Una serie con Lino Guanciale che racconta un mistero da risolvere. Espandi ▽
La fiction racconta dello sfortunato viaggio dell'imbarcazione Arianna e del ritrovamento, dopo un anno dalla scomparsa, del suo relitto con un equipaggio dimezzato rispetto alla partenza. Il gruppo dei sopravvissuti, appunto, guidati dall'instancabile skipper Luca Giuliani, fin da subito mostra segni di traumi profondi e segreti indicibili che emergono con l'evolversi della serie.
Risulta faticoso il registro emotivo pesantemente drammatico che rimane più o meno costante e che si alterna solo con il mistery. Ciò, anche se in linea con il tema, lascia la pesante sensazione di vedere un'unica grande scena frammentata da cambi temporali.
La fiction è nel complesso abbastanza riuscita, anche se forse andava semplicemente alleggerita con un finale che svela solo in parte i diversi misteri perché pensati per una continuazione alla prossima stagione: per ora, rimane questo il vero mistero. Recensione ❯
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Psycho-thriller con luci e ombre, non esente da difetti, ma con un apprezzabile finale. Thriller, Italia2022. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una madre e sua figlia piccola sono rinchiuse nel bagagliaio di un'auto da un pericoloso squilibrato: la loro unica speranza di salvezza è riposta in una ragazzina che, proprio quello stesso giorno, ha deciso di togliersi la vita. Espandi ▽
Marta è una ragazza che vive un momento di grande difficoltà e ha deciso di risolverlo con un suicidio. Si è procurata il veleno, l'ha messo in una bottiglia di whisky e se ne va di casa pronta a mettere in atto il suo piano. Deve però prima accompagnare a scuola il fratellino Chicco, che invece di prendere il suo zainetto prende quello della sorella, che non se ne accorge. Vessato da un bulletto, Chicco si rifugia in una villa solitaria dove, all'interno del bagagliaio di un'auto, è imprigionata una donna, Giulia, assieme alla figlioletta Chiara. Chicco non sa come aiutarle, ma intanto Marta si è resa conto dello scambio di zainetti e, indirizzata dal bulletto, arriva anche lei alla villa. Trova Chicco e si rende conto della difficile situazione delle prigioniere. Ma mentre pensa a cosa fare, l'uomo che le ha rinchiuse nel bagagliaio torna nella villa.
Il film mette in scena una situazione di partenza interessante e la sviluppa in modo però un po' monotono - tra continui inseguimenti e fughe - sino a confluire in un finale a sorpresa di buona efficacia che richiede molto alla sospensione dell'incredulità, ma non più di quanto gli spettatori di psycho-thriller siano in genere disposti a concedere.
Una prova con luci e ombre, non esente da difetti, ma che si lascia seguire con simpatia e ha le sue carte da giocare sotto il profilo narrativo, diretta da Anto con alcune buone intuizioni. Recensione ❯
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In Italia oltre 500.000 immigrati vivono senza documenti e in condizioni di estrema precarietà. Molti di loro cercano rifugio e lavoro nelle campagne del nostro paese dove vengono impiegati per raccogliere il cibo che acquistiamo nei supermercati. One Day One Day mostra le vite di queste persone dall'interno dei ghetti e delle baraccopoli sparse nel nord della Puglia, gli unici posti disposti ad accoglierli. Recensione ❯
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Prodotto da Fabula, il film è tratto dallo stesso romanzo da cui ha tratto ispirazione Il postino con Massimo Troisi. Espandi ▽
Un giovane diventa il postino di Pablo Neruda, scoprendo un mondo che accende in lui il desiderio di scrivere poesie e corteggiare la donna dei suoi sogni. Recensione ❯
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Alice, una giovane ragazza, protesta contro la costruzione di una centrale nucleare creata dal padre. Espandi ▽
Alice, una giovane ragazza, protesta contro la costruzione di una centrale nucleare creata dal padre, un deputato. È allora che uno strano visitatore li porta nel 2555, un futuro devastato dall'esplosione della centrale. Recensione ❯
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La serie ricostruisce le speranze e i sogni di una famiglia di immigrati coreani, seguendone le vicende attraverso quattro generazioni. Espandi ▽
Ricca di spunti su temi universali quali famiglia, amore, trionfo, destino e resilienza, la serie ricostruisce le speranze e i sogni di una famiglia di immigrati coreani, seguendone le vicende attraverso quattro generazioni, costretta a lasciare la propria terra natale all'indomabile ricerca di una prospettiva e una sopravvivenza migliori. A partire dalla Corea del Sud all'inizio del 1900, la saga viene raccontata attraverso gli occhi della straordinaria matriarca Sunja, che trionfa contro ogni previsione, e contrappone la sua storia a quella di suo nipote, Solomon, ambientata negli anni '80. Recensione ❯
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Guzman racconta le proteste di piazza del 2019 in Cile attraverso lo sguardo delle donne. Documentario, Cile2022. Durata 83 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La storia recente del Cile che portato alla riscrittura della costituzione. Espandi ▽
Nell’ottobre del 2019 qualcosa di enorme accade di nuovo in Cile, dopo tanti anni. Un movimento di massa nuovo, apartitico e senza leader di sorta, porta in piazza un milione e mezzo di persone. Giovani, soprattutto, ma non solo. Domandano rispetto dei diritti umani, sostegno dallo stato, in una parola democrazia. È la seconda rivoluzione cilena e, per il regista, la realizzazione inaspettata di un desiderio profondo. Per raccontare gli eventi dell’autunno del 2019 a Santiago, e ciò a cui hanno portato, c’erano tanti modi possibili e tante, tantissime immagini a disposizione. Patricio Guzmán decide di leggerli da una prospettiva ben precisa, quella femminile. Attraverso le loro narrazioni, il regista pone la questione delle donne a monte e a valle di tutto ciò che è avvenuto e sta avvenendo, suggerendo che la condizione di povertà ed urgente necessità delle madri in Cile sia stata tra le micce più incendiarie della protesta popolare, a tutti i livelli sociali, dalle università alle baraccopoli, che la loro rabbia abbia motivato e raccolto le tante anime del movimento, e che non ci sia un destinatario più urgente e centrale delle donne, nello scacchiere sociale, cui il nuovo corso politico dovrà guardare e rispondere. Recensione ❯
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Un dramma sentimentale al passato che mette in luce quanto l'approccio alla disabilità non sia cambiato nel tempo. Drammatico, Danimarca2022. Durata 116 Minuti.
Un ufficiale inizia a provare dei forti sentimenti per la figlia del barone. Espandi ▽
Danimarca secondo decennio del secolo scorso. Anton invita a ballare ad una festa la figlia di un nobile, Edith, non sapendo che ha una disabilità ad entrambi gli arti inferiori. Dopo un momento di crisi la ragazza si innamora di chi l'ha trattata da pari. Anton ricambia con ritrosia non avendo ben chiaro se il sentimento che prova sia amore o pietà. Bille August si ispira al primo romanzo scritto da Stefan Zweig nel 1939 uscito in Italia con il titolo "L'impazienza del cuore". Lo fa con la competenza che gli è riconosciuta anche dai detrattori nel portare sullo schermo vicende che sfiorano (e talvolta incontrano) il melodramma conservando però una dignità estetica e narrativa che le rende distinguibili da altre opere di genere. Sa come mostrarci il tormento interiore di Anton, diviso tra il sentimento contraddittorio che prova nei confronti di Edith e la spinta ad aderire al conformismo, anche psicologicamente invalidante, dei pari grado nei confronti della 'zoppa'. Ma sa anche guardare sull'altro versante mostrandoci una Edith che si aggrappa a quello che, più che 'sentire ', vuole e poi pretende che sia amore. Tutto ciò ovviamente, ma anche necessariamente, con i toni del dramma sentimentale che ha i suoi estimatori così come i suoi detrattori. Recensione ❯
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Una sirena viene rinchiusa a palazzo da re Luigi XIV per sfruttare la sua forza vitale e diventare così immortale. Espandi ▽
Re Luigi XIV desidera essere eterno. Per raggiungere l'immortalità decide di catturare una sirena per sfruttare la sua forza vitale. QUando la figlia illegittima scopre la creatura del mare, la situazione comincia a degenerare. Recensione ❯
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L'ultima notte della vita di un'attrice prima del suicidio. Espandi ▽
La vita di Luisa Bonfanti - personaggio inventato ma assolutamente verosimile, così legato ai fatti della nostra Storia da apparire reale - raccontata attraverso i filmati, gli articoli e i ricordi di quanti l'hanno conosciuta - bene, mi verrebbe da dire - come Maselli, Scola ... E' la ricostruzione della sua ultima notte in cui l'attrice - nell'istante del suicidio - viene colta a guardarsi indietro, alla sua vita bruciata velocemente e ormai quasi interamente consumata. E' morta giovanissima Luisa Bonfanti, precedendo di qualche ora Enrico Berlinguer. Recensione ❯
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Una rom-com che affronta un tema queer all'interno del crudele mondo scolastico. Espandi ▽
Una storia di formazione della Gen Z deliziosamente moderna che segue Kelsa, una ragazza trans delle superiori molto sicura di sé. Quando Kelsa e il compagno di classe Khal si innamorano, il loro mondo circostante perde i riferimenti. Recensione ❯
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Un karateka trova fin da bambino la forza per combattere tramite lo sport la malattia da cui è affetto. Espandi ▽
Claudio Fragasso prosegue la sua rocambolesca carriera di autore fieramente indipendente e di regista di film di genere e d’azione con questo excursus sul mondo del karate che mescola Karate Kid (cui il titolo Karate Man sembra fare esplicito omaggio) e The Wrestler, nel raccontare un’umanità sopra le righe che fa della performance sportiva il centro della propria vita. Il protagonista è il vero Claudio Del Falco, campione del mondo di kick boxing ed esperto di arti marziali, e la storia è ispirata alla sua vicenda reale di atleta diabetico, così come è ispirato alla realtà il rapporto fra lui e Stefano Maniscalco, vincitore di europei e mondiali di karate, presente anche qui come attore. Il film si muove su due piani. Il primo è quello delle scene che mescolano immagini d’archivio con ricostruzioni fictional, e che sono di gran lunga le sequenze più interessanti, il secondo è quello - rivedibile - della fiction melodrammatica che racconta le traversie umane e professionali dei protagonisti. Recensione ❯
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L'Unità per i crimini gravi della polizia di Geumcheon riceve la missione di rimpatriare un uomo fuggito in Vietnam che ha manifestato volontà di costituirsi. Due agenti si recano lì per capirne di più. Espandi ▽
Tra Vietnam e Corea del Sud, il ritorno dell’agente di polizia interpretato dal corpulento Ma Dong-seok è all’insegna della violenza brutale, ma con una giusta dose di ironia. Cinque anni dopo The Outlaws, la regia è cambiata passando a Sang-Yong Lee, ma la formula base rimane la stessa: action mozzafiato; colluttazioni violente e sanguinose (pistole quasi assenti, ci si ammazza soprattutto con le lame) in un quadro dove i metodi dei buoni non sono poi così distanti da quelli dei cattivi; e la giusta dose di ironia per alleggerire la messa in scena cruenta e strappare qualche risata. Peccato che la caratterizzazione dei personaggi secondari non sia efficace e che la trama risulti a tratti confusionaria, tra gang criminali che si sovrappongono e sviluppi non molto chiari delle indagini, rendendo difficile il pieno coinvolgimento durante le scazzottate e i combattimenti. Consigliato per gli amanti del genere, e in particolare… dei coltelli. Recensione ❯
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Ironia, ritmo, molta musica, backstage: una sintesi dinamica e non lineare di una regnante eccezionale. Documentario, Gran Bretagna2022. Durata 89 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un ritratto celebrativo e irriverente della regina Elisabetta, donna icona del nostro secolo, nell'anno del suo Giubileo. Espandi ▽
Elisabetta II è la regnante più longeva e che è stata più tempo in carica alla monarchia inglese di tutti i tempi. È anche il capo di Stato donna più in carica della storia. A livello simbolico rappresenta molto altro: madre di più nazioni, incarnazione della corona, l'impero coloniale, quintessenza del protocollo formale e della ragione di Stato. Icona pop, dalle serigrafie di Warhol alle tazze da tè.
Il movimento oscillante, non lineare, che in assenza di didascalie e presenza moderata di voce over guida il montaggio, è il più evidente dei molti valori estetici di un eccellente lavoro di squadra in tutti i settori, e il fattore che permette di apprezzare meglio il transito più o meno glorioso dei Windsor.
Film che va gustato al massimo della dimensione e del volume, di cui vanno riconosciute intelligenza e originalità del filo narrativo. Un modello di scrittura e di impiego d'archivio per ogni aspirante filmmaker. Recensione ❯
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