Made in Italy

Film 2018 | Drammatico +13 104 min.

Regia di Luciano Ligabue. Un film Da vedere 2018 con Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2018, durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 25 gennaio 2018 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,91 su 41 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un uomo riflette sulle scelte che ha fatto in passato e decide di dare una svolta alla sua vita. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Made in Italy ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 3 milioni di euro e 1,4 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,91/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,33
PUBBLICO 2,89
CONSIGLIATO SÌ
Ligabue affronta il trascorrere delle stagioni con onestà e schiettezza.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 23 gennaio 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 23 gennaio 2018

Reggio Emilia. Riko lavora in una ditta che insacca salumi. Ha una moglie, Sara, qualche avventura extra coniugale e un figlio ormai cresciuto che cerca l'autonomia dai genitori. Riko è fondamentalmente un uomo onesto (così lo considerano gli altri) messo a confronto con un presente in cui la precarietà sembra essere diventata l'unica norma: nei sentimenti, nel lavoro, nel domani.
"Ho fatto in tempo ad avere un futuro/che non fosse soltanto per me (...) Ho fatto in tempo a imparare a volare/senza dover guardare giù/e non conoscere certe paure/che nel frattempo sono di più" così canta Luciano Ligabue in uno dei brani che compongono il concept album che ha lo stesso titolo di questa sua terza regia e che, con alcuni brani, accompagna gli sviluppi della vicenda.

Sono trascorsi vent'anni da un esordio, che tutti ricordano per la sua schiettezza e immediatezza, che si intitolava Radiofreccia.

Non si può dire che l'artista di Correggio soffra di bulimia cinematografico-registica perché se tra il primo e il secondo film (Da zero a dieci) erano trascorsi quattro anni ora di tempo ne è passato quattro volte tanto. Perché per Ligabue il trascorrere delle stagioni ha un valore che non gli ha solo imbiancato capelli che rifiutano le tinture ma lo ha fatto crescere impedendogli al contempo di evitare di creare un fossato tra palco e realtà. Fatta la tara sui momenti di retorica che ogni tanto emergono quella che qui di fatto domina è la visione di qualcuno che conosce la materia che tratta perché non se ne è mai separato, neppure nei momenti di massimo trionfo.

È come se Campovolo non fosse stata esclusivamente un'apoteosi del rocker ma una vera occasione d'incontro in cui i Riko, i Carnevale, le Angela, i Patrizio e i Pavak (che si sentono e sono italiani) non fossero mai diventati massa ma rimaste persone.
Ognuno di loro sente ancora dentro di sé quella che il regista tedesco Edgar Reitz ha saputo sintetizzare con un'opera fiume rappresentata da un unico vocabolo: "Heimat". Si tratta del luogo in cui si coagulano gli affetti, la piccola patria dentro quella con la P maiuscola. Riko e i suoi amici la vivono e la sentono con tutte le paure di cui sopra. Qualcuno cade senza potersi più rialzare ma altri ci provano e, con fatica e dolore ma anche con forza d'animo e capacità di reinventarsi, ci riescono. Perché, come dice il protagonista, "ci vuole un niente a farsi piacere lo status quo" anche se non se ne è convinti. Ma così si finisce con il perdere non solo il rispetto per gli altri ma anche per sé e bisogna evitare a tutti costi che accada. Oggi più che mai.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 27 gennaio 2018
Simosera92

Luciano Ligabue torna nei panni di regista dopo 16 anni dal suo ultimo film. Più vicino a "Radiofreccia" che a "Da zero a dieci" Made in Italy è una dichiarazione d'amore frustato verso l'Italia come dichiarato più volte dallo stesso cantautore. Riko e Sara, interpretati rispettivamente da un'eccezionale Stefano Accorsi e da una sorprendente Kasia [...] Vai alla recensione »

sabato 12 maggio 2018
Luca Scialo

Come sarebbe stata la vita di Freccia se si fosse salvato dalle pere? Una domanda che i fan di Liga si sono posti poco dopo aver visto Radiofreccia, il primo fortunato film di Luciano Ligabue. Il quale, a distanza di vent'anni, ci fornisce una probabile risposta. Un quarantenne mai realmente maturato, con un lavoro da fabbrica ancora che detesta (sebbene il tipo di produzione sia diverso), un Paese [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 gennaio 2018
Flyanto

 Dopo circa 20 anni, ritorna alla regia e dunque nelle sale cinematografiche italiane, il cantante Luciano Ligabue con il film "Made in Italy", un ritratto quanto mai realistico di una coppia che vive in una cittadina della provincia emiliana. La coppia in questione è formata da individui di circa 40/45 anni, di modesta estrazione sociale e con un figlio adolescente con la passione [...] Vai alla recensione »

domenica 17 giugno 2018
diabolik

bentornato ligabue al di sotto di radio freccia, ma con molteplici similitudini, a partire da una morte inseguita il po la pianura padana l'economia e la vita degli abitanti che gira intorno al maiale e ne dipende un film onesto e affettuoso coi personaggi, con la terra e con questa italia che costringe ad andarsene per sopravvivere (la citazione di pavese anche qua, ricorrente piu che mai oggi [...] Vai alla recensione »

sabato 3 febbraio 2018
morello

Radio Freccia e Da zero a dieci mi erano piaciuti molto, e mi avevano lasciato qualcosa. Questo no. E' come se ne avesse scritto un pezzo alla volta durante 16anni e il risultato è un film slegato, scene e idee attaccate insieme con lo scotch, tentativi di scene underground alla Kusturica senza raggiungerne il livello, nessuna tensione, nessun trasporto.

giovedì 1 febbraio 2018
annelise

Film spontaneo che narra della provincia nebbiosa e laboriosa dell'Italia. Cattura i sentimenti rassegnati e malinconici del privato e del sociale. Esalta valori importanti della radice culturale emiliana quali l'amicizia,la solidarietà e l'attaccamento alle radici familiari. Rischia, forse, di essere  ridimensionato per la sua schiettezza, per il suo essere diretto, perchè [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 gennaio 2018
Frank Picci

Devo dire che Ligabue "regista" non ha nulla da invidiare al Ligabue "cantante" .  Grazie anche ad uno Stefano Accorsi sempre più convincente ed appassionante, Ligabue riesce a trasformare le sue ultime canzoni in un film che ti arriva allo stomaco, ti racconta la realtà con ruvida efficacia, mettendo a nudo le frustrazioni, le paure, i sogni, le ambizioni di [...] Vai alla recensione »

domenica 28 gennaio 2018
FreeRider

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: Made in Italy non è (ovviamente) un film da concorso ma è un lavoro sentito a cui non manca sincerità, che funziona bene e che riesce anche a lasciare un messaggio positivo e incoraggiante. Ligabue è partito col piede giusto innanzitutto ponendosi un obiettivo ragionevole e cioè puntando su un cinema che fa proprio della [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 gennaio 2018
no_data

Un film sulla miseria umana, dove i sentimenti sono torniti maldestramente da risultare posticci, i drammi non hanno spessore ma sono incastrati a dare un senso di movimento che invece made in Italy non ha, la passività dell'uomo comune quello a cui gli eventi capitano e a cui lui a fastidiosamente reagisce non portano a nessuna rivelazione ad alcun risveglio, si cade in basso e ci si rialza [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 gennaio 2018
Albatros

IMO Vengono affrontati temi importanti della vita in modo però molto scontato, troppe sue canzoni che rendono il film un pò auto celebrativo, molto banale l'elenco delle città italiane nel finale. Molto bene gli attori e la recitazione, oltre l'ambientazione e i luoghi. Mi è piaciuto molto la differenza fra la famiglia indiana e quella italiana, forse doveva essere [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 febbraio 2018
RaffaeledP

Senza grossi giri di parole: è molto meglio che Ligabue continui a fare il cantante e solo quello. Film scialbo. Trama inesistente. Noioso. Scontato. Assolutamente da non vedere. 

martedì 6 febbraio 2018
cla_66s

Dialoghi banali, scene inverosimili (la partita a carte, la comunicazione dei licenzamenti, il viaggio a roma, il matrimonio...) personaggi clichet  (l'artista, il gay,lo sfigato),  finale patetico e prevedibile. Poco e niente mi è piaciuto di questo film. Non inguardabile, ma inutile vederlo.

lunedì 5 febbraio 2018
unflownsky

L'inizio prende bene, ma poi tutto sbiadisce in una commedia che sa di deja vu. Personalmente ci ho visto un pò di "La febbre" di d'Alatri e di "Baciami ancora" di Muccino. Si mescolano temi talvolta troppo diversi e il film finisce per diventare un clichè. Peccato.

mercoledì 31 gennaio 2018
Flaw54

Non sarà Radio freccia sicuramente più coinvolgente, ma è un bel film sulle problematche quotidiane dei nostri giorni. La banalità della sofferenza parafrasando la Arendt, ma niente appare così realistico come le vicende dei due protagonisti. ottimi gli attori di contorno, ma eccezionali Accorsi e la Smutniak che danno vita ad una coppia che rimane scolpita nella [...] Vai alla recensione »

sabato 27 gennaio 2018
Axel

Lento, telefonato, assurdo nei dialoghi ,povero . Radio freccia da pensionati. Non si può guardare. Caro Liga, suona che è meglio. Con affetto.

mercoledì 23 maggio 2018
Vittorio

Lontano da Radio Freccia, molto lontano...il film è sicuramente piacevole, con punti commoventi, tutto velato da una profonda tristezza....Sinceramente mi aspettavo molto di piu'...

lunedì 29 gennaio 2018
mari

Film eccezionale, musica divina . Gli attori sono stati molto bravi

domenica 28 gennaio 2018
Albachiara

Un film provinciale, familiare, fatto da un regista che non è un regista, che se la canta e se la suona con le canzoni che ha, e che non saranno capolavori musicali, ma che arrivano dove devono arrivare. Perché l'essenza di noi risiede nella semplicità, in quei valori che sopravvivono a stento in questo mondo ingiusto e imperfetto.

sabato 27 gennaio 2018
Rosita

Un film inquadrato  in un contesto di forte disagio socio-economico -politico di cui  si trova l'Italia di oggi ,in cui le vicende quotidiane vissute dai protagonisti cadono nelle mani dell'indifferenza di un potere politico per il quale il lavoratore è solo un numero e senza pietà ti azzera .Ti fa fuori costringendoti a lasciare,tuo malgrado,la tua Terra alla quale [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 febbraio 2018
Alejazz

E chi l'avrebbe detto che Luciano Ligabue sarebbe diventato un bravo regista! "Made in Italy" è un altro capolavoro di Ligabue ma merito anche dei protagonisti interpretati da un eccellente Stefano Accorsi e Kasia Smutniak, belli e bravi e fanno una bella coppia.Il film vive di forti momenti che potrebbero apparire pesanti e noiosi ma che invece offrono un buon spunto di riflessione per noi italiani [...] Vai alla recensione »

domenica 4 febbraio 2018
Marco

Veramente un'ottima prova del regista emiliano che si conferma grande narratore del quotidiano!

lunedì 29 gennaio 2018
luca pallucca

Incedere lento e soffuso, qualche slancio quà e la, trama non originalissima, probabilmente già masticata , una storia di ordinaria normalità impreziosita però da due belle interpretazioni, soprattutto quella di Kasia Smutniak, davvero in grande spolvero! Un film onesto, con qualche spigolo da smussare, che ci rispecchia abbastanza fedelmente.

venerdì 26 gennaio 2018
Roberta cianto

Emozionante. 

giovedì 25 gennaio 2018
Prade98

Film che mi è piaciuto molto, lo consiglio a chi non vuole vedersi il solito cinepanttone italiano.

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
lunedì 29 gennaio 2018
Elvira Del Guercio, vincitrice del Premio Scrivere di Cinema

Come direbbe Pavese, "un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via": Made in Italy è il racconto delle costanti dipartite da questo paese, distacchi interiori e fisici, per la maggior parte delle volte irreversibili. Luciano Ligabue, alla regia del suo terzo film, vuole raccontare la crisi di un paese affranto, mutilato nelle sue componenti più vitali in cui i personaggi sono mossi da una costante ricerca di senso, sopraffatti dalla monotonia di una vita sempre uguale a se tessa.
In un certo qual modo, lo spettatore riesce a incanalare e percepire la stessa dispersione e disgregazione di ogni certezza dei protagonisti. C'è Riko\Stefano Accorsi, che da trent'anni è costretto a lavorare in una ditta che insacca salumi, alle prese con un matrimonio insoddisfacente e una moglie distaccata, ma profondamente desiderosa di fare ancora esperienza di tutto ciò che l'esistenza ha da offrire: Kasia Smutniak interpreta Sara, anch'essa vincolata a un ventaglio di promesse pronunciate e mai mantenute. Emblematico, in tal senso, il momento in cui durante una scena tra conoscenti viene chiesto a ognuna la propria professione. In una lenta e funzionale progressione di volti sommessi e occhi bassi, ci è restituito tutto il senso di ciò che Ligabue ha voluto raccontare: l'accontentarsi, la rinuncia e il lasciarsi scivolare addosso la quotidianità.

Nonostante alcuni momenti in cui un'eccessiva e ridondante attenzione per la forma, tra la retorica piatta di alcuni scambi di battute e sequenze, non è difficile riuscire a rispecchiarsi nelle varie sfumature del film, sfumature inserite in un racconto di malinconia e tenerezza, fatta di sguardi profondi sulla vita e le sue problematiche.

Ma i personaggi di Made in Italy sono sul punto di implodere, la crisi da cui sono attanagliati ha prodotto un nevrotico bisogno di allontanarsi dagli schemi, seppur nel breve giro di una giornata trascorsa a Roma e finita in un violento scontro frontale con la polizia, durante una manifestazione in cui per caso i Riko e i suoi due compagni d'avventure inciampano. Dunque, dalla frustrazione e dalle parole non dette nasce finalmente la rabbia e la veemenza del discorso pronunciato da Riko davanti alle telecamere, da cui emerge tutto il sentimento di amore e odio che lo tiene indissolubilmente legato a questa Italia bella ed imperfetta.

Frasi
Ascolta...cambia città, lavoro, famiglia, ma soprattutto, per favore, cambia te, invece di aspettare il cambiamento!
Una frase di Carnevale (Fausto Maria Sciarappa)
dal film Made in Italy - a cura di Ciro Bernardo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 25 gennaio 2018
Fulvia Caprara
La Stampa

È una di quelle donne che, nel momento del bisogno, non vengono mai meno. Anzi, sono lì, forti e decise, piene di sentimento, ma anche di senso pratico. Una di quelle donne che camminano nel mondo portandosi dentro insanabili dolori (in questo caso la perdita di un bambino appena partorito), insieme a un'imperterrita carica vitale, capace di risvegliare i morti, ovvero quelli che hanno perso il filo [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 gennaio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Il Liga-pensiero sull'Italia del nostro scontento nella difficile crisi e rinascita di un operaio degli insaccati in cerca di un senso e una prospettiva tra amici e famiglia. Ligabue spende la sensibilià di osservazione che conosciamo come artista, la silloge delle canzoni gioca di contenuto con personaggi, sfondo sociale e orizzonte esistenziale, ma almeno in sceneggiatura non bisognava lasciarlo [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 febbraio 2018
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Luciano Ligabue è tornato al cinema dopo quasi venti anni. Pochi sono i registi che scrivono soggetto, sceneggiatura e musica in solitaria, il Liga lo fa e se lo può permettere. A partire dalla musica, anche perché prima di essere film Made in Italy è stato un disco, anzi un concept. Vi si racconta la storia di Riko, operaio in crisi in un salumificio anch'es so in crisi.

giovedì 25 gennaio 2018
Alice Sforza
Il Giornale

Riko (Accorsi) ha un lavoro che detesta, un matrimonio (con la Smutniak) in crisi e un futuro incerto. Per fortuna, trova forza nei suoi amici, con i quali condivide «zingarate», ma anche un rapporto sincero. Ligabue, alla terza regia, mette in scena il suo atto d'amore all'Italia. Più nelle intenzioni che nella sostanza, però. La sua sceneggiatura, infatti, è scontata, i dialoghi «ingenui» e, a volte, [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 gennaio 2018
Claudio Trionfera
Panorama

Luciano Ligabue. Se vi piace come rocker vi piacerà anche come cineasta. Perché a vedere il suo nuovo film sembra di ascoltarlo. Arriva sedici anni dopo Da zero a dieci e venti dopo Radiofreccia, del quale fa nuovamente percepire gli aromi un po' aspri, seduttivi, avvolgenti. Parole e suoni, mai cosi in sintonia con le immagini che somministrano, tra colori bruciati, ellissi narrative e belle prospettive [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 gennaio 2018
Valerio Caprara
Il Mattino

Se Paganini non ripeteva, è normale che una rockstar faccia lo stesso. Giustamente apprezzato, infatti, per l'eccellente, ma ormai ingiallito esordio con «Radiofreccia» (1998) e un po' meno per «Da zero a dieci», il grande Liga cade al terzo ostacolo presentando un film come «Made in Italy» che sembra clonato sulla routine del cinema italiano più «piccolo», autoconsolatorio e scontato.

NEWS
BOX OFFICE
martedì 30 gennaio 2018
Andrea Chirichelli

Lunedì senza sorprese, al box office italiano: in testa rimane Made in Italy, che viene però avvicinato da L'uomo sul treno - The Commuter: 83mila euro per il film di Ligabue, 81 per quello con Liam Neeson.

BOX OFFICE
domenica 28 gennaio 2018
Andrea Chirichelli

Nemmeno il sabato cambia di molto la classifica, incassi a parte: Made in Italy incassa poco meno di mezzo milione di euro e resta davanti a L'Uomo sul Treno - The Commuter e al sempre più sorprendente L'ora più buia (guarda la video recensione), che [...]

BOX OFFICE
sabato 27 gennaio 2018
Andrea Chirichelli

Posizioni apparentemente già cristallizzate in classifica, in attesa di capire se sabato e domenica permetteranno qualche rimescolamento. Ieri si conferma primo Ligabue col suo Made in Italy che sale a 231mila euro, staccando nettamente L'uomo sul treno [...]

BOX OFFICE
venerdì 26 gennaio 2018
Andrea Chirichelli

Con le new entry di ieri, i film italiani, nella top ten, diventano ben sei; nel gruppo si inserisce anche il pluricandidato agli Oscar Chiamami col tuo nome (guarda la video recensione). Il nuovo leader è Ligabue col suo Made in Italy, che incassa [...]

VIDEO RECENSIONE
sabato 3 febbraio 2018
 

Reggio Emilia. Riko lavora in una ditta che insacca salumi. Ha una moglie, Sara, qualche avventura extra coniugale e un figlio ormai cresciuto che cerca l'autonomia dai genitori. Riko è fondamentalmente un uomo onesto (così lo considerano gli altri) messo [...]

VIDEO
mercoledì 24 gennaio 2018
 

Reggio Emilia. Riko lavora in una ditta che insacca salumi. Ha una moglie, Sara, qualche avventura extra coniugale e un figlio ormai cresciuto che cerca l'autonomia dai genitori. Riko è fondamentalmente un uomo onesto (così lo considerano gli altri) [...]

POSTER
giovedì 14 dicembre 2017
 

Made in Italy è una dichiarazione di amore frustrato verso il Paese, raccontata con le parole e la musica di Luciano Ligabue, attraverso lo sguardo di Riko. Un uomo onesto, che può contare su un gruppo di amici veri e su una moglie che, tra alti e bassi, [...]

winner
miglior soggetto
Nastri d'Argento
2018
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