| Titolo originale | Wonder Wheel |
| Anno | 2017 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Woody Allen |
| Attori | Jim Belushi, Juno Temple, Justin Timberlake, Kate Winslet, Max Casella Jack Gore, David Krumholtz, Tony Sirico, Steve Schirripa, Debi Mazar, Geneva Carr, Robert C. Kirk, Tommy Nohilly, John Doumanian, Tom Guiry, Gregory Dann, Bobby Slayton, Michael Zegarski, Ed Jewett, Danielle Ferland, Maddie Corman, Jacob Berger, Jenna Stern, Michael Striano, John Mainieri. |
| Uscita | giovedì 14 dicembre 2017 |
| Tag | Da vedere 2017 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,27 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 15 dicembre 2017
Una storia d'amore ambientata durante gli Anni Cinquanta a New York, sullo sfondo di Coney Island. In Italia al Box Office La ruota delle meraviglie ha incassato 3 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Ginny ha sposato in seconde nozze Humpty che lavora nel Luna Park di Coney Island e gli ha portato in dote un figlio decenne con una spiccata tendenza per la piromania. Ginny è però insoddisfatta di quel matrimonio e trova nel bagnino Mickey un uomo colto che possa comprendere anche le sue velleità di attrice. Un giorno però arriva a sconvolgere i fragili equilibri Carolina, figlia di Humpty e fuggita dall'entourage del marito mafioso. Quando Mickey ne fa la conoscenza Ginny avverte l'imminenza di un pericolo.
Woody Allen aveva già citato il Luna Park di Coney Island in una battuta di Io e Annie quando faceva dire al suo personaggio (Alvy Singer) di aver abitato sotto le montagne russe di quel parco di divertimenti.
Questa volta vi si installa direttamente facendosi dominare da quella Wonder Wheel che diventa simbolicamente la ruota delle vite dei suoi protagonisti. Dopo il raffinato e malinconico tuffo nella Hollywood degli studios di Café Society Woody si immerge nel dramma di piccole vite di uomini e donne che cercano di strappare alla quotidianità qualche momento di luce. Che sia quella di una battuta di pesca per Humpty, di una relazione da consumare sotto dei tramezzi di legno tra letteratura e teatro per Ginny o come possibilità di fuga e sopravvivenza a una scelta sbagliata per Carolina.
Una luce che Vittorio Storaro, alla sua seconda collaborazione con Allen, preleva dalla natura e trasferisce sui personaggi offrendo a Ginny le tinte rosseggianti del tramonto e a Carolina quelle del momento di passaggio verso la notte. Grazie poi al cromatismo delle diverse attrazioni del Luna Park, in più di un'occasione l'"autore della fotografia" accompagna i mutamenti del sentire con quella che lui chiama 'fisiologia del colore'. Ed è proprio grazie anche a queste scelte cromatiche che Allen chiarisce, per chi vuole intendere ovviamente, l'assunto di questa sua nuova opera che peraltro aveva già fatto dichiarare a Mickey. Stiamo assistendo a un film la cui sceneggiatura si è venuta sviluppando seguendo i canoni narrativi di un aspirante scrittore imbevuto della letteratura degli Anni Cinquanta.
Il lifeguard (che suona indubbiamente meglio che l'italiano 'bagnino') Mickey è anche uno studente della New York University ma qui si assume lo specifico ed esplicito ruolo del narratore. Siamo cioè davanti a uno dei film più teorici della più che vasta filmografia alleniana forse in modo meno evidente che in Stardust Memories ma con altrettanta progettualità. È da questo punto di partenza che vanno letti gli sviluppi di una vicenda che consente in particolare a Kate Winslet di recitare finalmente in un film di Allen (dopo aver declinato l'offerta di un ruolo in Match Point per motivi personali) offrendo a Ginny i tormenti di una protagonista dei drammi di Tennessee Williams o di Eugene O'Neill ma incapace di offrire ai suoi lampi di passione quelle fiammate che il figlio Richie non smette di provocare.
Mentre nelle librerie esce "Woody Allen dall'inizio alla fine", un lungo reportage in cui il fedele Eric Lax descrive la genesi e la realizzazione di Irrational Man seguendolo giorno dopo giorno, Allan Stewart Königsberg ha già sfornato il suo film annuale. La terapia che si è autoimposta comporta l'uscita ogni 365 giorni di un film per evitare così di pensare ai problemi della vita e, in particolare, alla morte nei confronti della quale continua a dichiararsi fortemente contrario. Ecco allora un nuovo tuffo nel passato grazie alla inarrestabile macchina del tempo della sua scrittura.
Questa volta si tratta del 1950 anche se la ruota panoramica a cui il titolo fa riferimento è una 'meraviglia' costruita negli Anni Venti a Coney Island.
Come spesso accade di recente nei suoi casting (finita l'epoca delle Keaton, Farrow, Johansson che restavano a lungo) Woody si è andato a cercare qualcuno che non abbia ancora lavorato con lui. Lo ha trovato in Kate Winslet la quale era già entrata nel suo radar ai tempi di Match Point ma aveva declinato l'invito per restare con la sua famiglia.
Ora invece si è messa a disposizione dichiarando che "è stata probabilmente il secondo ruolo più stressante che abbia mai recitato ma l'esperienza in se stessa è stata del tutto incredibile". La Winslet indossa i panni di Ginny, la moglie dell'addetto alla ruota panoramica, che si innamora di un lifeguard (traduzione: bagnino) e si ritrova con ulteriori problemi quando la figlia di primo letto del consorte finisce con il puntare lo stesso uomo. Ma la Winslet non è la sola novità perché a lei si affiancano Justin Timberlake nel ruolo del lifeguard, Juno Temple in quello della figlia e Jim Belushi in quello del marito.
Chi ritorna è invece Vittorio Storaro che, dopo aver affiancato Allen in Café Society ora offre la sua esperienza di autore della fotografia agli spazi di Coney Island, Vinegar Hill, Brooklyn e Brighton Beach. Woody ha da tempo definito l'avvicendarsi dei direttori della fotografia come l'arrivo di una nuova amante che comprende l'eccitazione della reciproca scoperta. Evidentemente i due si devono essere piaciuti se il sodalizio continua. La presenza di un'attrice importante come la Winslet attorno a cui gira la storia fa pensare a un ritorno allo stile di Blue Jasmine che aveva al centro il personaggio interpretato da una straordinaria Cate Blanchett.
Il film ha poi un'altra particolarità e rappresenta una decisiva svolta per Amazon Studios con cui il regista ha già realizzato Café Society e la miniserie Crisis in Six Scenes.Da questo momento infatti Amazon non si limiterà a produrre film ma si occuperà anche della distribuzione. Se finora erano Lionsgate ad occuparsene adesso è stata costituita una squadra che, a partire dagli Stati Uniti, ha il compito di entrare nel grande circuito della distribuzione confrontandosi con le grandi major hollywoodiane.
Immancabilmente (e fortunatamente) ritorna sui grandi schermi italiani Woody Allen con la sua ultima opera "La Ruota delle Meraviglie". Il titolo rappresenta il simbolo del luogo dove si svolge la storia e, cioè, Coney Island con il suo grande parco di divertimenti. Ambientato negli anni '50 i protagonisti vivono la propria vita quotidiana alloggiando in un piccolo appartamento [...] Vai alla recensione »
Woody Allen merita sempre una citazione e un ragionamento. Non avrebbe più l'età dell'energia maggiore, ma ce l'ha sempre. Non credo esista, o magari sia esistito, un autore altrettanto capace di... nascondere la propria età. Ispirazione ed energia ci sono sempre, così come la capacità di cambiare genere e di rinnovare in tutti noi la bella abitudine di ritrovarcelo, corso dopo ricorso.
Il suo La ruota delle meraviglie (guarda la video recensione) è nelle sale e presenta il solito successo di pubblico e di critica. Se n'è già scritto. Trattasi di film serio, anzi, alla fine tragico, senza battute e senza sorrisi, ma non è una novità. Nei suoi 48 film in 51 anni l'autore ha esplorato registri diversi, anche se quasi sempre prevaleva la sua attitudine alla comicità intelligente. Nel 1978 pagò un tributo al suo primo ispiratore europeo, Ingmar Bergman, firmando Interiors.
Nell'era recente l'opera del newyorkese si è fatta seria, con una serie di titoli come Match Point e Sogni e delitti, veri thriller, e poi il drammatico Blue Jasmine, alternati con Midnight in Paris, Magic in the Moonlight e Café Society (guarda la video recensione), squisitamente, tradizionalmente alleniani.
Chissà da dove arriva questo equilibrio dell'ottanduenne regista, forse dalla dolorosa, - lui direbbe semplicemente "fastidiosa" - percezione che gli anni avanzano, la prospettiva si è accorciata e sì, si può ancora scherzare, ma qualche indicazione diversa, profonda, è bene darla, a se stesso e agli altri.
Il nuovo film racconta di Ginny, aspirante attrice delusa, cameriera, sposata a Humpty, manovratore di giostra. La donna si innamora di Michey, bagnino che vorrebbe fare lo scrittore, e poi ecco Carolina, figlia di primo letto di Humpty, che arriva inaspettata. Il tutto nello scenario delle giostre di Coney Island, suggestivo ed esteticamente minaccioso se i rapporti sono ambigui, le ambizioni velleitarie, i sentimenti incontrollati. Nessuno dei protagonisti avrà ciò che voleva, e ciascuno pagherà un prezzo, molto alto. L'evoluzione non è lontana dalla costante del percorso di Allen, solo che generalmente è edulcorata da contesti ricchi, educati, patinati e temperati dall'ironia. Puoi essere depresso e deluso in un superattico ma esserlo in una baracca è tutt'altra cosa. Quello della "ruota" è un mondo popolare, basico, dove quasi tutto il tempo è rubato dal lavoro e lo spazio per i sogni è quasi chiuso.
Inaugurata nel 1920, la ruota panoramica «Wonder Wheel» di Coney Island occupa un sicuro posto nell'immaginario di Woody Allen, a partire da quella poetica rievocazione della propria infanzia che è Radio Days. Tuttavia in quest'ultimo film, ambientato in imprecisati Anni '50, The Wonder Wheel - nel suo vano movimento circolare - più che un paesaggio della memoria rappresenta una pessimistica metafora [...] Vai alla recensione »