Serenity - L'Isola dell'Inganno

Film 2019 | Drammatico, Thriller +13 106 min.

Titolo originaleSerenity
Anno2019
GenereDrammatico, Thriller
ProduzioneUSA
Durata106 minuti
Al cinema339 sale cinematografiche
Regia diSteven Knight
AttoriMatthew McConaughey, Anne Hathaway, Djimon Hounsou, Diane Lane, Jason Clarke Jeremy Strong, Rafael Sayegh, Charlotte Butler, Kenneth Fok, Robert Hobbs, Garion Dowds, Edeen Bhugeloo.
Uscitagiovedì 18 luglio 2019
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,70 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Steven Knight. Un film con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Djimon Hounsou, Diane Lane, Jason Clarke. Cast completo Titolo originale: Serenity. Genere Drammatico, Thriller - USA, 2019, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 18 luglio 2019 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 339 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,70 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un misterioso racconto su come le vicende del passato possano ripresentarsi e stravolgere il presente trasformandolo in qualcosa di incredibile. Serenity - L'Isola dell'Inganno è 3° in classifica al Box Office. lunedì 22 luglio ha incassato € 44.657,00 e registrato 7.640 presenze.

Consigliato nì!
2,70/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 1,93
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO SÌ
Un noir contemporaneo che si fa notare per l'audacia e la totale mancanza d'imbarazzo con cui resta in bilico fra serietà e autoparodia.
Recensione di Roberto Manassero
lunedì 1 luglio 2019
Recensione di Roberto Manassero
lunedì 1 luglio 2019

In fuga dal suo passato, Baker Dill si è ritirato su un'isola al largo della Florida. Solitario e irascibile, nelle battute di pesca insegue senza speranza un tonno gigante, mentre a terra, tra una bevuta e l'altra, frequenta la matura Constance. Un giorno l'ex moglie Karen si presenta sull'isola e gli chiede di salvare lei e il loro figlio dal nuovo e violento marito. La donna propone a Baker di gettare l'uomo in acqua durante una gita in barca, in cambio di 10 milioni di dollari. Diviso fra la nuova vita e quella da cui è fuggito, tentato dal denaro ma roso dai dubbi, Baker si ritrova in una realtà che non riesce a gestire, pupazzo nelle mani di un misterioso burattinaio...

Un noir contemporaneo ispirato al cinema hollywoodiano degli anni '40 e '50 e alle atmosfere patinate del cinema anni '80, con personaggi e situazioni stereotipate che celano una svolta narrativa che rimette tutto in discussione.

Che Serenity fosse un oggetto perfetto per diventare un flop, era in qualche modo scritto: un regista sceneggiatore, Steven Knight, solito a divertirsi con stereotipi e sfide stilistiche (suo lo script di Allied - Un'ombra nascosta di Zemeckis, classicissima spy story hitchcockiana ambientata durante la Seconda guerra mondiale; sua la regia di Locke, un'ora e mezza di conversazione telefonica di Tom Hardy nell'abitacolo di una macchina); due interpreti, Matthew McConaughey e Anne Hathaway, entrambi vincitori di Oscar ma dalla carriera segnata da battute d'arresto e scelte sbagliate; un'ambientazione su un'isola tropicale, con atmosfere sudate e colori accesi, che rimanda immediatamente a un'estetica patinata da softcore anni '80, alla Orchidea selvaggia, per intenderci, o giusto un paio di gradini più in su a The Hot Spot.

Inevitabilmente, dunque, flop è stato, e pure eclatante, con gli autori e gli interpreti infuriati con la casa di distribuzione Aviron, accusata di non aver sostenuto adeguatamente l'uscita del film, con la critica anglosassone compatta nello stroncare e i commenti in rete pieni di epiteti denigratori. Steven Knght se l'è cercata, insomma, ma proprio per questo il suo Serenity emerge dal mare magnum del cinema di genere americano contemporaneo, e almeno nel caso italiano (dove il film arriva con mesi di ritardo) da quello delle uscite estive. Per via dell'audacia e della totale mancanza d'imbarazzo con cui il film resta in bilico fra serietà e autoparodia; per la consapevolezza con cui Knight, da sceneggiatore e regista, tratta i ruoli e i corpi dei suoi interpreti (McConaughey pescatore dannato come un eroe hemingwayano, Anne Hathaway femme fatale biondo posticcio, Jeremy Clark villain sopra le righe, Diane Lane regina del sesso e donna materna, Djimon Hounsou perfetta spalla dell'eroe maledetto...); per il ritmo sostenuto, ossessivo e preciso con cui il plot dissemina dettagli che anticipano la svolta narrativa da mind game per ragazzini.

Intendiamoci, in Serenity tutto è previsto e costruito in maniera fin troppo dichiarata, a partire dal personaggio più ambiguo e fuori luogo (il rappresentante d'azienda interpretato da Jeremy Strong, che insegue il protagonista ovunque come se ne conoscesse le mosse) fino ad arrivare all'annunciatissimo twist da "fuori di testa" (in originale bonkers, come hanno sentenziato gli ascoltatissimi utenti in rete) che strappa dal genere noir la vicenda del reduce di guerra in fuga dalla famiglia e dal mondo e la porta nel regno della virtualità e della paranoia alla Truman Show.

Non è dunque l'effetto sorpresa a colpire in Serenity, e nemmeno la sua natura seducente di "film malato". Se qualcosa emerge dalla terza regia di Knight è proprio l'unicità del risultato finale, che nasce paradossalmente dall'accumulo di rimandi e rifacimenti. Serenity è il tentativo fuori tempo massimo di riprendere tradizioni ed estetiche del passato (all'origine di tutto c'è 'Il vecchio e il mare' di Hemingway) adattandole all'era digitale, che nella sua palese artificiosità rende fasullo ogni elemento della messinscena (dai dialoghi alle situazioni ai colori) e forse anche l'esperienza stessa della visione, piacevolmente perduta tra inganni, svelamenti, anticipazioni, e pure qualche risata di scherno.

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McConaughey e Anne Hathaway in un neo-noir ispirato al cinema classico.
Overview di Roberto Manassero
mercoledì 17 aprile 2019

In fuga da un passato traumatico, Baker Dill si è ritirato su un'isola al largo della Florida. Solitario e irascibile, nelle battute di pesca insegue senza speranza un tonno gigante che ha denominato Justice ("giustizia") e una volta a terra frequenta la matura Constance. Un giorno l'ex moglie Karen si presenta sull'isola, chiedendogli di salvare lei e il loro figlio dal suo nuovo e violento marito. La donna propone a Baker di gettare l'uomo in acqua durante una gita in barca, in cambio di 10 milioni di dollari. Diviso fra la nuova vita e quella da cui è fuggito, tentato dal denaro ma roso dai dubbi, Baker si ritrova in una realtà che non riesce a gestire, pupazzo nelle mani di un misterioso burattinaio...

«L'intenzione era costruire una storia piuttosto convenzionale, quasi un noir anni '40 e '50, con il ritorno dell'ex moglie e il piano omicida. Poi, nel momento meno indicato per la storia, si trattava di buttare tutto quanto all'aria e tentare qualcosa di completamente diverso. Non volevo allestire il plot fin dall'inizio, ma fare in modo che saltasse fuori dal nulla, preceduto al massimo da qualche seme gettato qua e là. Si trattava di vedere come tenere in piedi un personaggio, mentre sperimenta un'avventura assurda e si confronta coi suoi dubbi esistenziali».
Steve Knight

Scritto e diretto da Steven Knight, celebre sceneggiatore di Piccoli affari sporchi, La promessa dell'assassino e Allied: Un'ombra nascosta e regista alla terza prova dopo Redemption - Identità nascoste e Locke, Serenity arriva in Italia - ultimo tra i paesi in cui è stato distribuito - preceduto da una polemica tra gli autori (compresi le star Matthew McConaughey e Anne Hathaway) e la casa di distribuzione Aviron, rea di non aver promosso adeguatamente il film dopo le disastrose anteprime dello scorso gennaio, e dalla fama di scult creata ad arte dalla stampa americana.

Definito da più parti «terrible and insane» (orribile e folle), accompagnato da epiteti come «bonkers» (fuori di testa) e da espressioni come «huh?» (cosa?) o peggio «WTF» (ma che c...), il film è una sorta di neo-noir ispirato al cinema classico e alle atmosfere sordide e patinate di Adrian Lyne o di cult anni 80 come The Hot Spot. Per stessa ammissione di Knight, però, la sceneggiatura è stata scritta con l'intento di depistare le aspettative dello spettatore e condurre il film in territori narrativi totalmente inaspettati.

Matthew McConaughey e Anne Hathaway si confrontano anch'essi con figure dalla forte caratterizzazione stereotipata (lui incarna il mito hemingwaiano del lupo solitario in guerra con la natura e il passato, lei quello della femme fatale ambigua e seducente), in un ambiente tropicale ammantato di immancabili luci calde e atmosfere sudate.

Ovviamente, un motivo c'è a giustificare la palese artificiosità della messinscena e la prevedibilità di tutti i personaggi del plot, dalla calda amante Diane Lane al compagno di pesca di Baker Djimon Hounsou, dal marito violento Jason Clarke al misterioso impiegato Jeremy Strong: ma rivelarlo sarebbe ingiusto verso il meccanismo a sorpresa che sorregge e insieme sconvolge Serenity, togliendo così allo spettatore il piacere (colpevole o meno) di assistere a un film per davvero "fuori di testa", pericolosamente in bilico fra la patacca e l'oggetto di culto.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 luglio 2019
samanta

[SPOILER] In questa recensione è inevitabile che si rivelino alcuni colpi di scena. Innanzitutto il genere sarebbe un thriller e un dramma con la regia (e la sceneggiatura) di Steven Knight, regista britannico, che ha l'attivo la direzione di soli 3 film (oltre a questo: Redemption, Locke) , peraltro risoltisi in flop commerciali, come Serenity che a fronte di un budget di 25 milioni [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 marzo 2019
Gropius

Baker Dill ( Matthew McConaughey), vive in una piccola isola dei Caraibi chiamata Plymouth. Egli è un marinaio. Capitano di una barca con la quale porta i turisti a pescare in mare aperto. La sua più grande ossessione  "hemingwayiana" è quella di riuscire a catturare in mare, prima o poi, un grande tonno.  Quando però un giorno una sua ex (Anne Hathaway) [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 luglio 2019
Maramaldo

C'è una "invenzione", abbastanza originale anche se non ha entusiasmato nessuno. C'è pure - e questo è grave - il sospetto di una "circonvenzione dello spettattore". Non siate permalosi, è solo un caso di quella che chiamerei sindrome di Guadagnino  a cui rivolgersi così: sai far cinema? fallo ma non strafare; specialmente quando hai [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 luglio 2019
carloalberto

 Matthew McConaughey  come il capitano Achab di Melville o il vecchio pescatore di Hemingway incarna il mito della lotta titanica dell’uomo solo contro la natura. Ma, liberandosi dall’ossessione che lo intrappola in un topos letterario, il personaggio scopre di essere destinato, come il protagonista di  Source Code, ad una impresa alta ed altra che travalica i confini della [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 luglio 2019
joecondor

Girato bene, un buon film con ottimi interpreti su cui McConaughey primeggia, come al solito bravissimo...una faccia che lascia il segno.Non è un thriller forse si avvicina al Sesto Senso ma non dico altro perchè altrimenti lo spettatore non viene immerso nella sua trama a doppia faccia.Merita la visione un film diverso e ben fatto che lascia forse disorientati ma questo è [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 luglio 2019
elpiezo

Un pescatore solitario affronta i suoi tormenti su una sperduta isola della Florida. L’inaspettato incontro con l’ex moglie lo induce a prendere decisioni che lo riportano ad un passato alquanto nebuloso. Torbido noir che intreccia classicismo e avanguardia, conquista lo spettatore attraverso estetiche tradizionali e si concede il lusso di un finale alquanto alternativo.

domenica 21 luglio 2019
vince

Sinceramente mi aspettavo molto di più... l'unica cosa veramente bella è la fotografia tutto il resto è... noia!

domenica 21 luglio 2019
vince

Film patinato con una bella fotografia ma come noir assolutamente poco coinvolgente e decisamente noioso... da evitare.

giovedì 30 maggio 2019
Ashtray_Bliss

Partiamo da una doverosa premessa: da un film che porta la firma di Steven Knight e dove figurano attori del calibro dei premi oscar McConaughey e Hathaway ci si aspettava molto di più. Knight ha pochi film all'attivo come regista ma in qualità di sceneggiatore ha scritto dei veri e autentci capolavori (come dimenticare il tagliente e violento Eastern Promises per non citare il pù [...] Vai alla recensione »

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
lunedì 22 luglio 2019
Matteo Arfini, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

La terza opera in qualità di regista del noto sceneggiatore Steven Knight, Serenity (guarda la video recensione), si presenta come un film controverso, a tratti sorprendente e a tratti forse scontato. Il cineasta britannico infatti, potendo godere di un cast d'eccezione che vede protagonisti il pescatore Baker Dill (McConaughey) e la sensuale Karen Zariakas (Hathaway), gioca fin dal principio con gli elementi di un classico noir, per poi disseminare colpi di scena e rivelazioni concentrati nella seconda parte del lungometraggio, dove il ritmo si fa più incalzante.

Se da un lato è possibile ritrovare le tematiche cardine del genere thriller, tutte incentrate sulla figura del protagonista (che ricorda molto il Mud dell'omonimo film di Jeff Nichols), con il suo passato oscuro, la vendetta e l'obbligo di una vita "ai margini", dall'altro Knight cerca di strizzare l'occhio a un plot twist in chiave contemporanea.

Alla vita del pescatore (con tanto di richiamo alla lotta eterna uomo-animale del "Vecchio e il mare" di Hemingway), egli contrappone in modo antitetico la tecnologia, il videogame attraverso quello che si rivela essere il legame più solido tra tutti: la famiglia. Sono i rapporti famigliari, idilliaci in un tempo ormai svanito, bui e violenti in un presente cupo a tessere le fila di tutta la storia e ad addolcire, per quanto possibile, la cruda rivelazione finale.

Questi classici ingredienti principali vengono disseminati all'interno di un contesto molto più ampio e sfaccettato, e soprattutto in un ambiente caratteristico come quello di un'isola in mezzo all'oceano, un non-luogo caratterizzato da una vita senza tempo, che si ripete inesorabile giorno dopo giorno.

FOCUS
sabato 20 luglio 2019
Roy Menarini

Ormai quello della critica è un lavoro improbo. Complice il terrore degli spoiler da parte dei lettori e la passione per i colpi di scena di molti film contemporanei, diventa macchinoso analizzare un'opera senza poter discutere le svolte che la trama propone.
Limitiamoci dunque a dire che Serenity (guarda la video recensione) di Steven Knight di sorprese ne assicura parecchie, e che il mélange di generi cinematografici appare a dir poco disinvolto. Questo per dire che chi, dopo aver visto lo stereotipato trailer, avesse pensato al solito noir citazionista e deciso di snobbare il film perché già sicuro di dove sarebbe andato a parare, farebbe meglio a ripensarci.

L'accoglienza di Serenity è stata - inutile negarlo - fredda quando non isterica, se pensiamo alla distribuzione internazionale e alle reazioni della critica (probabilmente decisive per lo scarso appeal del film verso il pubblico).

Eppure, pur essendo qua e là un enorme pasticcio, Serenity si prende molti rischi, così come li fa prendere ai suoi personaggi, chiamati a lavorare "doppiamente" sul proprio arco narrativo e sul destino che li attende nella narrazione.
E qui torna un po' in gioco il tema del cinema contemporaneo. Questo divertente UFO, che parte come un thriller, si trasforma in un post-noir anni Ottanta (come quelli di Lawrence Kasdan), e poi prende il volo per lidi inattesi, altro non è in fondo che il fallo di reazione di un creativo come Steven Knight, cui evidentemente stanno strette tutte le regole industriali.

I suoi lavori da sceneggiatore e regista oscillano sempre tra totale disubbidienza (Locke) e sottile gioco sugli stereotipi (Allied, superbamente diretto da Robert Zemeckis). In questo caso, invece, le due anime - quella neoclassica e quella sperimentale - sembrano fondersi: e non solo come estetica o come narrazione, ma proprio testualmente, come meccanismo di racconto che regola ciò che accade in Serenity.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 21 luglio 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Un gatto nero e luciferino si aggira per le immagini di Serenity - L'isola dell'inganno (Serenity, Usa, 2019, 106'). A parte questo, senza l'ultima sequenza il film scritto e diretto da Sten Knight sarebbe pessimo. Come se stesse riscrivendo e rigirando Il vecchio e il mare, Knight racconta - o nella sequenza d'apertura sembra voler raccontare - l'ossessione di un pescatore per la sua preda, non più [...] Vai alla recensione »

sabato 20 luglio 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Prendete un film con un assurdo colpo di scena - ma comunque un colpo di scena - e smorzatelo con un titolo -guida. Così funziona "Serenity" per gli spettatori coraggiosi che si avventurano in sala snobbando Netflix che ieri ha lanciato in streaming la terza stagione di "La casa di carta". Pur essendo contrari ai prolungamenti forzosi delle serie che hanno successo (vizio che ha contagiato anche il [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 luglio 2019
Alice Sforza
Il Giornale

«Uccidi mio marito e ti darò dieci milioni di dollari» è la proposta indecente che una dark lady fa al suo ex. E tu ti aspetti di vedere un noir, con i suoi bei stereotipi e contare le volte che il buon McConaughey leverà la maglietta, per la gioia delle fan. Invece, arriva, a metà film, un «colpo di scena» che rende il tutto ancora più implausibile, ridicolo.

giovedì 18 luglio 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Prolifico sceneggiatore e autore televisivo, sei anni fa Steven Knight ci sorprese con Locke, ottimo "suspenser" tutto ambientato dentro un'automobile. Dopo di che, ci aspettavamo da lui qualcosa di originale? e invece Serenity è una delusione. Nell'isoletta di Plymouth il capitano Baker Dill porta antipatici turisti a pescare con la sua barca. Pare che coltivi un'unica ossessione, un tonno coriaceo [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 luglio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Come sintetizzato di recente da un giornalista americano, i lettori d'estate «are in the mood for mysteries»? la cosa naturalmente vale anche per gli spettatori di cinema che però non possono mai contare su un'offerta altrettanto generosa che quella letteraria. Così riguardo a Serenity - al momento il solo thriller in uscita nelle sale - si era creata una certa attesa.

giovedì 18 luglio 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

«Io pesco tonno». «No, tu peschi solo un tonno!». Il suo nome è Giustizia e Baker Dill (Matthew Mc-Counaghy) lo insegue da anni, bloccato a Plymouth dove frequenta una "gattara" (Diane Lane) e fa la doccia buttandosi nudo dagli scogli. L'ex moglie (Anne Hathaway) gli chiede di far fuori il marito. Quello che sembra un matrimonio buffo tra un noir alla Brivido caldo (1981) di Kasdan e l'epica marina [...] Vai alla recensione »

martedì 2 luglio 2019
Alessandra De Luca
Ciak

Baker Dill è il capitano della barca da pesca impegnato a traghettare turisti in una tranquilla enclave tropicale denominata Plymouth Island. La sua vita subisce un improvviso detour quando la sua ex moglie, Karen, lo rintraccia con una disperata richiesta di aiuto, implorandolo di salvare lei - e il loro giovane figlio - dal suo nuovo marito violento; in cambio di dieci milioni di dollari, Dill dovrebbe [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
venerdì 19 luglio 2019
Andrea Chirichelli

Spider-Man: Far from home (guarda la video recensione) incassa 334mila euro, supera nettamente i 7 milioni di euro e si prepara a vincere il secondo weekend di fila con largo margine sulla concorrenza.

VIDEO RECENSIONE
venerdì 12 luglio 2019
 

Un noir contemporaneo che si fa notare per l'audacia e la totale mancanza d'imbarazzo con cui resta in bilico fra serietà e autoparodia. Recensione di Roberto Manassero, legge Roberta Azzarone. Guarda la video recensione »

TRAILER
giovedì 20 giugno 2019
 

In fuga da un passato traumatico, Baker Dill si è ritirato su un'isola al largo della Florida. Solitario e irascibile, nelle battute di pesca insegue senza speranza un tonno gigante che ha denominato Justice ("giustizia") e una volta a terra frequenta [...]

NEWS
lunedì 27 maggio 2019
 

In fuga da un passato traumatico, Baker Dill si è ritirato su un'isola al largo della Florida. Solitario e irascibile, nelle battute di pesca insegue senza speranza un tonno gigante che ha denominato Justice ("giustizia") e una volta a terra frequenta [...]

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