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Roger Michell

Roger Michell è un regista, sceneggiatore, è nato il 5 giugno 1956 a Pretoria (Sudafrica) ed è morto il 22 settembre 2021 all'età di 65 anni.

Il regista di Notting Hill

A cura di Fabio Secchi Frau

Regista cinematografico, teatrale e televisivo britannico è un instancabile narratore di storie d'amore poco graziose e alternative... ma solo quando non lavora per la conformista Hollywood.

Studi
Nato a Pretoria, in Sud Africa, passa la sua infanzia a Beirut, Damasco e Praga, seguendo il padre nel suo lavoro diplomatico. Educato al Clifton College, studia poi alla Cambridge University, vincendo il prestigioso Royal Shakespear Company Buzz Goodbody Award, così chiamato dopo la morte della regista britannica Buzz Goodbody che si suicidò all'età di 29 anni. Laureato nel 1977, si sposta a Londra e diventa un apprendista del Royal Court Theatre e l'aiuto regista del noto drammaturgo britannico John Osborne e di Samuel Beckett. Durante questo periodo, lavora anche a stretto contatto con Danny Boyle. Nel 1979, lascia il Royal Court Theatre e diventa sceneggiatore e regista di progetti tutti suoi. Scrive "Private Dick" una commedia che vince il Fringe First Award e che debutta a Londra con Robert Powell nelle vesti di Philip Marlowe. Nel 1985, si unisce alla Royal Shakespeare Company, dove rimane per sei anni come assistente regista e regista di "Some Americans Abroad" che verrà rappresentata a Broadway nel 1990. La BBC gli offre l'opportunità di passare al piccolo schermo firmando le miniserie Downtown Lagos (1992) e The Buddha of Suburbia (1993, che è un adattamento dell'autobiografia di Hanif Kureishi) con Naveen Andrews, nonché qualche episodio di Omnibus (1995).

Il debutto cinematografico
Folgorato dal romanzo di "Persuasione" di Jane Austen, decide di adattarlo sul grande schermo in un film omonimo del 1995. È una buona opera prima, non bellissima e neppure piena di quel sottile umorismo che permea i libri della scrittrice britannica, ma buona per quello spirito malinconico che viene evocato dalle immagini dei tipici paesaggi inglesi e delle case. In soli 17 giorni, firma My Night with Reg, poi seguito da Titanic Town (1998) che vincerà il Premio Ecumenico della Giuria a Locarno.

Notting Hill
Il suo più grande successo è, senza alcun dubbio, il romantico Notting Hill (1999) con Julia Roberts, Hugh Grant, Rhys Ifans e Hugh Bonneville. Michell, che è autore della sceneggiatura con Richard Curtis, dirige le star più in voga del momento nell'impossibile storia d'amore fra un libraio (William Thacker) e una delle attrici americane più note al mondo (Anna Scott). Campione d'incassi, godibilissimo e prevedibile, Notting Hill è uno dei film più clementi in tema amoroso che abbia girato.

Il passaggio a Hollywood
Hollywood gli offre Il mandolino del Capitano Corelli (2001), sfortunatamente però un attacco di cuore improvviso lo spinge a rifiutare il lavoro che andrà a John Madden. Tornerà a lavorare con i produttori americani nel mediocre Ipotesi di reato (2002) con Samuel L. Jackson e Sydney Pollack. Come sempre, lo straordinario stile di questo regista si impoverisce dietro la banalità di un thriller metropolitano che vira verso la parabola sociale-psicologica-morale-esistenziale che raramente vengono affrontati dai film americani.

Il ritorno in Gran Bretagna
Deluso dalla collaborazione americana, torna in patria per dirigere The Mother (2003), un elegante dramma da camera sulla desolazione famigliare. Dettagliato, sperduto, erotico, gioca con i ribaltamenti di ruoli scatenati dalla tenerezza e dai suoi contrari (l'odio, la frustrazione e il sentimento di rivalsa) e che hanno come conseguenze la distruzione e l'autodistruzione. Cinematograficamente, il grande merito di Michell e di questo film è quello di aver sfidato uno dei tabù che lo schermo americano ci ha imposto: quello di girare scene di sesso con una donna sopra i sessant'anni. Lui lo fa, dimostrando, senza eccesso di pathos, senza vergogna, che si possono descrivere anche questi amplessi in questa particolare età senza cadere nel facile compiacimento o nel pietismo. Un senso della misura anche in L'amore fatale (2004), tratto dall'omonimo romanzo di Ian McEwan. Un torbido thriller di sentimenti in cui i ruoli di vittima e carnefice si interrogano sull'amore. Colorato, sentimentale, senza controllo, il film irrompe con la sua forza travolgente esattamente come il libro e rimane addosso allo spettatore che non si libera del peso della claustrofobia, della persecuzione delle colpe, della poesia delirante di cui è intriso il protagonista, un uomo in cerca di affetto. A seguire, verranno Venus (2006) con Peter O'Toole e Il buongiorno del mattino (2010) con Harrison Ford. Un film, quest'ultimo, che segna il ritorno di Michell in America. Due anni dopo gira invece A Royal Weekend, con Bill Murray nei panni di Roosevelt. Tra le ultime opere firmate troviamo Rachel (2017), Blackbird - L'ultimo abbraccio (2019) e The Duke (2020).
E' morto nel settembre 2021, all'età di 65 anni.

Vita privata
Sposato con l'attrice Kate Buffery, divorzia da questa nel 2002, dopo la nascita dei suoi due figli: l'attrice Rosie Michell e l'attore e cantautore Harry Michell. Si è poi legato a un'altra attrice, Anna Maxwell Martin, dalla quale ha avuto una figlia.

Ultimi film

Drammatico, Sentimentale - (USA - 2017), 106 min.
Commedia, (USA - 2013), 93 min.
Thriller, (Gran Bretagna - 2004), 100 min.
Drammatico, (Gran Bretagna - 2003), 112 min.
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