17a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 154 film. Roma - 13/23 ottobre 2022. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Una docu serie che racconta la vita di Joanne Woodward e Paul Newman. Espandi ▽
Un film su una delle coppie più carismatiche e affascinanti del mondo dello spettacolo: Joanne Woodward e Paul Newman. Interviste agli artisti che li hanno conosciuti saranno al centro del documentario diretto da Ethan Hawke.Il progetto parte dalle sbobinature dattiloscritte di audiocassette registrate dallo stesso Newman - e poi andate distrutte - a cui grandi attori di Hollywood, tra cui George Clooney e Laura Linney, hanno ridato vita con la propria voce.
La docu-serie intreccia testimonianze e tracce d'archivio a sequenze memorabili di grandi film. Recensione ❯
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Daniel Pennac racconta Maradona, il santo profano che è diventato un capro espiatorio proprio come il suo Malaussène. Espandi ▽
Daniel Pennac racconta Maradona: il mito, l'icona, "San Diego" il santo profano, un capro espiatorio come il suo Malaussène e il suo impatto sulla vita e le storie di persone comuni e di maradoniani doc. In una indagine creativa e surreale, tutta ambientata a Napoli, Pennac costruisce e mette in scena uno spettacolo teatrale con la sua Compagnie MIA e cerca informazioni e racconti in giro per la città che diventa palcoscenico e megafono del mito stesso. In questo viaggio, ci racconta anche molto di sé e del suo approccio alla scrittura. Con la partecipazione straordinaria di Maurizio De Giovanni, Roberto Saviano e Luciano Ferrara. Recensione ❯
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Luzia Schmid ricostruisce le vite parallele di tre donne che furono fotoreporter ufficiali sul fronte europeo durante la seconda guerra mondiale attingendo a materiale spesso inedito. Espandi ▽
Durante la seconda guerra mondiale, per la prima volta tre donne americane furono fotoreporter ufficiali sul fronte europeo: Martha Gellhorn (1908-1998), moglie di Ernest Hemingway dal 1940 al 1945 e amica di Eleanor Roosevelt; Margaret Bourke-White (1904-1971), che era stata un'altra delle grandi fotografe del New Deal; e Lee Miller (1907-1977), ex compagna di Man Ray e legata alle avanguardie artistiche. Luzia Schmid ricostruisce tre vite parallele attingendo a materiale spesso inedito, di grandissima drammaticità e qualità visiva, che riguarda soprattutto la liberazione dei lager di Ravensbrück, Buchenwald e Dachau, e la sconfitta della Germania. Fu un'esperienza che segnò profondamente tutte e tre; ma è stato grazie anche al loro occhio che l'Occidente ha cominciato a percepire la guerra in modo diverso, senza retorica maschilista: come una tragedia. Recensione ❯
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Un documentario che ripropone alcune canzoni jazz del passato. Espandi ▽
Il jazz è libertà. Lo è dalle sue origini, quando quelle note scandivano i rari momenti di svago di coloro
che in prima persona subivano gli orrori dello schiavismo. Alcune delle più belle canzoni dei cantautori
italiani riproposte dai migliori strumentisti italiani. Recensione ❯
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Il primo doc prodotto da Apple insieme a Imagine Documentaries: la vita speciale di Louis Armstrong. Espandi ▽
Uno sguardo intimo e rivelatore sul musicista che ha cambiato il mondo, presentato attraverso una lente di filmati d'archivio, registrazioni private e conversazioni personali mai ascoltate prima. Diretto da Sacha Jenkins, questo documentario onora l'eredità di Armstrong come padre fondatore del jazz, una delle prime star conosciute e amate a livello internazionale e ambasciatore culturale degli Stati Uniti. Il film mostra come la vita dello stesso Armstrong attraversi il passaggio dalla guerra civile al movimento per i diritti civili e come egli sia diventato una figura di riferimento in quell'epoca turbolenta. Recensione ❯
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Un viaggio personale, politico e artistico, che segue la figura di Janet Pavone, muralista italo-americana. Espandi ▽
Janet Pavone, muralista italo-americana, si è unita alla rivoluzione sandinista in Nicaragua negli anni '80. Quasi 25
anni dopo il suo completamento, Janet è invitata a tornare in Nicaragua e insieme a Dan Hopewell a
restaurare la loro opera più monumentale: il murale "la Paz del futuro" di Quiabù, nella base militare
di Estelì. Attraverso un uso ampio di materiali d'archivio e nuovi filmati, il film dipinge un ritratto in
movimento (nello spazio e nel tempo) di una donna che osserva ciò che resta di una serie di murales e
di una rivoluzione, proponendo una riflessione sull'arte pubblica, la politica e il passare del tempo: uno
sguardo dal futuro verso il passato, e viceversa. Recensione ❯
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Molta ricerca d'archivio per un'immersione nell'opera della regista di Lezioni di piano: una pioniera indipendente. Documentario, 2022. Durata 98 Minuti.
Il racconto della carriera di Jane Campion, la donna che rivoluzionò il Festival di Cannes. Espandi ▽
Nata nel 1954 a Wellington, Nuova Zelanda, Jane Campion è stata la prima donna a vincere la Palma d’oro, nel 1993 (ex aequo con Chen Kaige per Addio mia concubina). Perché una collega – Julia Ducournau con Titane – ottenesse lo stesso riconoscimento si è dovuto aspettare il 2021. Da quando nel 1986, da completa outsider, Campion era stata invitata sulla Croisette dal critico francese Pierre Rissient con Peel, uno dei cortometraggi realizzati alla scuola di cinema in Australia negli anni Ottanta, è stata l’esempio, unico e lampante, della possibilità per le professioniste di imporsi in un ambiente fortemente maschilista, come ricorderà anche nel 2019 davanti ai membri dell’Academy, in occasione dell’Oscar onorario a Lina Wertmüller. Grazie a due anni di lavoro durante il lockdown e alle ricerche di Véronique Nowak, Bertuccelli ha avuto a disposizione molto materiale d’archivio, in buona parte inedito o poco visto, tra immagini private e interviste risalenti a momenti diversi della carriera della regista. Da profonda ammiratrice della sua opera, Bertuccelli ha costruito il film alternando le sue dichiarazioni a sequenze dai suoi film e rari momenti di backstage. Recensione ❯
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Un percorso attraverso gli studi degli artisti romani per affrontare temi socialmente utili. Espandi ▽
Roma come un laboratorio estetico, sconosciuto a molti ma aperto a tutti, dove l'arte, in ogni sua espressione, diventa un bene comune capace di mettere in comunicazione tra loro persone e spazi. I Monkeys Video Lab (Alessio Rucchetta, Valerio Sammartino e Simone Nazzaro Valente), insieme alle ideatrici Raffaella Frascarelli e Sabrina Vedovotto, iniziano con questo film un percorso attraverso gli studi degli artisti romani, che si aprono al pubblico per riflettere su temi sociali, politici, economici, e sul rapporto tra l'arte e la vita quotidiana. La loro disponibilità e soprattutto i loro stili, ambienti, modelli e ritmi espressivi diversi compongono un immaginario inedito della città. Recensione ❯
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Attraverso decine di interviste e materiali di repertorio, Jacopo Quadri restituisce il clima della stagione
irripetibile in cui Ronconi fu direttore della Biennale Teatro, l'ultima fiammata dell'Utopia. Espandi ▽
Alla metà degli anni Settanta una generazione si convince che il teatro possa cambiare il mondo. Si sono affermati sulla scena internazionale i giovani maestri che segneranno i decenni successivi: Peter Brook,il Living Theatre, Jerzy Grotwski, Ariane Mnouchkine, Meredith Monk, Andrei Serban, Giuliano Scabia, Dacia Maraini, Robert Wilson... Luca Ronconi, reduce del successo internazionale dell'Orlando Furioso e dell'Orestea, nel 1975 viene nominato direttore della Biennale Teatro. Ronconi li chiama tutti a Venezia, per un festival-laboratorio memorabile, che attira centinaia di giovani, alcuni destinati a lunghe carriere teatrali, come Roberto Bacci, Giorgio Barberio Corsetti, Federico Tiezzi. Attraverso
decine di interviste e materiali di repertorio, Jacopo Quadri restituisce il clima di quella stagione irripetibile, l'ultima fiammata dell'Utopia. E non a caso proprio Utopia si intitola lo spettacolo "impossibile" realizzato da Luca Ronconi in quell'occasione. Recensione ❯
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Francesco Clerici racconta Enrico Cattaneo (1933-2019): un fotografo unico, che si innamorò degli artisti dell'Arte povera divenendo poi artista lui stesso. Espandi ▽
Autore di film che hanno avuto circolazione internazionale come Il gesto delle mani e che hanno ribaltato le regole del genere del "documentario d'arte", Francesco Clerici si confronta empaticamente con il milanese Enrico Cattaneo (1933-2019): un fotografo unico, che partì dai reportage, si innamorò degli artisti dell'Arte povera diventandone il fotografo di fiducia, e poi divenne artista lui stesso, giocando con forme e oggetti. Beffardo e iconoclasta, Cattaneo fuma sigarette nella sua casa-museo-magazzino, partecipa scettico a retrospettive che gli vengono dedicate, attende con ironia rassegnata la fine di una vita e di un'epoca di cui è stato testimone. Recensione ❯
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Il teatro di Fo diventa spazio di riflessione sulla condizione umana e sulle distorsioni del potere, superando differenze linguistiche, geografiche e culturali. Espandi ▽
Manca poco all'entrata in scena. L'anziano attore si alza, si porta lentamente dal camerino alle quinte e dopo un accenno di esitazione entra in scena mettendo fine all'attesa. Il 1° agosto 2016 a Roma, il grande attore, drammaturgo e Premio Nobel Dario Fo, novantenne e al termine della carriera, sta per andare in scena con uno dei suoi cavalli di battaglia, Mistero Buffo, una pièce rivoluzionaria, censurata al debutto. Il film segue gli attori in un continuo confronto nel quale il teatro di Fo diventa spazio di riflessione sulla condizione umana e sulle distorsioni del potere, superando differenze linguistiche, geografiche e culturali. La magia del suo teatro si compie per un'ultima volta ancora. Recensione ❯
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Il secondo capitolo del viaggio fra storia e leggenda alle origini del mito della nascita di Roma. Espandi ▽
La fondazione di Roma, dedicata alla dèa Rumia, ha attirato le attenzioni del re dei Sabini, Titos, "figlio" del dio Sancus. Una delegazione capeggiata da Yemos e Wiros giunge al suo cospetto con una proposta di pace e unione tra i due popoli, ma Titos non mantiene la parola uccidendo Deftri inoltre droga Wiros perché incontri la morte in una sorta di rituale. Yemos interviene a impedirlo e Ilia, che crede di aver riconosciuto tra i soldati il padre Amulius, prende in ostaggio le sacerdotesse di Titos, dando così luogo al celebre ratto delle Sabine. Titos promette guerra a Roma.
Seconda stagione più compatta e movimentata, per la serie sulla genesi di Roma, caricata di tensione da una guerra imminente contro un potente nemico, che non può essere vinto solo con le armi.
Funzionano anche i personaggi femminili, che oltre a Ilia comprendono la madre di Yemos e la più adulta tra le sacerdotesse sabine. Ognuna di loro ha uno sviluppo credibile e affronta con astuzia e passione le difficoltà del proprio ruolo femminile. Recensione ❯
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Un dono di gratitudine alla creazione teatrale in tutte le sue forme. Con un vero colpo di genio: il casting di Ficarra e Picone. Commedia, Italia2022. Durata 103 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
1920. L'omaggio per l'ottantesimo genetliaco di Verga è l'occasione per un ritorno in Sicilia di Luigi Pirandello. Espandi ▽
Girgenti, 1920. Nofrio e Bastiano sono becchini, ma anche attori "dilettanti professionisti". L'ottantesimo compleanno di Giovanni Verga riporta Luigi Pirandello alla sua città natale, e la morte della balia del drammaturgo favorisce il suo incontro con i due becchini. Il Maestro è in crisi creativa, e osservando di nascosto le prove della compagnia amatoriale di Nofrio e Bastiano trae ispirazione per uno dei suoi lavori più importanti, "Sei personaggi in cerca d'autore". Ciò che succede sul palco si mescola con ciò che succede dietro le quinte.
Roberto Andò è eccezionale direttore d'orchestra di questa "storia semplice" che non indulge nel melodramma né scollina nella farsa, e trova la sintesi di tutti gli elementi in scena: miseria e nobiltà, storia e Storia, buio e luce, ispirazione e pantomima.
Valentino Picone e soprattutto Salvo Ficarra sono maschere estremamente efficaci nella loro esagerazione drammaturgica, e il loro casting è un vero colpo di genio: due guitti che non distinguono finzione e realtà, e per i quali il confine fra tragico e comico è costantemente superabile. Recensione ❯
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Un plastico altoborghese - a cui manca un respiro di vita - che riflette sulla mascolinità gravata dai sensi di colpa. Drammatico, Italia2022. Durata 126 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Il film, diretto da Francesca Archibugi, è tratto dal romanzo "Il Colibrì" dello scrittore fiorentino Sandro Veronesi, vincitore del Premio Strega 2020. Espandi ▽
La vita di Marco Carrera, medico e padre di famiglia, scorre su binari apparentemente tranquilli, in realtà è irta di percorsi paralleli, coincidenze mancate, occasioni non colte e strade non prese. La moglie Marina tradisce il marito compulsivamente e lo accusa di avere una relazione con Luisa Lattes, una donna italofrancese conosciuta al mare in gioventù. E ha ragione, perché da sempre Marco intrattiene con Luisa un rapporto mai consumato, di quelli che la realtà non può contaminare ma che alimentano un desiderio ostinato e una passione segreta. Completano il quadro famigliare la figlia di Marco e Marina, Adele, il fratello di Marco, Giacomo, il ricordo della sorella Irene morta a 24 anni, e due genitori eternamente conflittuali ma incapaci di vivere lontani. In mezzo a loro Marco fa come il colibrì: sbatte forsennatamente le ali per rimanere fermo allo stesso posto, mentre intorno il mondo e i rapporti inevitabilmente cambiano.
Il film si avvale di un cast stellare e va sottolineata l'abilità filmica della regista, sempre più brava dal punto di vista tecnico e sempre più capace di interpretare l'estetica di un benessere che ormai, per molti, fa parte solo dell'immaginario cinematografico.
Tutti i bambini in scena riescono ad essere naturali e credibili, e questo è sempre stato un grande talento di Archibugi: scegliere, e poi lasciare cinematograficamente liberi, i minori in scena. Recensione ❯
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Un vendicativo horror culinario che sfoggia una visione acuta e avvincente sulle pressioni create dal capitalismo. Commedia, Horror - USA2022. Durata 106 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Sorprese incredibili nel menù del ristorante di un'isola sperduta. Espandi ▽
Tyler, gourmet ossessivo, invita Margot, misteriosa 'fidanzata', ad accompagnarlo a Hawthorn, un ristorante stellato nel cuore di un'isola privata. A gestirlo, come una caserma, è Slowik, chef di cucina molecolare. Circondata da celebrità del cinema e squali della finanza, critici gastronomici deliranti e habitué, Margot è la prima ad avvertire il clima ostile. Intanto la sua inappetenza attira l'attenzione dello chef che le fa una terribile rivelazione.
The Menu fornisce un inquietante commento satirico sulla divisione di classe e su come i ricchi siano un pozzo senza fondo di bisogni insoddisfatti. Mark Mylod apparecchia una commedia dark e vendicativa che sonda le ansie di un collettivo passivo e spoglia le sue velleità.
Siamo di fronte ad una potente parodia di una cultura in cui l'esclusività e le esperienze uniche sono feticizzate in misura malsana. Ralph Fiennes è sempre vagamente mostruoso e Nicholas Hoult è l'attore più intrepido di tutti quando si tratta di essere maldestro e vanesio. Tra di loro, la vermeeriana Anya Taylor-Joy fa "scacco matto". Recensione ❯
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