Toni quasi noir e scene scioccanti. La miseria del Giappone ha costretto anche il più umanista tra i grandi autori a sporcarsi le mani. GUARDA ORA IL FILM E SCOPRI LA OZU COLLECTION »
di Emanuele Sacchi
Benché la guerra sia finita da qualche anno, Tokiko attende invano il ritorno del marito Shuichi e nel frattempo cresce il piccolo Hiroshi, in gravi ristrettezze economiche. Per sbarcare il lunario prova a vendere oggetti personali, ma quando Hiroshi si ammala e le spese mediche divengono onerose, a Tokiko risulta chiara quale sia l’unica via d’uscita. Costretta a prostituirsi, spera di poter dimenticare tutto, ma quando inaspettatamente Shuichi torna a casa, per Tokiko è difficile nascondergli la verità.
Primo film girato dal regista dopo la pausa forzata dovuta alla Seconda guerra mondiale, Gallina nel vento rappresenta per molti versi un unicum nella filmografia di Yasujiro Ozu. Fotografato in un bianco e nero quasi espressionista, è un film che non lesina in violenza e situazioni scabrose, quasi che la situazione di miseria e difficoltà in cui versava il Giappone del dopoguerra fosse talmente grave da obbligare anche il più umanista tra i registi a sporcarsi le mani.
E se l’epilogo riparatore ci riporta alla poetica delle seconde possibilità, cara al regista, è chiaro come risulti una soluzione di comodo, quasi giustapposta rispetto al tormento psicofisico a cui sin lì sono sottoposti i personaggi del film.
Il film è disponibile in streaming su MYmovies ONE insieme a una raccolta dedicata alla filmografia di Ozu.