Io e Annie

Film 1977 | Commedia 94 min.

Regia di Woody Allen. Un film Da vedere 1977 con Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon, Shelley Duvall. Cast completo Titolo originale: Annie Hall. Genere Commedia - USA, 1977, durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 3 maggio 2018 distribuito da Cineteca di Bologna. - MYmonetro 4,17 su 38 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi
Io e Annie
tra i tuoi film preferiti.




oppure

Il film, come quasi tutti quelli di Woody Allen, è scopertamente autobiografico. Narra i difficili rapporti di un attore comico ebreo newyorkese con Annie. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 5 Premi Oscar, 6 candidature e vinto un premio ai Golden Globes.

Consigliato assolutamente sì!
4,17/5
MYMOVIES 4,17
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,00
ASSOLUTAMENTE SÌ
Le nevrosi di Woody Allen.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Alvy Singer, sguardo in macchina, ci racconta le sue riflessioni sulla vita e sulla morte e sulla fine del suo rapporto con Annie. Fin da piccolo soffriva di qualche depressione relativa al timore dell'espansione dell'universo e anche a causa della sua abitazione situata sotto le montagne russe del Luna Park. Il suo interesse per l'altro sesso era già vivo all'epoca. Divenuto adulto è ora un comico di successo che la gente riconosce per la strada. Le sue ossessioni hanno subìto una trasformazione: ora si sente vittima dell'antisemitismo. Con Annie le cose non vanno bene: arriva in ritardo al cinema (lui odia vedere i film già iniziati) e non ha voglia di fare l'amore.

Alvy intreccia il passato prossimo con il presente mostrandoci le fasi del fallimento della sua relazione con Annie. I due si erano conosciuti durante una partita di tennis, l'amore era nato di lì a poco. Alvy aveva spinto Annie a vincere le proprie insicurezze che però permanevano, legate anche alle diverse origini familiari.

Lui con famiglia rigorosamente litigiosa ed ebrea; lei di famiglia benestante e fortemente antisemita. Annie trova però finalmente il coraggio per esibire le proprie doti di cantante e viene notata da Tony Lacy, un importante produttore californiano. Tra abbandoni e riconciliazioni Annie e Alvy affrontano un viaggio in California per un provino. Lui non sopporta né i luoghi né il mondo dei discografici mentre lei ne è entusiasta. I due si separeranno definitivamente anche se Alvy, che sente profondamente la mancanza della ex compagna, torna a cercarla. Riesce così a comprendere che Annie vive ormai una vita completamente nuova. La loro storia diventerà una commedia scritta da lui con un finale un po" più lieto di quello reale. Il film si conclude con un nuovo monologo di Alvy sull'assurdità ma anche sull'importanza dei rapporti umani.
Amore, morte, rapporti umani e, per la prima volta in modo così marcato, la contrapposizione tra New York (che poi si restringerà a Manhattan) e il resto del mondo. Ma prima conviene ricordare alcuni elementi relativi alla realizzazione del film. Il titolo avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni di Allen, Anhedonia (termine che sta ad indicare la difficoltà a provare piacere nella vita) ma probabilmente il termine viene ritenuto troppo criptico per il pubblico.

L'intermezzo costituito dalla scena di animazione, che si rifà alla striscia che compariva all'epoca su alcuni quotidiani viene curato da Chris Ishii, noto per aver realizzato i cartoni animati che avevano come protagonista l'ultramiope Mister Magoo. Ha poi inizio (anche se se ne erano già avute avvisaglie in Bananas) la serie delle partecipazioni illustri o dei ruoli affidati ad attori che "saranno famosi': Marshall McLuhan nel ruolo di se stesso, il conduttore televisivo Dick Cavett, Christopher Walken, Shelley Duvall, Carol Kane, Beverly D'Angelo, Jeff Goldblum e Sigourney Weaver. Quest'ultima (che acquisirà fama internazionale con Alien) si vede affidare il ruolo della prima moglie di Alvy ma vi deve rinunciare per un precedente impegno teatrale ed è così costretta a recitare in una parte molto piccola. Il soggetto nasce come una storia "gialla" ma prende poi un'altra strada. Il giallo in salsa rosa ( Misterioso omicidio a Manhattan) tornerà a fare la sua comparsa (non casualmente) nel film che segna il nuovo sodalizio tra Allen e la Keaton, dopo le vicende familiari del regista che lo conducono alla separazione da Mia Farrow . Al film verranno assegnati gli Oscar come miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura originale. Allen non sarà presente alla cerimonia perché "chi è che può decidere quale sia il migliore? Credo sarebbe meglio se i rappresentanti dell'industria cinematografica s'incontrassero ogni anno e, in modo solenne, dicessero soltanto: "Questi sono i nostri preferiti tra i film di quest'anno! Tutti noi votiamo e questi sono i nostri cinque film preferiti". Non il miglior film, perché tutti i film che hanno ricevuto la nomination sono così diversi, ognuno a suo modo". Il dato però più interessante si trova nel titolo: Annie Hall. Hall è il vero cognome della Keaton che è la compagna del regista e sul set utilizza il suo vero guardaroba: più di una domanda sul ritornante autobiografismo alleniano si riaffaccia nella mente dello spettatore avvertito. Allen conferma, anche se a modo suo: "C'è un aspetto chiaramente autobiografico nel film. Ho pensato al sesso fin dai miei primi accenni di coscienza" (The New York Times",1977). Ma non è il sesso a dominare la scena o, perlomeno, non da solo (anche se Alvy/Woody si riserva la battuta: " Sono uno dei pochi maschi che soffre di invidia del pene"). Il Woody narrante interpella direttamente lo spettatore coinvolgendolo come già aveva fatto in Amore e guerra ma in modo molto più immediato: non c'è più il passato, con tutte le sue possibilità di camuffamento, a fare da filtro. Woody torna a misurarsi con l'oggi consapevole, al contempo, della contingenza e dell'universalità dei temi trattati. Ne costituisce indizio preciso proprio la decisione di rivolgersi direttamente al pubblico con la tecnica dello "sguardo in macchina'. Questa interpellazione diretta chiama in gioco lo spettatore al quale ci si indirizzerà nuovamente nel corso del film e anche alla fine per tracciare una sorta di bilancio dell'incomparabile assurdità della vita. Allen rievoca così esplicitamente (inserendo poi altri due accenni nel corso della narrazione) la sua attività di stand up comedian chiamato ad esibirsi nelle situazioni più differenti, dalla riunione politica all'assemblea universitaria. È quanto Annie ha timore di fare: canta ma teme la distrazione di un pubblico da piano bar, è un groviglio di dubbi e insicurezze che cerca di sublimare con il "la-di-da" che costituisce la sua interiezione preferita o con la guida spericolata di una Volkswagen che sa tanto di Europa.
La coppia per Allen, in questa fase, è destinata al fallimento perché intrinsecamente impossibilitata a crescere. Che si tratti dell'attivista politica con cui si cerca di evitare di passare ai fatti nascondendosi dietro il ventaglio di ipotesi sull'assassinio di Kennedy o dell'intellettuale in ascesa che è troppo presa dal suo entourage per pensare ad altro, le alchimie non funzionano. Con Annie tutto sembra diverso. Con lei forse è possibile sperare, inventarsi una sorta di ruolo di Pigmalione (che si ripresenterà in Manhattan e, con toni diversi, in Mariti e mogli). Ma la sconfitta è generalizzata. Se non si possono sopportare gli pseudointellettuali che ti gridano nell'orecchio la loro ignorante prosopopea (con tanto di intervento da deus ex machina di Marshall MacLuhan in persona) altrettanto accade con l'ambiente musicale californiano. Alvy è un "non adatto" che sente fortemente il peso delle proprie origini ebraiche. Annie lo presenta alla propria famiglia, fortemente antisemita. Alvy, a sua volta, la presenta alla propria, ebraicamente vociante e litigiosa. Ma è in quella strada vuota, dopo che l'inquadratura è stata spesso "riempita" da parole e persone, che trova il proprio segno connotativo il film. Da un esterno privo di esseri umani sulla cui immagine si racconta una barzelletta con commento amaro, si passerà a un interno altrettanto deserto quanto geometricamente perfetto nella prima inquadratura di Interiors.
Allen lavora in modo se possibile ancor più esplicito che nel passato sui codici espressivi. La lunga conversazione con l'amico Rob viene realizzata con la macchina da presa che attende immobile i due che sono sagome sullo sfondo ma la cui voce è già presente in una sorta di primo piano sonoro. È il primo esperimento di piano sequenza che vedrà in seguito ulteriori sviluppi.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?

Il film, come quasi tutti quelli di Woody Allen, è scopertamente autobiografico. Narra i difficili rapporti di un attore comico ebreo newyorkese con Annie Hall, la ragazza di cui si è innamorato. I due si frequentano e si amano per un certo periodo poi, dopo un viaggio in California, decidono, pur a malincuore, di lasciarsi. Vincitore di quattro Oscar.

Recensione di Stefano Lo Verme

Alvy Singer, un popolare comico televisivo newyorkese affetto da mille insicurezze e nevrosi, ripercorre la sua tenera storia d'amore con Annie Hall, una ragazza vivace e un po' bizzarra: il resoconto della loro relazione, tra difficoltà e riconciliazioni, sarà l'occasione per Alvy di riflettere anche sul senso dell'esistenza, sulle grandi domande della vita e sulla complessa natura dell'amore.
Uscito nel 1977, Io e Annie è la pellicola che ha segnato una svolta decisiva nella carriera di Woody Allen, uno dei più geniali registi, scrittori, attori e commediografi dei nostri tempi, dopo le fortunatissime parodie che avevano caratterizzato i primi anni della sua produzione. Generalmente considerato il capolavoro assoluto del cinema di Allen, Io e Annie è anche l'opera della maturità per il celebre autore newyorkese, quella con la quale il regista ha messo da parte la paradossale comicità dei suoi film iniziali per dedicarsi a tematiche più serie e profonde, ma senza abbandonare il suo irrefrenabile humor e la proverbiale creatività nel dar vita a gag e situazioni esilaranti. Il risultato è uno dei film più amati ed apprezzati di sempre, un'autentica pietra miliare nella storia della commedia americana, che ha ricevuto quattro premi Oscar (miglior film, regia, attrice e sceneggiatura) e resta tutt'oggi un classico senza tempo.
Sceneggiato dallo stesso regista insieme al fedele collaboratore Marshall Brickman (già co-autore de Il dormiglione), il film è basato sul rapporto fra Woody Allen e la sua irresistibile partner Diane Keaton, alla quale è dedicato il titolo originale del film, Annie Hall (il vero nome della Keaton è infatti Diane Hall). Tutta la pellicola è raccontata dal punto di vista soggettivo del protagonista, Alvy Singer, esemplare alter-ego di Allen: un brillante comico perseguitato da un'infinità di assurde fissazioni e manie, e impossibilitato a fare a meno della psicanalisi ("Sono in analisi da quindici anni... gli do un altro anno, poi vado a Lourdes"). Attraverso un sistema di analessi senza un preciso ordine cronologico, ma fondato piuttosto su uno spontaneo flusso di pensieri, Alvy ricostruisce gli episodi salienti della sua vita e della storia con Annie, rivivendoli però in modo del tutto personale e rielaborandoli di volta in volta secondo la propria immaginazione, con effetti surreali e decisamente strepitosi: formidabili, ad esempio, i flashback sull'infanzia di Alvy, come il dialogo sull'universo che si sta dilatando e le memorie degli anni della scuola. Alla sorprendente libertà della costruzione narrativa, che più volte si richiama - anche per i contenuti autobiografici - al cinema di Federico Fellini (uno dei principali modelli di Allen), si accompagna una straordinaria capacità inventiva dal punto di vista registico, che mescola in continuazione verità e fantasia e supera il convenzionale realismo cinematografico (con Allen che si rivolge direttamente alla cinepresa), realizzando numerose trovate da antologia: le sedute di terapia simultanee, il dialogo sottotitolato con i pensieri dei personaggi, le coscienze che escono dai corpi, e perfino un cartone animato ispirato a Biancaneve e i sette nani. Come non ricordare, poi, la famosa scena della coda al botteghino del cinema (nella quale compare lo studioso Marshall McLuhan), i vari sproloqui linguistici e giochi di parole (meglio se gustati nella versione inglese) e una serie di battute da manuale ("Io ritengo che la vita sia divisa in due categorie: l'orribile e il miserrimo")? Incantevole lo sfondo di New York, una costante di molti film del regista, esaltata nella sua magica atmosfera dalla fotografia di Gordon Willis.
Io e Annie è, in conclusione, una malinconica, ironica, romantica, appassionante storia d'amore, oltre che una delle più divertenti commedie mai viste sul grande schermo. Fantastica l'interpretazione della splendida Diane Keaton (premio Oscar e Golden Globe come miglior attrice) nella parte della deliziosa Annie Hall, che si esibisce nel bellissimo numero musicale Seems like old times; il suo look stravagante a base di pantaloni e accessori maschili ha lanciato una vera e propria moda alla fine degli anni '70.

Sei d'accordo con Stefano Lo Verme?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 7 agosto 2011
Elizabeth 91

E' un film degli anni '70 quindi per chi, come me, lo ha visto di recente può rimanere un pò perplesso perchè è ormai abituato a film del regista più recenti e di diverso spessore. Ma il film è assolutamente buono. E' un pò un Woody Allen che si mostra al pubblico come uomo qualunque e che spesso rompe la quarta parete guardando e rivolgendos [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 novembre 2015
Great Steven

IO E ANNIE (USA, 1977) diretto da WOODY ALLEN. Interpretato da WOODY ALLEN, DIANE KEATON, TONY ROBERTS, CAROL KANE, PAUL SIMON, SHELLEY DUVALL, JANET MARGOLIN, COLLEEN DEWHURST, CHRISTOPHER WALKEN, DONALD SYMINGTON, HELEN LUDLAM, MORDECAI LAWNER È il film della consacrazione di W. Allen nell’Olimpio dei più dotati registi statunitensi di ogni  epoca, ed è con ogni [...] Vai alla recensione »

sabato 5 maggio 2012
fedeleto

Il povero alvy si e' lasciato con Annie,ed ora e' confuso e disorientato ,quale miglior occasione per rivedere la sua vita per capire la sua non accettazione di fine rapporto?Cosi si incomincia dai  suoi primi ricordi, la maestra che gli proibisce di baciare le compagne di classe,le macchine autoscontro su cui dice di aver sfogato la sua repressione ,l'incontro con il suo primo [...] Vai alla recensione »

martedì 23 agosto 2016
samuel langhorne

 Il primo film di allen che ho visto e devo dire che avendoli visti quasi tutti ,questo è sicuramente uno di quelli che ti fa capire dall'inizio che tipo di film ti troverai di fronte. Molti dicono che allen sia un inguaribile pessimista,io non la penso cosi' , insomma è vero che affronti grandi temi come la vita e la morte , e in superficie può [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 settembre 2012
gigiesse

Questo è il film che rappresenta  Woody Allen, nel bene e nel male. Il film narra il rapporto tra il protagonista e le donne, in particolare Annie, ma non è la trama che conta quanto le situazioni (spesso mentali) che si creano. E' un film sulla psicanalisi guardata con ironia e applicata ai protagonisti, lui incapace di essere felice ed entrambi eterni nevrotici. Vai alla recensione »

domenica 23 ottobre 2011
katamovies

Datato 1977, a rivederlo oggi è ancora più bello. questo film resiste al tempo perché ha un'anima e una personalità. Perché ci sono dentro ironia e tenerezza, umorismo e manlinconia, pessimismo e allegria.  Perché i personaggi principali sono credibili nelle loro sfaccettature ed evoluzioni. Perché fa tenerezza un film ambientato a New York [...] Vai alla recensione »

domenica 17 ottobre 2010
il cinefilo

TRAMA:Il comico Alvy Singer(Woody Allen)e la cantante di nightclub Annie Hall(Diane Keaton)si incontrano,si innamorano e,successivamente,si sposano ma le nevrosi di Alvy rovineranno tutto...COMMENTO:Woody Allen realizza il miglior affresco cinematografico sul tema delle relazioni di coppia mai visto sullo schermo(grazie anche alla sua esperienza autobiografica).

martedì 21 settembre 2010
MARVELman

Quelle leggere, un po' volgari ma neanche tanto che hanno poco da spartire con i film quasi comici e mediocri alla american pie e sono un tipico esempio di cinema americano in crisi che ripiega sulla vita "normale" per far ridere? Ecco voi fate la media tra queste ed Io e annie e ottenete dei bei film di genere commedia, originali, non scontatni e anche divertenti.

martedì 21 settembre 2010
MARVELman

Meritava almeno due oscar ma non di più: Allen come protagonista (non come regista!!!) e la Keaton sempre come protagonista, che effettivamente ha vinto. Forse forse la sceneggiatura (che ha vinto ma io l'avrei data a star wars) ma miglior film proprio NO. Purtroppo la storia degli oscar è piena di episodi come questi e nessuno ci può fare nulla, ad ogni modo rimangono solo [...] Vai alla recensione »

sabato 25 agosto 2012
Gwynplaine

da vedere e rivedere, anche se ho semplicemente fatto il commento per aumentare il punteggio del film che dovrebbe arrivare almeno a 4.5!

sabato 30 gennaio 2010
Alex41

Buffo, spiritoso, timido, chiaccherone, l'unico inimitabile Woody Allen, a mio parere il re della commedia, il genio del cinema comico umoristico. Le sue continue teorie sull'amore alla Froyd lo hanno resto il regista e attore più amato del cinema comico. Inoltre, è un tipo sincero, soprattutto in questo film, ma anche un mix di diversi uomini: 1) il classico uomo prematuro [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 settembre 2011
Bella Earl!

- Il mio psicanalista era freudiano rigido, e quelli se ti ammazzi te li ritrovi con la parcella in mano fin dentro il loc**o - Alvy è un ragazzo problematico nato e cresciuto a Brooklyn nel distretto di Coney Island. Un giorno incontra Annie una bella ragazza di cui piano piano si innamora. La loro storia travagliata culminera con una bella e sana amicizia.

lunedì 11 aprile 2016
aabbaa

Bellissima commedia firmata Allen.

martedì 5 aprile 2016
aabbaa

Massimo capolavoro di Allen. Dialoghi incredibili, ricchi di intelligenza. Non è il mio film di Allen preferito ma è quello tecnicamente più impressionante

domenica 8 marzo 2015
il befe

bello

venerdì 18 luglio 2014
Inesperto

Battute brillanti e scene surreali sono il meglio di questo film (oltre alla bellissima Diane Keaton, che riesce ad essere femminile persino con la cravatta). Nei film di Allen non manca mai, tuttavia, il retrogusto amaro.

sabato 29 giugno 2013
Gigigante

Sempre e solo Woody Allen, maestro infinito.

venerdì 7 ottobre 2011
molinari marco

Probabilmente guardare oggigiorno per la prima volta Io ed Annie, uno dei capolavori indiscutibili dell’intera filmografia alleniana, non suscita più come reazione istantanea la vertiginosa euforia che fu in grado di causare al momento della sua uscita. E questo perché il linguaggio cinematografico ha raggiunto un livello tale di maturazione, che pare non vi sia più alcuna strada da intraprendere che [...] Vai alla recensione »

domenica 2 ottobre 2011
Chamber 237

Cinema comico demenziale e raffinata commedia sui newyorkesi con problemi. Woody Allen, nel lasciare un'era per entrarne in un altra, produce una perfetta amalgamia tra i due generi, dove si ride, si riflette, ci si commuove e si sta anche un po' male.

venerdì 6 agosto 2010
Paola D. G. 81

Un film perfettamente compiuto. Bellissimo

venerdì 11 dicembre 2009
Luca Scialo

L'ho trovato più dinamico e un pò meno noioso di Manhattan, anche se rispetto a quest'ultimo è meno graffiate in certi aspetti, come l'assenza di critiche alla società americana e i suoi eccessi (o almeno sono meno presenti). Non manca qualche genialata, ma è meno irriverente e ironico di altri film. Insomma, non è un bidone, ma non mi ha esaltato più di tanto.

sabato 15 agosto 2009
egitto

l'ho trovato noiosino...anche se qualche trovata originale c'è sparsa qua e là..di woody allen non è tra i miei film preferiti...

lunedì 18 ottobre 2010
the man of steel

E questo film sarebbe da 4 oscar? Ottima commedia da teatro ma lenta, noiosa e monotona, sarà anche brillante ma per il suo genere dura anche troppo.

Frasi
Hai da fare venerdì sera?
Oh, beh, no.
Oh, scusa, aspetta…ho da fare io. Cosa fai sabato sera?
Oh, no, niente, io…
Stai andando a ruba a quanto sento.
Lo so…
Hai un principio di lebbra?
Dialogo tra Annie Hall (Diane Keaton) - Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Vai dallo psichiatra?
Sì, da 15 anni soli.
15 anni?!
Sì. Gli concedo un altro anno, poi vado a Lourdes.
Dialogo tra Annie Hall (Diane Keaton) - Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Facendo la psicanalisi, io…risultò che tendevo al suicidio! E mi sarei ucciso! Ma il mio psicanalista era freudiano rigido, e quelli se ti ammazzi te li ritrovi con la parcella in mano fin dentro il loc**o!
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Ecco, voi sembrate una coppia molto felice. Lo siete?
Sì.
Sì! E questo a cosa lo attribuite?
Bèh, io sono superficiale e vuota e non ho mai un’idea e niente di interessante da dire.
Io sono esattamente lo stesso!
Ah! Avete unito le vostre intelligenze!
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Come diceva Balzac: altra materia da romanzo.
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
Non sono essenzialmente un comico politico, per niente. Di natura politica ho avuto solo una relazione con una donna durante l’amministrazione di Eisenhower, e in breve è stata un’ironia per me, perché io cercavo di fare a lei quello che Eisenhower sta facendo al Paese per otto anni!
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
– Frattanto si era fatto tardi e tutt'e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello, rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba stupenda e, sì, era un piacere... solo averla conosciuta... e allora io penso a quella vecchia barzelletta, sapete, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina. E il dottore gli dice: Perché non lo interna?. E io pensai a quella vecchia barzelletta... Sapete? Quella dove uno va da uno psichiatra e dice: Dottore, mio fratello è pazzo: crede di essere una gallina. E il dottore gli dice: Perché non lo interna?. E quello risponde: E poi a me le uova chi me le fa?. Beh, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo /donna: e cioè che sono assolutamente irrazionali, e pazzi, e assurdi... Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Ma tu mi ami?
Amore è un termine troppo debole per... Ecco, io ti straamo, ti adamo, ti abramo.
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
Ma è un idiota, per cominciare.
È laureato ad Harvard.
S3, potrà: anche Harvard fa i suoi sbagli... Sai, ci insegnava Kissinger.
Dialogo tra Annie Hall (Diane Keaton) - Alwy Singer (Woody Allen) - Tony Lacey (Paul Simon)
dal film Io e Annie
Tutte masturbazioni intellettuali!
Ah, finalmente un argomento che conosci veramente a fondo!
Ehi, non denigrare la masturbazione: è sesso con qualcuno che amo.
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
C'è un'altra battuta che è importante per me, è quella che di solito viene attribuita al vecchio Groucho Marx ma credo dovuta in origine al genio di Freud e che è in relazione con l'inconscio. Ecco, dice così, parafrasandola: "Io non vorrei mai appartenere a nessun club che contasse tra i suoi membri uno come me".
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Sapete come si cerchi di arrivare alla perfezione almeno nell'arte... perché... è talmente difficile nella vita.
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
Alvy: ehi gioia, e chi lo conosce Earl Warren?!
Alison: Lindon Johnson!
Alvy: Lyndon Johnson? È un uomo politico! Conosciamo la morale di quella gente: è un gradino più giù di quelli che s'inchiappettano i bambini.
Dialogo tra Allison (Carol Kane) - Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Non m'han preso sotto le armi. Io non ero abile, ma alienabile.:: Sì, in caso di guerra ero da dare in ostaggio.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Santo cielo, che pulizia c'è qua!
È che l'immondizia non la buttano via: la mettono negli show televisivi
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
L'universo si sta dilatando.
L'universo si sta dilatando?
Be', l'universo è tutto e si sta dilatando: questo significa che un bel giorno scoppierà, e allora quel giorno sarà la fine di tutto.
Ma sono affari tuoi, questi?
Dialogo tra La madre di Alvy (Joan Neuman) - Alvy, a nove anni (Jonathan Munk)
dal film Io e Annie
Sai che proprio non riesco a credere che questa sia Beverly Hills?
Be', l'architettura è molto coerente: il neoclassico ibridato con lo spagnolo, ibridato con il Tudor, ibridato col giapponese.
Dialogo tra Annie Hall (Diane Keaton) - Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Credo che migliorerò invecchiando. Ecco, sapete, credo che sarò il tipo virilmente calvo, sapete, come dire l'esatto contrario dell'argentato distinto, per esempio... Ecco, e se no nessuno dei due, e divento uno di quelli che spandono i filini di bava dalla bocca e che vagano per i mercatini con la borsa della spesa, sbraitando contro il socialismo.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Non ti stavo pedinando: ti seguivo a distanza non perdendoti di vista.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
lo ho un pessimo ricordo dell'università di New York... Era... Successe che fui sbattuto fuori il primo anno perché copiavo agli scritti di metafisica: sapete, stavo sbirciando nell'anima del compagno accanto a me.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
David? Chiami un docente David?
È il suo nome.
Be', senti, è un bel nome biblico, vero... E lui ti chiama Betsabea?
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
Alvy, tu sei incapace di godere la vita. Lo sai questo? La tua vita è il centro di New York: sei quel tipo di persona... sei come un'isola... sei autosufficiente...
Io non posso godere di niente se non ne godono tutti. Io... sai... se uno crepa di fame in qualche posto... ecco... già mi ha rovinato la serata.
Dialogo tra Annie Hall (Diane Keaton) - Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Era la mia immaginazione, o stai facendo soltanto del moto?
Dialogo tra Annie Hall (Diane Keaton) - Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Annie: Oh, vai dallo psichiatra?
Alvy: Sì... da quindici anni soli.
Annie: Da quindici anni?
Alvy: Sì. Gli concedo un altro anno, poi vado a Lourdes.
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
Anche da piccolo io mi buttavo sulle donne sbagliate. Credo che sia questo, il mio problema. Quando la mamma mi portò a vedere Biancaneve, tutti quanti erano innamorati di Biancaneve. Io no. Io mi innamorai subito della Regina Cattiva.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Ricordo il corpo insegnante della mia scuola pubblica. Sapete, avevamo un detto: chi non sa far niente insegna e chi non sa insegnare insegna ginnastica. Quelli che neanche la ginnastica, credo li destinassero alla nostra scuola.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
È stato il più gran divertimento che abbia mai avuto senza ridere.
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
Alvy: Ho una concezione molto pessimistica, io, della vita. Devi saperlo, questo, sul mio conto, se dobbiamo frequentarci, mi spiego. Io... secondo me... io ritengo che la vita sia divisa in due categorie: l'orribile e il miserrimo. Sono queste le due categorie. Orribile sarebbero, non so, hm... i casi più gravi, mi spiego? Tutti i ciechi, gli storpi e così via.
Annie: Sì.
Alvy: Non so... Non lo so mica, come tirano avanti. Per me è qualcosa di stupefacente. Mi spiego? Miserrimo sono tutti gli altri. È tutto, tutto qui. Quindi, quando pensi alla vita, devi ringraziare il cielo se sei soltanto miserrimo, perché è... è una grossa fortuna... essere... essere miserrimo.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
I miei genitori si sono separati. I miei mai, sebbene io li scongiurassi.
Dialogo tra Annie Hall (Diane Keaton) - Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
C’è una vecchia storiella... Due vecchiette sono ricoverate nel solito pensionato per anziani, e. una di loro dice: "Ragazza mia, il mangiare qua dentro fa veramente pena". E l'altra: "Sì, è uno schifo... ma poi, che porzioni piccole!". Beh, essenzialmente è così che io guardo alla vita: piena di solitudine, di miserie, di sofferenze, di infelicità... e disgraziatamente dura troppo poco.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Mia nonna non mi ha mai fatto regali, era troppo impegnata a farsi stuprare dai cosacchi. Alvy
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Fare l'amore con te è un'esperienza kafkiana.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
È stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Oh, sei in analisi.
S-sì. Oh… da quindici anni appena.
Quindici anni?
Sì, hm… adesso gli do un altro anno di tempo… e poi vado a Lourdes.
Dialogo tra Annie Hall (Diane Keaton) - Il padre di Alvy (Mordecai Lawner)
dal film Io e Annie
La sapete quella delle due vecchie signore in villeggiatura sui monti Catskills e una dice: Mamma, come si mangia male in questo posto!
Oh sì, il vitto è uno schifo, e oltretutto ti danno porzioni così piccole!
Beh, questo è essenzialmente quello che io provo nei riguardi della vita: piena di solitudine e squallore, di guai, di dolori, di infelicità... e oltretutto dura troppo poco...
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie

(La-dee-da, la-dee-da.)
Frase scelta da 1500 addetti ai lavori dell'American Film Institute come la numero 55 tra le 100 migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi tratte da film di produzione USA
Una frase di Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
La mia analista dice che devo vivere in campagna, e non a New York! E io non posso! Facciamo sempre la stessa discussione. La campagna mi innervosisce: ci sono i grilli, e il silenzio, e non sai dove andare dopo cena, e le reti alle finestre con le falene morte spiaccicate... A parte l'eventualità di visite dei Manson e altre famiglie di Satana...
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Robin (Janet Margolin)
dal film Io e Annie
Oh, vai dallo psichiatra?
Sì... Da quindici anni soli.
Da quindici anni?
Sì: gli concedo un altro anno, poi vado a Lourdes.
Dialogo tra Alwy Singer (Woody Allen) - Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
Non vorrei mai far parte di un club dove accettassero gente come me!
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
"Io ero venuto qua per fare l'elettroshock, ma è mancata la corrente...!"
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie - a cura di fede
Adoro essere ridotta ad uno stereotipo culturale.
Una frase di Annie Hall (Diane Keaton)
dal film Io e Annie
C'è poi... c'è quell'altra battuta importante per me attribuita a Groucho Marx... ma io credo che risalga a Freud, quando parla del motto di spirito e dei suoi rapporti con l'inconscio. Dice... cito a memoria... dice... parafraso... dice: Non accetterei mai di far parte di un circolo accettasse fra i suoi soci uno come me.
Questa è la battuta chiave della mia vita d'adulto per quanto riguarda i miei rapporti con le donne.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
Oh, sei in analisi.
Sì da 15 anni.
15 anni? .
Sì, adesso gli do un altro anno di tempo e poi vado a Lourdes.
Una frase di Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie
"Una relazione penso sia come uno squalo sai, che deve costantemente andare avanti o muore"
Alwy Singer (Woody Allen)
dal film Io e Annie - a cura di samuel longhorne
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

In meno di 10 anni Woody Allen è diventato un personaggio indispensabile del panorama umoristico internazionale: la gente corre a vedere i suoi film, compera i suoi libri e si diverte alle sue avventure come protagonista dei fumetti di Joe Marthen (in Italia li pubblica Linus). La struttura della comic strip è fondamentale in tutto il lavoro del comico, che si collega così alla tradizione della storiella [...] Vai alla recensione »

Giovanni Grazzini
Il Corriere della Sera

Beato chi ci trova alimento per ridere tutto l'inverno. A noi, Io & Annie è sembrato un film di breve spasso, che rimastica vecchi motivi di cinema e letteratura, e li serve mitragliandoci di battute poco spiritose sul vassoio di una sceneggiatura traballante. Buono al più per colorare un grigio dopocena. Ecco dunque che allo spettatore si offre un'altra occasione per prenderci in castagna.

winner
miglior film
Premio Oscar
1977
winner
miglior regia
Premio Oscar
1977
winner
miglior attrice
Premio Oscar
1977
winner
miglior scenegg.ra originale
Premio Oscar
1977
winner
miglior scenegg.ra originale
Premio Oscar
1977
winner
miglior attrice
Golden Globes
1978
Vai alla home di MYmovies.it
Home | Cinema | NETFLIX | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2017 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati