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Luigi Zampa

Luigi Zampa è un regista, scrittore, sceneggiatore, co-sceneggiatore, assistente alla regia, è nato il 2 gennaio 1905 a Roma (Italia) ed è morto il 16 agosto 1991 all'età di 86 anni a Roma (Italia).
Nel 1954 ha ricevuto il premio come miglior sceneggiatura al Nastri d'Argento per il film Anni facili. Dal 1947 al 1954 Luigi Zampa ha vinto 3 premi: Nastri d'Argento (1947, 1953, 1954).

Il maestro della satira cinematografica italiana

A cura di Fabio Secchi Frau

Uno dei pochi registi italiani che ha voluto farci ridere del fascismo, in un tempo in cui fare una cosa del genere era un'impresa rischiosa. Luigi Zampa era così: polemico, bonario e fortemente satirico. E questo suo modo di fare si ripercuoteva nel suo modo di fare cinema, prendendo spunto da storie non comuni per irridere particolari mentalità e particolari costumi sociali, spogliandoli delle loro falsità e mostrandoli per ciò che veramente erano: opportunismo, prepotenza e inganno che paradossalmente erano, secondo Zampa, anche gli unici mezzi per sopravvivere.

Gli inizi come sceneggiatore
Figlio di un operaio, attratto dal mezzo cinematografico, studia recitazione presso la Scuola di Santa Cecilia, iscrivendosi nel 1932 al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove vi rimase per più di cinque anni, durante i quali firma il documentario Risveglia di una città (1933). Uscito dal Centro Sperimentale, trova lavoro come aiuto regista e sceneggiatore di Max Neufeld, accanto al quale lavora nella pellicola Mille lire al mese (1939) con Alida Valli, Osvaldo Valenti. Sceneggiatore anche di Mario Soldati, scrive film notevoli come Centomila dollari(1940) con Amedeo Nazzari e Tempo di villeggiatura (1956) con Vittorio De Sica.

Il successo de "L'onorevole Angelina"
Nel 1941, realizza il suo primo lungometraggio: L'attore scomparso con Vivi Gioi, Maria Mercader, Maria Jacobini, Arturo Bragaglia e Valentina Cortese. Seguirà poi il drammatico Signorinette (1942) con Claudio Gora e quello che è reputato il suo film migliore L'onorevole Angelina (1947) con Anna Magnani, Ave Ninchi ed Ernesto Almirante. La storia è quella di una casalinga, madre di 5 figli, che dopo un'alluvione, guida le donne della borgata romana di Pietralta all'assalto dei magazzini di pasta di un borsanerista. Diventata poi famosa viene tentata dalla politica, peccato poi che in un moto di nuova ribellione, finisca per essere arrestata e incarcerata. La pellicola avrà un successo così buono da essere il quarto incasso fra i film italiani di quella stagione.

I primi Nastri d'Argento
È un buonissimo punto d'arrivo per Luigi Zampa che, quello stesso anno, dirige Vivere in pace(1947), ottenendo il Nastro d'Argento per il miglior soggetto e quello per la migliore sceneggiatura al Festival di Locarno, scritti a più mani con Suso Cecchi d'Amico, Piero Tellini e Aldo Fabrizi, che pure era interprete del film. Dopo È più facile per un cammello... (1950) con Jean Gabin, ritrova Fabrizi (questa volta nei soli panni di attore) per la commedia Signori in carrozza!, dove avrà occasione di dirigere anche Peppino De Filippo. Nel contempo, Francesco Rosi gli propone di realizzare un suo soggetto sul processo Cuocolo. Nasce così Processo alla città (1952) con Amedeo Nazzari, un giallo che vince il Premio Speciale del Senato di Berlino e un nuovo Nastro d'Argento. Nel 1953, accetta di partecipare al film corale Siamo donne, firmando un episodio che si accoderà a quelli diretti da Gianni Franciolini, Roberto Rossellini, Luchino Visconti e Alfredo Guarini. Ma il film sarà ricordato per la presenza delle due allora nemiche di cuore Anna Magnani e Ingrid Bergman, anche se in uno degli episodi faceva lustro persino una Alida Valli in stato di grazia.

Il sodalizio artistico con Vitaliano Brancati
È in questi anni che Zampa entra in contatto con lo scrittore Vitaliano Brancati, che si metterà a disposizione del regista come sceneggiatore e darà quella sferzata satirica in più che nella cinematografia dell'autore mancava. Il loro miglior lavoro rimane Anni facili (1953), vincitore del Nastro d'Argento per la migliore storia e sceneggiatura, che Brancati e Zampa (ma anche Sergio Amidei e Vincenzo Talarico divisero con molto piacere). Sfortunatamente, la morte di Brancati nel 1954, oltre che collaboratore era anche un suo amico, contribuì a quel disinteresse per le vicende politiche che tanto infiammavano Zampa. Nello stesso modo, si spense leggermente quel piacere per la satira che il regista amava inserire nei suoi film.

Il contributo dato alla figura comica di Alberto Sordi
A Zampa, va però riconosciuto il merito di aver fatto grande la figura di Alberto Sordi, cresciuto con la commedia all'italiana sull'arrivismo e il trasformismo dell'uomo medio L'arte di arrangiarsi (1954) e confermatosi ottimo interprete comico con Ladro lui, ladra lei (1958) e Il vigile (1961), che nel cast aveva un già maturo Vittorio De Sica.

Gli altri film
Nel 1954, ritrova un bonario Fabrizi come attore e regista con il quale firmò Questa è la vita (1954), una serie di episodi diretti anche da Mario Soldati e da Giorgio Pastina e con Totò nel cast che si ispiravano alle novelle di Luigi Pirandello. Dopo La ragazza del palio (1957) con Vittorio Gassman, vince un nuovo premio al Festival di Locarno per la commedia scritta da Ettore Scola e da Mino Maccari Anni ruggenti(1962) con Gino Cervi. Seguono gli altrettanto interessanti: Frenesia dell'estate (1964) con Gassman e Nazzari; Una questione d'onore(1966) con Ugo Tognazzi e il film corale I nostri mariti (1966) firmato da Dino Risi e Luigi Filippo D'Amico e con Tognazzi e Sordi.

Ancora Sordi
Nel 1968, porta al cinema la sua avversione per il sistema sanitario italiano con il mitico Il medico della mutua, ritrovando un formidabile Sordi che imporrà anche ne Contestazione generale (1970, affiancandolo a Gassman) e Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971), il primo è un sano ritratto della ribellione esplosa nel '68, l'altro è un perfetto ritratto dell'italiano all'estero. Passa poi al dramma con Bisturi la mafia bianca (1973, con Claudio Gora) e Gente di rispetto (1975) con Gora e James Mason.

L'ultimo film, il ritiro dalle scene e la morte
Ultimo lavoro di questo regista sono gli otto episodi sul sesso Letti selvaggi (1979) dove dirige con gustoso piacere Monica Vitti, Ursula Andress, Sylvia Kristel e uno spaesato Michele Placido. Dopo il Premio Pietro Bianchi, Zampa, infatti, si ritirerà dal cinema, morendo nel 1991 per cause naturali, lasciando vuoto quel posto di coraggio e onore che occupava nel panorama cinematografico italiano, sottovalutato dalla critica nostrana di allora, ma che oggi andrebbe rivalutato alla luce della sua rappresentazione che, per quanto semplificatrice e a volte un po' superficiale, riusciva a cogliere la cruda e patetica realtà della penisola, drammatizzando il valore morale delle sue storie e andando al di sopra della risata quando si trattava di mettere in scena delle commedie.

Ultimi film

Commedia, (Italia - 1979), 100 min.
Drammatico, (Italia - 1977), 94 min.
Drammatico, (Italia - 1975), 115 min.
Commedia, (Italia - 1967), 116 min.
Commedia, (Italia - 1966), 0 min.
Commedia, (Italia - 1966), 113 min.
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