Acqua e Zucchero - Carlo di Palma: I colori della vita

Film 2016 | Documentario +13 90 min.

Anno2016
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diFariborz Kamkari
Uscitagiovedì 27 aprile 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneCinecittà Luce
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Fariborz Kamkari. Un film Da vedere 2016 Genere Documentario - Italia, 2016, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 27 aprile 2017 distribuito da Cinecittà Luce. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un percorso nel cuore del cinema italiano attraverso più di cento film ai quali Carlo di Palma ha collaborato. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un'opera che nasce da un bisogno profondo e fonde tre modalità di sguardo, tutte e tre appassionate.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 27 aprile 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 27 aprile 2017

Un viaggio nella vita e nell'attività di direttore della fotografia e di regista di Carlo Di Palma che con più di cento opere all'attivo ha lasciato un'impronta fondamentale nella storia del cinema internazionale. Nell'ambito dei documentari biografici si trovano spesso strutture ormai codificate che prevedono materiale di repertorio e interventi di esperti o di collaboratori del personaggio in oggetto.

È invece molto più raro trovare opere che nascano da un bisogno profondo e non d'occasione e che pertanto si liberino dalle forme precostituite. È il caso di questo Acqua e zucchero - Carlo Di Palma: I colori della vita che si presenta come una fusione di tre modalità di sguardo tutte e tre appassionate.

C'è quello di Adriana Chiesa, che ha condiviso con Carlo un lungo tratto di vita in comune e che ha fortemente voluto e accompagnato questo film. C'è quello di Fariborz Kamkari, regista curdo che non ha mai conosciuto di persona Di Palma ma che è la prova (con i suoi cinque anni di lavoro di ricerca dei materiali e di montaggio) che è ancora possibile che in generazioni successive si faccia strada il piacere della memoria e poi, last ma assolutamente not least, quello di uno dei più importanti direttori della fotografia che il cinema abbia annoverato nelle sue fila. Il titolo del film (il piacere della sua contestualizzazione va lasciato agli spettatori) segna magistralmente il lavoro realizzato. Perché Di Palma osservava con partecipazione anche una manifestazione naturale come la nebbia per poi conservare dentro di sé il frutto di quella osservazione, pronto a ricrearla su un set, se necessario. Quest'uomo elegante (così come il Michelangelo Antonioni con cui aveva realizzato due capolavori come Blow Up e Il deserto rosso) era anche quello che spostava personalmente attrezzature sul set e di cui tutti ricordano il rigore e, al contempo, la versatilità.

Le testimonianze di chi ha lavorato con lui ma anche di chi ne ha potuto solo apprezzare l'opera senza poterlo incontrare convergono sul ritrovare i caratteri distintivi di un'artista che amava far parte del percorso creativo a partire dalla lettura della sceneggiatura. Se per Bernardo Bertolucci ha avuto il ruolo dell'amante che si è inserito, con La tragedia di un uomo ridicolo, nel sodalizio 'matrimoniale' con Vittorio Storaro, per Woody Allen, al contrario, è stato colui con il quale condividere undici lungometraggi e un tv movie. Woody lo ricorda con ìun affetto che traspare non dal volto ma dalle parole con cui ricostruisce il loro modo di lavorare arrivando a lodarne anche l'eloquio in inglese, qualità che invece Di Palma non si attribuiva. Non è un caso che Woody, quando gli venne assegnato nel 1995 il Leone d'Oro alla carriera, chiedesse proprio a Carlo Di Palma di leggere, in sua assenza, il testo di ringraziamento. Si trattava di un segno di stima e di fiducia profonda di un artista nei confronti di un altro artista.

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