Café Society

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Un film di Woody Allen. Con Jeannie Berlin, Steve Carell, Jesse Eisenberg, Blake Lively, Parker Posey.
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Titolo originale Café Society. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 96 min. - USA 2016. - Warner Bros Italia uscita giovedì 29 settembre 2016. MYMONETRO Café Society * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 60 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,61/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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Un ragazzo che fa parte di una famiglia ebrea che vive a New York decide di attraversare l'America e raggiungere Los Angeles.
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primo piano
Il trionfo dell'immagine autosufficiente in una commedia figurativamente audace, dove riemerge lo splendore di Lubitsch
Marzia Gandolfi     * * * * -
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TROVASTREAMING

New York, anni Trenta. Bobby Dorfman lascia la bottega del padre e la East Coast per la California, dove lo zio gestisce un'agenzia artistica e i capricci dei divi hollywoodiani. Seccato dall'irruzione del nipote e convinto della sua inettitudine, dopo averlo a lungo rinviato, lo riceve e lo assume come fattorino. Bobby, perduto a Beverly Hills e con la testa a New York, la ritrova davanti al sorriso di Vonnie, segretaria (e amante) dello zio. Per lui è subito amore, per lei no ma il tempo e il destino danno ragione al sentimento di Bobby che le propone di sposarlo e di traslocare con lui a New York. Ma il vento fa (di nuovo) il suo giro e Vonnie decide altrimenti. Rientrato nella sola città in cui riesce a pensarsi, Bobby dirige con charme il "Café Society", night club sofisticato che diventa il punto di incontro del mondo che conta. Sposato, padre e uomo di successo, anni dopo riceve a sorpresa la visita di Vonnie. Con lo champagne, Bobby (ri)apre il cuore e si (ri)apre al dolce delirio dell'amore.
Commedia del piacere negato, Café Society è la cronaca di una storia d'amore mancata che ribadisce quello che per Woody Allen conta da sempre: il cinema, le donne, se stesso. Se stesso soprattutto perché la singolarità dell'autore risiede nella persistenza con cui ha dato centralità a un personaggio fino a mostrarne la crisi e lo svanire (Harry a pezzi, Hollywood Ending). È una persistenza che evidentemente appartiene al comico ma che Allen conduce sul piano della biografia seriale, declinata in diversi nomi, diverse professioni, diverse età e persino diverse età del secolo. E l'epoca questa volta è la seconda metà degli anni Trenta, Allen non precisa l'anno esatto ma è la Storia a collassare nel cinema e a depositare rovine nella commedia (i coniugi che hanno cenato con Adolf Hitler) attraverso la voce over dell'autore che si ritaglia il ruolo di narratore, misurando un dramma sentimentale con un dramma sociale. Non calca la scena del suo locale e fuori campo ci racconta una nuova storia, la storia di Bobby Dorfman in cui esprime ancora una volta il suo eroe romantico, falso perdente, schlemiel solo presunto e incarnato superbamente da Jesse Eisenberg. A lui, che arde di esaltazione amorosa e voluttuosa ironia, Allen delega se stesso, un se stesso più giovane e insicuro, ancora afflitto dai problemi con le donne, che crede ancora alle parole definitive e non crede più alle scene madri. Fuori dall'ombra in cui ha costruito i suoi migliori ruoli e sovraesposto nella luce accecante della California, Eisenberg pronuncia con esitante eloquio parole meditate e consapevolmente sbilanciate al di là di se stesse, sciolte nella fluidità del dialogo e sostenute da un sottotesto ritmico di meravigliosa resa comica.
Ma Café Society è tuttavia anche il trionfo dell'immagine autosufficiente. Tra grazia e catastrofe, tra guerra e pace, tra Los Angeles e New York, tra esterni e interni, Allen dimostra cosa sa fare col dialogo e cosa saprebbe fare senza perché il suo è un film di décor sovradimensionato e sovraffollato, figurativamente audace. Dopo aver rivitalizzato il cinismo di Billy Wilder (Irrational Man), con Café Society riemerge lo splendore sofisticato di Ernst Lubitsch svolgendo l'intermittenza amorosa di due personaggi inquieti lungo una superficie scintillante che lascia affiorare l'emozione, rimanda la realtà e approccia la morte non con l'arroganza di un giovane uomo che crede di aver scoperto i segreti dell'universo (Amore e guerra) ma con la saggezza di un vecchio signore che sa bene che il solo viatico contro l'estinzione sono i ricordi. Quelli che disegnano il suo intimo skyline, quello concreto della sua infanzia (Brooklyn) e quello accessibile solo con l'immaginazione e la fotografia di Vittorio Storaro (Manhattan).
Frammento di un unico e articolato biopic, Cafè Society rilancia la città-isola come il migliore dei mondi possibili, abitato in un breve incontro di sapore leaniano da Bobby e Vonnie, antenati di Alvy e Annie (Io e Annie) che ci lasciano allo stesso modo ostaggi di un sentimento e ci congedano in un clima di rinuncia e di struggimento da mélo. Ma l'impossibilità di compiere il desiderio, di trovarsi o pensarsi in due, stempera nella possibilità di richiamare alla memoria il primo amore ogni giorno della vita e nella certezza che l'oggetto di quell'amore lo ricambi nel medesimo istante. Istante perduto nel tempo e sciolto sul volto di neve di Kristen Stewart.

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Solito

domenica 2 ottobre 2016 di kimkiduk

La domanda ripetitiva che mi sono posto dopo la visione del film è stata: ma caro Woody, hai 80 anni, hai fatto scuola per la tua ironia, intelligenza, critica al mondo, alla fede, agli ebrei, ecc. forse hai (visto ancora continui a sfornare film) di cambiare qualche cosa. Perchè invece no? Proprio così. Esci dalla sala e ti chiedi questo. Sembra un remake di un remake di un remake di un remake dove cambia solo la location o gli attori, ma i discorsi, gli argomenti, le critiche, continua »

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Quel sentimentalone di woody

martedì 4 ottobre 2016 di Alex2044

In Cafè Society ogni cosa è al suo posto , i costumi , gli ambienti , le musiche . La ricostruzione storica è perfetta , i dialoghi sono spassosi e le battute quasi sempre fulminanti .Quindi passati i primi momenti che sembrano , forse volutamente,un po' di assestamento il film ingrana le marce alte e si parte per un viaggio sofisticato , colorato e molto luminoso  in una Hollywood splendente , allegra , piena di vita e di glamour ma anche complicata e violenta continua »

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Così come allen avrebbe vissuto gli anni trenta

sabato 1 ottobre 2016 di Maurizio Meres

Woody Allen,genio cinematografico,consacrato ormai da tutti il più grande commediografo degli ultimi quarant'anni,scrive e dirige ciò che immagina,immune da ogni influenza sociale che possa incidere negativamente nei suoi lavori,il suo set rasenta la perfezione,tutto è perfettamente reale nella finzione cinematografica. Questa volta il suo pensare ci riporta negli anni trenta,questo periodo importantissimo,perché è il confine tra il vecchio e il nuovo. Una storia d'amore esasperata come suo solito,dialoghi continua »

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Luci di hollywood , luci di woody

giovedì 6 ottobre 2016 di samuel langhorne

 Luci di Hollywood , luci di Woody   I film di Allen possono cambiare storia , personaggi e ambientazione eppure sono e saranno sempre attuali. Non ho mai letto Shakespeare e aspettando che lo faccia , mi accontento di quello che dicono chi lo ha fatto , o chi lo recita , "Shakespeare è sempre attuale perché parla di sentimenti , di persone" . Se è vero allora penso che Shakespeare e Allen siano , continua »

Bobby
"La vita è una commedia scritta da un sadico che fa il commediografo"
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la madre di bobby
"Se la religione ebraica avesse inventato l'aldilà avrebbe avuto più clienti"
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Ben, Bobby
Ben: "Ti do qualche numero: Tony White, Klondike, 0079. Conosce un sacco di ragazze. So che sei timido, ma non c'è bisogno di parlare. Basta dare 20 dollari. Conosce il meglio."
Bobby: "Mai. Non è sesso il commercio."
Ben: "E' brutto, ma certe volte non abbiamo scelta."
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DVD | Café Society

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 15 febbraio 2017

Cover Dvd Café Society A partire da mercoledì 15 febbraio 2017 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Café Society di Woody Allen con Jeannie Berlin, Steve Carell, Jesse Eisenberg, Blake Lively. Distribuito da Warner Home Video. Su internet Café Society (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 13,94 €
Prezzo di listino: 14,99 €
Risparmio: 1,05 €
Aquista on line il dvd del film Café Society

SOUNDTRACK | Café Society

La colonna sonora del film

Disponibile on line da mercoledì 5 ottobre 2016

Cover CD Café Society A partire da mercoledì 5 ottobre 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Café Society del regista. Woody Allen Distribuita da Music on Vinyl, il cd è composto da musiche di genere Jazz, e Jazz.

Sono inoltre disponibili altre colonne sonore del film. altre versioni »

FOCUS | La terza età ha portato in dote al regista una consapevolezza di cineasta, una eleganza profonda e non esteriore e una capacità narrativa incessante.

L'opera in cui Woody Allen offre il massimo di sé

lunedì 3 ottobre 2016 - Roy Menarini

Café Society, l'opera in cui Woody Allen offre il massimo di sé Tra le tante classificazioni interne della ormai enciclopedica filmografia di Woody Allen, risuona raramente quella che distingue i film in costume dai film contemporanei. Pur essendo vero che il maggior incasso di Allen a tutt'oggi - Midnight in Paris - ha fatto incontrare le due sottocategorie grazie a uno stratagemma, di solito il regista newyorkese tende a distinguere abbastanza chiaramente i due universi. L'Allen in costume è apparentemente più posato, calligrafico, immette l'umorismo ebraico in contesti dove la storia della società americana contraddice sé stessa, mostra le sue vocazioni culturali, esprime al tempo stesso il motivo per cui vale la pena vivere e le radici del pessimismo alleniano.

TRAILER | Presentato con successo allo scorso Festival di Cannes, il film sarà al cinema dal prossimo 29 settembre.

Il trailer italiano del nuovo film di Woody Allen

giovedì 25 agosto 2016 - a cura della redazione

Café Society, il trailer italiano del nuovo film di Woody Allen Ambientata nel 1930, la storia d'amore agrodolce di Café Society segue il viaggio di Bobby Dorfman (Jesse Eisenberg) dal Bronx, dove è nato, a Hollywood, dove si innamora, per poi tornare nuovamente a New York, in cui viene travolto nel mondo vibrante della vita dei locali notturni dell'alta società. Incentrato sugli eventi della vita della famiglia originaria del Bronx di Bobby, il film è un ritratto scintillante delle star del cinema, esponenti dell'alta società, playboy, debuttanti, politici e gangster che riassumono l'emozione ed il fascino dell'epoca.

TRAILER | Il trailer e il poster originale del film di Woody Allen che aprirà il prossimo Festival di Cannes.

Dal Bronx ad Hollywood

venerdì 22 aprile 2016 - a cura della redazione

Café Society, dal Bronx ad Hollywood Siamo negli Anni Trenta, una famiglia ebrea vive a New York e tutto scorre abbastanza tranquillo. Fino a quando uno dei componenti della famiglia decide di partire per Los Angeles e tentare la strada del cinema: vuole diventare un agente cinematografico. Nella nuova metropoli incontrerà l'amore e si immergerà nell'atmosfera pimpante della Café Society. Tra i protagonisti di Café Society, oltre a Kristen Stewart e Jesse Eisenberg, di recente insieme anche nella commedia American Ultra, ci sono Steve Carell e Blake Lively.

Ma questa volta non bastano gli aforismi di Woody

di Roberto Nepoti La Repubblica

Quarantasettesimo film firmato da Woody Allen (nonché il suo primo in digitale), Café society è una storia di triangolo amoroso ambientata negli anni Trenta, decennio di cui Woody ama appassionatamente la musica e il cinema, Il giovane Bobby Dorfman lascia il Bronx e se ne va a Hollywood: un po' perché tentato dalle sirene della Mecca, un po' per liberarsi di una famiglia ingombrante. Assunto con incarichi di basso rango dallo zio Phil, reputato agente delle star, il ragazzo conosce la segretaria di questi, Vonnie, che gli fa da Virgilio nel mondo dorato del cinema. »

Storaro dà luce agli anni 30 di Allen

di Emiliano Morreale La Repubblica

Café Society è un Woody Allen rétro, ma di quelli in cui il sentimento della vita è meno cinico e nero. Siamo nella Hollywood dei secondi anni 30, e Bobby (Jesse Eisenberg)è un giovane ebreo del Bronx, arrivato a Hollywood sperando nell'aiuto dello zio agente di attori (Steve Carell). Lì incontra la bella segretaria Vonnie (Kristen$tewart), di cui s'innamora. Ma lei è l'amante dello zio. Disilluso, Bobby torna a NewYork, dove lavora col fratello gangster egestore di un club di lusso. Dapprima il film sembra non sapere che strada prendere, e gioca sul sicuro tra gag e intrecci sentimentali (le parti sulla famiglia ebrea di Bobby sono irresistibili). »

Allen torna grande negli anni '30

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

E ora non dite che Woody Allen fa sempre lo stesso film. Prima o poi ci siamo cascati tutti ed è vero che se sforni un titolo l'anno non sempre sono capolavori. Però con Café Society il grande newyorkese torna davvero alla sua forma migliore, quella di grandi film "al passato" come Radio Days, Zelig o La rosa purpurea del Cairo. E rimescolando il solito mazzo di carte infallibili comunica un senso di rimpianto per un'epoca irripetibile che non sfocia nell'elegia solo perché è e resta una commedia. »

Anni Trenta, ovvero: il presente

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Niente è più noioso di chi dice che Woody Allen fa sempre lo stesso film. Lo sappiamo, ci siamo cascati tutti ed è vero che se giri un film l'anno non tutti saranno capolavori. Però Café Society, che ha aperto fuori gara una Cannes nevrotica e distratta, sprizza in ogni scena la sicurezza del grande narratore. Anche se magari è un film "minore" e rimescola il solito mazzo di carte infallibili. SOTTOTRACCIA C'è il jazz, c'è l'America anni 30, versione East e West Coast, c'è una famiglia ebrea tutta nevrosi e meschinità, ci sono le trappole del destino e i dilemmi della morale. »

Café Society | Indice

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