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David Hemmings

David Hemmings è un attore inglese, regista, è nato il 18 novembre 1941 a Guildford (Gran Bretagna) ed è morto il 3 dicembre 2003 all'età di 62 anni a Bucarest (Romania).
Nel 1973 ha ricevuto il premio come orso d'argento al Festival di Berlino per il film I 14 della Bond Street.

Profondo Hemmings

A cura di Fabio Secchi Frau

Ho letto da qualche parte, in un articolo di Francesco Ruggeri: «Nel momento in cui David Hemmings entra nell'appartamento da cui provenivano urla, teatro infatti dell'omicidio che dà avvio ad un racconto ancora ipotizzabile, vede un quadro che non c'è, o meglio, guarda, non vedendo, sopraffatto da un corridoio che procede, spinto da una macchina da presa insinuante, condannato infine a scambiare la visione infinitesimale di un volto per una forma cromatica mai data. [...] David Hemmings è il regista di se stesso che manca improvvisamente la propria identità, filmando un vuoto esorcizzabile soltanto alla fine, attraverso la memoria, il ricordo, la folgorazione improvvisa. Non è nemmeno più attore». Questo per noi è stato David Hemmings, un attore calato nelle più rosse delle profondità della paura e dell'odio, e sì, anche della follia. Fra alti e bassi, euforie e depressioni, ha saputo costruirsi una cinematografia fantastica, costruita da continui giri di boa ed esulti, da emozioni e dubbi, in un continuo su e giù, su e giù, su e giù...
Questa grande icona del cinema inglese anni '60, nacque in Inghilterra da un commerciante di biscotti e da una casalinga. Iscrittosi al Glyn College di Epsom, mentre era ancora un bambino (9 anni) iniziò le sue incursioni nel mondo dello spettacolo come cantante lirico (soprano). Rinominato per le sue interpretazioni vocali, mature e intelligenti, Benjamin Britten compose per lui delle importanti parti che lui avrebbe potuto cantare nelle sue opere ("The Turn of the Screw") e gli permise così di esibirsi nell'English Opera Group. Ma quando la pubertà ebbe il sopravvento sulla sua voce, modificandola, Hemmings si iscrisse alla Epsom School of Art, dove imparò a dipingere. Notevole anche in quell'arte, ebbe la sua prima mostra all'età di 15 e fu proprio a quell'età che lasciò casa sua per dirigersi verso l'Austria, dove si guadagnò da vivere come chitarrista dentro le discoteche. L'esordio nella recitazione avvenne invece nel 1953, nella serie tv inglese "Billy Bunter of Greyfriars School".
L'anno successivo, fu l'anno del debutto sul grande schermo ne The Rainbow Jacket (1954) di Basil Dearden e, dopo qualche comparsata in pellicole degne di lode come Santa Giovanna (1957) di Otto Preminger, si sposa. È il 1960 e Hemmings credette di trovare l'amore nella sua vita in Genista Ouvry, dalla quale avrà un figlio, ma dopo sette anni di felice unione coniugale i due divorzieranno, anche perché lui prese una cotta per l'attrice Gayle Hunnicutt, che sposò immediatamente dopo il divorzio dalla Ouvry e che gli darà un figlio, l'attore Nolan Hemmings. Dopo essere stato diretto da Clive Donner ne Some People (1962), desideroso di dare una svolta alla sua carriera, partecipò al provino per il ruolo del protagonista in un film del nostro Michelangelo Antonioni. Durante tutta l'audizione, il grande regista scosse la testa, il che non fece illudere troppo Hemmings. Quando però lo scelse, l'attore inglese scoprì che il maestro aveva una lieve forma della sindrome di Tourette che gli causava lo spostamento della sua testa da un lato all'altro. La pellicola per la quale Hemmings fu scelto, altra non era che il capolavoro Blow-Up (1966), all'interno del quale avrebbe interpretato il ruolo di un fotografo di moda implicato in un omicidio, affiancando Vanessa Redgrave e Jane Birkin. Il film lo fece mettere in lista nella crème degli attori britannici del momento e Hemmings, con i soldi recuperati dal film, fondò assieme a John Daly la società per azioni HemDale, che lasciò nei primi anni Settanta.
Sull'onda del successo cinematografico, partì per Los Angeles dove registrò l'album "David Hemmings Happens" e dove comprò una casa a Malibu (California) per viverci con la moglie, poi si precipitò in Francia, dove Roger Vadim lo aspettava per affiancarlo a Jane Fonda ne Barbarella (1967). L'Inghilterra lo attendeva invece per I seicento di Balaclava (1968) di Tony Richardson e per Alfredo il Grande (1969) di Clive Donner. In Italia, approdò nel 1972, quando Enzo Girolami Castellari lo scelse per La via della droga, accanto a Fabio Testi.
Passò poi dietro la cinepresa con Running Scared (1972), ma soprattutto con il successo de I 14 della Bond Street (1979), storia di quattordici fratelli che vengono divisi dopo la morte dei genitori e assegnati a diversi orfanotrofi e che poi tenteranno di riunirsi. La pellicola vincerà l'Orso d'Argento a Berlino, colpendo al cuore i giurati per la malinconia e la leggerezza del racconto. Dopo aver recitato in Juggernaut (1974), nel 1975, fu il protagonista del musical di Andrew Lloyd Webber ne "Jeeves", un clamoroso flop, ma Hemming si rifarà nella parte del pianista-testimone di un omicidio nel giallo di Dario Argento, Profondo Rosso (1975). Un'interpretazione che entra di diritto fra le sue migliori performances. L'anno seguente, sposò la Baronessa Prudence de Casembroot, dalla quale divorzierà nel 1997, dopo la nascita di ben 4 figli. In Italia, lavorerà ancora per Bruno Corbucci ne Squadra antitruffa (1977), poi tornerà in Gran Bretagna per essere diretto da registi come Michael Apted e Richard Fleischer. Claude Chabrol lo inserirà ne Rosso nel buio (1978), mentre nel 1979, tornerà alla regia, dirigendo David Bowie, Kim Novak e soprattutto la dimenticata Marlene Dietrich ne Gigolò.
Con l'avvento degli anni Ottanta, Hemmings venne ricercato sempre meno, così si rifarà recitando - e a volte anche dirigendo - telefilm come "La signora in giallo", "A-Team", "Magnum P.I.", "L'ispettore Tibbs", "Quantum Leap" e "Poliziotti alle Hawaii". Nel 1989, tornò al cinema, voluto da Ken Russell per La vita è un arcobaleno, dove affiancò da Glenda Jackson e, mentre negli anni Novanta si prospetto un futuro di soli telefilm ("Avvocati a Los Angeles" e "Un medico fra gli orsi"), il nuovo millennio lo portò in auge per consacrarne la grandezza: Cassio nel kolossal Il gladiatore (2000) di Ridley Scott, una spia nell'action movie Spy Game (2001) di Tony Scott e un grande cameo ne Gangs of New York (2002) di Martin Scorsese. L'ultimo colpo di testa lo avrà sposandosi per la quarta volta con Lucy Williams che gli rimarrà accanto fino alla sua morte, avvenuta per un attacco cardiaco il 3 dicembre 2003, a Bucarest, in Romania, sul set della pellicola Samantha's Child. La popolarità di David Hemmings magari è passata dagli anni Sessanta a oggi, ma è rimasta la sua immortalità cinematografica.

Ultimi film

Drammatico, (USA - 2002), 168 min.
Spionaggio, (USA - 2001), 126 min.
Storico, (USA - 2000), 155 min.

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