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Blow-up
Un film di Michelangelo Antonioni.
Con David Hemmings, Sarah Miles, Vanessa Redgrave, Jane Birkin, Peter Bowles.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 110 min.
- Gran Bretagna, Italia 1966.
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Un fotografo londinese di moda crede di scoprire, ingrandendo una foto scattata per caso, i segni di un delitto, ma presto l'evidenza scompare. Fin dove mostra il protagonista in azione, incanta e convince con leggerezza, limpidità e straordinaria organizzazione dello spazio. I guai cominciano quando Antonioni cerca di spiegare quel che mostra e, prendendosi per Borges, vuol “essere profondo”, cioè simbolico, metaforico, metafisico. Conclusione: la vita è sogno, tanto vale rilanciare la palla che non c'è. Leggere il bellissimo racconto di J. Cortázar (La bava del diavolo), a cui è ispirato, e fare i confronti. Scritto da T. Guerra con il regista. Fotografia: Carlo Di Palma. Musiche: Herbie Hancock (con i Pink Floyd). Palma d'oro a Cannes e Nastro d'argento a M. Antonioni per il miglior film straniero. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 4 |
Festival di Cannes 1 0 |
Riesci a vedere?
mercoledì 29 agosto 2007
di alessandro
C'è una frase di Proust che recita "Il vero viaggio, il vero bagno di giovinezza sarebbe poter guardare il mondo con gli occhi di un altro". Credo che in questa frase si possa racchiudere il senso di questo film di Antonioni. Hemmings alla fine si arrende. Lui abituato a fotografare, a rubare immagini, volti, sentimenti si rende conto che nè lui nè il suo strumento sono necessari per guardare e capire la realtà. La realtà è ciò che vedo? Ciò che registra la mia macchina fotografica? La fotografia continua » |
Un capolavoro sul tema: realtà/apparenza
lunedì 6 agosto 2007
di Albert
Sono solo parzialmente d'accordo con la recensione di Grazzini. Blow-up è uno dei migliori - se non il migliore - film di Antonioni, poichè il tema che sviluppa, cioè il rapporto tra la realtà e l'apparenza e il ruolo preponderante dell'immagine nella nostra epoca, è attualissimo e di straordinaria importanza nella nostra civiltà telematica e della comunicazione "virtuale". Per questo motivo, a differenza di quanto ha scritto un altro critico (Mereghetti), il film non è affatto "datato", ma è continua » |
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Un manifesto della poetica di antonioni
martedì 6 maggio 2008
di Parravicini_Stefano85
Un fotografo di moda londinese, durante una pausa scatta delle foto in città. Nella fase di sviluppo, fa una scoperta stupefacente: crede infatti- ingrandendo un particolare della foto con il sistema che dà il titolo al film- di essere stato testimone involontario di un omicidio. Tornerà al parco ove la foto è stata scattata, troverà il cadavere, ma, paradossalmente, [...] La conclusione della vicenda non può che essere un assurdo, il che implicherà naturalmente un rendersi conto che, ineluttabilmente, continua » |
Blow up
mercoledì 1 agosto 2007
di Roberto
E' il film più libero e "arioso" di Antonioni, scevro da alcuni calligrafismi che troviamo in altre sue opere. La fotografia è ottima, credo all'avanguardia per il tempo, le sequenze delle immagini non denunciano affatto la datazione del film; per questo è un film capolavoro, forse meno felice in alcune scene nella sua secoda parte. La bellezza, il dinamismo del film narrano sfiorandolo il contenuto "concettuale" che il regista ci vuole trasmettere, con legerezza. Abiamo la coincidenza del film continua » |
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| Thomas (David Hemmings) dopo aver fotografato Jane (V. Redgrave) | |
| Non è colpa mia se non c'è pace. C'è chi fa il torero, il deputato. Io faccio il fotografo... | |
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| Vanessa Redgrave e Thomas (David Hemmings) | |
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La mia vita privata è già un tale pasticcio: sarebbe un disastro se… E allora? Un disastro è quello che ci vuole, per vedere chiaro nelle cose. |
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| Thomas (David Hemmings) a pranzo con l'amico | |
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Non ne posso più di Londra questa settimana Perché? Perché non fa nulla per me… |
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DVD | Blow-upUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 20 aprile 2004
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Blow up, presentato stasera al festival di Cannes sotto bandiera inglese, e accolto con grandi applausi, non è il miglior film di Antonioni, e Dio vi guardi dal dar retta a chi lo considera il più bel film di tutti i tempi. Ma c’interessa come un forte contravveleno espresso dal seno stesso della civiltà dell’immagine. L’idea-guida del film, se si possono chiedere idee ad Antonioni, anziché sensazioni e atmosfere, ha qualche secolo: le cose che vediamo con gli occhi sono davvero tutta la realtà, oppure ciò che colpisce il nervo ottico (e, per delega, l’obiettivo fotografico) è soltanto un aspetto del reale? E' chiaro che Antonioni non ha la presunzione di rispondere a questi antichi interrogativi. » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Un’opera di pensiero. Un’opera di poesia. Ma anche, in senso elevato e nobilissimo, spettacolo e poi, in primo luogo e soprattutto, cinema, cinema nuovo, purissimo, Anche un film difficile, comunque. Per raccontarvelo debbo fare quello che non si dovrebbe mai fare con un’opera d’arte, dividerlo, cioè, in sezioni: il racconto, i significati e lo stile con cui e l’uno e gli altri, sono stati espressi in immagini. Al centro del film un giovanotto di professione fotografo. Non un “paparazzo” all’italiana e nemmeno un fotografo del tipo di quello che Fellini mise a protagonista della Dolce vita, ma un esponente tipico della nuova gioventù inglese, totalmente disimpegnato, alla ricerca (per istinto, non per calcolo intellettuale) di una felicità considerata come lo scopo principale della vita, una felicità da conquistarsi con tutti i mezzi possibili, alcuni facilissimi (il sesso, la droga), altri più difficili come il lavoro, ad esempio, e non un lavoro ricercato solo come un mezzo di sostentamento, ma anche (e soprattutto) come strumento per soddisfare le proprie inquietudini. » |
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Qualcuno dice che Blow Up, prodotto da Ponti con capitali americani, ci offre un Antonioni meno autentico, legato ai vezzi del grande giornalismo fotografico. In realtà il regista, che ha preso le mosse da un racconto dell’argentino Julio Cortàzar, stavolta è riuscito a inserire i suoi temi in una dimensione insolita che scavalca ogni residuo di provincialismo. Blow Up è per la Londra dei nostri giorni ciò che La dolce vita fu per la Roma agli inizi degli anni sessanta: e come allora molti scrissero che la visione di Fellini non corrispondeva a una realtà verificabile, cosi oggi c’è chi afferma che la città di Antonioni ha poco in comune con la Swinging Town. » |
di Filippo Sacchi Il Corriere della Sera
Blow-up vuol dire esplodere, eventualmente anche enfiare poiché enfiandosi un corpo ingrandisce, in gergo fotografico è usato per “ingrandimento”. Subito dopo la ripresa dell’ingrandimento è la manipolazione tecnica professionalmente più importante, perché quella che permette di entrare nel tessuto stesso dell’immagine, di isolarne i dettagli, dopo di che soltanto il fotografo potrà decidere il taglio, il ritmo. È così che Thomas, aderentissimo, calibratissimo (David Hemmings), giovane fotografo londinese di gran successo, specializzato nei servizi di moda, nell’ingrandire certi rotoli scattati in un parco dell’East-End intravede confusamente qualcosa di impressionante. » |
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