«Io non recito per essere qualcun altro. Recito per ricordare a tutti che possiamo essere molte
cose allo stesso tempo». Con questa dichiarazione, che riassume la sua filosofia artistica, si apre
il ritratto di Whoopi Goldberg: magnifica attrice, gigante del cinema mondiale e figura di
dichiarata fede cosmopolita, capace da decenni di attraversare generi, media e battaglie
culturali, alimentando la curiosità del pubblico.
Omaggiata come una delle personalità più riconoscibili d'America, la Goldberg ha conquistato
cinema, teatro, televisione e perfino le classifiche dei bestseller.
La sua carriera inizia nel 1983 con il one-woman show Spook Show, poi approdato
a Broadway e premiato con un Grammy per il miglior album comico. Da lì, una filmografia che ha
segnato l'immaginario collettivo, insieme a ruoli televisivi iconici, con risultati nel mondo
dell'intrattenimento semplicemente senza precedenti. L'attrice è infatti una delle sole
diciannove artiste ad aver conquistato l'EGOT - Emmy, Grammy, Oscar e Tony.
La svolta cinematografica arriva nel 1985 con la Celie de Il colore viola, ruolo che le
vale il Golden Globe come miglior attrice protagonista in un film drammatico, ma sarà con
Ghost - Fantasma che conquisterà l'Oscar come non protagonista. Molti anni dopo
riceverà anche il Mark Twain Prize for American Humor, consacrazione definitiva del suo talento
comico e della sua voce unica.
Senza risparmiarsi, diventa un'autrice prolifica, firmando libri di successo come "Is It Just Me?
Or Is It Nuts Out There?" e il più recente "Bits and Pieces: My Mother, My Brother, and Me". Dal
2007 è una presenza quotidiana nel talk show della ABC The View, dove esercita la
sua ironia tagliente e il suo sguardo politico sempre vigile.
Accanto all'arte, la Goldberg è nota per il suo attivismo - difesa dei diritti umani, impegno sui
temi sociali, moderazione di panel e iniziative pubbliche - ed è stata anche una pioniera nel
settore della cannabis medica, co-fondando Whoopi & Maya e lanciando la linea Emma & Clyde,
pensata per il benessere femminile.
La sua vita privata, spesso raccontata con un'irriverenza quasi scandalosa, è parte integrante
del suo mito. Più volte ha dichiarato di non essere interessata al matrimonio - «non voglio
nessuno in casa mia», ha detto - e ha difeso con forza il valore dell'autonomia personale.
«Essere soli e stare da soli sono due cose diverse». Le sue relazioni passate, da Ted Danson a
Frank Langella, hanno alimentato la curiosità dei media, ma oggi l'attrice rivendica la libertà di
dedicarsi alla sua famiglia allargata e al proprio lavoro senza compromessi.
Con il suo marchio di fabbrica fatto di una risata riconoscibilissima, coraggio e una visione del
mondo radicalmente inclusiva, Whoopi Goldberg continua a lasciare un segno indelebile nella
cultura popolare americana. Una carriera che non smette di espandersi, reinventarsi e
sorprendere.
Studi, famiglia e primi lavori
Whoopi Goldberg nasce a Manhattan nel 1955, secondogenita di un'infermiera e di un
sacerdote battista, che abbandonerà molto presto la famiglia, lasciando che la madre cresca i
figli da sola.
Dopo aver frequentato la scuola parrocchiale St. Columba's, si iscrive alla Washington Irving
High School, salvo poi abbandonarla senza terminare gli studi per trasferirsi, negli anni Settanta,
a San Diego, dove trova lavoro come cameriera. Spostatasi a Berkeley, ha altre esperienze
lavorative come cassiera in una banca, cosmetologa in un'agenzia funebre e muratrice in
un'impresa edilizia.
Nel frattempo, si unisce alla troupe d'avanguardia Blake Street Hawkeyes, seguendo corsi di
recitazione e apparendo in alcune produzioni teatrali. Proprio in questo periodo crea il suo
nome d'arte, ispirandosi al whoopee cushion, ed è con questo nome che segue le lezioni di Uta
Hagen all'HB Studio di New York City. Acquisita abbastanza sicurezza sul palcoscenico, diventa
una delle più giovani performer comiche della Grande Mela a esibirsi in piccoli teatri, club
underground e spazi alternativi, sviluppando il suo stile unico, fatto di monologhi che mescolano
satira sociale, improvvisazione, personaggi inventati e una forte componente politica.
Il successo come comica
Diventata rapidamente una star grazie al suo spettacolo The Spook Show (che poi
sarebbe diventato il celebre "Whoopi Goldberg - Direct from Broadway", attira
l'attenzione di Mike Nichols, che la spinge verso una carriera cinematografica.
Il debutto cinematografico
Nel 1982 William Farley la dirige nel suo film di debutto Citizen, ma è nel 1985 che
Steven Spielberg la sceglie come protagonista del drammatico Il colore viola. La
Goldberg è straordinaria e offre un'interpretazione eccellente, tanto da vincere il Golden Globe
come miglior attrice protagonista.
Nel 1986 Penny Marshall le cuce addosso la scoppiettante commedia gialla Jumpin' Jack
Flash, così come farà Hugh Wilson con Affittasi ladra (1987). Passata
all'action-crime, sarà l'insolita protagonista del poliziesco Fatal Beauty (1987) e sarà
molto apprezzata dal pubblico più giovane in The Telephone (1988) di Rip Torn,
praticamente un one-woman-show che metteva in primo piano la sua capacità di improvvisare,
cambiare voce, inventare personaggi e trasformare una situazione quotidiana - una donna sola
in casa che passa il tempo al telefono - in un'esplosione di creatività. Anche se il film non fu un
grande successo commerciale, i teenagers che lo videro rimasero colpiti dalla libertà comica
dell'attrice, che sembrava giocare come una bambina con la propria immaginazione, passando
da un tono all'altro con una fluidità che pochi attori possedevano. Era un film strano, quasi
teatrale, ma proprio per questo affascinante per un pubblico giovane che amava la sua energia
imprevedibile.
Disegnerà un altro drammatico personaggio con la sua consumata bravura in Il grande
cuore di Clara (1988) di Robert Mulligan e, dopo Beverly Hills Brats (1989),
affiancherà James Belushi in Homer & Eddie (1989) di Andrey Konchalovskiy.
L'Oscar per Ghost
Nel 1990 l'Academy premia Whoopi Goldberg con l'Oscar come miglior attrice non
protagonista per Ghost - Fantasma di Jerry Zucker, grazie alla sua interpretazione di
Oda Mae Brown: un ruolo comico costruito con tale precisione, ritmo, carisma e profondità
emotiva da trasformare un personaggio secondario in uno dei motori narrativi ed emotivi del
film. La Goldberg riuscì a fondere humour irresistibile e vulnerabilità sincera, creando un
equilibrio raro che non solo alleggeriva la tensione drammatica della storia, ma la amplificava,
offrendo al pubblico un punto di accesso umano e immediato. La critica dell'epoca sottolineò
come la sua presenza scenica «rubasse la scena» in ogni apparizione, portando un'energia mai
superficiale. Tutti questi elementi contribuirono a renderla la favorita indiscussa nella categoria
e a consacrarne la vittoria agli Oscar.
I primi anni Novanta proseguono con altri titoli significativi come La lunga strada verso
casa (1990) e le vivaci commedie corali Bolle di sapone (1991, nel ruolo di una
sceneggiatrice di soap opera capace di orchestrare intrighi, improvvisare battute fulminanti e
mantenere un ritmo irresistibile) e I protagonisti di Robert Altman (dove costruisce il
personaggio di Laurel Ayres, facendo emergere l'assurdità delle dinamiche di potere senza mai
perdere umanità).
Il successo di Sister Act
Nel 1992 colpisce ancora nel segno con la commedia musicale Sister Act - Una svitata in
abito da suora di Emile Ardolino.
Cult cinematografico amatissimo dal pubblico e dalla critica, il film - basato su un'idea comica
semplice, quella di una cantante di night club nascosta in un convento - le permette di offrire al
mondo una performance esplosiva. La sua Deloris Van Cartier domina la scena con una comicità
fisica irresistibile, un tempismo perfetto e una capacità unica di creare complicità con lo
spettatore, attraverso la sua trasformazione da donna cinica e indipendente a guida affettuosa e
trascinante del coro. Il successo è tale da indurla a riprendere il ruolo in Sister Act 2 - Più
svitata che mai (1993).
Intanto è un'insegnante sudafricana con una dolce forza morale in Sarafina! Il profumo
della libertà (1992) e appare in Vado a vivere a New York (1993), Palle in
canna (1993) e, soprattutto, Made in America (1993), dove - accanto a Ted
Danson - sprizza scintille. A questi titoli si aggiungono Piccole canaglie (1994), il
romantico Una moglie per papà (1994) con Ray Liotta, A proposito di
donne (1995) di Herbert Ross, Moonlight & Valentino (1995), la buddy
comedy per bambini T-Rex - Il mio amico Dino (1995), Eddie - Un'allenatrice
fuori di testa (1996), il suo film meno riuscito Bogus - L'amico immaginario
(1996) di Norman Jewison con Gérard Depardieu (la sua performance di assistente sociale rigida
e scettica convinse poco critica e pubblico), Funny Money - Come fare i soldi senza
lavorare (1996), L'agguato - Ghosts from the Past (1996) di Rob Reiner,
Hollywood brucia (1997), In & Out (1997) di Frank Oz, Benvenuta
in paradiso (1998), In fondo al cuore (1999) e Ragazze interrotte
(1999) di James Mangold, dove è la comprensiva capo reparto di un ospedale psichiatrico.
Gli Anni Duemila
Negli anni Duemila comincia ad apparire più sporadicamente al cinema (Homie Spumoni - L'amore non ha colore), preferendo pellicole per l'infanzia (Le avventure di Rocky e Bullwinkle, Una valigia a quattro zampe, Chiamatemi Babbo Natale, I Muppet, Tartarughe Ninja) o simpatici cameo (The Hollywood Sign, alcuni film della serie Star Trek, Madea Goes to Jail, Il colore viola del 2023, Leopardi & Co.).
Si segnalano i ruoli più corposi in Venga il tuo regno (2001), nei poco riusciti Monkeybone (2001) di Henry Selick e Rat Race (2001) di Jerry Zucker, in For Colored Girls (2010), Il mio angolo di paradiso (2011), I segreti di Big Stone Gap (2014), 11 settembre: Senza scampo (2017), L'ultimo brindisi (2018), Inganni online (2018), Till - Il coraggio di una madre (2022) e In viaggio con mio figlio (2023).
A teatro
Come già scritto, la Goldberg è un vero portento del palcoscenico: dai one-woman-show
Whoopi Goldberg (1984), Whoopi, A Funny Thing Happened on
the Way to the Forum, fino a Ma Rainey's Black Bottom (2003),
Xanadu (2007), Sister Act (2010) e Annie (2024).
Il successo in tv
In televisione, Whoopi Goldberg sfonda grazie al programma "Comic Relief", dove fu accolta
con entusiasmo perché rappresentava la sintesi perfetta tra talento comico e impegno sociale.
Insieme a Billy Crystal e Robin Williams formò un trio iconico capace di alternare comicità e
momenti di sincera empatia, trasformando la beneficenza in un evento culturale. Il pubblico
apprezzò la sua capacità di usare l'umorismo come strumento politico e umanitario, affrontando
temi come la povertà e i senzatetto con una sensibilità che non annullava la risata, ma la
rendeva più significativa. La critica sottolineò come fosse una delle poche comiche in grado di
mantenere un equilibrio perfetto tra attivismo e humour, contribuendo a rendere "Comic
Relief" un fenomeno sociale oltre che televisivo.
Parte del suo enorme successo è dovuto anche a "The View", dove è co-conduttrice e presenza
centrale, autorevole e imprevedibile, capace di tenere insieme un programma costruito sul
confronto quotidiano. Il pubblico dimostrò grande affetto per la sua presenza, grazie alla sua
capacità di dire ciò che pensava senza filtri ma con una consapevolezza culturale profonda, di
gestire i conflitti con ironia e fermezza, e di incarnare una voce afroamericana, femminile e
progressista. Baricentro emotivo del format, lo trasforma in un luogo dove cultura pop, politica
e vita quotidiana si incontrano con naturalezza.
Oltre a questo, è stata più volte presentatrice degli Oscar, portando alla cerimonia un mix unico
e diventando la prima donna afroamericana a condurre l'evento, dando un tono meno ingessato
alla celebrazione cinematografica.
Guinan di Star Trek
Da ricordare anche la sua partecipazione a Moonlighting (1986), dove si ritaglia uno spazio tutto suo tra Cybill Shepherd e Bruce Willis, e il fortunato ruolo di Guinan, la misteriosa barista del Ten Forward in Star Trek: The Next Generation (1988-1993) e in Star Trek: Picard (2022). Fu lei a chiedere di partecipare alla serie, perché da bambina aveva visto Nichelle Nichols (Uhura) nella serie originale e rimase sconvolta nel vedere una donna nera in un ruolo non stereotipato. Disse: «Guarda! C'è una donna nera in TV e non è una domestica!». Così, quando The Next Generation iniziò, la Goldberg domandò personalmente a Gene Roddenberry di poter avere un ruolo, e Roddenberry creò Guinan apposta per lei.
Appare anche nella miniserie Bagdad Café (1990-1991), in alcuni episodi di Tutti al college (1991), La tata (1998), Squadra Med - Il coraggio delle donne(2000), Absolutely Fabulous (2002), So NoTORIous (2006), Law & Order: Criminal Intent (2006), Law & Order - Unità vittime speciali(2015), Tutti odiano Chris (2006) e molti altri (Entourage, Life on Mars, The Cleaner, 30 Rock, The Middle, Glee, 666 Park Avenue, Nashville, Blue Bloods, When We Rise, The Tick, The Stand, Godfather of Harlem, The Conners, Hacks) e nei film tv I ragazzi irresistibili (1995), Cenerentola (1997), Un'americana alla corte di Re Artù (1998), Alice nel Paese delle Meraviglie (1999), Magiche leggende (1999), Questa è la mia famiglia (2001), Il super buon Natale dei Muppet (2002), Good Fences (2003), Un sospiro di sollievo (2014).
La sua sitcom omonima
Tra il 2003 e il 2004 ha avuto anche una sitcom tutta sua, intitolata Whoopi, ed è
stata una delle protagoniste di Harlem (2021-2025), dove interpretava una
professoressa universitaria. Inaspettatamente, appare anche nella soap opera italiana Un
posto al sole (2026).
Video musicali
Whoopi Goldberg è apparsa nei video musicali di Aretha Franklin (Jumpin' Jack
Flash), Michael Jackson (Liberian Girl), Bonnie Raitt (You Got It) e
Michael Bublé (Everything).
I cortometraggi
Attiva anche nei cortometraggi, dopo essere apparsa in Repair (1987), è diretta da
Agnieszka Holland in Golden Dreams (2001) e da Michael Carone in Sensitive
Men (2013).
Il doppiaggio
Come doppiatrice, l'attrice presta la sua voce alla iena Shenzi in Il re leone (1994), ma anche a Gaia, lo Spirito della Terra che, nella prima stagione di Capitan Planet e i Planeteers (1990), si risveglia per guidare i cinque ragazzi scelti per proteggere il pianeta dall'inquinamento e dagli abusi ambientali.
Lavora inoltre in Pagemaster - L'avventura meravigliosa (1994), Canto di Natale (1997), Rugrats - Il film (1998), Rudolph, il cucciolo dal naso rosso (1998), Galline in fuga (1999-2000), Blizzard - La renna di Babbo Natale (2003), Pinocchio 3000 (2004), Striscia, una zebra alla riscossa (2005), Piccolo grande eroe (2006), Supercuccioli sulla neve (2008) e in Toy Story 3 - La grande fuga (2010).
Vita privata
Whoopi Goldberg è stata la moglie del consulente per la dipendenza da sostanze Alvin Martin,
dal quale ha avuto una sola figlia, la produttrice Alexandrea Martin. Il matrimonio, iniziato nel
1973 e finito nel 1979, è stato seguito da una seconda unione, con il direttore della fotografia
David Claessen (dal 1986 al 1988), e infine da una terza, con Lyle Trachtenberg (dal 1994 al
1995).
Dopo questo terzo divorzio, ha dichiarato apertamente: «Non sono fatta per vivere con
qualcuno. Non voglio che nessuno viva in casa mia».
Ha comunque vissuto relazioni importanti: la prima con Frank Langella, per tutta la durata degli
anni Novanta, considerata la storia d'amore più lunga e significativa della sua vita; la seconda
con il collega Ted Danson e, infine, una relazione con Timothy Dalton.