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martedì 11 maggio 2021

Julia Roberts

L'attrice più popolare d'America

Nome: Julie Fiona Roberts
53 anni, 28 Ottobre 1967 (Scorpione), Smyrna (Georgia - USA)
occhiello
Se ti fissano, lasciali fissare. Se sei nato per emergere non puoi passare inosservato.
dal film Wonder (2017) Julia Roberts  Isabel Pullman
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Julia Roberts
Golden Globes 2019
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Homecoming di Sam Esmail

Critics Choice Award 2019
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Homecoming di Sam Esmail

Razzie Awards 2017
Nomination peggior attrice per il film Mother's Day di Garry Marshall

SAG Awards 2015
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film The Normal Heart di Ryan Murphy

SAG Awards 2014
Nomination miglior attrice non protagonista per il film I segreti di Osage County di John Wells

Critics Choice Award 2014
Nomination miglior attrice non protagonista per il film I segreti di Osage County di John Wells

BAFTA 2014
Nomination miglior attrice non protagonista per il film I segreti di Osage County di John Wells

Golden Globes 2014
Nomination miglior attrice non protagonista per il film I segreti di Osage County di John Wells

Premio Oscar 2014
Nomination miglior attrice non protagonista per il film I segreti di Osage County di John Wells

Golden Globes 2010
Nomination miglior attrice in un film brillante per il film Duplicity di Tony Gilroy

Golden Globes 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film La guerra di Charlie Wilson di Mike Nichols

Golden Globes 2001
Premio miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

Premio Oscar 2001
Premio miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

Golden Globes 2001
Nomination miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

Premio Oscar 2001
Nomination miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

SAG Awards 2001
Nomination miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

SAG Awards 2001
Premio miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

Golden Globes 2000
Nomination miglior attrice per il film Notting Hill di Roger Michell

Golden Globes 1998
Nomination miglior attrice per il film Il matrimonio del mio migliore amico di P.J. Hogan

Golden Globes 1991
Premio miglior attrice per il film Pretty Woman di Garry Marshall

Premio Oscar 1991
Nomination miglior attrice per il film Pretty Woman di Garry Marshall

Golden Globes 1991
Nomination miglior attrice per il film Pretty Woman di Garry Marshall

Golden Globes 1990
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Fiori d'acciaio di Herbert Ross

Premio Oscar 1990
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Fiori d'acciaio di Herbert Ross

Golden Globes 1990
Premio miglior attrice non protagonista per il film Fiori d'acciaio di Herbert Ross



L'attrice racconta con Sam Esmail la serie che la vede protagonista, dal 2 novembre su Amazon Prime Video.

Julia Roberts: «Homecoming? La scelta migliore per il mio esordio nella serialità tv»

martedì 30 ottobre 2018 - a cura della redazione cinemanews

Julia Roberts: «Homecoming? La scelta migliore per il mio esordio nella serialità tv» La serie di Amazon Prime Video Homecoming ispirata a un podcast con Catherine Keener è l'opera più recente di Sam Esmail, il creatore della serie Mr Robot. Dieci puntate per arrivare al cuore di un mistero che debuttano sulla piattaforma digitale il 2 novembre, un thriller psicologico tutto basato sui personaggi e la loro disamina. Esmail ha voluto come protagonista Julia Roberts, nei panni dell'operatrice sociale Heidi, chiamata da una misteriosa organizzazione a lavorare con un gruppo di veterani di guerra bisognosi di riabilitazione psicologica. L'attrice di popolari commedie cinematografiche come Il matrimonio del mio migliore amico e Se scappi ti sposo, l'iconica prostituta Vivian di Pretty Woman si era già cimentata con questo genere - basti ricordare Il rapporto Pelican - ma non con la serialità. Homecoming segna il suo debutto - "Perché non l'ho fatto prima? Nessuno me lo aveva proposto!" ha commentato ironicamente - come attrice in una serie di cui, tra l'altro, è anche produttrice: "Il mondo di oggi è un luogo completamente differente rispetto a trent'anni fa, anche per gli attori. E anche io mi trovo in una posizione diversa, per cui ho la possibilità di essere coinvolta in più cose" ha replicato.

Ecco cos'altro ci hanno raccontato Julia Roberts e Sam Esmail.

Homecoming è un thriller paranoico che ricorda molto i film sulle teorie della cospirazione degli anni '70: sente di dovere qualcosa ad Alan J. Pakula e Brian de Palma?
Sam Esmail: Quando ho ascoltato per la prima volta il podcast, ciò che mi ha colpito maggiormente è stata proprio l'atmosfera oppressiva di paranoia che lo permeava e il fatto che si concentrasse molto di più sui personaggi che sull'intreccio. De Palma è una delle ragioni per cui ho deciso di fare il film maker e mi capita spesso di riguardare i suoi film ossessivamente perché contengono una scena specifica o una specifica ripresa. Se poi penso ai thriller politici di Pakula, a Una squillo per l'Ispettore Klute o Perché un assassinio, e alle iconiche musiche di Michael Small, beh, quelli erano capolavori e quando mi si è presentata l'occasione di realizzare Homecoming ho cercato di catturare quei toni. Questo decennio ha in più che la tecnologia, da un punto di vista sociale, contribuisce a dare un senso straniante di paranoia, qualcosa che si percepisce nell'aria e che si connette molto bene con il genere.

Di Homecoming non è solo attrice ma anche produttrice.
Julia Roberts: La mia compagnia di produzione - penso sappiate che ho una mia compagna di produzione - mi ha dato grandi soddisfazioni. Quando sei un'attrice, il tuo livello di partecipazione è limitato: arrivi quando i giochi sono fatti, e ovviamente non hai la visione completa di tutto quello che succede. È interessante, invece, fare parte della conversazione, sapere cosa succede prima che inizino le riprese, partecipare alle operazioni che regolano la creazione di un film molto prima delle riprese. Com'è essere una produttrice donna oggi rispetto a un uomo? Non lo so, non sono mai stata un produttore uomo, ma penso di avere sempre ragione. Sì, non posso esserne sicura al 100% ma di solito è così.
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Julia Roberts e Javier Bardem tornano nella capitale del "mangia".

Mangia Prega Ama: tre comandamenti per una nuova vita

venerdì 17 settembre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Mangia Prega Ama: tre comandamenti per una nuova vita Dimenticate le quarantenni tutte edonismo e gioia di vivere di Sex & The City. Alle nuove scrittrici newyorkesi di successo non bastano le avventure con giovani attori off Broadway e una sessione di chiacchiere a colazione per superare una crisi esistenziale. La nuova terapia prevede invece un viaggio intorno al mondo alla riscoperta di se stessi e del piacere legato ai bisogni primari del corpo, dello spirito e del cuore. Mangia Prega Ama sono i tre comandamenti che si è imposta la scrittrice americana Elizabeth Gilbert per trovare la propria identità smarrita in seguito a una crisi di matrimonio. Attraverso il cibo italiano, la spiritualità induista e un amore inatteso a Bali, Gilbert ha trovato non solo se stessa ma anche un grande successo letterario che è poi diventato un film con Julia Roberts, Javier Bardem e Richard Jenkins. I tre protagonisti più il regista Ryan Murphy (Correndo con le forbici in mano, più vari episodi delle serie Glee e Nip/Tuck) sono tornati su uno dei luoghi del "delitto" per presentare la loro visione un po' d'antan dell'italianità, dell'induismo e della società indonesiana al pubblico romano. Il quale, fra corsi di espressioni gestuali e filosofia del "dolce far niente", ne esce davvero come il popolo del "magna".

Terza volta a Roma in cinque anni. Qual è il rapporto con la città?
Julia Roberts: Dopo le riprese di Ocean's Twelve e Duplicity, ormai per me questa città non conserva più il mistero e le curiosità di quando mi ci sono addentrata la prima volta. Tuttavia, in questo film assume un ruolo particolare, diventando il luogo del piacere e della riscoperta dei sapori del percorso di Liz Gilbert. D'altronde il vostro cibo squisito è senza dubbio uno dei protagonisti del film e, anche se non ho preso così tanti chili da potermi definire "cinematograficamente" grassa, ero molto sollevata all'idea che in India avremmo indossato abiti e tuniche larghe. Non posso dire però di conoscere altrettanto bene Napoli, dove abbiamo effettuato il viaggio più veloce della storia: siamo arrivati, mi sono mangiata circa sette pizze e poi siamo ripartiti.

Cosa ha visto nel libro di Elizabeth Gilbert?
Julia Roberts: Lo lessi subito, appena uscito e lo trovai una fantastica lettura fantastica. Leggendolo si impara davvero ad apprezzare gli aspetti umani di questa donna, l'accettazione delle proprie frustrazioni e il coraggio di una scelta radicale che la porta a imbarcarsi in un viaggio di un anno da sola. Il mio coinvolgimento nel film è dovuto a queste emozioni, a una bellissima sceneggiatura all'idea che avremmo girato nei veri luoghi del racconto. È una scelta sempre più rara a Hollywood, ma era assolutamente fondamentale per descrivere realisticamente tutte le emozioni del percorso della protagonista.

Si è immedesimata completamente nella vita della protagonista?
Julia Roberts: Non posso dire di aver vissuto una crisi simile a quella di Liz Gilbert. Ho la fortuna di fare un mestiere che ti permette di essere sempre qualcun altro, di interpretare varie persone e differenti stati d'animo, quindi è davvero difficile stancarsi e perdere passione per questo. Tuttavia ci sono delle tappe nella vita in cui tutti arriviamo a un punto cieco e a porci delle domande esistenziali. Come la fine del percorso di studi, o il momento in cui si compiono trent'anni. Sono momenti in cui viene spontaneo tirare un bilancio, cercare di capire un po' se stessi e intraprendere una sfida esistenziale.
Posso dire però che anche la mia vita si costruita di grandi incontri. Oltre agli incontri personali, ho vissuto di grandi amicizie professionali. Senza dubbio fra queste c'è Garry Marshall, con il quale ormai si è creato un grande rapporto d'affetto. Poi c'è Steven Soderbergh, un grande talento, una persona dotata di una straordinaria sensibilità artistica. Poi senza dubbio direi anche Mike Nichols, uno dei più grandi registi viventi.

Tony Gilroy torna dietro la macchina da presa per mettere in scena una (romantica) storia di spie industriali.

Duplicity: complicità e sospetti

martedì 24 marzo 2009 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Duplicity: complicità e sospetti A cinque anni dalla torbida relazione che li ha visti protagonisti di Closer, Clive Owen (che secondo alcuni è dotato dello stesso fascino e carisma di Cary Grant) e Julia Roberts (una delle cinquanta donne più belle al mondo) tornano ad affiancarsi in un film che mette in luce le intricate vicende del controspionaggio industriale. Duplicity racconta di una guerra fredda che si svolge a Manhattan tra due multinazionali concorrenti. Al centro dello spy caper - firmato dallo sceneggiatore e regista Tony Gilroy - si muovono, a passi felpati, due spie industriali che s'avventurano in una storia d'amore clandestina mentre lottano sui fronti opposti di una battaglia aziendale all'ultimo sangue combattuta con la stessa tenacia e le stesse complessità di una guerra fredda tra paesi rivali.

Ben Is Back

Ben Is Back

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,77)
Un film di Peter Hedges. Con Julia Roberts, Lucas Hedges, Courtney B. Vance, Kathryn Newton, Tim Guinee.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2018. Uscita 20/12/2018.
Wonder

Wonder

* * * - -
(mymonetro: 3,16)
Un film di Stephen Chbosky. Con Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2017. Uscita 21/12/2017.
Mother's Day

Mother's Day

* * - - -
(mymonetro: 2,11)
Un film di Garry Marshall. Con Jennifer Aniston, Kate Hudson, Julia Roberts, Jason Sudeikis, Britt Robertson.
continua»

Genere Commedia, - USA 2016. Uscita 23/06/2016.
Money Monster - L'altra faccia del denaro

Money Monster - L'altra faccia del denaro

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,93)
Un film di Jodie Foster. Con George Clooney, Julia Roberts, Jack O'Connell (II), Dominic West, Caitriona Balfe.
continua»

Genere Thriller, - USA 2016. Uscita 12/05/2016.
Il segreto dei suoi occhi

Il segreto dei suoi occhi

* * - - -
(mymonetro: 2,31)
Un film di Billy Ray. Con Julia Roberts, Nicole Kidman, Michael Kelly, Chiwetel Ejiofor, Dean Norris.
continua»

Genere Thriller, - USA 2015. Uscita 12/11/2015.
Filmografia di Julia Roberts »

lunedì 3 maggio 2021 - Si è spenta a 89 anni l'iconica attrice di Hollywood e Broadway, premio Oscar nel 1988 per Stregata dalla luna.

Olympia Dukakis, performance memorabili e una storia profonda e ricca

Pino Farinotti cinemanews

Olympia Dukakis, performance memorabili e una storia profonda e ricca Ci sono caratteristi che "caratterizzano" appunto un'opera. Sono importanti, a volte indispensabili. È un concetto accreditato. Alcuni fanno parte della memoria dello spettatore, che magari non ha memorizzato il nome. Per Olympia Dukakis (1931-2021) il termine di carattere è certo riduttivo, perché il suo volto, la sua persona, la simpatia e l'ironia formavano un appeal che non era quello di una divina, di una cosiddetta sex symbol, ma si è comunque imposto. E va detto, che dietro quelle performance c'era una storia profonda e ricca, che partiva da ruoli importanti nelle pièce di Broadway già negli anni sessanta. Col marito, l'attore Louis Zorich, aveva fondato la Whole Theatre Company, una compagnia di classe, che rappresentava temi sociali intensi. Era dunque in possesso di un bagaglio artistico che le avrebbe permesso di affrontare tutto, dunque anche il cinema e di portare qualcosa di particolare della sua attitudine,e di lasciare un segno. E quando nel 1986 il regista premio Oscar Mike Nichols le assegna il ruolo di Rose in Social Security, Olympia si fa subito notare. Ma la consacrazione decisiva arriva nel 1987 quando Dukakis è protagonista di Stregata dalla luna, diretto da Norman Jewison, nel ruolo dell'autoritaria, sarcastica matriarca Rose Castorini. I protagonisti sono Cher e Nicolas Cage, ma è lei, Olympia, a dominare la scena. Tanto che si vede premiata prima dal Golden Globe e poi dall'Oscar come migliore attrice non protagonista. L'impegno dell'attrice prosegue senza soluzione di continuità, sempre con ruoli all'altezza. Come quello di Clairee Belcher in Fiori d'acciaio, diretto da Herbert Ross nel 1989, dove Dukakis si confronta con mostri sacri come Shirley MacLaine, Julia Roberts e Sally Field e ancora una volta è all'altezza. Ricordabile naturalmente la popolarissima trilogia Senti chi parla dove, ancora una volta impersona una madre decisiva, di Kirstie Alley. L'Academy ha ricordato l'attrice con queste parole: "Olympia Dukakis ha portato calore, humor e brio sulla scena e sullo schermo per quasi sessant'anni".

   

venerdì 30 aprile 2021 - Salvatore Esposito e l'avvocata Enza Rando tra gli ospiti di una puntata dedicata a Lea Garofalo e alla figura di Maria Adriana Prolo. Disponibile dalle 15.00 di lunedì 3 maggio. PRENOTA ORA UN POSTO »
 

Schermi in classe Magazine: Mafie e media, una questione di genere?

a cura della redazione cinemanews

Schermi in classe Magazine: Mafie e media, una questione di genere? Con il quarto episodio, Sic Magazine, il progetto promosso da Cinemovel e Libera, entra nella seconda fase della sua programmazione. E lo fa con una puntata, disponibile a partire da lunedì 3 maggio alle ore 15, incentrata sulle “Questioni di genere”.
 

«Le studentesse e gli studenti di Schermi in Classe proseguono la loro attività interrogandosi e riflettendo su temi decisivi per la crescita civile e democratica delle giovani generazioni. Stiamo vivendo un’esperienza giorno dopo giorno più forte, realizzata a distanza a causa dell’emergenza sanitaria. Abbiamo dato l'opportunità a studentesse e studenti e studenti di tutta Italia di confrontarsi tra di loro, offrendo un ampio punto di vista sullo stato della democrazia nel nostro Paese».
Elisabetta Antognoni, presidente di Cinemovel
La puntata si apre in compagnia di Claudio Caprara, giornalista de Il Post, che offre spettatrici e agli spettatori una rassegna stampa nata dalla selezione di contenuti postati dalle studentesse e dagli studenti sul portale Schermi in classe, una serie di articoli volti a indagare le modalità con cui «la criminalità entri nell'immaginario delle persone e della vita di tutti i giorni». Lo fa attraverso le immagini che vedono il calciatore Diego Armando Maradona in compagnia di esponenti del clan Giuliano di Napoli, facendo riferimenti alla relazione tra musica neomelodica, trap e immaginario criminale, alle baby-gang in Spagna, mostrando le immagini di Dogman (guarda la video recensione) di Matteo Garrone (2018), una storica foto di Letizia Battaglia e un video che racconta una villa appartenente a membri del clan Casamonica.

La puntata prosegue nello spazio Sic on air che questa volta si concentra sulla relazione tra donne e 'ndrangheta. Al centro dell'intervista con Enza Rando, avvocata e vicepresidente di Libera, vi è quindi la storia di Lea Garofalo - la testimone di giustizia uccisa nel 2009 - e di sua figlia Denise. Le ragazze e i ragazzi della redazione di Sic Magazine si sono avvicinati a questa drammatica vicenda partendo dal film-tv Lea, regia di Marco Tullio Giordana (2015), un'opera che per Enza Rando «rispecchia bene l'anima e la personalità di Lea e Denise». Tante le domande e gli spunti di riflessione che emergono da un'intervista che ha la forza di ricordare la vicenda di una donna «ribelle», protagonista di «una storia di rottura» grazie alla sua «sete di vita» e al suo desiderio di «realizzarsi». «Con la sua morte», ricorda infine Enza Rando, «Lea ha generosamente consegnato tanta vita, coraggio e amore. Tante donne che oggi fanno la sua scelta vengono fuori dalla sua storia».

Le spettatrici e gli spettatori di Sic Magazine, nella rubrica Tutti a scuola, incontrano grazie a un video-selfie la professoressa Katia Mundo dell'ISIS M.M. Milano di Polistena (Rc) che ci parla di Liberi di scegliere, il film-Tv di Giacomo Campiotti (2019). Un'opera che racconta l'omonimo progetto (“Liberi di scegliere”) del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria che offre nuove opportunità di vita e di crescita alle ragazze a i ragazzi che nascono in famiglie di ‘ndrangheta.
Il discorso sull'immaginario prosegue nello spazio Metropolis in compagnia del critico Emiliano Morreale, per interrogarsi sulla questione legata alla omosessualità nell'universo culturale mafioso e sul ruolo delle donne all'interno dei clan. Morreale ricorda come la tendenza a rappresentare le donne in una «situazione di pericolo e di violenza» sia una caratteristica che nasca nel «cinema di mafia e di genere degli anni '70» per contaminare poi la narrazione di gran parte degli sceneggiati e delle serie Tv degli anni a venire.

Il tema della puntata viene poi approfondito con la rubrica Eco della rete. Le pagine Instagram suggerite dalla giovane redazione sono quella del presidio dell'associazione Libera nel VII municipio della città di Roma intitolato a Rita Atria, la giovane testimone di giustizia morta suicida a Roma nel luglio del 1992 pochi giorni dopo la morte del giudice Paolo Borsellino e quella di Non una di meno, movimento femminista e transfemminista «contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere».

La storia di Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema di Torino, è invece il cuore della rubrica Una notte al museo. Alessandra Aimar, referente dei Servizi didattici dell'istituzione piemontese, ricorda la straordinaria figura di questa «donna tenace, visionaria e anticonformista», mostrando la prima di una serie di iniziative a lei dedicate in occasione del trentennale dalla sua scomparsa, avvenuta nel febbraio del 1991.

In compagnia dell'attore Salvatore Esposito, protagonista della serie-tv Gomorra nei panni di Genny Savastano, si chiude la quarta puntata di Sic Magazine. Ad essere approfondito questa volta nella rubrica Rallenty è il film Wonder con Julia Roberts e Owen Wilson, regia di Stephen Chbosky (2017), tratto dall'omonimo romanzo di R. J. Palacio (2012). Salvatore Esposito richiama, attraverso le immagini di questa storia, l'attenzione del pubblico sul tema del bullismo e della discriminazione.  
 
   

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