| Titolo originale | The Circle |
| Anno | 2017 |
| Genere | Thriller, Drammatico, Fantascienza, |
| Produzione | USA, Emirati Arabi Uniti |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | James Ponsoldt |
| Attori | Emma Watson, Tom Hanks, John Boyega, Karen Gillan, Ellar Coltrane Patton Oswalt, Glenne Headly, Bill Paxton, Poorna Jagannathan, Ellen Wong, Beck, Nate Corddry, Mamoudou Athie, Roger Joseph Manning Jr., Joey Waronker, Michael Shuman, Nick Valensi, Regina Saldivar, Katie Costick, Julian von Nagel, Amie McCarthy Winn, Eve Gordon, Smith Cho, Amir Talai, Judy Reyes, Elvy, Steven Klein, Hunter Burke, Drew Droege, Jason Sheridan, Andrew Hwang, Mele Ihara, Sandeep Parikh, Aseem Tiwari, Jimmy Wong (II), Lizzie Prestel, Melanie Steinmann, Ken Narasaki, Lauren Baldwin, Nicola Bertram, Nick Peine, Daniel William Jordan, Alana Aimaq. |
| Uscita | giovedì 27 aprile 2017 |
| Distribuzione | Adler Entertainment, Good Films |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,17 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 febbraio 2020
Mae è convinta che la sua occasione sia finalmente arrivata. Ma l'uso esagerato dei social network le provocherà qualche problema... In Italia al Box Office The Circle ha incassato 2,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Mae Holland è figlia unica in una famiglia di condizioni economiche modeste. Suo padre è affetto da sclerosi multipla e non può permettersi le cure costose che gli sarebbero necessarie. Mae lavora presso un call center ed è rassegnata a un'odissea di precarietà e invisibilità sociale. A sorpresa, la sua amica Annie riesce invece ad assicurarle un colloquio con l'azienda futuribile per la quale lavora, The Circle, che assume cento nuovi dipendenti alla volta. E Mae supera il colloquio, entrando in un universo parallelo che supera ogni sua immaginazione: un campus popolato da migliaia di giovani che lavorano insieme e frequentano le attività ludiche e sportive incessantemente organizzate dai due direttori dell'azienda, Eamon Bailey e Patton Oswald.
The Circle è un mix di alta tecnologia e social media, una sorta di Google + Facebook + Amazon + Apple, e viene raffigurato da Dave Eggers, autore del romanzo alla base del film di cui è anche sceneggiatore, e dal regista James Ponsoldt come una società al limite del distopico, perché richiede ai suoi dipendenti una "trasparenza" che è accesso indiscriminato ad ogni dettaglio della loro vita personale.
Al centro della trama c'è il limite fra la possibilità di intervenire in positivo su ogni aspetto della propria quotidianità grazie alle nuove tecnologie e il rischio di vedersi così privati di ogni privacy. The Circle sfiora temi di grande attualità, come le incognite della democrazia diretta, la persistenza di una stanza dei bottoni al di sopra di ogni ideale di condivisione totale e la possibilità (o la certezza?) che qualcuno utilizzi tutte le informazioni fornite, per lo più su base volontaria, dagli utenti per scopi non esattamente "trasparenti". Il problema è nella superficialità con cui questa confezione hollywoodiana tocca questi temi in maniera tangenziale invece che affondare il coltello, mantenendosi in equilibrio sul crinale di un'ipocrisia di fondo: avvertire dei pericoli delle alte tecnologie senza però demonizzarle, denunciare le falle della democrazia senza ipotizzare soluzioni alternative. In pratica, assetando un colpo al cerchio (vedi il titolo) e uno alla botte.
Ponsoldt, regista finora indipendente e autore di lavori di un certo spessore contenutistico come The Spectacular Now e The End of the Tour - Un viaggio con David Foster Wallace, cede qui alla dimensione hollywoodiana e al suo cast di serie A che vede Emma Watson nei panni di Mae e Tom Hanks in quelli di Eamon Bailey, sacrificando complessità e stratificazione in favore di spiegazioni didascaliche e svolte narrative sensazionalistiche. E dunque se i temi sollevati restano di grandissimo interesse il modo in cui sono trattati è naif, quando invece ingenuo doveva essere solo il presupposto di The Circle secondo cui "tiranni e terroristi non potranno più nascondersi". Anche il tono con cui la vicenda viene raccontata è ambiguo e in certo modo qualunquista: The Circle si sarebbe prestato al genere horror (con cui in qualche scena Ponsoldt flirta apertamente) o a quello fantascientifico, e invece mantiene un realismo formale che è una forma di sudditanza nei confronti dei giganti della tecnologia e della comunicazione internettiana, guarda caso anche potenti veicoli di distribuzione e divulgazione cinematografica. Ma il vero tallone d'Achille del film è l'arco narrativo dei singoli personaggi: la parabola di Mae, che passa volontariamente dalla totale opacità alla totale trasparenza non è seminata adeguatamente, e tutte le figure di contorno (i genitori, l'amico Mercer, Annie, persino Eamon e Patton, per non parlare di Ty, su cui non è possibile anticipare nulla senza fare spolier) sembrano maschere appena abbozzate.
In positivo, The Circle farà discutere di argomenti spinosi all'ordine del giorno: le alte tecnologie ci migliorano davvero la vita? Potremmo farne a meno? È lecito misurare il nostro valore in termini percentuali? È opportuno dare (o avere) accesso ad ogni aspetto della vita dei singoli? Ci comportiamo meglio quando sappiamo di essere osservati o quando siamo soli con la nostra coscienza? Per finire con il domandone del secolo: dove finiscono tutti i nostri dati?
Da un romanzo di Dave Eggers non può nascere un film come un altro. Tale è l'originalità della penna, tale la capacità dello scrittore di adottare punti di vista assolutamente inediti sul nostro mondo e sui modi della nostra socialità, da rappresentare simultaneamente tanto una sfida, per chiunque decida di portarlo sullo schermo, che un'opportunità speciale. C'è quasi un richiamo, in fondo, che parte della pagine di Eggers e guarda in faccia il dispositivo cinematografico, regno della molteplicità dei punti di vista e del confine tra umano e non umano. Non per niente, al centro di The circle c'è un ribaltamento di prospettiva: ciò che comincia una storia di idealismo e di ambizione si trasforma in un thriller psicologico e in una riflessione da pelle d'oca sui limiti della conoscenza umana.
A raccogliere la sfida della trasposizione cinematografica è James Ponsoldt, che ha già esplorato con successo la materia letteraria contemporanea, confrontandosi che un mostro sacro della letteratura americana postmoderna quale David Foster Wallace, sebbene per il tramite di un altro personaggio e del road movie ("The end of the tour").
Ponsoldt, classe 1978, si colloca anagraficamente nella posizione ottimale per cogliere una faccia e l'altra del futuro prossimo descritto nel film, nel quale una gigantesca internet company si nutre della vita delle persone, e della protagonista in particolare, portandole ad una progressiva rinuncia della sfera privata in favore di una condivisione continua, un'esistenza in streaming, in cui la soddisfazione e la felicità sono ormai alla mercé degli altri, del numero dei loro like e retweet.
Ma c'è un altra sfida interna al progetto del film ed è tutta sulle spalle di Emma Watson. Suo è il compito di incarnare Mae Holland, vittima e carnefice, emblema di un cancro che non ha più le fattezze fredde del Grande Fratello orwelliano ma la sua bella e giovane presenza. La carriera stessa della Watson, che si è ritrovata ancora bambina al centro di un fenomeno di curiosità di massa, quale la saga cinematografica di Harry Potter, con quel che ha comportato per lei in termini di esperienza di visibilità, pubblicità e -perché no- fanatismo, e le sue scelte successive, tutte volte a staccarsi da quel blocco di partenza, correndo anche verso un cinema molto differente, spesso autoriale o pseudo tale, potrebbe aleggiare come un fantasma più o meno consapevole attorno al suo personaggio in questo film. Al suo fianco, Tom Hanks nei panni del guru di Circle, un uomo (ma anche un imprenditore), secondo cui "sapere è bene" ma "sapere tutto è meglio".
Nonostante Eggers abbia detto e ribadito di non essersi ispirato ad una compagnia in particolare, né a Facebook né a Google, nell'invenzione del suo "iper social", c'è da credere che il film indurrà una certa inquietudine in materia di privacy e di appartenenza alla rete, nelle sue diverse applicazioni. Ne nascerà con ogni probabilità un dibattito, che avrà, però, luogo sulle stesse piattaforme che sono oggetto di timore e diffidenza. Un cerchio, insomma, e ci siamo già dentro.
window.parent.CKEDITOR._["contentDomReadytextarea_recensione"]( window ); Chi ha la passione del cinema deve aspettarsi le gradite sorprese, ma anche le delusioni. In questo caso purtroppo un cast di buoni attori non ha emozionato né coinvolto lo spettatore a nessun livello. La trama è non solo banale, ma soprattutto desueta, già vista e funzionale ad un messaggio allarmista [...] Vai alla recensione »
Mae (la Watson) viene assunta a The Circle, un'azienda tecnologica che considera la privacy un diritto pericoloso. Il suo guru (Tom Hanks, qui furbescamente a partecipazione ridotta) invita la ragazza a diventare la protagonista di un esperimento: fatti riprendere 24 ore al giorno e gli occhi addosso di tutti ti costringeranno a essere una persona migliore.