cominciano ad uscire nelle sale cinematografiche pellicole che parlano della strage del popolo ebreo nei campi di sterminio per opera dei Nazisti. E "Il Labirinto del Silenzio" fa parte di questo filone in quanto racconta la storia di un giovane procuratore legale il quale decide di ricercare, al fine di processarli e farli arrestare, [...] Vai alla recensione »

martedì 5 gennaio 2016
gaiart

IL LABIRINTO DEL SILENZIO Im Labyrinth des Schweigens (2014) “Crimini commessi da persone perfettamente normali” In uscita in Italia dal 14 gennaio, ben diretto dal milanese Giulio Ricciarelli, distribuito da Good Films, e negli negli USA da Sony Pictures Classics, IL LABIRINTO DEL SILENZIO concorre come Miglior Film Straniero agli Oscar.

martedì 7 febbraio 2017
vanessa zarastro

Un film interessante recitato da attori poco noti. La critica ufficiale (Marzia Gandolfi) di MY Movies lo definisce "sobrio". Certo se non si sapessa già cosa fu la Shoah il film non lo si potrebbe comprendere. Quindi grazie al regista non non aver indugiato sulle atrocità del campo di sterminio, dal punto di vista dello spettacolo, ma mischiando così finzione e realtà [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 novembre 2016
Riccardo Tavani

La memoria e il suo opposto, l’oblio, si combattono, infatti, contendendosi la stessa terra, la medesima patria: quella dei ricordi. La prima vuole conservarli, il secondo cancellarli. È una lotta senza quartiere e senza frontiere. In essa l’oblio si serve di due armi micidiali: la negazione e la rimozione. Negare che qualcosa – nella propria vicenda individuale e collettiva [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 gennaio 2016
angelo umana

Film apprezzabile per varie ragioni. La prima è che si potrebbe non aver riflettuto abbastanza su che cosa comportò in Germania fare i conti con quanto accaduto nei lager durante la seconda guerra. Ora è tutto chiarito, i lager (i tedeschi li chiamano pudicamente KL, Konzentrationslager) o luoghi della memoria sono tutti da visitare e il Paese ha ben documentato in essi quanto [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 gennaio 2016
FabioFeli

Nella Germania del ’58 non c’è traccia della storia degli ultimi 20 anni. Gli anziani sembrano non ricordare. I giovani rincorrono i miti del consumismo e del divertimento a poco prezzo: possono bastare un giradischi in una casa accogliente e qualche bevanda alcolica. Ma un giovane e solitario avvocato, Johann (Alexander Fehling), impiegato al palazzo di giustizia di Francoforte, [...] Vai alla recensione »

martedì 12 giugno 2018
craziebimboneticavaliersisto

il tema nazi non è odierno però un film può piacere e dalle guerre futili scaturiscono situazioni di spostamento tipo animale e quelle migratorie di massa, persone che pensano di risolver il loro problema con l'opinione, senza l'utilità del vocabolario... della cultura e della conoscenza, ne fanno anche lì una questione di reclam elettorale e di preferimento, [...] Vai alla recensione »

martedì 23 gennaio 2018
no_data

Quasi mai scrivo una recensione, ma - dopo aver rivisto Il Labirinto della Memoria - davvero non riesco a non farlo.  Al di là della narrazione di un periodo assolutamente ignoto anche a chi, come me, è cresciuto con l'apertura del telegiornale sul fermo immagine del muro di Berlino, è il film più forte che abbia mai visto sull'olocausto.

lunedì 24 aprile 2017
OtotopiNevioezechiele

6 anni di conflitto riguardano la storia e possono essere raccontati in tante maniere, ma non si possono stravolgere mettendogli 6 gilet in barba agli eventi o altre cose. Quelli che non hanno molte cose da dire nonostante il grado di cultura e il loro sapere, se si guardano le cose parlano lasciando soltanto buche storiche, perchè non hanno argomento e le loro fantasie altrettanto sono [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 marzo 2017
peglined

non sembra semplice relazonare le espressioni d'arte ne cosa volesse esprimere il filmaker, poichè ciascuno potrebbe avere differente interpretazione come sempre, e il viaggio insensato nonchè pseudointerpretativo derivante altrettanto, potrebbe sembrare che il solito buonismo ebraico nei confronti di più persone o chissàcchè, oppure una sottospecie di schindler&# [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 gennaio 2017
LBavassano

Bene ha fatto Sala Pastrone - Vertigo (Asti) a riproporre nel Giorno della Memoria "Il labirinto del silenzio" di Giulio Ricciarelli, sicuramente non paragonabile ai capolavori che alla Shoah hanno dedicato i grandi maestri, ma un bel film, che soprattutto ha il merito di mettere al proprio centro il tema del ricordare, il problema del ricordare ed i suoi inevitabili conflitti.

domenica 18 dicembre 2016
Donato Refenoni

Non vi è alcuna persona degna di meomoria che in qualsiasi campo di concentramento non suonasse il violoncello per i nazisti. Lo si vede all'istante un nazi, non può esimersi dal portare le ss sul colletto, l'ordine di chiudersi nel riserbo è futile e stomachevole e laver perduto elezioni e referendum è per quelli che hanno vinto.

venerdì 16 settembre 2016
matteiniisoandro

Con le dovute maniere la storia è quella non c'entrano preamboli di diverse nature, il nazismo attaccò la sovranità del popolo eletto dal cittadino, se i francaustriaci lo sapevano difendevano meglio il paese, da li si sono allargate tutte le altre cose, una cosa se il popolo avesse eletto tutte quelle cose, per chi vuol vederle le cose, sennò è evidente [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 agosto 2016
lamoreaitempidelcolera

Ci vogliono una buona dose di ingenuità e una grande dose di coraggio per arrivare alla fine di un doloroso viaggio a ritroso nel tempo, che ha come meta la Veritas. Bellissimo il film di Giulio Ricciarelli, che ha nel sangue le due componenti dell'Asse Roma-Berlino, essendo i suoi genitori di nazionalità tedesca e italiana. Lui ha avvertito l'urgenza di fare luce sul modo in cui il popolo tedesco [...] Vai alla recensione »

domenica 14 agosto 2016
diskol88

senza inventarselo per qualsivolesse motivo e senza chiedere alla luna, specie con la globalizzazione per le vicissitudini del vietnam non è lo stesso, del conflitto mondiale, combattere un nemico indistinto che da quei dieci e più metri... nel sottosuolo da dove sbucavano...., con la pistola hanno potuto realizzare a sorpresa delle tattiche che si sono rivelate essere un tatticismo [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 luglio 2016
diskol88

nel secondo conflitto mondiale lo sbarco ha dato quell'impronta, che per i nazi ha rappresentato come una rommella fino al 69... perdendo o quasi addirittura col vietnam, la storia ci dice che va accettata così, con le perdite incredibili, è il miracolo che tante volte vanno cercando le altre persone..., di surreale e gran divertimento lo è più che ottenere piccole [...] Vai alla recensione »

sabato 9 luglio 2016
qisoneb

sono due battaglie differenti comunque quella mondiale e che hanno vinto con le dovute maniere gli americani, consci delle loro forze e del progresso confronto a quella del vietnam, dove attaccati da un nemico difficilissimo da individuare e che sbucando all'improvviso con quella faccina surreale protesa al combattimento, dal sottosuolo con mutandi modis e ridotto armamento aggrediva l'esercito [...] Vai alla recensione »

martedì 1 marzo 2016
enzo70

Norimberga è solo l’inizio dei processi ai responsabili della shoà; Simon Wiesenthal per anni ha cercato i criminali nazisti e con l’aiuto del Mossad li ha fatti processare ad Israele. Ma in Germania? Il labirinto del silenzio affronta proprio questo tema scottante quanto pochi. A Francoforte nel 1958, quindi, 13 anni dopo la caduta del Reich, la vita scorre tranquilla.

giovedì 18 febbraio 2016
qisoneb

questo è un film interessante e non si direbbe di livello basso brucia per la mancanza di effetti speciali, e se i bravi filmaker riescono a comprendere l'uso degli effetti, cade quà e là soltanto perchè forse per qualche motivo e non rende al che dire 100 % fraintendendo non nel modo migliore, e perchè nessuno si prende una collina senza pagare.

mercoledì 17 febbraio 2016
diskol88

e se si vuol dire ancora qualcosa del film e di che tratta...si scorgano anche le sfumature, ovvio che la colpa giocando non è mia... direbbe uno con la consolle gamer, se un nemico per es. si chiama frittatta e dice che è argentino... il suo nome, rubandovi il rancho vi fa combattere per niente...per il destino allontanandosi da voi quando vuole cosa sapete? niente, è il [...] Vai alla recensione »

sabato 13 febbraio 2016
dqitos

le cose possono essere tante del film perchè l'argomento sembrerebbe secolare decretante la storia da lì a seguire, dopo che il 6 giugno a omaha direi beach, sbarcò il contingente di cui sappiamo, facendo come sappiamo non un passo o 6 passi, ben molto di più, le trincee anche per cui non si parla solo di armi, altresì di tante aòtre cose, come il [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 febbraio 2016
diskol88

di cose ce ne sono ancora tante perchè il film intriga come il titolo, per muoversi... in un labirinto o in un ambiente difficile possiamo fare proprio come Lee assumere le sembianze dell'acqua..., anche perchè il vino coi gradi non fornisce sempre quella lucidità utile..., occupandolo vedendo la via di fuga o tracimare, fino all'olro.

venerdì 29 gennaio 2016
goldy

Ci voleva un italo tedesco per fare questo film. I tedeschi, a differenza di noi italiani, non hanno il senso dell'umorismo e tanto meno riescono a ironizzare sui propri difetti. Noi italiani in questo senso siamo da premio Oscar e questo mi piace. Ogni volta che si stringe amicizia con un tedesco  la domanda nasce spontanea. Come giudicano il loro passato? Il più delle volte si decide [...] Vai alla recensione »

domenica 24 gennaio 2016
diskol88

Dovremmo però fare una distinzione, ricordiamoci che il nazismo è un'ideologia, non sono i tedeschi, perchè spesso parlando della storia facciamo utilizzo degli eventi del nazismo, però il cittadino vede anche quando vi è difficoltà, e riconosce chi, per prendere potere si mette col potere del nazismo, e vediamo nel paese che spesso chi vi 'prometteva& [...] Vai alla recensione »

mercoledì 6 gennaio 2016
qisoneb

queste storie ricordano le prese di responsabilità..., rivolgere numeri e cose strane alle persone sbagliate ha comportato le colpe... altrettante di quello che poi è accaduto a quei nazi, quelli che... volevano 'rubacchiare' le cose di altre persone tipo la libertà ecc ecc, ma a un tal momento la favoletta della befana surreale e dei due ritardati che gli credevano [...] Vai alla recensione »

domenica 17 gennaio 2016
elpiezo

Le atrocità relative ad Auschwitz narrate sotto l'aspetto giuridico; la Germana impegnata in una lenta e placida ripresa nel convulso dopoguerra, sconvolta da una serie di improvvise indagini che un giovane e ambizioso magistrato conduce per assicurare alla giustizia i criminali nazisti celati dietro la comune maschera di onesti cittadini. In un intricata palude densa di omertà e timori il labirinto [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 gennaio 2016
maracaibo

grande cinema quello visto ieri sera. il film ruota su un indagine svolta sulla ricerca dei nazisti che allora non si sapeva colpevoli di efferati delitti. che dire , ottimo intreccio, ottimi attori , ottima regia e fotografia. benvenuto a questo nuovo regista italiano che vive all'estero. Già al primo film ha surclassato molti dei nostri registi italiani che haimè perlavorare si [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 febbraio 2016
pier delmonte

Fatto piuttosto male, troppo liscio, (troppo teutonico!), era d’obbligo piu’ ruvidezza sia nella recitazione che nella costruzione scenica, pero’… accidenti! In Italia ex fascisti preti e repubblichini ma in Germania cosa poteva essere il dopoguerra? Che fine hanno fatto i nazisti o i peggiori SS? Il processo Auschwitz a Francoforte riporta a galla una verita’ nera, che i tedeschi pensavano fosse [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
peipeicudcozae

abbiamo visto molte belle persone parlare di nazismo francoforte la melatonina dei nazi mattie varie persone che pensano di non ricordare le cose e parlare a comando, loro, senza ricordarsi un comandamento, "non fare alle alle altre persone quel che non vuoi sia fatto a te" lo avete cià traditen eh... non si chiedano allora perchè qualcuno 'sembra' più ricco e [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 marzo 2018
diskol88

non solo auschwitz siamo, a distanza di un secolo adesso abbiamo la coppiasalvindemaio e il rottamatore politico disarticolato distratto seduto in panchina, il debito pubblico, è aumentato e come accennato scenderei in campo, con una candidatura neanche di divertimento, può farlo chiunque... per solidarietà contro il malfunzionamento, ah, non sono condannato, per 'culturale [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 novembre 2017
sedicinifolmtevei

Svegliatevi un momento però. I tre... cento quattro... cento giapponesi o cento... dieci o cento... cinquanta cento... sessanta, cosa c'entrano col film, e poi cinque stelline per il film sono un pò troppe e a chi interessa che il conflitto sia durato 6 anni. Perchè non guardate il film prima di scrivere qualche commento, sennò si finisce per leggere divagazioni, giu... [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 ottobre 2017
Ennio

Bel legal-thriller, col valore aggiunto e sinistramente fascinoso dell'Olocausto nazista come imputato. Film che ha il merito di far conoscere al pubblico qualcosa che anch'io ignoravo, ossia che in Germania fino agli anni '60 quasi nessuno aveva sentito parlare di Auschwitz, che fu messo al centro dell'attenzione col processo di Francoforte di cui si narra nel film.

martedì 26 settembre 2017
anneriniantonino

cmq sei fascistii hanno qualcosa da dire possono rivolgersi allo sportello delle reclam, 6 anni di conflitto anchre senza aver visto il film e senza frizzi e lazzi fanno comprendere che la gente non è che non vorrebbe tornasse un cavaliere, come a volte qualche pseudogiornalistii e opinionisti dei sondaggi della domenica che alle verifiche della realtà tutte le volte avevano il [...] Vai alla recensione »

martedì 25 ottobre 2016
qisoneb

che vuol dire, ho figli però e in tal caso l'argomento è quel che è, concordo cmq sul discorso che sia meglio raccontare anche altre storie e l'action per quelli cui piace, che con fantasy ecc, è specie di genere col mito classico.

sabato 15 ottobre 2016
dqitos

non vuol dire anche se ho figli perchè l'argomento o racconto di storie ci deve dire la realtà e delle verità, si sembra parlare come se non si fosse visto il film... per il resto essendo l'argomento quel che è concordo d'altra parte che il fanatsy e l'action mitico classico delle storie che si narrano è più in quanto genere di piacimento. [...] Vai alla recensione »

martedì 11 ottobre 2016
diskol88

narrativa e tematiche possono essere attrattive però troppe cose forse per film non di mito e d'azione classica avendo un figlio se non dispiace ho anche altre cose e altre storie da raccontare, ed è meglio un fantasy di più spettacolo dire.

domenica 14 agosto 2016
dqitos

comunque non è un film di spettacolo come gli action movie classici dove quelle tante sfarzosità scenografiche camminano spesso per lo spettacolo a braccetto in qualunque storia dando quel solito divertimento.

giovedì 18 febbraio 2016
diskol88

spegenere veli pietosi di un film e argomento del genere non da ne si prende alcun merito, se i giovani non lo sanno, perchè se vi è una colpa va scorto... il motivo di ciascun comportamento e denunciato... finire da carcerato, per delle altre persone non mi pare possibile, e non parlerei degli ottomila o chissàcosa, il discorso è che le persone non possono fare quel che [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 febbraio 2016
fourt

e di che mugugnano... si direbbe che film in visione parla dei nazi del conflitto e guerra non è un action... e niente legge che ne decreti le responsabilità e risarcimento per le vittime di un operato inutile... e che non ha mai dato segno di niente se non l'altrettanto accorrere per sè prima o poi... come lo scribacchino nello spietato film gli spietati, non come [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 febbraio 2016
diskol88

che e cosa abbiamo non ancora menzionato per il film, allora, questo film è un 'buon' film cmq, come si può fare a spiegarlo a qualche pellegrino di cinema che ascolta la radio magari, anche se fa un decimo degli ascolti della tv, in negativo e in positivo parlando, non però e perciò è colpa di qualcuno, no di certo mi pare ovvio, comunque, niente di [...] Vai alla recensione »

martedì 9 febbraio 2016
trouffldpotemkez

presley sanno cosa disse anni fa a john lennon, beatles e co? quando attacate un re accertatevi di potere eliminarlo, sanno cosa significa? o non hanno idea di cosa parliamo, vuol dire che la reazione... dopo essere attaccati... evidenzia le differenze precedenti e le perdite... dopo la reazione all'attacco..., hanno visto come è finito presley come jackson.

domenica 7 febbraio 2016
solvsrf

le nere storie sono dei paesi da cui derivano, non dare altre scelte e imporre l'amore senza via d'uscita non è voler essere qualcosa, se non la moglie di qualcuno..., allora con quella forza non può chicchessia dare degli zeri a chi non aveva alcuna voglia di perdere tempo con stili di vita pseudomondano, l'essere in una macchna, nazi, sono stronzatine quando precedentemente [...] Vai alla recensione »

domenica 7 febbraio 2016
qisoneb

bisognerebbe anche ricordarsi degli eventi che il film forse non ha tra le altre cose menzionato, cioè una sepcie di genio quale si rivelò essere churchill che, quando il nazismo sembrava dilagare insisteva dicendo di fargliela... come un dovere quasi, e quasi come un lascito all'umanità scelse di combattere i nazi ma se i giapponesi non attacavano l'america forse [...] Vai alla recensione »

martedì 2 febbraio 2016
diskol88

vedere le guerre però non è un divertimento negatività, niente positivismo ne divismo perciò, solo il triste sei bravo ma non abbastanza mi pare ovvio, sei magnifico ma non abbasatnza mi pare ovvio sei frequente ma non dai risultato abbastanza mi pare ovvio, sai salpato e non ti sei salvato con quella felpetta e la marcia a balla.

domenica 31 gennaio 2016
diskol88

e quando la rete comincia a riempirsi... vuol dire una sola cosa..., l'obbiettivo e la vittoria a portata di mano..., e quella foto al top oltre la collina... in cui si vede ciascun soldato,  in cui qualcuno sembra dire non ho neanche più premura di dire al nemico cosa ho visto, preferisco vedere con quegli occhi, quelli dell'avversario altrettanto perchè coi miei non [...] Vai alla recensione »

martedì 2 febbraio 2016
cincinnatmos

qual'è il problema se 300 giapponesi attaccano l'america, nel 42 deve fare tutto l'america qui?, lavorando poco... per il problema della guerra pigri dove risaputo risiedeva il miglior benessere mondiale cosa hanno fatto? ti telefonano... a fermi chiedendogli, ci puoi costruire un brillantino... e fermi acuto fisico di spicco ha costruito guardacaso la bomba 'atomica' [...] Vai alla recensione »

Frasi
- Voglio mettere fine a queste bugie e a questo silenzio!
Johann Radmann (Alexander Fehling)
dal film Il labirinto del silenzio - a cura di Michele
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il film, diretto da un italiano e designato a rappresentare la Germania agli Oscar, ricostruisce una pagina importante della storia tedesca postbellica. L'inchiesta di un giovane magistrato che, tra molti ostacoli, portò nel 1963 al primo grande processo della nuova Germania - cioè non degli Alleati vincitori, come Norimberga - contro le responsabilità del proprio passato con particolare riguardo ad [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Quanto rimase endemica la presenza delle ex SS nel tessuto socio/istituzionale e culturale tedesco anche alla fine degli Anni Cinquanta? Norimberga aveva fatto "il suo dovere" ma non bastava. Se le rovine della guerra volevano essere riparate e in qualche modo "cancellate" dal futuro a venire dell'Occidente e del Giappone, la Germania aveva ancora parecchi conti da saldare con gli eredi di una bella [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Interessante che la Germania abbia prodotto Il labirinto del silenzio, pellicola che, nella cornice postbellica Anni 50, racconta l'ambiguità di un Paese in bilico fra rimozione del passato nazista e voglia di ricominciare. E buon per noi che a firmare quest'opera prima in lista per l'Oscar straniero sia un italiano, Giulio Ricciarelli, passato alla regia forte di una lunga carriera, tutta tedesca, [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

NeI 1958, un giovane procuratore tedesco scopre un compiono per celare i crimini nazisti ad Auschwitz. Decide di perseguire i colpevoli dando vita, tra molte difficoltà, al processo di Francoforte. La Germania schiera, per gli Oscar, questo film diretto dal milanese Ricciarelli, bravo nel dar forma al dramma, pur senza mostrare i crimini, anche solo attraverso un volto.

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