The Substance

Film 2024 | Horror, Drammatico, +13 140 min.

Regia di Coralie Fargeat. Un film Da vedere 2024 con Demi Moore, Margaret Qualley, Dennis Quaid, Hugo Diego Garcia, Joseph Balderrama. Cast completo Genere Horror, Drammatico, - Gran Bretagna, USA, 2024, durata 140 minuti. Uscita cinema mercoledì 30 ottobre 2024 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,36 su 39 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 novembre 2024

Una donna decide di aderire a un programma che le permette di essere a settimane alterne la versione più giovane di se stessa. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 5 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 5 candidature e vinto un premio ai BAFTA, ha vinto 2 European Film Awards, 1 candidatura a Cesar, a Toronto, 7 candidature a Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, 2 candidature a Spirit Awards, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, 1 candidatura a ADG Awards, The Substance è 107° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 96,00 e registrato 412.917 presenze.

Consigliato sì!
3,36/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,56
PUBBLICO 3,01
CONSIGLIATO SÌ
Un film potente e audace che affronta l'ossessione per la bellezza.
Recensione di Paola Casella
lunedì 20 maggio 2024
Recensione di Paola Casella
lunedì 20 maggio 2024

Elizabeth Sparkle è stata una diva con al suo attivo un Oscar e una stella sulla Hall of Fame, ma la stella si è sporcata e la scintilla ("sparkle") di Elizabeth si è spenta, quantomeno agli occhi del produttore del programma televisivo di fitness che lei conduce da tempo: un uomo convinto che le donne debbano sempre sorridere e che dopo i cinquanta non abbiano più... non si sa cosa, ma è qualcosa alla quale quelli come lui (che si chiama Harvey come il produttore Weinstein) sembrano tenere moltissimo. Quando Harvey, nel giorno del compleanno di Elizabeth, le annuncia che sarà sostituita alla conduzione del suo programma, la donna decide di aderire ad un protocollo sperimentale chiamato The Substance, che promette di restituirle una versione di sé "migliore, più bella e perfetta". A settimane alterne sarà Sue, la bella e giovane neoconduttrice del programma di fitness della rete, e poi di nuovo Elizabeth. Ma l'alternanza sarà difficile da gestire, e si sa che i patti con il diavolo sono sempre a rischio.

Dopo il debutto alla sceneggiatura e regia con Revenge, con The Substance la regista francese Coralie Fargeat torna a raccontare il femminile facendo leva su quello sguardo maschile che ha raccontato le donne al cinema (e le ha tenute in ruoli preconfezionati in ogni settore).

L'egocentrismo di quello sguardo, che vuole le donne eternamente giovani e sorridenti e non dà alcun valore alla loro maturità, è stato completamente interiorizzato da Elizabeth e anche da Sue (che sono due versioni di una stessa persona), perché entrambe sono disposte a qualunque diavoleria per mantenere bellezza e gioventù, nonché il piccolo potere che ne deriva loro in un mondo gestito dagli uomini.

Il progenitore di The Substance è probabilmente La morte ti fa bella, ma qui il grottesco è spinto molto oltre, si fa horror e splatter, e le citazioni cinefile non finiscono con Zemeckis ma proseguono a tutto raggio, passando ad esempio da Kubrick (2001 Odissea nello spazio e Shining) a De Palma (Carrie - Lo sguardo di Satana), da Lynch (The Elephant Man), Emerald Fennell (Una donna promettente) a tutto Cronenberg.

Fargeat gestisce con lucidità e senso dello spettacolo la messinscena di questa storia estrema improntata all'esasperazione davanti ad una cultura che relega le donne in un ruolo funzionale a quel maschile che le distingue in "chiavabili o inchiavabili", e in base a questo assegna loro l'unico valore possibile.

Gli uomini nel film vengono fuori come idioti pericolosi pronti a tirare fuori il loro lato più meschino, ma anche la protagonista (anzi, le protagoniste) non ne esce bene, fondamentalmente perché accetta la permessa che "la versione migliore di sé" sia quella giovane e tonica, e nient'altro.

In questo anche Fargeat cammina sul filo fra critica e accettazione degli stereotipi, ad esempio facendo la più trita equazione fra vecchiaia e orrore o indugiando sui dettagli anatomici dei corpi femminili in modo aderente al modello maschile - per criticarlo, certo, ma rischiando di ottenere un effetto confermativo. Fargeat purtroppo è onesta nel ritrarre la condizione femminile come un'altalena fra una giovinezza inconsapevole e un'età matura rassegnata. Si vorrebbe che Elizabeth, nella sua versione giovane Sue, portasse con sé esperienza e saggezza, e invece a entrambe le età è uno specchio riflettente a uso e consumo degli uomini che cerca di aderire a standard di bellezza eteroimposti.

Fargeat racconta l'odissea tragicomica della sua antieroina attraverso due ore e venti di visioni raccapriccianti degne di Cronenberg incentrando l'orrore sul corpo femminile, e Demi Moore è davvero coraggiosa nel sottoporre il suo fisico (già di per sé modificato dalla chirurgia plastica) a infinite trasformazioni peggiorative, mentre a Margareth Qualley è affidato il ruolo di Sue, altrettanto di plastica con i suoi sorrisi finiti e la vocetta infantile, pronta a prestarsi ad un immaginario che la vuole sogno erotico e fidanzatina d'America. Non c'è posto né per Elizabeth né per Sue, ma è soprattutto l'odio verso se stesse a fare di loro due perdenti, quale che sia il loro aspetto esteriore (e quello di Moore e quello di Qualley, già "perfetti" in partenza).

The Substance è a dir poco esagerato nella rappresentazione di questo autosabotaggio ingenerato dal patriarcato imperante, ma sottolinea anche nelle donne un collaborazionismo dal quale è impossibile uscire vincitrici. Fargeat stroppia, tira troppo in lungo la metafora, entra a gamba tesa nel trash e nel camp, sottolinea ogni dettaglio facendo di ogni smagliatura una sconfitta e di ogni centimetro di pelle tonica un punto d'onore: e ha il coraggio di creare momenti comici e satirici che più che al body horror sembrano puntare alla parodia di una società che mette una pressione insostenibile sul corpo femminile. E lo fa attraverso una costruzione filmica audace, solida e puntuale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 9 novembre 2024
Eleonora Panzeri

The Substance è un film diretto da Coralie Fargeat, che vede come protagoniste Demi Moore e Margaret Qualley. Racconta la storia di una celebre attrice sulla via del tramonto che, proprio il giorno in cui compie cinquant’anni, viene licenziata. A seguito di questo trauma, la donna ha un incidente d’auto dal quale esce illesa fisicamente ma distrutta psicologicamente.

FOCUS
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venerdì 15 novembre 2024
Pedro Armocida

Dopo poco più di due settimane nei cinema italiani, The Substance ha raggiunto al box office la cifra di 1,9 milioni di euro di incasso con ben 250mila spettatori. Un successo testimoniato dal calo molto lieve di incassi, intorno al 20 per cento, rispetto alla settimana precedente e anche dalle ottime medie per copia, che posizionano questo horror sui generis sempre nel podio di quelle migliori della Top Ten. Sono questi gli indicatori che fanno meglio capire come sia scattato un forte passaparola che ha premiato un film riconoscibilmente tutto al femminile con la regia della francese Coralie Fargeat, al suo primo film in inglese dopo l’esordio con l’interessante revenge movie dal titolo appunto Revenge, e con le protagoniste ‘speculari’ Demi Moore e Margaret Qualley. Una tendenza, per la verità, che era già chiara dai risultati del suo primo weekend che ha coinciso anche con la festività di venerdì primo novembre quando questo body horror, molto pop ma anche molto estremo per cui la visione è vietata ai minori di 14 anni, ha collezionato più di 100mila presenze e 830mila euro di incasso che, per capirci, tradotto nei vari mercati, ha significato aver superato i risultati di tutti gli altri paesi europei esclusa la Francia. The Substance ha infatti quasi doppiato il debutto spagnolo di 450 mila euro e ha superato l’ottimo risultato del Regno Unito di 726 mila euro. Negli stessi giorni in cui Demi Moore, che si è messa tantissimo in gioco per questo ruolo complesso che in qualche modo parla alla sua biografia con una ex star del cinema di mezza età in crisi, compiva 62 anni e gli spettatori riempivano le sale, è anche arrivata la notizia delle due nomination agli Efa 2024: miglior film e migliore sceneggiatura (lo stesso riconoscimento che aveva ottenuto allo scorso Festival di Cannes). 
Insomma una tempesta perfetta che ha generato un forte interesse nel pubblico per un film sulla cui uscita la casa di distribuzione IWonder ha lavorato, per bene, da mesi. The Substance è diventato così il film di cui tutti parlano e dunque da vedere al più presto. Per dire, anche un grande autore come Guillermo del Toro si è sentito di postare su X la sua minicritica: «Preciso, pulsante, divertente, implacabile e capace di passare agilmente dalla tensione, al terrore, alla risata». Mentre su Tik Tok impazzava il meme interpretato in tutte le lingue del mondo di Margaret Qualley con il suo personaggio di Sue che dice “See you next week and in the meantime take care of yourself” ("Ci vediamo la settimana prossima e nel frattempo prenditi cura di te”).

FOCUS
martedì 5 novembre 2024
Rudy Salvagnini

L’ossessione per la giovinezza perduta, l’incapacità (o anche, se si vuole continuare a fare il proprio lavoro, l’impossibilità) di accettare la vecchiaia e il decadimento del corpo, più ancora che la mera ossessione per il successo, sono temi ricorrenti nel cinema e nella letteratura. Nel caso di The Substance, il nuovo film di Coralie Fargeat, queste tematiche vengono fuse con l’ancor più classica tematica dello sdoppiamento, accorpando una dicotomia molto classica alla Jekyll/Hyde con echi nemmeno tanto nascosti dal Dorian Gray di Oscar Wilde per creare un insieme accattivante e moderatamente trasgressivo che - tra citazioni numerose anche tematicamente ultronee - si rifa in modo esplicito all’horror mutazionale che negli anni ’80, in particolare (ma anche prima e dopo, naturalmente), aveva dato vita al tripudio visionario del cosiddetto body horror che traeva in genere vantaggio visivamente dall’abilità di effettisti ed esperti del trucco capaci di plasmare e modificare la carne umana in versioni grottesche e talvolta selvaggiamente ripugnanti. Quando si parla di body horror, naturalmente, il primo nome che viene in mente è quello di David Cronenberg che ne è stato probabilmente il profeta, se non l’iniziatore. Ma vengono in mente anche le fantasmagoriche mutazioni e fusioni realizzate, per fare solo un esempio, da Shinya Tsukamoto nella sua significativa e influente filmografia.

Ma in The Substance, Coralie Fargeat tende a plasmare i corpi in modo, se vogliamo, lineare senza cercare assemblaggi che prevedano materiali diversi dalla carne umana, partendo dalla ricerca della perfezione giovanile, cui si contrappone la corruzione e la decadenza sempre più marcata della vecchiaia, per arrivare a un bizzarro e mostruoso insieme che unisce nuovo e vecchio in una metamorfosi instabile e gorgogliante che richiama, nelle forme e anche nel tipo di effetto speciale adottato, il magma mutageno che arricchiva e rendeva sublime nelle forme un film a suo modo fondamentale come Society di Brian Yuzna.

Coralie Fargeat è regista attenta, abile e capace di revisionare e utilizzare in modo inventivo materiali di riporto, come ha dimostrato con il classico rape e revenge nel riuscito e incisivo Revenge. Anche in questo caso, la storia in sé è semplice e non presenta svolte propriamente narrative di grande novità, ma il ritmo e la tenuta drammatica del racconto sono efficaci e seguono in modo credibile le preoccupazioni della protagonista e le ambizioni del suo giovane alter ego, mettendo in scena un dualismo nel quale gioventù e vecchiaia, ascesa e caduta, fioritura e decadenza, sono aspetti inevitabili della medesima realtà.
 

FOCUS
sabato 2 novembre 2024
Marzia Gandolfi

"Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?"
Di fronte al suo riflesso stropicciato dagli anni, Elisabeth Sparkle, un’imperiosa Demi Moore, attende disperatamente una lusinga che non arriverà mai. Ex star di Hollywood, riconvertita in conduttrice di un programma di aerobica, viene licenziata in tronco per ‘raggiunti limiti di età’. Il suo lato B non vale più la visione e centinai di glutei sodi fanno già la fila per rimpiazzarlo. Improvvisamente invisibile e fuori dai giochi, Elisabeth firma un patto col diavolo, che le offre una soluzione miracolosa: oltre il botox, oltre il classicismo di Eva contro Eva, oltre la colonizzazione della carne di La mosca. Coralie Fargeat infiltra l’immaginario glamour di Hollywood e approccia con lucida follia il mito dell’eterna giovinezza venduto a profusione dall’industria dello spettacolo. E nella corsa alla giovinezza, le donne sono eterne perdenti. Coralie Fargeat non teorizza l’annientamento prodotto dall’invecchiamento ma lo lavora, lo modella come argilla in un film organico di immagini materiche, di ferite aperte, di cicatrici, di escrescenze purulente. Il masochismo e l’automutilazione, a cui le donne sono implicitamente incoraggiate dalla dittatura della bellezza, si traducono in una violenza latente, poi in una tracimazione gore fino alla necrosi e alla putrefazione della carne. 

Sotto quest’orgia di stile, che mescola l’estetica pop fluorescente a un dolore fisico più intenso che altrove, The Substance è un mattatoio esilarante e furioso, senza complessi o esclusione di colpi, che investe a fondo lo sguardo maschile, esagerandolo per minarlo meglio dall’interno. Dalla pelle di gomma di Elisabeth, che si spoglia letteralmente dello strato epidermico come in una muta, sorgono vischiose e toniche le natiche di Sue (Margaret Qualley è il ‘doppio’ giovane e performante di Elisabeth), bomba atomica che gode del suo sex-appeal. Celebrate senza moderazione in contre-plongée, avviliscono ‘pienamente’ la nudità scarnificata di Elisabeth (la matrice originale). Raramente il cinema ci ha costretti a guardare con tanta crudeltà i corpi ‘mutanti’ delle sue attrici, che succhia fino all’osso prima di gettarli nell’oblio. Rivoluzionaria di cuore e tagliatrice di teste, Fargeat punta il dito (medio) contro gli uomini e la società dei consumi con un’unica richiesta: la fine immediata dell’idolatria del giovanilismo e delle donne-oggetto. Membro del collettivo del 50/50, l’autrice porta sangue e sudore al suo mulino. Mulino che macina tutto e tutti, nessuno si senta escluso mentre il film assembra la carne livida delle sue eroine in un’ultima figura mostruosa e lynchiana. Un magma informe che sottolinea la natura gemellare delle sue star, rivali in due età diverse della loro vita e intrecciate adesso nella morte. 

The Substance farà impazzire il pubblico, film politico, colpo di mano femminista, mostruoso, caustico, degenerante e rigenerante, è senza dubbio uno dei migliori body horror degli ultimi trent’anni. Tra azione orrorifica e magniloquenza, emoglobina e misandria sistematica, lo spettatore sale sulle montagne russe con euforia e terrore. Fargeat tratta l’horror e la commedia con lo stesso senso del grottesco. Tutto è bello, giovane e perfetto in questo paradiso hollywoodiano. Ma tutto così artificiosamente abbagliante da risultare inquietante. Di fatto dietro la leggerezza assunta dalla messa in scena qualcosa di molto feroce ribolle. La regista francese cavalca di nuovo l’esaltazione della bellezza del corpo femminile e la grossolana stupidità del comportamento maschile, osservando da (molto) vicino una donna schiava della sua immagine e un produttore ignobile (Dennis Quaid, Harvey nel film...). Negli ultimi anni: “diventare la versione migliore di noi stessi” è il tormentone dei coach di “crescita personale”. Coralie Fargeat prende alla lettera questa ingiunzione, che vuole controllare tutto dell’umano, compreso il suo lato oscuro, e ne fa la base del suo racconto allegorico. Ed è esaltante vederla concepire questa sorta di idra a due corpi, simbolo delle società occidentali alienate, per silurarla al cuore. Sotto la patina di un lussuoso B-movie cova una riflessione pertinente sulle nostre fratture interiori, sulla dittatura del giovanilismo e sullo stramaledetto culto dell’immagine di sé, che finisce per pietrificarci, come Medusa.

INCONTRI
venerdì 25 ottobre 2024
Paola Casella

In America The Substance, oltre che un grande successo al botteghino, è diventato un fenomeno pop: sono decine i meme scaturiti dal film della regista francese Coralie Fargeat, che all’ultimo Festival di Cannes ha vinto il premio per la Miglior sceneggiatura originale, e molti stanno preparando per Halloween costumi ispirati alle grottesche trasformazioni cui va incontro la protagonista Demi Moore. Insieme a Margaret Qualley, Moore e Fargeat parlano del film nell’incontro a tre voci che segue.
The Substance è oggi in anteprima in molte città e sarà al cinema dal 30 ottobre.

LA TRAMA: 
Elizabeth Sparkle è stata una diva con al suo attivo un Oscar e una stella sulla Hall of Fame, ma la stella si è sporcata e la scintilla ("sparkle") di Elizabeth si è spenta, quantomeno agli occhi del produttore del programma televisivo di fitness che lei conduce da tempo: un uomo convinto che le donne debbano sempre sorridere e che dopo i cinquanta non abbiano più... non si sa cosa, ma è qualcosa alla quale quelli come lui (che si chiama Harvey come il produttore Weinstein) sembrano tenere moltissimo. Quando Harvey, nel giorno del compleanno di Elizabeth, le annuncia che sarà sostituita alla conduzione del suo programma, la donna decide di aderire ad un protocollo sperimentale chiamato The Substance, che promette di restituirle una versione di sé "migliore, più bella e perfetta". A settimane alterne sarà Sue, la bella e giovane neoconduttrice del programma di fitness della rete, e poi di nuovo Elizabeth. Ma l'alternanza sarà difficile da gestire, e si sa che i patti con il diavolo sono sempre a rischio.
 

FOCUS
giovedì 17 ottobre 2024
Giovanni Bogani

Riuscire a essere più belli, più giovani, sconfiggere la morte che arriva e che ci fa la pelle come quella di un pollo tenuto in frigo. Sconfiggere il tempo che ci rende invisibili, indesiderabili. Fermare la corsa del tempo che ci porta giù, con sé. Perché noi ci crediamo sempre giovani, mentre il resto del mondo ci strappa via dal salotto buono, spegne le luci e le telecamere, ci mette in uno sgabuzzino buio. 

The Substance di Coralie Fargeat – era in concorso a Cannes, dove ha vinto il premio per la sceneggiatura – non è un film sottile. È un body horror, un incubo fantascientifico che spara a tutto volume, a tutto schermo i suoi orrori, i suoi rumori, i suoi umori. È grottesco, violento, usa primi piani di siringhe, tubi, cannule, deforma i volti appiccicandoli alla telecamera, mostra senza pudore ferite, corpi tagliati, liquidi corporali. 

Non è sottile: è cronenberghiano, con quei corpi femminili tagliati, cuciti, sanguinolenti, ed è “titaniano”, nel senso che ricorda un film che vinse a Cannes nel 2021, Titane di Julia Ducournau, altro film certo non misurato, forte proprio della sua sfacciataggine. Ma nella sua essenza, The Substance è soprattutto un film sul desiderio struggente e patetico che abbiamo tutti, di essere desiderati ancora. Perché non essere amati, non essere visti, è come morire.  

CELEBRITIES
martedì 1 ottobre 2024
Marzia Gandolfi

Star sfolgorante degli anni Ottanta e Novanta, Demi Moore ha illuminato lo scorso maggio la Croisette di una luce particolare: quella del ritorno. È lei la protagonista di The Substance, un’allegoria esagerata dell’ageismo femminile e della misoginia interiorizzata firmata da Coralie Fargeat, già impressionante nel sovversivo Revenge, che derealizzava il mondo per trasformarlo in un terreno di gioco. Con le sue esplosioni di gore e i suoi momenti oltraggiosi e disinibiti, The Substance è pensato per stupire e indignare in egual misura.

Se il piatto è servito freddo, a incarnarlo con scaldamuscoli e body sgambatissimo è Elisabeth Sparkle (Demi Moore), diva dismessa che conduce un popolare programma di aerobica. Il giorno del suo 50° compleanno, il suo ripugnante capo la licenzia senza mezzi termini. La ragione è crudele: lui, il pubblico, il mondo intero, tutti vogliono una conduttrice più giovane, più bella, più sexy... La brutalità del congedo e un incidente la conducono dove non avrebbe mai pensato. Allontanata dalla sola fiamma che la fa bruciare, è pronta a tutto per riprendersi quello che era suo. Alla faccia del boss, del patriarcato e delle nuove ninfette che scalpitano per sculettare in TV. Infilato un cappotto giallo fiele pesca il segreto dell’eterna giovinezza. 

Il destino di Elisabeth Sparkle sembra chiosare la carriera della sua interprete: l’attrice più pagata della prima metà degli anni Novanta. Demi Moore, che interpreta una donna che rifiuta di invecchiare, è stata “spremuta” da Hollywood fino all’alba dei suoi quarant’anni. Poi la storia è nota. La sua presenza dona per questo al film una dimensione “meta”. Gloria Swanson sul viale del tramonto, la star di Ghost o Proposta indecente, di Codice d’onore o di Rivelazioni, non rompe la sua immagine, la polverizza. Come Coralie Fargeat, Demi Moore va fino in fondo, con aplomb e autoironia. Con generosità e abbandono, soprattutto, dato il controllo assoluto che ha sempre mantenuto sulla sua immagine pubblica.

Nell’horror femminista dell’autrice francese, l’attrice si lascia riprendere da ogni angolazione e in modi non necessariamente lusinghieri, ma sempre rivelatori della violenza che dobbiamo sopportare come donne. La regista le chiede di essere vulnerabile e di esporsi, fisicamente ed emozionalmente. Demi Moore accetta la sfida e rintraccia in filigrana una carriera che debutta negli anni Ottanta ma esplode nel decennio successivo con Ghost, imponendola come uno dei volti faro di Hollywood. Proposta indecente e Rivelazioni faranno il resto. 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 28 novembre 2024
Pietro Diomede
ItaliaOggi

Meritatissimo premio per la sceneggiatura al Festival di Cannes, esce nelle sale il body horror più osannato del momento. Coralie Fargeat ci parla dell'ossessione per la perfezione fisica che a Hollywood è decisamente molto sentita, per la mentalità maschilista di chi sta ai vertici del potere, ma anche dalle donne che calpestano ogni concezione e simbolo femminista in nome della bellezza e delle [...] Vai alla recensione »

NEWS
HOMEVIDEO
mercoledì 9 aprile 2025
 

Dopo il debutto con Revenge, la regista torna a raccontare il femminile facendo leva su quello sguardo maschile che ha raccontato le donne al cinema. Vai all'articolo »

OSCAR
lunedì 3 marzo 2025
 

Pierre-Olivier Persin, Stéphanie Guillon, Frédérique Arguello e Marilyne Scarsell si aggiudicano la statuetta per il lavoro sul film The Substance. Vai all'articolo »

PREMI
lunedì 6 gennaio 2025
Simone Emiliani

Tra le serie primeggia Shogun. Jeremy Allen White vince per la 3a volta per The BearVai all'articolo »

PREMI
mercoledì 13 novembre 2024
 

Benjamin Kracun vince il Premio per la Miglior Fotografia per The Substance. Il film vince anche la categoria Migliori Effetti Visivi. Vai all'articolo »

BOX OFFICE
sabato 9 novembre 2024
Andrea Chirichelli

Il film con Margaret Qualley e Demi Moore si avvicina ai 1,5 milioni complessivi e si conferma tra i film più in forma del momento. Scopri la classifica »

BOX OFFICE
lunedì 4 novembre 2024
Andrea Chirichelli

Continua il testa a testa tra Parthenope e Venom - The Last Dance per la vetta del boxoffice italiano, ieri l’ha spuntata il primo con 544mila euro e un totale di quasi 4,6 milioni, mentre il cinecomic si è fermato a 413mila, raggiungendo [...]

CELEBRITIES
venerdì 11 ottobre 2024
Francesca Pellegrini

Autrice e regista francese, dirige Demi Moore e Margaret Qualley in The Substance, film vincitore del premio per miglior sceneggiatura al Festival di Cannes 2024. Dal 30 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

CELEBRITIES
lunedì 7 ottobre 2024
Fabio Secchi Frau

Figlia d'arte, l'attrice è protagonista insieme a Demi Moore del film di Coralie Fargeat The Substance, premio per la migliore sceneggiatura a Cannes. Dal 30 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

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venerdì 4 ottobre 2024
Nicoletta Dose

L'attore torna al cinema in The Substance, film vincitore del premio per la migliore sceneggiatura a Cannes 2024. Dal 30 ottobre al cinema. Vai all'articolo » 

CELEBRITIES
martedì 1 ottobre 2024
Marzia Gandolfi

Star sfolgorante degli anni Ottanta e Novanta, l'attrice è protagonista di The Substance, un’allegoria esagerata dell’ageismo femminile. Dal 30 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

NEWS
giovedì 26 settembre 2024
 

Miglior Sceneggiatura all'ultimo Festival di Cannes, una storia visionaria a tinte horror, con protagonisti le star Demi Moore, Margaret Qualley e Dennis Quaid. Vai all'articolo »

TRAILER
lunedì 16 settembre 2024
 

Regia di Coralie Fargeat. Un film con Margaret Qualley, Dennis Quaid, Demi Moore, Hugo Diego Garcia, Joseph Balderrama. Da mercoledì 30 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
venerdì 12 luglio 2024
 

Regia di Coralie Fargeat. Un film con Margaret Qualley, Dennis Quaid, Demi Moore, Hugo Diego Garcia, Joseph Balderrama. Da giovedì 30 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
domenica 26 maggio 2024
 

Il visionario body horror di Coralie Fargeat con Demi Moore vince il premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes. Prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

CANNES FILM FESTIVAL
lunedì 20 maggio 2024
Paola Casella

Una coraggiosa Demi Moore mette a disposizione il suo corpo per raccontare il desiderio eterno di gioventù e bellezza. In concorso. Vai all'articolo »

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